Diamo i Numeri! – Dati e Notizie

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 Scrittori

  1. S. Eliot, contabile. Fernando Pessoa, interprete commerciale. Franz Kafka, perito in una compagnia d’assicurazione. Jorge Luis Borges, aiuto catalogatore in una biblioteca. James Joyce, insegnante precario alla Berlitz School [Breda, CdS].

L’importante è partecipare

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«Il sindaco uscente di Vieste — per non correre da solo, rischiando di non raggiungere il quorum — ha chiesto a un amico di candidarsi contro di lui e gli ha pure organizzato una lista, candidamente chiamata “Lista Civetta”, che ha solo il compito di perdere» [Rep].

Il dittatore che non ti aspetti..

Il dittatore iracheno Saddam Hussein, per sostenere la causa palestinese, girava sussidi alle famiglie delle persone uccise da Israele, finanziava borse di studio in Iraq per studenti palestinesi e giordani, forniva petrolio alla Giordania a tassi agevolati o gratis [Scuto, Fatto].

Saddam, infatti, è ancora popolarissimo in Giordania. Addirittura, nella tribù giordana degli Al Nawaysa, tutti i figli maschi nati nel 2010 portano il suo nome.

Dolci

Mario Draghi chi è?

«Un torrone bianco senza alcun dubbio. Il suo odore di santità, l’extra corpus della politica, ha la forza candida dello zucchero e del miele. Ma il torrone è all’apparenza candido. Non si scioglie, si fatica a spezzarlo. E il suo candore nasconde la ruvidezza dell’impasto. L’uomo è infatti ruvido, solo apparentemente candido. Dice le cattiverie con un mezzo sorriso».

E Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo?

«Un mont blanc. Un dolce che posa su una base di meringa, struttura quasi evanescente, si gonfia e si sgretola. I cinquestelle sono la meringa, la base franosa di Conte. Su cui poggia però la pasta di castagna, con i suoi innumerevoli fili: è l’articolazione, ora seduttiva, in qualche caso inebriante, con cui Conte cerca di valorizzare la sua proposta politica che, spesso, deve confrontarsi con un sano realismo (l’amaro del cioccolato che conclude la decorazione)».

Resta da capire che fine fa Enrico Letta in pasticceria.

«Kurtoskalacs. È un dolce ungherese, un cannolo verticale. La sua pasta non è croccante ma morbida e duttile, e la sua insolita posizione (il cannolo tradizionale è in orizzontale, come un proiettile che gonfia lo stomaco) illustra l’enigma. Sta fermo o si muove? È solo anima o anche cacciavite?».

Un dolce leghista, un dolce populista.

«Salvini è la torta di polenta. A Verona se ne fanno di buonissime. La collinetta dai declivi apparentemente morbidi, quindi zuccherosa. L’impasto di polenta addolcita e dentro, nel suo cuore nascosto, un po’ di arancia, o anche di cassata. La Lega è così. Prima il nord e poi nel nord ci infila il sud, le isole, quel che trova per strada, anche un po’ di fascistume. La polenta copre».

Renzi?

«Una miroir. Mousse pannosa, dunque a forte e precoce rischio di inacidimento, con una coltre riflettente, a specchio. Guarda come sono figo, e come sono forte. La potenza della vanagloria e anche la sua dannazione».

Sergio Mattarella.

«Il solito, tradizionale, onnipresente diplomatico. Dolce ben equilibrato tra sfoglia e crema e quel pizzico di rum. Non è che piaccia a molti, però è presente in ogni vassoio, in ogni casa. È un dolce pop di riserva, non la prima scelta, si mangia quando è finito il resto. Ma non può mancare. Se non c’è il diplomatico (a Napoli si chiama zuppetta inglese) il viaggio in pasticceria perde di senso»

Eccoci giunti a Giorgia Meloni.

«Avevo pensato al maritozzo romano ma penso che lei sia adeguatamente riassunta dal cannolo morbido. Spiego la ragione. La crosta di cioccolato, in apparenza solida, e dentro cioccolato bianco, nocciole, mandorle, canditi. A me la Meloni pare una donna più duttile che ferma nelle sue idee. Tiene al potere e l’ideologia la usa per coprire l’impasto variegato di cui si compone la sua anima. Il torrone morbido è proprio così. Duro all’apparenza, ma basta addentarlo e viene giù tutto» [Fabrizio Mangoni, inventore della teoria che paragona i caratteri umani ai dolci, a Antonello Caporale, Fatto].

Soufflé

Il ministro della Pubblica amministrazione, senza cravatta, quasi si senta a casa propria a Villa d’Este, racconta un Paese che per lui è finalmente “in una congiuntura astrale irripetibile”. Ma non è l’allineamento delle stelle che anima la platea, è il soufflé. “Lo sapete fare il soufflé?”, azzarda Brunetta. “Si mette in forno, si lascia lievitare, quello profuma e vien voglia di aprire per dare un’occhiata. Ma se apri, implode. Ecco il governo è così: non aprite quella porta”. E giù risate in sala. Non è chiaro se Brunetta volesse dire, per mezzo del soufflé, che l’esperimento dei tecnici di alto profilo per lui va lasciato continuare. Non solo fino alle elezioni del 2023, ma oltre» [CdS].

