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Il D.L. 119 del 2018 può essere considerata la vera e propria pace fiscale in quanto permettere di regolarizzare la propria posizione contributiva con il minimo sforzo economico. Al fine di agevolare al meglio la comprensione del nuovo testo legislativo emanato dal governo giallo/verde, il quale rappresenta uno dei punti forti della nuova legge di bilancio, esamineremo gli aspetti fondamentali, novità e differenze rispetto alle altre definizioni agevolate.

La “pace fiscale” può essere considerata un vero e proprio “parto legislativo”, in quanto numerose sono state le modifiche apportate al testo originario, infatti, inizialmente la stessa assomigliate più ad una nuova e conveniente rottamazione delle cartelle ma, a seguito di un lungo dibattito legislativo è stata rivisitata ed estesa tornando alla sua concezione originaria di pace fiscale in line con quanto stabilito dal contratto di governo giallo/verde.

La prima modifica fondamentale al testo è stata la cancellazione della dichiarazione integrativa speciale al 20% che prevedeva la dichiarazione spontanea da parte del contribuente dei “redditi sommersi” fino ad un tetto massimo di 100.000,00 Euro per ogni anno, pagando un’aliquota fissa del 20%. Nell’ipotesi in cui tale emendamento fosse passato il contribuente avrebbe potuto dichiarare fino ad un tetto massimo di 500.000,00 Euro pagando una modica somma. Tale dichiarazione integrativa è stata sostituita da una vera e propria sanatorio delle irregolarità formali con aliquote crescenti concesso momentaneamente alle sole persone fisiche in obbiettivo stato di difficoltà economica. Le novità fondamentali di tale decreto sono sostanzialmente quattro sono: rottamazione  Ter delle cartelle, definizione agevolata delle liti tributarie, saldo e stralcio totale delle cartelle fino a 1.000,00 euro, definizione agevolata per obbiettivo stato di necessità ed infine sanatoria delle irregolarità formali. Come affermato dal governo tale manovra è segno d’incentivo ed indirizzo politico/fiscale che poter fra non poco tempo all’adozione di una nuova flat tax.

Analizziamo preliminarmente il procedimento più importate di regolarizzazione dei rapporti con il fisco rappresentato dal saldo e stralcio delle cartelle in caso di obbiettivo stato di difficoltà economica.

Saldo e stralcio per obbiettiva difficoltà economica.

Il cosiddetto saldo e stralcio delle cartelle riguarderà i debiti esclusivamente delle persone fisiche affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini IRPEF e IVA. L’accesso al saldo e stralcio sarà condizionato dalla presentazione del modello ISEE che non dovrà superare il valore di 20.000 euro e sarà proprio il valore ISEE a determinare il calcolo della somma da pagare. Sono tre le aliquote, pari al 16%, al 20% e al 35%. Infatti, fino ad 8.500,00 di reddito ISEE, il contribuente pagherà il solo 16% del carico affidato comprensivo di spese di notifica ed aggio, con esclusione delle sanzioni ed interessi di mora. Da 8.500,00 a 12.500,00 Euro il solo 20% ed infine da 12.500,00 fino a 20.000,00 Euro il solo 35% del carico affidato. Il contribuente in proprio o tramite un suo delegato potrà presentare la relativa domanda presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-riscossione allegando alla domanda il modello ISEE comprovante lo stato obbiettivo di difficolta economico. Inoltre i crediti rientrati in tale soluzione sono solo le imposte quali IRPEF, IVA ed IRES ed inoltre lo stesso deve essere stato affidato all’agente della riscossione dal 2000 fino al 2017, pertanto, i crediti affidati precedemente all’agente o a partire dal 1 gennaio 2018 non rientrano in tale soluzione di pagamento.

Rottamazione Ter.

