Digitale: le PMI italiane superano la prova?

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Dopo la recente conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’Italia sta entrando nella “Fase 2”, ma il percorso per tornare alla “normalità” sarà ancora lungo.

Molte aziende sono attualmente chiuse e lo dovranno rimanere per altre settimane, così si sono dovute “adattare” al mondo del digitale. Sono tante le imprese che sono riuscite a compiere il passo in avanti verso la modernità, ma in generale nel nostro Paese manca ancora una vera e propria “mentalità digitale”.

Il digitale, questo sconosciuto

Alcune piccole e medie imprese (cioè le realtà imprenditoriali portanti in Italia, dal momento che se ne contano circa 206mila e da sole contribuiscono a oltre il 41% dell’intero fatturato generato) ancora oggi si affidano a ingombranti faldoni per archiviare i documenti, altre addirittura vanno avanti con connessioni internet lentissime e non adatte ad esigenze lavorative. Uno dei primi scogli alla digitalizzazione delle imprese infatti, molto spesso, è proprio la connessione internet. Eppure sono moltissime le soluzioni pensate ad hoc. Sul sito di Linkem, per citarne uno, è possibile trovare dei pacchetti internet pensati apposta per le aziende, così da permettere a PMI o anche privati con partita IVA di poter essere sempre connessi con i propri clienti. 

Nonostante questo, continuano a essere discordanti alcuni numeri sugli investimenti e sulle strategie a tendere delle aziende. Il Ministero dello Sviluppo Economico, ad esempio, ci mostra una profonda differenza di investimenti tra le imprese con oltre 50 dipendenti e quelle con meno: se nel primo caso già un terzo ha adottato tecnologie di livello 4.0, nel secondo si registra una percentuale del 24,4%. Non solo, la discrepanza resta forte anche nella programmazione futura: il 35,1% delle aziende con oltre 250 dipendenti ha in programma di passare al digitale nel prossimo triennio, mentre per quelle con un massimo di 10 persone assunte la percentuale scende addirittura al 7,9%.

Ripetizioni di digitale 

Significa che tutte le altre hanno poca intenzione di puntare sulla digitalizzazione, sottovalutando anche quei piccoli passi che potrebbero fare la differenza, come ad esempio facendo sostenere dei corsi ai propri dipendenti, oppure assumendo esperti che possano dare un valore aggiunto, o magari creando un sito internet funzionale e investire sulle pubblicità sui social media. 

Servirebbe un’intraprendenza diversa, un intuito capace di intravedere l’opportunità offerta da questo momento di difficoltà. Anche senza forzare la mano, ma andando avanti a piccoli passi in questo percorso di innovazione, iniziando però sin da subito a godere dei vantaggi. 

Dopo l’introduzione della fatturazione elettronica tra privati (diventata già obbligatoria nel 2019), le PMI potrebbero iniziare ad approcciarsi con continuità (e non solo in situazioni d’emergenza) allo Smart Working dei suoi dipendenti, o magari passando dall’archiviazione vecchio stampo a una più moderna e funzionale in versione digitale (da monitorare con sistemi di sicurezza informatica adeguati). 

Sono tanti i passi che si possono fare in questa direzione e basterebbe, in fondo, continuare sul percorso intrapreso in questi mesi.

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