Documentare per riflettere: ecco chi è “Lo strano Oz”

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Da qualche tempo, su social network come Instagram e Facebook, è comparsa la figura di “Oz lo strano”.

Oz è un blogger la cui identità è attualmente sconosciuta, ma basta dare un’occhiata alla sua pagina Facebook per capire subito alcune informazioni fondamentali: è di Castel Volturno e vuole documentare, denunciare quella che è la realtà quotidiana di questo posto e far riflettere i suoi concittadini.

È proprio attraverso i suoi profili social che abbiamo provato a contattarlo e dopo uno scambio di battute siamo riusciti a fare quattro chiacchiere con lui, seppur virtuali:

Ciao Oz! Sei un blogger anonimo di cui sappiamo davvero pochissimo. Presumibilmente vivi nella zona di Pinetamare e da qualche tempo hai cominciato a documentare la realtà di questo paese dimenticato. Vogliamo chiederti, per quanto sia possibile, di descriverti. Chi sei?

«Sono nato a Napoli, ma cresciuto e formato tra i quartieri della Domitiana, come la maggior parte della gente che vive qui. Il quartiere di Pinetamare è stato l’epicentro della mia vita. È lì che sono nate le mie passioni, le mie amicizie e così tutto il mio vissuto. A Castel Volturno ho conosciuto diversi aspetti della vita, ho imparato a distinguere il buono dal cattivo, il sincero dal bugiardo e le cose giuste da quelle sbagliate».

Come mai la scelta dell’anonimato?

«Questa scelta nasce dall’esigenza di voler estrapolare solo il vero dalle persone. Mi spiego meglio: in questo posto ci conosciamo quasi tutti e non mi andava proprio giù l’idea che le reazioni della gente, in risposta ai miei post, fossero in qualche modo condizionate dalla mia persona. Voglio che la gente mi dica di getto tutto quello che pensa, le persone riescono ad aprirsi molto di più con gli sconosciuti. Sia chiaro però che non resterò nascosto per sempre. È solo una fase transitoria, a me piace metterci la faccia nelle cose che faccio».

Raccontaci di come e quando hai deciso di aprire le tue pagine social. Cosa ti ha indotto a farlo?

«In passato mi sono già occupato delle problematiche del territorio, sfiduciato però dai meccanismi malsani che da anni affliggono la Domitiana. Ad un certo punto mi sono chiesto: “Ma tutto sto schifo lo vedo solo io?” E da qui la decisione di pubblicare tutto ciò che vedo, invitando le persone a riflettere sul posto in cui vivono.»

Documenti ogni giorno ciò che avviene in questa terra di nessuno, cosa pensi di Castel Volturno al presente? Credi in una ipotetica rinascita di questa città?

«E’ molto difficile darti una risposta ma ci provo lo stesso. Non mi soffermerò a dirti che Castel Volturno ha un potenziale notevole e bellezze che farebbero invidia alle maggiori località turistiche del sud Italia. La Domitiana sta vivendo uno dei suoi peggiori periodici storici. È in completo declino e le possibilità di ripresa sono assai difficili. Ci vuole un intervento speciale da parte degli organi della Stato, manca proprio questa presenza sul territorio. La gente si sente in diritto di fare quello che vuole e questo andazzo deve essere bloccato il prima possibile. La mentalità delle persone deve cambiare e per farlo c’è bisogno che lo Stato diffonda la fiducia necessaria per credere in una nuova rinascita».

 I tuoi post sono sempre impeccabili, scritti con molta enfasi… sei uno scrittore? Un giornalista? 

«Dal mio punto di vista non credo ci sia molta differenza. I miei autori d’ispirazione sono stati Hemingway e Moravia e mi piace definirli appartenenti ad entrambe le categorie. Entrambi hanno vissuto le storie che raccontavano ed io ho vissuto ogni mio post. Il giornalista fa proprio questo, no? A me piace inoltre fare un’altra distinzione, tra chi racconta la realtà e chi inventa storie. Io sento di appartenere alla prima».

Nella tua biografia di Instagram si legge:“La visione che ho del mondo è irrimediabilmente compromessa”. Come mai la scelta di questa frase? Credi che un ragazzino cresciuto a Castel Volturno possa crescere in maniera malsana?

«Assolutamente no, anzi, penso che Castel Volturno ha talenti in tutte le categorie. Vanta sportivi di fama nazionale, scrittori, cantanti e artisti. Quella frase si riferisce a tutt’altro. Vivere la Domiziana vuol dire anche abituarsi a tutto quello che in altre parti del mondo è inaccettabile. Un ragazzo cresciuto sulla Domiziana non fa più caso se fuori al viale di casa si prostituiscono decine di donne o se il vicino viene arrestato per spaccio. La visione che ho del mondo è compromessa perché non riesco più a considerare l’anormalità come tale, anzi mi stupisco quando incontro la normalità. Questa cosa mi rende davvero triste»

 

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