Diritti e lotte sociali nel XX secolo in Terra di lavoro: le vite di un Sud che resiste

Il valore della storia si concretizza nel lavoro di ricerca e ricostruzione. Lo sa bene Pasquale Iorio, autore del libro “Diritti e lotte sociali nel XX secolo in Terra di lavoro”, raccolta di saggi e testimonianze che ricostruiscono un Sud protagonista della resistenza. Materiali di diverse fonti che, grazie al contributo di Giovanni Cerchia, Paola Broccoli, Paolo Pietro Broccoli, Guido D’Agostino ripercorrono le lotte sociopolitiche di numerose personalità dimenticate dai più, il tutto incentrato in un periodo che va dalla resistenza al fascismo, fino alla ricostruzione della Terra di Lavoro.
Come scrive nella presentazione Gianni Cerchia, “Pasquale Iorio ci ha voluto ricordare di come, nel corso del tempo, la Provincia di Terra di lavoro abbia provato a contrastare il degrado e le prevaricazioni” e di come sia fondamentale continuare a farlo oggi.

Si rispolverano nel volume vite come quella di Giovanni Bovio, protagonista di una democrazia radicale in Terra di Lavoro alla fine dell’800, per poi giungere alle notizie fornite da Giovanni Capobianco in merito all’emersione del socialismo in queste terre: “Terra di Lavoro fu presente al 1° congresso regionale socialista campano-sannita con due sezioni costituite a S.M. Capua Vetere e Capua e due gruppi ad Aversa e Sparanise, divenute poi avanguardie del movimento socialista”.
Uomini dai grandi ideali cancellati dalla memoria collettiva, come Benedetto D’Innocenzo di Calvi Risorta, hanno portato avanti incredibili lotte, per la conquista dei diritti sociali di operai e contadini e per contrastare la milizia fascista.
Importantissima la parte dedicata alle donne nelle lotte antifasciste e sociali, in cui viene sottolineato quanto il ruolo della donna in quel contesto sia sempre stato storicamente trascurato: basti pensare a Maria Lombardi, in prima linea durante le occupazioni degli anni ’20, o l’importante ruolo di Margherita Troili nel gruppo del giornale clandestino “Il Proletario” a Capua. Parliamo dunque di donne di attivissima partecipazione, che come ricorda Capobianco “al sopraggiungere delle forze di Polizia, seguite dagli uomini andavano verso di loro spiegando i motivi che avevano portato a quella lotta, e si denunciavano le resistenze che gli agrari facevano al tavolo delle trattative”.

Altrettanto interessante è poi l’avvio alla conclusione della raccolta che si identifica nella parte settima “Il movimento operaio e studentesco del ‘68” e nella parte ottava “Le lotte per i diritti e la legalità democratica” con cui vengono ricordate vittime della criminalità organizzata come Tammaro Cirillo, Don Peppe Diana o ancora Francesco Imposimato.
Una raccolta meticolosa e non estremamente impegnativa che risulta interessante agli appassionati del genere; un ottimo modo per spolverare le proprie radici in un viaggio storico con tappe magistralmente definite da Pasquale Iorio.

di Daniela Russo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

 

 

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