Un fazzoletto di terra tra le cime del Sasso Rosso, del Castellaccio e della Cima Nana, situato in quella Val di Sole di un Trentino che mozza il fiato con i suoi paesaggi, e che diventa ogni estate una piccola Napoli a un centinaio di chilometri dal confine con la Svizzera: è verso Dimaro Folgarida il pellegrinaggio estivo dei tifosi napoletani, che si ripete per oltre venti giorni l’anno dal 2011 in poi. Dimaro si tinge d’azzurro e il Napoli diventa per il territorio un volano economico, un’attrazione per residenti e napoletani d’ogni dove.

Sono 8 anni che Dimaro è sede del ritiro pre-stagionale della Società Sportiva Calcio Napoli, che scandisce le sue giornate tra sedute d’allenamento mattutino e pomeridiano, selfie ed autografi con i tifosi presso lo stadio Carciato, eventi in Piazza della Madonna della Pace e soprattutto i mai banali incontri tra tifoseria e Aurelio De LaurentiisA raccontarci di come Dimaro Folgarida si prepari ogni anno a questo appuntamento annuale, di quanto l’apporto economico e umano dei napoletani sia considerevole in questo angolo del Trentino, del rapporto tra squadra e paese e dell’incertezza che il Napoli ritorni a Dimaro il prossimo anno, è il suo sindaco Andrea Lazzaroni.

Sindaco, sembra che i napoletani si siano innamorati di Dimaro che per 20 giorni si tinge d’azzurro. Come giudica l’accoglienza della sua città e soprattutto il calore dei napoletani?
«Questo è l’ottavo anno, quindi oltre al calore del tifoso napoletano che è lava rovente per il suo innamoramento della squadra, il popolo partenopeo è un popolo caloroso di suo, noi frequentiamo queste persone che spesso sono le stesse che vengono tutti gli anni, quindi con i quali abbiamo forti rapporti di amicizia e di relazione. È un ritiro molto festoso e amichevole, molto bello».

È dal 2011 che Dimaro accoglie migliaia di napoletani ogni estate, come si prepara solitamente la sua città per questo ritiro pre stagionale?
«Ci sono vari aspetti, tra cui la preparazione delle strutture sportive per il Napoli che parte appena dopo l’inverno. Noi siamo un paese piccolo e quindi dobbiamo fare molte cose in tempi ristretti però abbiamo anche un rodaggio e un’esperienza quasi decennale. Per quanto riguarda l’abbellimento di paese ci pensiamo tutto l’anno sia per il ritiro del Napoli sia per la stagione estiva e gli ultimi periodi li dedichiamo proprio agli addobbi relativi all’evento Napoli ma per noi è un appuntamento fisso ed è quindi programmato tutto l’anno». 

 

 

 

 

Ci può dare un’idea di quanto sia importante l’apporto economico che i tifosi, in questo caso del Napoli, contribuiscono a creare in tanti piccoli paesi del Trentino, come il vostro?
«Noi abbiamo presenze importanti dal punto di vista turistico perché nella località di Dimaro c’è tantissima affluenza. Bisogna comunque dire che noi siamo già una stazione turistica di un certo livello. La cittadina napoletana dà grandissime soddisfazioni: 2/3.000 persone durante la settimana e nel weekend molte di più. Le strutture sono soddisfatte e soprattutto il fatto che il tifoso si concentri nel paese è un bel vedere. Tutta questa macchia azzurra che arriva da tutta Italia è sempre presente».

È vero che non c’è certezza della permanenza del Napoli il prossimo anno a Dimaro in virtù delle elezioni provinciali che avete ad ottobre?
«Sicuramente il fatto delle elezioni provinciali significa che si stia chiudendo un ciclo quinquennale, nel quale i ritiri calcistici erano fortemente voluti dal nostro governo. Poi deciderà la politica che arriverà».

Avrà avuto modo di incontrare la squadra o la società calcio Napoli, chi l’ha impressionata di più?
«Carlo Ancelotti è davvero una persona perbene e molto a modo, così come lo era Sarri nonostante fosse una persona diversa. Ancelotti è un grande professionista e sicuramente darà grandi soddisfazioni. Con De Laurentiis ci frequentiamo cordialmente e i rapporti sono sempre ottimi. Io sono protempore capo della comunità, lui il presidente della SSC Napoli e quindi ci scambiamo spesso impressioni, necessità per la squadra e per i tifosi, ed io sono per provare a soddisfarle. Insomma, ci sono rapporti non dico quotidiani ma frequenti. Dimaro Folgarida è sempre contenta di questo ritiro perché si trasforma sempre in una festa».

