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Diritti dell’Infanzia: 9 milioni di morti tra bambini e ragazzi nel 2021

Angelo Velardi 19/01/2023
Updated 2023/01/19 at 1:52 PM
4 Minuti per la lettura

Oltre trent’anni fa – il 20 novembre 1989 – l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, la quale sanciva per la prima volta che tutti i bambini e i fanciulli hano diritto alla sopravvivenza, allo sviluppo, alla protezione, alla partecipazione. Cinquantaquattro articoli nero su bianco per evidenziare l’importanza che i minori possano crescere sani e in condizioni di sicurezza.

Oltre trent’anni di Convenzione sui Diritti dell’Infanzia tra progressi e rimpianti

Oltre trent’anni dopo la Convenzione non ha di certo annullato la violazione di questi diritti in giro per il mondo, pur partendo da nobilissime intenzioni e pur permanendo l’utilità e l’importanza della sottoscrizione e della ratificazione della stessa. Sono stati raggiunti progressi nel campo della presa a carico medica, delle vaccinazioni, della scolarizzazione, mentre meno confortanti sono i dati su lavoro minorile, matrimoni precoci, mutilazioni genitali femminili, sfruttamento, trascuratezza, discriminazioni: tutti fenomeni ancora molto diffusi.

Il Diritto dei diritti è quello “inerente alla vita”

Chiaramente, il diritto dei diritti è proprio quello “inerente alla vita” e, nonostante anche in questo ambito ci siano dei piccoli progressi statistici, finché ci saranno morti non si potrà mai realmente gioire. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Gruppo inter-agenzie delle Nazioni Unite per la stima della mortalità infantile, nel rapporto “Levels & Trends in Child Mortality-Report 2021”, sono circa 5 milioni i bambini morti nel 2021 prima di compiere cinque anni, a cui si aggiungono 2,1 milioni di bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 24 anni. Nel rapporto “Never Forgotten The Situation of stillbirth around the globe”, invece, si mettono a referto ben 1,9 milioni di bambini nati morti.

Morti che pesano sulla coscienza di ogni essere umano, in quanto la stragrande maggioranza di esse potevano essere evitate con un accesso equo ad un’assistenza sanitaria di alta qualità per madri, neonati, adolescenti e bambini.

Risultati positivi… solo per le statistiche

Come anticipavamo, esclusivamente sul piano statistico, i rapporti mostrano alcuni risultati positivi, grazie soprattutto a maggiori investimenti nel rafforzamento dei sistemi sanitari. Il tasso di mortalità globale al di sotto dei cinque anni è diminuito del 50% dall’inizio del ventunesimo secolo, così come è diminuito del 36% il tasso di mortalità di bambini e fanciulli sopra i cinque anni. -35% anche per il tasso dei nati morti.

Ripetiamo (fino allo sfinimento, se serve) che un mondo dove muoiono circa 5 milioni di creature prima di compiere cinque anni è un mondo che non può gioire ed esultare, ma dovrebbe solo interrogarsi e spesso vergognarsi. Senza cadere nel banale, ma nell’epoca delle tecnologie avanzate, della globalizzazione, del raggiungimento dell’altra parte del mondo in tempi brevissimi e, soprattutto, nell’epoca in cui le battaglie sociali e sui diritti partono dal basso e inondano le strade di migliaia di città e del web, l’arrendevolezza con cui si leggono certi dati sconcerta non poco.

5 milioni prima dei 5 anni, 2,1 milioni tra i 5 e i 24 anni, 1,9 milioni nati morti: 9 milioni di vite stroncate in nome di una distribuzione di risorse iniqua, ingiusta, ormai capace di scivolare sull’esistenza della parte “fortunata” del globo. 9 milioni di vite che dovrebbero essere portate sulla coscienza di ogni uomo che abita quest’epoca così all’avanguardia, ma così tremendamente retrograda quando si tratta di preservare i più fragili, i più deboli, i più indifesi.

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