Dieta: educhiamoci ad un corretto healthcare

80
informareonline-dieta-stile-di-vita7

Molte volte nel sentire la parola “dieta” ci poniamo in una condizione di ritrosia dimenticando che il termine sta ad indicare «stile di vita». Chiara e Metin, proprietari di Pistacchio & Dintorni in Caserta, hanno aperto il loro store alla nutrizione. L’obiettivo è quello di educare i propri clienti  ad una corretta alimentazione e far migliorare senza necessariamente eliminare il piacere dal palato, il proprio stile di vita e favorire un migliore benessere psicologico.

La Dott.ssa Carmen Colonna, biologa nutrizionista ha affrontato il tema della quotidianità alimentare: come bisogna fare la spesa, quali sono le corrette composizioni/preparazione dei pasti? Ha aiutato gli utenti sull’uso di tecniche per modificare abitudini alimentari consolidate, nel rispetto della cultura e dei gusti personali.

Cambiando ciò di cui ci nutriamo, noi cambiano noi stessi nel corpo, nella mente, nello spirito e quindi trasformiamo, la società, la cultura, la civiltà” (Michio Kusci).

Spesso le informazioni che reperiamo dai social, da internet non sono specifiche per ognuno, potrebbero infatti non avere un fondamento scientifico. «Le nostre abitudini alimentari – spiega la Dottoressa Colonnacon il passare del tempo sono cambiate perché è cambiato il contesto sociale nel quale, nel corso dei secoli l’uomo è vissuto. Le scorte dei cibo, soprattutto proteine animali, principale nutriente degli uomini primitivi non sono più necessarie. La scienza ha infatti dimostrato che non ve ne è più la necessità; nel nostro DNA troviamo indicazioni su quale e quanto cibo dobbiamo mangiare. Nel passato le quantità di cibo erano nettamente inferiori  a quelle odierne».

Si pensi infatti che l’«Overshoot Day» il giorno che indica il termine delle risorse che la Terra è in grado di rigenerare in un anno, calcolato annualmente dal Global Footprint Network, nel 2019 è arrivato il 29 Luglio, in anticipo rispetto a quello dello scorso anno.

«Alle nostre antenate abitudini dobbiamo tanto; “fa che il cibo sia la tua medicina” è uno dei tanti “slogan” a cui spesso ricorriamo quando il nostro corpo chiede aiuto. E’ proprio in questi casi che modifichiamo le nostre abitudini ricorrendo a pratiche passate: mangiare riso integrale (integro, la cui acqua è benefica per il nostro intestino), oppure mele o carote. Ultimamente la scienza ha scoperto che nel nostro colon è presente la più elevata percentuale di microbiota, tanto da essere definito il nostro secondo cervello perché è l’organo con il maggior numero di cellule. Pertanto le fibre provenienti dalla frutta e verdura, legumi sono benefici per il nostro intestino».

La parola dieta nel tempo è stata associata al “sacrificio”, a qualcosa di temporaneo a cui ricorriamo in per un determinato periodo per svariati motivi di saluti od estetici. In realtà la dieta è sempre rientrata nello stile di vita delle persone.

«Se ripercorriamo un viaggio nel passato partendo dal paleolitico, ci accorgiamo che l’uomo si cibava di frutta, radici, foglie. Nel tempo poi ha introdotto nella sua dieta la carne. L’alimentazione è quindi sempre stato un punto focale per l’essere umano sia fisiologico che cognitivo -continua la Dottoressa. L’uomo si è dovuto infatti sollevare per cacciare e difendersi dagli animali, ma la masticazione della carne, diversa e prolungata rispetto a quella della frutta e bacche ha comportato una modifica dell’assetto mandibolare che ha favorito un ampliamento della scatola cranica e quindi del cervello agevolando quindi le funzioni cognitive».

Quando ultimamente si è parlato di Paleodieta, alcuni esperti hanno notato che in effetti il nostro organismo non ha bisogno dello stesso quantitativo di proteine animali di cui si nutriva l’uomo primitivo, proprio perché il contesto nel quale viviamo è completamente differente.

Dalle antiche abitudini però non solo abbiamo acquisito il fatto che il nostro DNA è a conoscenza di cosa dobbiamo mangiare, ma anche che ci si cibava di una quantità inferiore di zuccheri, di fibre e di acidi grassi polinsaturi contenuti nella frutta secca ad esempio.

Quali sono i cibi presenti nel passato e quali invece sono stati poi introdotti?

«Di certo non era presente il latte, i cereali introdotti circa diecimila anni fa, né il sale o lo zucchero raffinato introdotto invece nell’800. Non erano certamente presenti cibi con additivi o pesticidi sintetici o OGM. Patologie come a celiachia o le intolleranze alle farine ad esempio, spiega la Dottoressa Colonna, si sono sviluppate a causa proprio della modifica genetica che il grano ha subito negli anni. Ciò per fortificarlo ed avere colture abbondanti ma ha causato un incremento della presenza del glutine. Cosi come l’introduzione massiva degli zuccheri ha prodotto delle alterazioni metaboliche, frutto di diabete, sindrome metabolica, insulino resistenza ad esempio, ipertensione, carenza vitaminica, cancro».

Da quando l’industria alimentare ha portato nelle nostre case i suoi prodotti, in un contesto in cui anche la donna non aveva più solo il ruolo di madre e moglie, questa modalità di cibarsi è stata fortemente favorita. Qualche anno più tardi però in America gli esperti si posero domande su come e cosa le persone mangiassero e diedero vita alla Piramide alimentare  per far comprendere ai consumatori quali fossero gli alimenti da assumere con maggiore o minore frequenza.

Alla base della nostra Piramide c’è acqua, attività fisica e controllo del peso, molta frutta e verdura, grassi quale olio di oliva che, consumato a crudo con i sui acidi grassi, antiossidanti e vitamine depura le nostre arterie.

Le linee guida aggiornate in fatto di salubrità dei cibi, ci permettono quindi di praticare una buona alimentazione. Una corretto stile di vita infine è anche salutare per l’ambiente. La nostra alimentazione infatti gioca un ruolo primario per ridare sostenibilità all’impronta che lasciamo sulla Terra. Le singole scelte alimentari infatti hanno un grande impatto sul nostro pianeta. Forse proprio questo rappresenta l’arma più per invertire il trend di sovra sfruttamento della Terra.

In effetti non ci ammaliamo perché invecchiamo, ma perché non abbiamo un corretto stile di vita e ciò ci conduce a non avere un corpo sano in tarda età. Per aumentare il benessere e allungare la vita quindi, occorre che i ritrovamenti scientifici siano spiegati e divulgati.

di Angela Di Micco

Print Friendly, PDF & Email