 

Dimaro è azzurra ma a Castel Volturno il Napoli si aliena

Nonostante le diverse indiscrezioni che volevano gli Azzurri lontani dai campi di Castel Volturno, la Società Sportiva Calcio Napoli ha rinnovato per altri 6 anni la presenza della sede tecnica nella provincia di Caserta. Tuttavia, il centro di allenamento sembra essere totalmente distaccato ed alienato dalla comunità castellana. In particolar modo, la frazione di Pinetamare, la più interessata, non è mai stata coinvolta in alcuna iniziativa firmata SSC Napoli, che sia un incontro tra tifosi, una presentazione della squadra in piazza o quantomeno uno store ufficiale del Napoli. Insomma, quello che rimane è che i tifosi, i più “coraggiosi”, che sia d’inverno o d’estate, aspettano i calciatori uscire dal centro di allenamento per un autografo o una fotografia, spesse volte però vedendoli sfilare via a grande velocità.

Un angolo del Trentino ogni anno si tinge d’azzurro e crea un’economia straordinaria in un paesino di poco più di mille abitanti per circa venti giorni l’anno. Commercianti, albergatori, immagine e settore turistico ne giovano e Dimaro Folgardia cambia volto. Ed è bello e suggestivo veder una macchia azzurra girare ogni giorno tra le strade di un paese lontano da casa. In quel di Castel Volturno, invece, per una stagione intera non si è in grado di creare una minima interazione tra società e tifoseria. Eppure, come riferitoci da Dimitri Russo, sindaco di Castel Volturno, «il Presidente De Laurentiis si è reso disponibile, su mio sollecito, a collaborare con il Comune per sostenere iniziative sociali e di sensibilizzazione su alcune tematiche che stanno a cuore all’amministrazione, soprattutto nelle scuole, come la promozione della raccolta differenziata, l’educazione alimentare e sportiva». Dopo tanti anni di alienazione, si sbloccherà mai questo rapporto tra città e squadra? Sentimenti, presupposti e potenzialità non mancano, forse sarebbe necessaria volontà e qualche idea in più.

 

La voce dei tifosi

 

 

Giuseppe Borrelli: «Ancelotti è una grande operazione intelligente, l’unica possibile per fermare quella che era un processo di disgregazione della squadra innestato da Sarri, di cui non si capisce perché. Se Ancelotti viene a Napoli per cogliere la sfida di passare da “allenatore gestore” ad “allenatore costruttore” allora ci sono ottime prospettive; se invece è venuto qui perché non ha trovato niente di meglio allora le mie aspettative si abbassano. Negli ultimi 4 anni, la squadra ha avuto una crescita impressionante, avvenuta mantenendo i bilanci in ordine. Napoli non è più un trampolino, bensì una meta. Sarri? Il Napoli dell’anno scorso è stato speculativo, stentato, che ha vinto molte partite 1-0. Forse ci si poteva lasciare meglio, ma credo sia una scelta che accontenta tutti. Mercato? Cavani è un sogno e sarebbe una bella storia d’amore se tornasse. Purtroppo è fuori dal modo di fare impresa del Napoli e, considerando il fattore età, sarebbe un investimento a perdere per la società».

Sandro Ruotolo: «Sono anni che vengo in Trentino per il ritiro del Napoli ed è bello ritrovare tanti tifosi in questa dimensione straordinaria. Ho avuto la fortuna di arrivare in occasione dell’amichevole con il Carpi e ci siamo divertiti molto. Sicuramente il mister starà provando i suoi schemi e farà della velocità il suo punto di forza. Intanto, sono rimasto positivamente sorpreso da Fabiàn Ruiz e soprattutto vedo un Hamsik in gran forma ed in questo nuovo ruolo di regista può essere letale avendo la libertà di inventare calcio. Juve? Se l’hanno scorso siamo stati competitivi, quest’anno loro hanno fatto “quel” colpo e per essere competitivi c’è bisogno di altri rinforzi».

di Fabio Corsaro
Foto di Carmine Colurcio

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018