Sintesi del Rapporto n. 287/2018 dell’ISPRA

a cura dell’ing. Angelo Morlando

 

Si cita il documento con la dicitura richiesta:
“Trigila A., Iadanza C., Bussettini M., Lastoria B. (2018)
Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio – Edizione 2018. ISPRA, Rapporti 287/2018”
Autori: Alessandro Trigila (1) Carla Iadanza (1) Martina Bussettini (2) Barbara Lastoria (2) (ISPRA)
(1) Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia
(2) Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità

 

Come premessa si cita la presentazione della pubblicazione di Stefano Laporta:

“I dati forniti dal Rapporto sono un importante contributo alla conoscenza del territorio e dei fenomeni di dissesto idrogeologico, in termini di distribuzione e di pericolosità, rappresentando il punto di partenza per pianificare e programmare adeguate politiche di mitigazione del rischio nel Paese.
Rappresentano un utile strumento per la programmazione degli interventi strutturali di difesa del suolo e per la pianificazione di protezione civile.
Il precedente Rapporto 2015 (nota: feci la sintesi anche di tale rapporto per la rivista ArpaCampania Ambiente) ha fornito dati che sono risultati fondamentali per l’individuazione delle priorità di intervento, la ripartizione dei fondi tra le Regioni nell’ambito del Piano stralcio aree metropolitane e urbane contro le alluvioni e del Piano nazionale di mitigazione e contrasto al rischio idrogeologico.
In ambito europeo gli indicatori sono stati selezionati per la valutazione dell’efficacia delle misure dei Fondi strutturali 2014-2020.
L’edizione 2018 del rapporto sul dissesto idrogeologico in Italia fornisce il quadro di riferimento aggiornato sulla pericolosità da frana, idraulica e sugli indicatori di rischio relativi a popolazione, famiglie, edifici, imprese e beni culturali per l’intero territorio italiano.”

Stefano Laporta
Presidente di ISPRA e del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA)

 

Le 172 pagine si sviluppano secondo 4 capitoli, oltre bibliografia, link utili e appendice.

Nel primo capitolo è inerente alle “Frane”. Sono approfonditi i temi dell’inventario dei fenomeni franosi in Italia (Progetto IFFI), degli eventi franosi principali, dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e pericolosità da frana individuandone i diversi metodi (qualitativo a matrice, qualitativo geomorfologico, quantitativi statistici e di tipo misto) e della mosaicatura della pericolosità da frana (aspetti metodologici, risultati e analisi dei dati).

Nella successiva tabella 1.6 è mostrato il confronto delle aree a pericolosità da frana tra i dati del 2015 e del 2017. Si evince, nell’ultima riga, che le aree a pericolosità da frana sono aumentate del 2,9 %, pari a circa 1.706 km2 (pari a circa 170mila campi da calcio).

 

 

Il secondo capitolo è inerente alle “Alluvioni” e sono approfonditi i temi dell’attuazione della Direttiva Alluvioni, del nuovo assetto amministrativo, degli scenari di pericolosità idraulica e di rischio, dei piani di gestione e della mosaicatura della pericolosità idraulica (metodologia e risultati).

Si citano i risultati del confronto tra dati delle Mosaicature 2015-2017:

“Dal confronto tra la mosaicatura nazionale ISPRA 2017 e quella del 2015, emerge un incremento dell’1,5% della superficie a pericolosità idraulica elevata P3, del 4% della superficie a pericolosità media P2 e del 2,5% della superficie a pericolosità bassa P1. Gli incrementi sono legati all’integrazione della mappatura in territori precedentemente non indagati e all’aggiornamento degli studi di modellazione idraulica e alla perimetrazione di eventi alluvionali recenti. Gli incrementi più significativi della superficie classificata a pericolosità media hanno riguardato la regione Sardegna, il bacino del Po in regione Lombardia, i bacini delle Marche, il bacino del Tevere in regione Lazio, il bacino dell’Arno e quelli regionali toscani, i bacini della Puglia.”

Il terzo capitolo, si cita: “presenta il quadro sinottico su frane e alluvioni, in termini di numero di comuni e di superficie di territorio interessata da aree a pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e a pericolosità idraulica secondo gli scenari del D.Lgs. 49/2010 (recepimento della Direttiva Alluvioni 2007/60/CE). I dati sulla pericolosità e sul rischio idrogeologico elaborati da ISPRA sono stati pubblicati dal 2015 su diverse piattaforme web”.

Sempre utile riportare i link per consultazione:

http://www.geoviewer.isprambiente.it
http://mappa.italiasicura.gov.it
http://www.istat.it/it/mappa-rischi
https://tg24.sky.it/dissesto-doloso/home.html

Il quarto capitolo è inerente agli “Indicatori di Rischio” il cui obiettivo, si cita:

“L’ISPRA, sulla base delle nuove Mosaicature di pericolosità (Par. 2.5), ha proceduto nel 2018 all’aggiornamento degli indicatori nazionali di rischio, per frane e alluvioni, relativi a popolazione, imprese e beni culturali e ha elaborato due nuovi indicatori su famiglie ed edifici.

L’obiettivo è produrre dati ufficiali sul rischio idrogeologico in Italia e fornire un importante strumento a supporto delle politiche nazionali di mitigazione del rischio attraverso l’individuazione delle priorità di intervento, la ripartizione dei fondi e la programmazione degli interventi di difesa del suolo”.

I risultati sono sintetizzabili nelle successive immagini:

 

 

In conclusione, il Rapporto è molto chiaro e intuitivo, anche se costituisce, come dichiarato dagli stessi autori, l’inizio di un nuovo ciclo e la più importante iniziativa risulta essere sicuramente la “piattaforma web-GIS ad accesso riservato denominata FloodCat”.

E’ altrettanto evidente che sono passati ormai 30 anni dal 1989 ed è necessario fare ancora tantissimo in termini di reperimento e distribuzione di risorse e attuazione di interventi, ma questa è un’altra storia e non rientra, al momento, nelle competenze di ISPRA/SNPA…

 

Per saperne di più: www.isprambiente.gov.it/it

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