Il Covid ci accorcia la vita

Soprattutto a causa della pandemia, nel 2020 in Italia la speranza di vita alla nascita si è ridotta di 1,2 anni rispetto al 2019, attestandosi a 82 anni (79,7 anni per gli uomini e 84,4 per le donne). Secondo i dati del rapporto dell’Istat sul Benessere equo e sostenibile, le province che hanno segnato i dati peggiori sono Bergamo, con un calo per gli uomini di 4,3 anni, Lodi e Cremona con un calo di 4,5 anni. Significative, se pur inferiori, le differenze per le donne: per quelle residenti la speranza di vita si è ridotta di 3,2 anni a Bergamo, di 2,9 a Lodi e di 2,8 a Cremona.

Suicidio, col Covid triplicate le richieste d’aiuto

Nella prima metà dell’anno sono state quasi tremila le persone che si sono rivolte a Telefono Amico Italia perché attraversate dal pensiero del suicidio o preoccupate per il possibile suicidio di un amico o parente. Si tratta quasi del triplo rispetto alle segnalazioni del periodo pre-Covid. Le richieste – al numero 02 2327 2327, alla chat WhatsApp 324 0117252 o a mail@mica – sono arrivate per la maggior parte da donne (il 51,2%), da giovani tra i 19 e 25 anni (21,3%) e tra i 26 e i 35 (19,6%).

Trentamila candidati per lavorare in Ita

Sono 29.451 le persone che aspirano a occupare uno dei 2.800 posti disponibili in Italia Trasporto Aereo (Ita), la nuova compagnia aerea pubblica che a metà ottobre sostituirà Alitalia. Tra queste, circa un quarto oggi lavora nella vecchia compagnia di bandiera. «Lo stop alla raccolta delle candidature ha irritato i sindacati che chiedono di mantenere attiva la piattaforma. L’azienda ha però chiarito che c’è la necessità di fare una prima selezione per scegliere i 2.800 dipendenti al momento del decollo previsto il 15 ottobre. Successivamente – Covid e andamento economico permettendo – Ita prevede di aumentare la flotta e quindi anche il personale, stando al piano industriale, da qui al 2025» [i, CdS].

Ita si compra Alitalia per 1 euro

Il commissario straordinario di Alitalia ha accettato l’offerta di un euro avanzata dalla nuova compagnia di bandiera Ita per il cosiddetto ramo aviation, ovvero 52 aerei, 2.800 piloti e assistenti di volo, altri contratti e asset minori, come i codici di volo. Ora la nuova compagnia può decollare il 15 ottobre. Non prima però di aver sciolto con i sindacati il nodo del nuovo contratto [Mess].

Nel passaggio di testimone tra Alitalia e Ita ci sono 621 lavoratori del call center della compagnia – 570 a Palermo, 51 a Rende, in Calabria – che rischiano di perdere il posto.

I droni italiani saranno armati

Il ministero della Difesa ha deciso di armare i droni italiani di classe Male Reaper, che finora venivano utilizzati solo per voli di ricognizione. I droni saranno dotati di «nuovi apparati per la guerra elettronica». Non sono stati forniti ulteriori dettagli, né è nota la tipologia di armi che verrà integrata sui velivoli.

Secondo la Rivista italiana difesa «l’emergere dei nuovi scenari – che dal Nagorno Karabah alla Libia, hanno mostrato la rilevanza sui campi di battaglia del drone armato – ha fatto cadere incertezze e resistenze di natura etica che finora avevano impedito il compimento di tale passo. I nostri comandanti sul terreno potranno così disporre di una fondamentale opzione per proteggere le forze a terra e per neutralizzare eventuali minacce prima che queste possano manifestarsi. Più volte in passato, infatti, nei teatri di guerra, la non disponibilità di armamento a bordo dei PREDATOR/REAPER ha messo a rischio la vita dei nostri soldati a terra, con perdite che altrimenti potevano essere evitate».

Padre Bianchi ci invita a pranzo

L’ex priore della Comunità di Bose Enzo Bianchi, ha lanciato su Twitter un appello a non essere lasciato solo. «Cari amici, sono invecchiato e ho difficoltà a venirvi a trovare. Vivo in esilio a Torino, da solo, ma la mia vocazione è comunitaria, non eremitica. Perciò venite voi e a pranzo, troverete piatti gustosi e converseremo in pace». Così ha scritto Bianchi, postando la foto di una teglia di peperoncini farciti di carne. Allontanato da Bose per «decreto singolare» del Vaticano, dal 30 maggio scorso Bianchi è ospite in un appartamento di amici a Torino. Il monaco, che ha 78 anni e soffre di un’ernia discale e di insufficienza renale, è assistito da confratelli.

