Disumanità e morte, Satnam Singh vittima del lavoro nero

Giovanni Basile 22/06/2024
Updated 2024/06/22 at 9:43 PM
3 Minuti per la lettura

Satnam Singh, bracciante di 31 anni, è morto dopo aver perso un braccio in un incidente sul lavoro in un’azienda agricola a Latina.

Chi era Satnam Singh?

Satnam Singh, bracciante agricolo di origine indiana di 31 anni, è stato vittima di una tragica vicenda di sfruttamento e abbandono. Un’altra bara nel cimitero dello sfruttamento di questo paese. Lavorava in un’azienda agricola nella provincia di Latina, senza un contratto regolare né un permesso di soggiorno. La sua vita si è spezzata brutalmente quando ha perso il braccio destro in un incidente sul lavoro, un evento che ha portato alla sua morte pochi giorni dopo. Una storia di disumanità e morte.

L’Incidente e l’abbandono

L’incidente è avvenuto mentre Singh lavorava con un macchinario avvolgiplastica nell’azienda agricola Lovato. Non sono servite le richieste disperate della moglie di chiamare i soccorsi. Singh è stato caricato su un pulmino e lasciato agonizzante davanti alla sua abitazione. Solo allora i familiari hanno potuto chiamare un’ambulanza, ma ormai era troppo tardi. Singh è morto all’ospedale San Camillo di Roma, dove era stato ricoverato in condizioni gravissime.

La negligenza viene rattoppata

Il titolare dell’azienda agricola, Renzo Lovato, e suo figlio Antonello, datore di lavoro di Satnam Singh, sono ora al centro di un’indagine che potrebbe portare all’accusa di omicidio colposo. Lovato ha dichiarato di aver avvertito Singh di non avvicinarsi al macchinario, tuttavia, la mancanza di un contratto regolare e l’omissione di soccorso aggravano notevolmente la posizione del figlio di Lovato. “È costato caro a tutti“, ha detto Renzo Lovato, esprimendo il suo dispiacere per la morte di Singh, ma le sue parole non possono cancellare l’orrore di una vita sfruttata ed ammazzata sul lavoro.

Italia, una storia di sfruttamento sulla pelle degli “stranieri”

La vicenda di Satnam Singh è purtroppo solo un esempio di una realtà più ampia di sfruttamento e abbandono che affligge molti lavoratori agricoli in Italia. Singh è stato sfruttato ed ammazzato. Una storia che dovrebbe far riflettere su quanto ancora ci sia da fare per garantire diritti e sicurezza a chi lavora duramente nei campi. La sua morte non deve essere vana. Deve servire come monito e spinta per migliorare le condizioni di lavoro e la tutela dei diritti dei braccianti.

La tragica morte di Satnam Singh è una storia di disumanità e morte che mette in luce la necessità urgente di riforme nel settore agricolo italiano: sono 100 le anime “stranieremorte nei campi dall’inizio del 2024. Le autorità devono intensificare i controlli e garantire che ogni lavoratore abbia un contratto regolare e condizioni di lavoro sicure, ma a quanto pare di ispettori sul lavoro pare ce ne sia solo l’ombra.

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