Diamo i Numeri – Dati e Notizie

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Non ti scusare…

Veronica Pellegrini, 37 anni, romana, laureata in ingegneria alla Sapienza, lavora come esperta di dinamica del volo spaziale per Maxar Technologies, la società a cui la Nasa ha affidato la costruzione del Ppe, il modulo propulsivo che partirà nel 2024 e, grazie a enormi pannelli solari, fornirà energia alla futura stazione Lunar Gateway, la base orbitante per le spedizioni umane e robotiche sul satellite. Vive a Orange County, in California, con il marito Simone Chesi, conosciuto alla Sapienza, e i due figli, Aurora e Elon, di 7 e 3 anni. Dell’Italia le mancano il calore degli abitanti e il cibo genuino. «Ma non potrei mai tornare – dice con un pizzico di malinconia — I miei ex colleghi dell’università mi raccontano di avere difficoltà a trovare lavoro e, se lo trovano, dicono di ricevere salari talmente miseri da non potersi neanche permettere una casa in affitto. Scusate, non ce la farei, ho una famiglia» [CdS].

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Nel 2019, in Giappone, 174 persone sono morte di troppo lavoro [TuttoLibri].

Scope

Andy Jassy, classe 1968, nuovo amministratore delegato di Amazon, venne assunto 24 anni fa, quando lui era appena uscito da Harvard, e l’azienda ancora un servizio per la vendita online di libri. Il suo esordio ha coinciso con una partita aziendale di broomball: il ragazzo colpì inavvertitamente Jeff Bezos sulla testa con la scopa che si usa per il gioco [Domani].

Sì della Camera alla cittadinanza per Zaki

Tre mesi dopo il Senato, anche la Camera ha approvato la mozione che chiede al governo il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna detenuto in Egitto. Il testo è passato con 358 voti, gli unici ad astenersi sono stati i deputati di Fratelli d’Italia. La mozione impegna l’esecutivo anche a «continuare a monitorare, con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione».

Esami

E a lei piace Draghi? Mi sembra vi conosciate dai tempi dall’Università…

«Per un episodio che lui non può ricordare. Mi ero trasferito dalla Bocconi alla Sapienza perché avevo cominciato a lavorare come giornalista a Roma. Andai a un esame di economia politica abbastanza impreparato, improvvisando. Draghi era l’assistente di un grande economista, Federico Caffè: fu quest’ultimo a promuovermi, mentre Draghi mi voleva cacciare, a ragione. Comunque non mi sono mai laureato. Cominciai a frequentarlo professionalmente quando era direttore generale del Tesoro. Certo che mi piace, anche se non ho condiviso tutte le sue scelte. Il salvataggio dell’euro lo ha messo nel Pantheon delle divinità. Salvare l’Italia sarà più difficile» [Federico Rampini, 65 anni, giornalista, a Martina Piumatti, Giornale].

Nati

«Si prega di fare attenzione alla successione dei dati Istat dei nati dei mesi di gennaio, febbraio e marzo del 2021 in Italia. Non è importante, di più. Quei nati corrispondono ai concepimenti rispettivamente dei mesi di aprile, maggio e giugno del 2020, ovvero al secondo dei due mesi di lockdown stretto (aprile 2020), al primo mese (maggio 2020) e al secondo di uscita dal lockdown (giugno 2020). Ed ecco la successione dei dati: a gennaio 2021 si sono registrati 5.015 nati in meno rispetto al gennaio 2020; a febbraio si sono registrati 2.556 nati in meno rispetto al febbraio 2020; e marzo si sono registrati 1.184 nati in più rispetto al marzo 2020. In termini percentuali: meno 14 per cento a gennaio 2021, meno 8 per cento a febbraio 2021, più 3,7 per cento a marzo 2021 rispetto ai corrispondenti mesi del 2020. Un caso? Certo, non impossibile. Ma piuttosto improbabile. La successione è chiara: i concepimenti nel profondo lockdown sono molti di meno, la perdita si dimezza nel primo mese dopo il lockdown e diventa un aumento dei concepimenti a giugno 2020, quando appare chiaro che il peggio è passato e che si può tornare a vivere. Si tratta di dati che lasciano filtrare, nel plumbeo calo della natalità che continua non si sa più neppure da quando, un fiotto di luce» [Foglio].

Vecchiaia

«Vuole il mito che, dopo le sue fatiche, Ercole venne sconfitto da un omino fiacco e debole: la vecchiaia» [CdS].