Clamorosi

Il Terzo Mondo – Africa/Asia/America Latina – genera un PIL marcatamente superiore a quello del Primo Mondo – Europa Occidentale/USA/Canada con Australia/Nuova Zelanda/Giappone. Il superamento è avvenuto attorno al 2010 [In Fact].

Da qualche anno, negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration ha autorizzato e messo in commercio farmaci per curare il cosiddetto “desiderio sessuale ipoattivo” femminile (hypoactive sexual desire disorder, HSDD). In pratica: la mancanza di desiderio sessuale nelle donne è considerata una malattia

A Pachino (Siracusa) non piove dal 19 aprile (139 giorni) [Mercalli, Fatto].

Secondo il Wwf l’Italia è il primo importatore di carne di squalo al mondo: quando si compra palombo, spinarolo o gattuccio bisogna sapere che in realtà si tratta di squali [CdS].

Obblighi

In Italia il vaccino contro il vaiolo divenne obbligatorio nel 1888. L’obbligo fu poi abolito nel 1981, dopo che nel 1979 l’Oms aveva dichiarato la completa eradicazione della malattia in tutto il mondo [CdS].

Fino al 2017 i vaccini obbligatori erano quattro. Poi, il Decreto vaccini del ministro Lorenzin, convertito in legge nel luglio di quell’anno, ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie nell’infanzia e nell’adolescenza a dieci. Per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie le vaccinazioni contro la poliomielite, la difterite, il tetano, l’epatite B, la pertosse, l’Haemophilus influenzale di tipo b, il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella. Senza quelle, niente iscrizione a scuola [Rep].

Le posizioni antiscientifiche in Alto Adige risalgono a due secoli fa, quando Andreas Hofer, capo della resistenza tirolese contro l’invasione napoleonica, invitava i contadini a non vaccinarsi contro il vaiolo [Rep].

Prima della pandemia pure la Provincia autonoma di Bolzano e la Svp hanno affrontato la questione con ambiguità.

«“Vietato vietare” è stato un dogma sottopelle da cui furono influenzati e perfino regolati, da mezzo secolo in qua, i comportamenti più vari: dal sesso al genere alla dialettica familiare ed educativa all’apprendimento scolastico alla ricerca fino a tutto l’insieme delle relazioni civili in ogni campo, compresa la politica. Ora questa verità di fede è sottoposta alla prova di un’emergenza prolungata, profonda, che chiama in causa l’essenza o la sostanza razionale di ciò che è un individuo dentro un nesso di società» [Foglio].

Primo via libera alla terza dose

L’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, ha dato il via libera alla terza dose di vaccino contro il Covid. Come recita il comunicato ufficiale, «il provvedimento riguarda soggetti con immunosoppressione grave, in accordo alla valutazione del medico curante, quali ad esempio trapiantati, oncologici, dializzati oltre che gli anziani (over 80 anni) e i ricoverati nelle Rsa». La commissione tecnico scientifica dell’Aifa ha aggiunto: «Al momento non ci sono sufficienti evidenze per raccomandare in via prioritaria la somministrazione di una terza dose di vaccino nella popolazione generale».

«L’Italia si muove prima che arrivi un parere sul punto di Ema, l’agenzia regolatoria europea, che ha spiegato di avere bisogno ancora di alcune settimane per concludere uno studio specifico nel quale sono arruolate 300 persone» [Rep].

La Lega ha votato il decreto Green pass

Con 259 favorevoli, 34 contrari e due astenuti, l’aula della Camera ha approvato la conversione in legge del decreto che ha introdotto il Green pass (il decreto del 23 luglio entrato in vigore il 6 agosto). Hanno votato sì anche i deputati della Lega, anche se in molti erano assenti (su 132 deputati hanno partecipato in 45). Il testo, che scade il 21 settembre, passa ora all’esame del Senato per l’approvazione definitiva.

«Dopo alcune anticipazioni, la conferma del sì della Lega era arrivata in mattinata dallo stesso Matteo Salvini, che aveva condizionato il via libera all’accoglimento di alcune richieste, come i tamponi salivari gratuiti e la rottamazione delle cartelle Equitalia» [CdS].

Brutta tegola su Alitalia

La Direzione Concorrenza della Commissione europea ha preso una doppia decisione riguardo il destino di Alitalia:

  • la Ita – Italia Trasporto Aereo – il 15 ottobre potrà legittimamente prendere il posto di Alitalia senza accollarsi i suoi debiti, ma con alcuni paletti che vanno dalla flotta (52 aerei) al numero di dipendenti al decollo (2.800), dall’utilizzo degli slot ereditati da Alitalia (in particolare a Milano Linate e Roma Fiumicino) alla possibilità di partecipare alla gara per rilevare il marchio della vecchia aviolinea, ma non il programma MilleMiglia;
  • i due prestiti ponte per complessivi 900 milioni di euro fatti dal governo per tenere in piedi Alitalia nel 2017 sono un «aiuto illegale», e pertanto lo Stato dovrà recuperarli dalla compagnia di bandiera.

