Disoccupazione e pensione sociale per i condannati per camorra

Redazione Informare 18/03/2022
Updated 2022/03/18 at 8:46 PM
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Anche i condannati per i reati di camorra che stanno scontando una sentenza definitiva in un regime alternativo al carcere godranno di disoccupazione, pensione sociale e invalidità civile.

E’ quanto emerge da una circolare dell’Inps pubblicata sul portale dell’Istituto.

L’Inps si adegua  alla sentenza della Corte Costituzionale che nel luglio del 2021 aveva dichiarato l’illegittimità della norma, inserita nella Riforma Fornero del 2012, che prevedeva la revoca di prestazioni previdenziali tra cui «l’indennità di disoccupazione, l’assegno sociale, la pensione sociale e la pensione per gli invalidi civili, nei confronti di coloro che scontino la pena in regime alternativo alla detenzione in carcere».

Per i giudici, infatti, «la revoca dei trattamenti assistenziali può concretamente comportare il rischio che il condannato ammesso a scontare la pena in regime di detenzione domiciliare o in altro regime alternativo alla detenzione in carcere, poiché non a carico dell’istituto carcerario, non disponga di sufficienti mezzi per la propria sussistenza. L’illegittimità della revoca, infatti, deriva dal pregiudizio al diritto all’assistenza per chi necessiti dei mezzi per sopravvivere, che deve essere comunque garantito a ciascun individuo, pur se colpevole di determinati reati».

Le disposizioni, si apprende dalla circolare dell’Inps, sono retroattive e quindi i condannati per camorra non reclusi in carcere dovranno ricevere anche gli arretrati. Per le pensioni sociali è stata disposta, infatti, «l’erogazione della prestazione con decorrenza dalla data in cui è stata disposta dalla competente Autorità giudiziaria l’esecuzione della pena in regime alternativo alla detenzione in carcere». Le invalidità civili, invece, «potranno essere ripristinate, con i relativi arretrati e nei limiti temporali del periodo trascorso in regime alternativo alla detenzione in carcere, nel caso in cui l’interessato presenti la relativa domanda di riesame».

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