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«Secondo i cabalisti, da principio la vecchiaia non esisteva. Abramo, per esempio, era avanti negli anni, ma non incanutiva. Invecchiò improvvisamente lungo la strada verso il monte Moria, che stava percorrendo per portare Isacco al sacrificio. Era con il figlio che aveva a lungo atteso, ma del quale non era del tutto soddisfatto. La Genesi lo lascia intuire abbastanza chiaramente: Isacco portava su di sé una fragilità, probabilmente la sindrome di Down. Durante il viaggio, a un certo punto, questo erede che non corrisponde alla promessa chiama Abramo a gran voce: “Padre!”. Abramo gli risponde, pronuncia le parole “Sì, figlio” e in quell’istante invecchia. Scopre la vecchiaia, anzi. Dopo che è stato riconosciuto come figlio, Isacco non potrà più essere ucciso» [Haim Baharier, classe 1947, studioso di esegesi biblica, Avv].

Lingue

Italiani

«Facciamo l’ipotesi che voi parliate male la lingua del paese nel quale viaggiate: il tedesco riderà dei vostri spropositi, il francese ve li correggerà, l’inglese vi guarderà con aria spaventata, arrossirà, non vi comprenderà affatto e vi volterà le spalle. L’italiano, se non vi comprenderà, vi indovinerà. Affinché riusciate a comprendere la sua risposta, adopererà le dita, le mani, le braccia e soprattutto la mimica della sua fisionomia espressiva e mobile. Farà tutto ciò con premura, e nel modo più toccante» [Alexander von Metternich, figlio del cancelliere austriaco Klemens von Metternich, quello che definiva l’Italia «una espressione geografica»].

Tedeschi

Fin dai tempi dei faraoni, gli antichi linguisti si sono chiesi: qual è la lingua umana originaria? l’egiziano? l’ebraico? il frigio? Per rispondere alla questione, nel XIII secolo Federico II di Svevia ordinò di prendere un gruppo di neonati e farli nutrire regolarmente, ma in assoluto silenzio, di modo da eliminare completamente ogni possibile interazione linguistica. Morirono tutti [Rep].

Scimmie

Negli anni Sessanta due ricercatori, Trixie e Alan Gardner, insegnarono a uno scimpanzé di nome Washoe il linguaggio dei segni (alla fine la scimmia comprendeva il significato di un centinaio di gesti).

Babele

«Se la lingua serve per comunicare, perché non parliamo una sola lingua al mondo? Sarebbe più comodo. Possiamo però rovesciare la prospettiva e chiederci se tutto questo sia non una dannazione ma un dono. Negli animali il distanziamento scaturisce dalle malattie. Prendiamo un gregge: quando diventa troppo grande, le malattie si moltiplicano. Perfino nei batteri, se la colonia è troppo grossa si accumulano tossine e questa si autolimita. E se negli umani fosse stata proprio la differenza linguistica a mantenere i gruppi piccoli? Nell’evoluzione storica, il distanziamento sociale è stato prodotto anche dall’incomunicabilità, la nostra specie è stata avvantaggiata dall’incomunicabilità. Forse Babele è un dono, forse tutte e tutte le diversità lo sono» [Andrea Moro, classe 1962, linguista, collaboratore di Noam Chomsky, Giornale].

Buste paga

Mario Balotelli, 30 anni, andrà a giocare in Turchia. L’altro giorno ha siglato un contratto triennale con l’Adana Demirspor che gli frutterà cinque milioni di euro a stagione. Al Monza, dove ha segnato 6 gol, era pagato troppo poco: 250 mila euro di base fissa, più 150 mila di bonus che a causa della mancata promozione in A non sono maturati [Colombo, CdS].

Ad Haiti il 60% della popolazione vive con meno di 1 euro e mezzo al giorno [Guaita, Mess].

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan non si è fatto alcuno scrupolo nel sottrarre altri 60 milioni di euro alle casse dello Stato per far costruire una mega villa extralusso per le vacanze estive con 300 stanze, tre eliporti, una enorme piscina e arredi pregiati a Marmaris, sul mar Egeo [Fatto].

Uno dei più importanti documenti autografi della storia della scienza, un foglio scritto su due lati con i testi per una progettata revisione dei Principia di Isaac Newton (1642-1727), sarà messo all’asta giovedì da Christie’s a Londra come uno dei top lot del catalogo della Classic Week Exceptional Sale. Si tratta di un manoscritto inedito predisposto in vista della seconda edizione progettata e infine abbandonata dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica. Sarà offerto con una stima di 600-900mila sterline (1,1-1,3 milioni di dollari) [Giornale].

«Circa 24 milioni nel 2023. Che nel 2024, a regime, saliranno più o meno a quota 50 milioni. È il risparmio per le casse di Montecitorio atteso dal taglio da 630 a 400 parlamentari che, per effetto della riforma approvata nei mesi scorsi, scatterà dalla prossima legislatura. La stima è contenuta nel progetto di bilancio della Camera che comincerà ad essere discusso a Montecitorio dal 12 luglio: il voto in Aula è fissato per il giorno 22» [Sole].