La notizia, che Bruxelles dovrebbe comunicare ufficialmente solo oggi, è stata anticipata ieri sera dal Financial Times. Dal governo italiano trapela grande irritazione. Il ministero dello Sviluppo economico, ieri, si è rifiutato di commentare.

«La doccia fredda, anzi gelata, è piombata su Palazzo Chigi, sul ministero dello Sviluppo e su quello del Tesoro, nella giornata di ieri. In un momento, tra l’altro, delicatissimo nella trattativa tra Ita e i sindacati per il nuovo contratto di lavoro. Le conseguenze della decisione, al momento, sono ancora oggetto di approfondimento. Ma è evidente che la vecchia Alitalia non sarà in grado di restituire i 900 milioni avuti in prestito dallo Stato. L’ipotesi di dover portare i libri in tribunale è concreta. Lo spettro del fallimento aleggia già nelle frenetiche telefonate tra i protagonisti della vicenda. Più di un ministro è rimasto sorpreso. Non tanto dalla decisione, quanto piuttosto dalla tempistica. Fosse passata qualche altra settimana, con l’operazione Ita e le gare avviate, l’impatto sarebbe stato sicuramente diverso. Così è un vero e proprio sgambetto all’operazione del governo Draghi. E dunque all’Italia, che ha sempre cercato in tutti i modi di difendere la sua compagnia di bandiera dagli appetiti e dalle voglie di spingerla verso il fallimento degli altri vettori europei ansiosi di accaparrarsi il ricco mercato nazionale» [Bassi, Mess

Gay/1

Busone in bolognese vuol dire sia omosessuale sia fortunato [Linkiesta].

Gay/2

Lo scrittore Alessandro Piperno è tifoso della Lazio «ai limiti della facinorosità». Assieme ad altri abbonati alla Tribuna Monte Mario ha anche fondato il Club «froci del Mancio», associazione di innamorati del campione (furono profeti in patria, sedici anni dopo l’Italia unita sarebbe divenuta pazza del mister). Mancini era stato numero dieci (con scudetto) e allenatore dei biancocelesti. «Ci ha sedotto e poi, come una bella donna, ci ha abbandonati senza nemmeno voltarsi a dirci addio» fu il lamento (quasi portnoyano) del fan deluso [CdS].

Gay/3

«Nel 1979 cantavo dell’amore tra due uomini in Ernesto. L’album s’intitolava eloquentemente così: Sbucciami. Te lo ricordi?».

Non ero nato.

«Oddio, se scrivi quanti anni ho ti ammazzo. Giuro» [Cristiano Malgioglio, a Salvatore Merlo, Foglio].

Mediaset

«Berlusconi era capace, dopo un anno che non metteva piede negli studi televisivi, di fermare l’ultimo degli elettricisti per chiedergli se i figli si fossero sposati o laureati, avendo a mente di ognuno il nome di battesimo. Un divo doveva fare ore di anticamera per incontrare l’ultimo capostruttura della Rai. Lui lo invitava a cena ad Arcore, lo coccolava, lo faceva sentire unico» [Vittorio Giovanelli, ex braccio destro di Silvio Berlusconi per la tv, l’Arena].

Camerini

«Prima dell’intervista la sua segreteria mi aveva detto che Berlusconi voleva parlarmi in privato. Da solo. A quattr’occhi. E la cosa mi preoccupava. Mi chiedevo quale grossa notizia dovesse darmi: un nuovo partito? Non dico che ero in ansia, ma quasi. Sennonché arriva il giorno dell’intervista. E lui è in ritardo. Ci sono appena tre minuti prima che inizi la trasmissione. Quindi corro, trafelato, mentre i secondi volano. Esco dallo studio, attraverso il cortile, e lo raggiungo in camerino. Lui mi saluta, chiede a tutti di uscire. E quando finalmente siamo soli mi dice: ‘Lei deve tagliarsi la barba’”» [Fabio Fazio, Foglio].

Retata di no vax

Otto attivisti no vax sono stati perquisiti all’alba di ieri dagli investigatori della Digos e della polizia Postale di Milano su ordine dei magistrati Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo della procura e del pm Piero Basilone. Facevano parte del gruppo Telegram «I guerrieri» e progettavano di provocare disordini nel corso del raduno no vax in programma nel weekend a Roma. Gli indagati, cinque uomini e tre donne fra i 33 e i 53 anni, tutti italiani, sono accusati di istigazione a delinquere aggravata. Due vivono in provincia di Milano, due di Roma, una di Bergamo, una di Reggio Emilia, una di Venezia e una di Padova. La chat è stata «cancellata» da uno degli amministratori quando ha visto alla sua porta gli agenti della polizia. I tecnici della Postale avevano però copiato preventivamente i messaggi nei quali venivano progettate azioni violente da realizzare con l’uso di armi ed esplosivi fai da te e di un fantomatico drone esplosivo. Nella casa dell’attivista di Reggio Emilia sono state trovate una katana, uno sfollagente, diversi spray al peperoncino. Intercettato, si vantava dell’arsenale artigianale: «Se scoprono quello che ho in casa mi arrestano per terrorismo…». In un’altra abitazione hanno trovato due tirapugni che erano stati acquistati appositamente per «gli scontri» da organizzare a Roma.

