Centro Storico di Napoli botteghe pastori natale

Dobbiamo tutelare le botteghe dei pastori nel centro storico di Napoli

Fabio Di Nunno 07/12/2023
Updated 2023/12/07 at 1:44 AM
5 Minuti per la lettura

Il turismo a Napoli, da molti anni, vive una fase di espansione che l’ha resa tra le mete più desiderate e visitate in Italia. Il Natale, poi, vede un esorbitante numero di visitatori concentrarsi soprattutto nel centro storico per una passeggiata a San Gregorio Armeno, la strada principale che ospita le caratteristiche botteghe dei pastori. Proprio i flussi turistici, però, hanno in parte modificato il volto del centro storico, che ha visto una crescita esponenziale di attività commerciali legate al food e al beverage e di bed & breakfast, a scapito di residenti e studenti e, talvolta, anche della stessa vivibilità della zona.

Il Comune di Napoli, così, ha emanato tre provvedimenti che disciplinano il commercio in città, con l’obiettivo di salvaguardare il Centro Storico in qualità di Sito Unesco e, in particolare, le aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico. Allo stesso tempo, i provvedimenti intendono tutelare le attività tradizionali e la qualità di vita dei residenti. Tale normativa prevede che, per un periodo di tre anni, non potranno essere aperte nuove attività di somministrazione di alimenti e bevande, nonché di produzione, preparazione o vendita di prodotti alimentari nel perimetro del Centro Storico di Napoli patrimonio Unesco e nelle cosiddette buffer zone, delle fasce di rispetto limitrofe.

La tutela del centro storico di Napoli

Nella stessa area, sempre per i prossimi tre anni, non sarà neppure consentito l’ampliamento delle attività già esistenti di quella tipologia. L’area interessata dal vincolo ha una superficie di 1,2 chilometri quadrati e al suo interno operano 1.555 delle 8.020 attività di food e beverage presenti su tutto il territorio comunale. Tra il 2019 e il 2022 il tasso di crescita di queste attività è stato del 10% annuo e l’incremento maggiore ha riguardato la ristorazione con preparazione di cibi da asporto. Il piano prevede alcune deroghe che consentono l’apertura di attività di somministrazione e vendita nelle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico, nelle mense o nei bar aziendali, nelle strutture ricettive alberghiere e all’interno di librerie, teatri, cinema e musei se in forma accessoria rispetto all’attività principale. Il divieto di ampliamento, invece, non si applica ai locali storici adibiti ad attività di artigianato, commercio e somministrazione.

Il piano di tutela mira a valorizzare l’offerta commerciale nel centro storico per garantire un’offerta di qualità che intercetti sia i bisogni della cittadinanza che quelli legati al grande afflusso turistico. Nel pia- no di tutela vi è una specificità per via San Gregorio Armeno, dove il blocco triennale riguarderà tutte le attività che non rientrano tra quelle di produzione o vendita collegate alla lavorazione artigianale dei pastori.

Le parole di Teresa Armato, assessore al Turismo di Napoli

Teresa Armato, Assessore al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, illustra la ratio della nuova normativa. «Abbiamo individuato dei luoghi particolarmente fragili e belli per la presenza di beni archeologici, monumentali e paesaggistici, nei quali sospenderemo le autorizzazioni per aprire nuove attività commerciali di food e beverage per tre anni. Interveniamo in un’area che rappresenta il 2% del territorio comunale, ma nella quale insiste una percentuale molto alta di queste attività commerciali. Ci teniamo a preservare l’identità della nostra città e su questo siamo in pieno accordo con le associazioni dei commercianti, con le quali abbiamo lavorato per mesi».

«San Gregorio Armeno, uno dei luoghi più iconici, identitari e preziosi della città, soprattutto in questo periodo, è al centro della nostra programmazione istituzionale; è una strada storica e nota in tutto il mondo che abbiamo salvaguardato e protetto con forti scelte amministrative e che valorizzeremo sempre più, in sinergia con gli operatori, gli artigiani, i rappresentanti di categoria e le associazioni del territorio. Abbiamo portato avanti questo lavoro d’intesa con la Regione Campania e in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Napoli. È previsto un monitoraggio annuale per poter eventualmente apportare dei correttivi».

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *