Doctor Strange nel multiverso della follia: la riscoperta della violenza

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Mi raccomando, prima di leggere l’articolo fate attenzione agli spoiler. Ho deciso di parlare ora di “Doctor Strange nel multiverso della follia”, a quasi due mesi dalla sua uscita nelle sale, perché oggi (22 giugno)? Il film diretto da Sam Raimi sarà disponibile su Disney+. Partiamo proprio da Raimi, il regista non si cimentava in un cinecomics da ben 15 anni, dal suo “Spider-Man 3”. A differenza dei suoi due predecessori il terzo capitolo dell’arrampica muri aveva lasciato l’amaro in bocca a buona parte del pubblico che non aveva apprezzato una quantità di villain così massiccia e una valanga di scene etichettate come “cringe”. C’è da dire che il regista è tornato nel mondo dei super eroi con una forza dirompente, approfittando di decenni d’esperienza nel campo dello spettacolare, del grottesco e dell’horror ha trattato probabilmente il personaggio più adatto alle sue attitudini facendo nascere una piccola perla nella grande ostrica MCU.

Il film parte da un presupposto che abbiamo ormai inquadrato come predominante in questa quarta fase: i multiversi. Dall’inghippo iniziale nel normale scorrere delle realtà la trama si sviluppa con una richiesta d’aiuto a Scarlet Witch, che avevamo lasciato disperata a raccogliere i cocci dell’agghiacciante esperienza di Westview. In poco tempo scopriamo che il reale villain di questa storia è Wanda stessa. A dire il vero questa non era una scelta tanto scontata, ci voleva coraggio per rendere una delle eroine più amate del brand non solo malvagia ma estremamente violenta e senza alcuna pietà. Certo come era auspicabile, alla fine della fiera, la strega scarlatta si redime “sacrificandosi”. Uso il virgolettato perché la sua morte risulta palesemente sospetta e poco credibile.

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Parlando dell’espressione violenta di Raimi, il papà della Casa non si risparmia. Il sangue finto era probabilmente in sconto perché Raimi ne utilizza abbondanti litri, iconico e senza precedenti l’incontro con gli illuminati, dove una Wanda furiosa disassembla, sventra, spacca, fa implodere e spezza mentalmente il collo ai membri del sottogruppo di eroi.  A proposito di Illuminati, la loro presenza, per quanto crei i brividi per un paio di motivi, è forse troppo marginale. Appaiono in maniera più figurativa che energica, risultando più come un contentino ai fan che come vero e proprio elemento del film. Nonostante  ciò, la presenza di questi ultimi nella pellicola ci fa dare una sbirciata al futuro di determinati progetti come i Fantastici 4, che vedono John Krasinski nei panni di Reed Richards.

La trama in generale non risulta quasi mai banale, regalando dei colpi di scena e delle trovate niente male nel corso delle due ore di film. Un grande punto di potenzialità di un personaggio come lo stregone supremo (in questo caso ex) è la possibilità di fare praticamente di tutto nei combattimenti e in generale nello sfoggio dei poteri di quest’ultimo. Per fortuna il film non si lascia scappare quest’occasione regalando al pubblico attimi di grande stupore e incredulità con soluzioni molto particolari come un certo scontro musicale avvenuto con una versione alternativa del protagonista.

Il comparto tecnico è tutto sommato buono, le musiche davvero stupefacenti ma la CGI forse indietro di qualche anno rispetto a colleghi con un budget probabilmente più rinforzato. Si potrebbe poi parlare dei personaggi che subiscono una gran bella evoluzione all’interno della pellicola. Lo stesso Doctor Strange si umanizza rispetto alle sue precedenti trasposizioni riuscendo ad essere più empatico e meno calcolatoere.

In generale il dottore di Bleecker street non delude, il film è davvero un piccolo capolavoro che vale la pena di recuperare.

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