«“I giornalisti, i media saranno i primi ad andarsene. Se in lontananza, nascosti, vedere i furgoni delle tv private o pubbliche, dategli fuoco… una molotov. O con loro dentro o vuoto il furgone dovete dargli fuoco”. Eccola, la fronda violenta del movimento No Vax. Odio verso i giornalisti, il governo, i medici e i palazzi del potere. In chat si scambiavano anche l’indirizzo di casa del premier Mario Draghi» [Giuzzi, CdS].

Scherma

La scherma ha un complesso di inferiorità rispetto al nuoto?

«Riflettevo su questo: ai Giochi ho vinto un oro e un argento, come Federica Pellegrini. Eppure chi è più considerato? Cosa devo fare di più per diventare un’icona dello sport italiano? È frustrante… A questo punto capisco gli atleti che partecipano ai reality: è l’unico modo di avere soddisfazioni personali. Prima della pandemia il buttafuori di un evento non voleva farmi entrare, non mi aveva riconosciuto; arriva Greg Paltrinieri e trova tutti i paparazzi schierati per lui. Eppure a Rio ho vinto un oro come lui…» [Daniele Garozzo, 29 anni, schermidore, CdS].

Tennis

Quando giocava lei quali sistemi c’erano per innervosire l’avversario?

«Al massimo Nastase faceva casino per distrarti dicendoti: Bravo Spaghetti, Maccaroni, sai che è stato culo, vero?» [Paolo Bertolucci, 70 anni, ex tennista professionista, oggi opinionista Sky, a Vincenzo Martucci, Mess].

100 m

«Quella mattina mi sono svegliato alle 5 e 40, io e il fuso orario di Tokyo non siamo mai andati d’accordo. La gara era alla sera e le mie storiche parole al risveglio furono: “Mo’ che cavolo faccio tutto il giorno?” Telefono a Nicoletta, la mia psicologa. “Marcell, se sei già sveglio, rimani sveglio: accetta ciò che non puoi cambiare”. La faceva facile, lei. Apro il computer per rilassarmi e vedo la prima pagina della Gazzetta. C’è una mia foto gigantesca: “L’uomo dei sogni”. Mi agito ancora di più» [Marcel Jacobs, 26 anni, a 7].

100 m/2

Prima della gara che gli è valsa l’oro Jacobs ha fatto un’altra telefonata con Nicoletta, venti minuti di respirazione con lo smartphone. Poi è entrato nel tunnel con gli altri centometristi. «Si scrutano tutti in cagnesco, tipo boxeur, io invece do il cinque a tutti. Mi guardano come se fossi un coglione…» [7].

Lavoretti

Quali lavoretti ha svolto?

«Credo di essere stato uno dei primi a vendere al semaforo. E parliamo degli anni Ottanta».

Cosa proponeva?

«Cinte di tela colorate per jeans; poi sono passato di livello e con la valigetta presentavo i cerotti porta a porta».

E poi?

«Ho mollato i cerotti e la mattina disegnavo ranocchiette per un’azienda di borse da scuola, il pomeriggio frequentavo la Scuola Europea di Design; ah, sono stato pure rappresentante di olio per i ristoranti: un disastro».

Come mai?

«Non sono in grado di insistere; presentavo i prodotti, poi spiegavo i prezzi, ma il mio era sempre il più caro. Ogni volta mi rispondevano: “Quello del tuo collega è buono, alla gente piace e lo pago di meno”. E io: “Ha ragione, arrivederci”» [Pasquale Petrolo, in arte Lillo, 59 anni, ,Fatto].

Amori

«Oggi in Italia, tra Camera e Senato, ci sono 945 parlamentari. Quelli apertamente gay e lesbiche sono quattro: Ivan Scalfarotto, Tommaso Cerno, Barbara Masini e io. È statisticamente impossibile che siamo solo noi quattro e io so per certo che ci sono parlamentari gay in Forza Italia e in Fratelli d’Italia» [Alessandro Zan, Senza paura, Piemme].

Nel film Asfalto che scotta Belmondo era Eric Stark, incaricato di riportare in patria il latitante Abel Davos, lei Liliane, una donna che si accompagna a lui. Che ricordi ha?

«Stupendi. Con quella faccia unica, il brutto più bello che il cinema abbia avuto, davvero. Abbiamo fatto due film insieme, in entrambi i casi ero la sua fidanzata. Era un uomo speciale, di grande intelligenza, capace di dare molto amore, quel tipo di amore che si sente nelle canzoni».

E tra voi non è mai nato niente?

