“Ama la tua donna ricordandoti il suo nome e, con esso, il suo valore. Non confonderesti mai un tesoro con la bigiotteria? No? Non farti trascinare dalla corrente dei tempi moderni, del pregiudizio, o peggio ancora del sociale, son misogina anch’io se parliamo di donne, ma quando parli di lei, parla di Lei. Non metterla mai a paragone, magari accanto a donne che amano troppo il loro pianto più ancora che i loro figli, non metterla accanto alle donne che hanno fatto dei tradimenti una bandiera o a quelle che usano i lamenti come benzina per incendiare le camere da letto altrui. Non metterla mai accanto alle civette che, poi di notte, con le piume scrivono giù conti che sembrano calcolatrici. Annega nel suo sguardo, nasci e muori in lei. Arala come fosse ogni volta terra vergine. L’amore è un bambino, vivilo come tale ma ricorda che è vendicativo e, prima o poi, tradisce coloro da cui è tradito.”

Questi meravigliosi versi non sono che un piccolo estratto dallo spettacolo Dio arriverà all’alba – un omaggio ad Alda Merini, scritto e diretto da Antonio S. Nobili. L’evento è tra i protagonisti di Estate a Napoli e andrà in scena il 26 e il 27 Luglio 2018 presso il Chiostro delle Statue della Basilica di San Domenico Maggiore. Organizzato da TeatroSenzaTempo, in collaborazione con il Comune di Napoli e l’Assessorato alla Cultura, lo spettacolo vuole rendere omaggio alla celebre poetessa milanese, a dieci anni dalla sua scomparsa. Dopo il successo del debutto, lo scorso gennaio, la produzione approda a Napoli con un testo poetico e vivace in cui Alda Merini, interpretata in modo impeccabile da Antonella Petrone, accoglierà il pubblico nel suo quotidiano più intimo e controverso. La finestra sui navigli è aperta sull’interno, e da lì si affaccia alla poesia, alla sua radice viva e profonda. La dolorosa esperienza del manicomio non ha arrestato la stupenda produzione poetica di Alda Merini, che ha trasformato gli orrori vissuti in prima persona in versi dolcissimi. Quei versi offerti con grande generosità al pubblico che, anche dopo la sua scomparsa, continua ad amare una delle più grandi poetesse del novecento.

di Teresa Lanna