La nuova rottamazione delle cartelle prevista dal decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2019 sarà molto simile alle precedenti definizioni agevolate e consentirà ai contribuenti di pagare l’importo del debito al netto delle sanzioni e degli interessi dovuti. Chi aderirà alla definizione agevolata potrà pagare il solo carico affidato, aggio e spese di notifica e non dovrà pagare interessi e sanzioni di. Le cartelle ammesse alla rottamazione ter, parte del più ampio progetto di pace fiscale ancora in corso di definizione, saranno quelle affidate ad Equitalia e all’Agenzia Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017. Chi aderirà alla rottamazione ter potrà inoltre, rateizzare l’importo fino ad un massimo di 18 rate da corrispondere entro 5 anni cui sarà applicato un tasso d’interesse pari al 2% a differenza del 4,5% praticato normalmente dall’agenzia dell’entrate. Le prime due rate da corrispondersi entro il 31 luglio e 30 novembre saranno pari al 10% dell’importo rateizzato mentre le rate del 2020 saranno: 28 febbraio; 31 maggio; 31 luglio; 30 novembre.

Definizione agevolata delle liti pendenti.

Per chi invece avesse un contenzioso aperto con il fisco italiano il D. L. 119 del 2018 prevedere la risoluzione delle liti tributarie strutturato in modo particolare

1) Nel caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nell’unica pronuncia giurisdizionale non cautelare resa, sul merito ovvero sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, alla data di presentazione della domanda di cui al comma 1, le controversie tributarie possono essere definite con il pagamento:

1) Della metà del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado;

2) Di un quinto del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

2) Nel caso in cui ci siamo controversie inerenti agli interessi di mora o alle sanzioni non collegate al tributo, queste controversie potranno essere risolte pagando il solo 15% del valore della controversia in caso di soccombenza in primo grado e del 40% negli altri casi in cui ci sia un giudizio d’appello o Cassazione.

3) Viene poi sottolineato che sono ammesse alla pace fiscale le controversie in cui il ricorso in primo grado è stato notificato alla controparte entro il 30 settembre 2018 e per le quali alla data della presentazione della domanda il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

Saldo e stralcio delle cartelle fino a 1.000,00

Il D. L. 119 del 2018 inoltre ha introdotto la cancellazione totale delle cartelle d’importo contenuto. Il tetto massimo dei debiti che potrebbero essere stralciati al 100% è pari a 1.000 euro e la cancellazione sarà automatica al 31 dicembre 2018. I debiti rientranti in questa soluzione sono solo quelli affidati all’agente di riscossione dal 2000 al 2010 pertanto per i carichi affidati successivamente, il contribuente potrà accedere alla definizione agevolata. Inoltre, potranno essere stralciate cartelle riguardanti multe, tributi locali ed IMU affidati all’agente della riscossione. Le cartelle di importo minimo sono pari al 55% del magazzino dei debiti non riscossi e riguardano quasi 15 milioni di contribuenti pertanto tale formalità sarà espletata direttamente dall’Agenzia delle Entrate/Riscossione senza che vi sia la necessita da parte del contribuente di doversi recare presso lo sportello.

Sanatoria delle Irregolarità formali.

Il nuovo articolo 9 del Decreto Legge n. 119/2018 prevede la possibilità per i contribuenti di regolarizzare gli errori formali su dichiarazioni e sul pagamento di tributi che non incidono sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte pagando un semplice “forfait” di circa 200,00 Euro. La pace fiscale riguarda in sintesi le irregolarità formali che non incidono sul calcolo delle imposte dovute. Sono esclusi dalla possibilità di mettersi in regola pagando il “forfait” di 200 euro i contribuenti titolari di atti di contestazione o irrogazione di sanzioni emesse nell’ambito delle procedure di collaborazione volontaria. Sarà possibile versare la somma di 200 euro in due rate di pari importo e le scadenze per il pagamento sono fissate al 31 maggio 2019 e al 2 marzo 2020.

Tutte queste soluzioni per mettersi in pace con in fisco italiano, esclusa l ipotesi di saldo e stralcio totale delle cartelle di circa 1.000,00, potranno essere presentante presso gli sportelli dell’agenzia delle entrate entro e non oltre il 30 aprile 2019. Si consiglia circa le possibilità di definizione agevolata di rivolgersi ad un proprio consulente esperto in materia per vedere quali siano le procedure a cui poter accedere.

di Dario Desiderio