«Mai, ogni volta che ci siamo incontrati lui era sempre già impegnato e anche io non ero mai libera. Ma come compagno di lavoro è stato un incanto» [Sandra Milo, 88 anni, attrice, CdS].

Buste paga

Il Tribunale di Monaco di Baviera ha condannato Jerome Boateng, 33enne difensore tedesco, campione del mondo con la Germania nel 2014 e pilastro storico del Bayern, ora al Lione, a pagare 30mila euro al giorno per sessanta giorni per un totale di 1,8 milioni di euro a Sherin Senler, sua ex compagna e madre dei suoi due figli. Nel luglio 2018, subito dopo l’eliminazione della Germania dai mondiali di Russia, mentre si trovavano in vacanza ai Caraibi, lui l’aveva aggredita prendendola a botte, a pugni e a morsi sulla testa, le aveva scagliato addosso un oggetto pensante (mancandola), poi l’aveva buttata a terra e insultata [Mess].

Ieri a Zurigo Gianmarco Tamberi, con un salto da 2 metri e 34, ha vinto la Diamond League e si è aggiudicato i 30 mila dollari in palio [Sta].

«Chiamiamo furbetti quelli che incassano il reddito di cittadinanza lavorando in nero, ma c’è qualcuno che li batte: sono migliaia quelli che ricevono un sussidio di 800 euro in Italia e un altro di 1300 in Belgio, in Germania e in Olanda. Dichiarano la residenza lì, ma evitano accuratamente di cancellare quella in Italia. Sono i superfurbetti: due redditi con un solo divano» [Rep].

Enrico Preziosi vuole vendere il Genoa al gruppo finanziario statunitense 777 Partners. Secondo le indiscrezioni, la società è valutata 150 milioni di euro. L’obiettivo è completare l’operazione entro metà mese [Sole].

Durante la pandemia è stato uno dei pochi ad annullare i concerti e rimborsare i biglietti…

«Io non chiedo mai anticipi ai promoter, preferisco essere pagato dopo: mi consente di non essere ricattato. È vero che per altri show qualcuno aveva investito in anticipo, ma non avere il vizio della Lamborghini e degli orologi da 100 k aiuta» [J-Ax, 49 anni, cantante, a Andrea Laffranchi, CdS].

 

Il Texas offre 10 mila dollari di ricompensa a chi denuncia un aborto clandestino, come nel Far West [CdS].

Il fratello di Boris Johnson, Maximilian, ha perso 14 milioni di sterline investendo in miniere della Mongolia e ora cerca l’aiuto del governo [CdS].

«L’altra mattina il barista parlava con un altro cliente, mentre mi schiumava il cappuccino, e ha detto: i soldi non ti comprano la salute. Ho pensato a quella mia amica cui hanno trovato un tumore alle ovaie e la sanità pubblica l’avrebbe operata venticinque giorni dopo e poter pagare una parcella le ha permesso d’essere operata venticinque ore dopo» [ Linkiesta].

Zainetto firmato Me contro te, 119 euro. Astuccio di Chiara Ferragni, 35 euro. Diario di Favij, 25 euro [Tag43].

Perdita netta della Juventus nell’esercizio al 30 giugno 2021: -190,7 milioni di euro [Dragoni, Sole].

«A farti vincere sono i campioni, se ti lasci sfuggire Donnarumma che è un fuoriclasse, o Çalhanoglu e Kessié, anche se non campionissimi, competere diventa più difficile. Non la compri una Ferrari se hai i soldi per una Volkswagen».

Soluzioni?

«Il tetto salariale in Europa, altrimenti le competizioni saranno sempre più sbilanciate. Non competi con società che hanno come proprietà uno Stato, come il Qatar o gli Emirati Arabi. Se hai due dei migliori portieri al mondo, Sergio Ramos, i migliori quattro attaccanti al mondo, alla fine vinci» [Marco Borriello, 39 anni, Rep].

Girl with a balloon di Bansky – inizialmente stimato fra 200 e 300 mila sterline – era stato pensato per finire dentro un tritacarta nel momento stesso in cui veniva messo all’asta (ottobre 2018). Il quadro, invece, rimase integro a metà, non si è mai del tutto capito se per una furbizia del suo autore o per un errore meccanico… Sotheby’s, con notevole senso del marketing, lo ribattezzò Love is in the bin, lo definì «la prima opera d’arte della storia creata in diretta durante un’asta» e riuscì a piazzarlo per un milione di sterline a un anonimo collezionista europeo. Adesso costui vuole fare fruttare lo scaltro investimento e lo rimette in vendita, sempre da Sotheby’s, a un prezzo stimato fra 4 e 6 milioni di sterline. L’asta si terrà il 14 ottobre [Rep].

Multe previste dal nuovo Decreto Infrastrutture per chi parcheggia nei posti riservati: 328 euro per i ciclomotori, 670 euro per le auto [Sta].

Franco vede positivo per l’Italia

Nell’intervento conclusivo all’edizione 47 del Forum Ambrosetti di Cernobbio, il ministro dell’Economia Daniele Franco s’è mostrato fiducioso sulla ripresa dell’economia italiana. Ha detto che il pil nel 2021 potrebbe crescere «più del 5,8%» indicato dagli ultimi calcoli dell’Ufficio parlamentare di bilancio in attesa dei nuovi dati Istat. E di conseguenza «deficit e debito saranno un po’ migliori delle previsioni» di aprile, che per quest’anno fissavano le due grandezze all’11,8% e al 159,8% del pil. Ma, ha aggiunto Franco, per l’Italia, arrivata all’impatto con il Covid dopo una stagnazione quasi ventennale, la sfida è di «instradare l’economia su un sentiero di crescita strutturalmente più ampio del passato», un obiettivo che si raggiunge solo se si consolida il rimbalzo degli investimenti e si guarda all’impatto delle misure «sul 2025-30 e sul 2050».

«Alla vigilia della manovra il titolare dei conti pubblici ha il problema di spegnere gli entusiasmi facili della politica che su una crescita inedita per l’Italia post bellica poggeranno le loro richieste di spesa. Perché il rimbalzo più vigoroso del previsto è benvenuto e aiuta ad accorciare i tempi per il recupero dei livelli di produzione pre-Covid. Ma l’Italia del 2019 non è esattamente l’obiettivo a cui tendere» [Sole]

Brunetta colpisce ancora

Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta è tornato a colpire sullo smart working. Dopo essersi espresso con forza a favore di un rientro dei lavoratori pubblici in presenza, ieri ha rincarato la dose, durante il question time alla Camera. «Il lavoro agile può servire nell’emergenza ma non può essere il lavoro del futuro, proiettarlo nel futuro mi sembra un abbaglio», ha detto. E ancora: «Oggi chi fa lavoro agile non ha un contratto specifico, non ha obiettivi, non ha tecnologie, in più non c’è sicurezza, vedi il caso degli hacker che hanno colpito la Regione Lazio. Insomma, è un lavoro a domicilio all’italiana».

La mossa di Draghi sui segreti di Stato

Mario Draghi ha annunciato che il Comitato consultivo per la desecretazione degli atti riguardanti le stragi, l’organizzazione Gladio e la loggia massonica P2 sarà coordinato direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri, rappresentata dal segretario generale Roberto Chieppa, invece che dal nuovo direttore dell’Archivio Centrale dello Stato Andrea De Pasquale. Draghi ha comunicato la decisione durante un incontro con i rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime delle stragi di piazza Fontana a Milano, di piazza della Loggia a Brescia, della stazione di Bologna e di Ustica. Due settimane fa, le associazioni avevano duramente criticato la nomina di De Pasquale per il modo in cui, nel 2020, da direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, aveva condotto l’acquisizione dell’archivio appartenuto a Pino Rauti.

Draghi aveva firmato il 2 agosto una direttiva per la desecretazione degli atti su Gladio e P2. La direttiva per la desecretazione dei documenti sulle stragi avvenute tra il 1969 e il 1984 invece era stata firmata nel 2014 dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, ma spesso i criteri usati per la desecretazione hanno reso più difficile e complicato lo studio delle carte perché i servizi segreti li hanno consegnati a pezzi e annerendo varie parti [il Post].

I talebani hanno formato un governo

«La definizione di “governo di transizione” non deve trarre in inganno. Non ci saranno elezioni. Semplicemente nei prossimi mesi vedremo aggiustamenti e nomine dettati dai rapporti di forza tra le correnti inter-talebane» [Cremonesi, CdS].

A Kabul, dopo giorni di attesa, i talebani hanno annunciato la formazione del nuovo governo, «l’unico in quarant’anni di storia a governare su tutto l’Afghanistan». Come previsto, il potere sarà diviso tra il mullah Hibatullah Akhundzada, Emiro e Guida Suprema, mai apparso in pubblico, cui spetterà l’ultima parola sulle questioni politiche, militari e religiose, e il mullah Muhammad Hassan Akhund, ultra-conservatore, già consigliere politico del mullah Omar, già ministro degli Esteri tra il 1996 e il 2001, attualmente nella lista dei terroristi internazionali compilata dall’Onu, che diventerà primo ministro. Suo obiettivo primario: «Far rispettare le regole islamiche e la sharia».

Ecco alcuni degli altri esponenti del nuovo governo:

  • il vice primo ministro sarà Abdul Ghani Baradar, 53 anni, incarcerato per otto anni in Pakistan su richiesta degli Stati Uniti, già a capo della delegazione che nel 2020 a Doha trattò con il ritiro delle truppe americane, Trump gli parlò al telefono e lo definì «a good man», un brav’uomo;
  • il ministro della Difesa sarà il mullah Mawlawi Mohammad Yaqub, 32 anni, figlio del mullah Omar;
  • il ministro degli Esteri è Amir Khan Muttaqi, già negoziatore a Doha, già ministro dell’Informazione e della Cultura durante il primo Emirato, negli anni 90, fino al 2001;
  • il ministro dell’Interno sarà Sirajuddin Haqqani, leader della cosiddetta Rete Haqqani, un gruppo armato afghano con forti contatti in Pakistan, unanimemente considerato come il punto di contatto tra i talebani e al Qaida, ritenuto responsabile dell’attentato del 14 gennaio 2008 contro il Serena Hotel di Kabul nel quale sono rimaste uccise sei persone, tra cui un cittadino americano, Thor David Hesla, e del tentato omicidio del presidente Hamid Karzai sempre nel 2008. È uno dei criminali più ricercati dall’Fbi e su di lui il dipartimento di Stato americano ha messo una taglia da cinque milioni di dollari;
  • il responsabile del dicastero delle Finanze è il mullah Hidayatullah Badri.

A El Savador il Bitcoin ha corso legale

Da ieri El Salvador è il primo Paese al mondo ad adottare il Bitcoin come valuta legale. Una scelta voluta dal presidente Nayib Bukele, convinto che la criptovaluta attirerà gli investitori stranieri e permetterà agli emigrati di spedire soldi a casa più velocemente e a costi più bassi, con un risparmio di circa 400 milioni di dollari all’anno di commissioni. Bukele ha ignorato le critiche del Fondo Monetario Internazionale e i dubbi della maggioranza della popolazione. Il Bitcoin si aggiunge al dollaro statunitense, che da circa vent’anni è la moneta ufficiale del Paese.

Messico, un punto per gli abortisti

«La Corte Suprema del Messico ha stabilito che è incostituzionale punire l’aborto, annullando all’unanimità diverse disposizioni di una legge di Coahuila – Stato al confine con il Texas – che aveva reso l’aborto un reato. La decisione riguarderà immediatamente solo lo Stato al confine settentrionale, ma stabilisce allo stesso tempo “criteri obbligatori per tutti i giudici del Paese”, costringendoli ad agire allo stesso modo in casi simili, come ha affermato il presidente della Corte Arturo Zaldivar. Solo quattro Stati – Città del Messico, Oaxaca, Veracruz e Hidalgo – ora consentono l’aborto nella maggior parte delle circostanze, mentre gli altri 28 Stati lo considerano un reato, accettandolo solo in alcuni casi» [Sta].

Saadi Gheddafi è uscito di prigione

Saadi Gheddafi, terzogenito dell’ex leader libico Muammar Gheddafi, detenuto dal 2014 in una prigione di Tripoli, è stato rilasciato per ordine del tribunale. Scrive Vincenzo Nigro su Rep: «Era stato processato e assolto nell’aprile 2018 dalla Corte d’appello di Tripoli per l’omicidio nel 2005 di un ex allenatore del Tripoli Al-Ittihad Football Club, Bachir Rayani. Adesso era in attesa di processo per il ruolo nella repressione della rivolta del 2011. Non era stato accusato di crimini specifici, ma era il terzo figlio del Colonnello, aveva goduto del sistema di potere del padre, anche se la sua massima aspirazione era stata quella di fare una carriera nel calcio italiano. Il Perugia di Luciano Gaucci lo aveva reclutato nel 2003 su richiesta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Giocatore di livello mediocre, sospeso per tre mesi per doping, il figlio di Gheddafi aveva giocato pochissimo: al massimo 15 minuti contro la Juventus nel 2004»

Lauree

di Aldo Grasso

Corriere della Sera

Che avesse ragione Guido Ceronetti, quando nei lontani anni 70 paventava il male di laurea? Era convinto che gli agitati della laurea, «i maniaci del possesso di un’illusione di potere» fossero meglio «frolliti e pronti alle lobotomie» di verità abusive. Questo incubo (la «dotta ignoranza» di cui parla Montaigne) mi è tornato in mente leggendo del plurilaureato che non vuole vaccinarsi.

Si chiama Valentino Di Carlo, ha 41 anni, insegna a Lecco in scuole e istituti superiori da precario e ha spiegato che non vuole vaccinarsi e non ha il green pass. Le sue lauree sono in Scienze politiche, Scienze filosofiche e Lettere moderne (prendi tre paghi due, con pochi esami aggiuntivi) ma l’ottusità è una sola: no al green pass perché lede chissà quale diritto, no al vaccino per non fare da cavia.

Nella situazione in cui siamo non si può giocare con la vita degli altri e se uno con tre lauree non ha capito che il vaccino è l’arma più efficace a disposizione per affrontare l’epidemia che ci ha messo in ginocchio, allora significa che la situazione è disperante. Di Carlo confonde la forza delle opinioni con le opinioni della forza (bruta).

Il pezzo di carta non serve a niente, il seme delle storpiature cresce nelle nostre menti e chi ne viene infettato brama infettare, è un sadismo antico che nessun titolo di studio può sanificare.

di Nicola Dario

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