Per quest’anno è stata prevista una spesa complessiva di 963,7 milioni, contro i 958,3 milioni registrati nel 2020.

«Pochi giorni fa, alla chiusura della stagione agonistica 2020-21 (30 giugno), la Juventus ha deliberato il più grande aumento di capitale della storia del calcio italiano: una ricapitalizzazione di 400 milioni motivata con l’esigenza di “far fronte ai danni causati dalla pandemia Covid-19”, danni quantificati, come da comunicato ufficiale, in 320 milioni. Detto che dall’acquisto di Ronaldo sono trascorsi tre anni e che la Juventus per reggersi in piedi ha dovuto ricorrere a un’iniezione extra di 875 milioni (175 + 300 + 400), quasi un miliardo, appare chiaro come il club di Agnelli stia cavalcando il Covid quale scusante della propria follia» [Fatto].

Il calcolo di Ziliani è fatto così: 175 milioni arrivarono dalla vendita di obbligazioni decisa il 13 febbraio 2019, 300 milioni dall’aumento di capitale del 19 dicembre 2019 (sottoscritto per il 63,8 per cento dall’azionista di maggioranza Exor), gli ultimi 400 dall’aumento di capitale del 30 giugno 2021.

Nel 2020 l’Obolo di San Pietro ha raccolto appena 44 milioni di euro, metà di quanto i fedeli donavano solo qualche anno fa [Gerevini e Massaro, CdS].

Durante la pandemia il principe Alberto di Monaco ha tagliato il suo appannaggio del 40% [Roddolo, CdS].

Una Testa di orso di Leonardo da Vinci, studio approfondito della testa dell’animale, 7 x 7 cm, uno degli otto disegni superstiti di Leonardo ancora in mani private, è stato aggiudicato per 8.857.500 sterline (pari a 10.300.453,26 euro) ieri sera all’asta di Christie’s a Londra. È il nuovo record mondiale per un disegno del genio del Rinascimento [Sta].

Il cappello Fedora indossato da Harrison Ford in Indiana Jones e il tempio maledetto (Steven Spielberg, 1984), è stato venduto all’asta per 300 mila dollari [Leggo].

Quello usato per I predatori dell’arca perduta era stato venduto per 500 mila dollari.

Oggi, per un chilo di manzo wagyu, la preziosissima carne giapponese, si spendono fino a mille euro. Secondo McKinsey, società di consulenza, tra dieci anni la si potrà produrre in laboratorio, e ne basteranno dieci [Cappellini, Sole].

Che cosa l’ha fatta guadagnare di più?

«Ah beh, gli anni Novanta furono un pozzo di guadagno incredibile. Dopo Galagoal cominciarono a offrirmi 35 milioni a puntata, qualunque cosa facessi. Firmai un contratto con la Ip per un miliardo. È vero che come ho già raccontato rinunciai ai 9 miliardi che mi offriva Berlusconi per lavorare tre anni a Mediaset, ma forse ne guadagnavo due l’anno» [Alba Parietti, 60 anni, a Elvira Serra, CdS].

«Mi spogliai con calma e corsi in mezzo alla sala».

Nudo?

«Completamente».

Perché?

«Dopo il concerto l’impresario mi aveva detto: “Non vi pago! I Napoli Centrale non sono un gruppo folkloristico!”».

E lei, James Senese, scandalizzò le signore.

«Non mi parevano così scandalizzate».

E l’impresario?

«Onorò la nostra performance».

Capitava spesso?

«Un’altra volta, dalle parti di Salerno. Anche lì il gestore del locale provò a fare il furbo».

E?

«Andai dal benzinaio, riempii una tanica. Tornai e svitai il tappo. Dissi: “C’avimmo a’ fa’?”».

Funzionò?

«Mi prese per un braccio, spingendomi in camerino. Sborsò fino all’ultima lira».

Lei era un tipo tosto.

«Un po’ estremista, vabbuò» [James Senese, 76 anni, sassofonista, a Stefano Manucci, Fatto].

«Playmen» e «Playboy» le chiesero di posare nuda.

«Mi offrirono delle cifre da capogiro: ma chi le avrebbe sentite poi mia madre e mia suocera…» [Orietta Berti, 78 anni, a Renato Franco, CdS].

Selfie

Il bastone da selfie fu inventato negli anni Ottanta da Hiroshi Ueda, impiegato della Minolta, che fu derubato al Louvre da un ragazzo a cui aveva chiesto di essere fotografato insieme alla famiglia [Papi, Foglio].

Influencer

«Ieri Chiara Ferragni – che mica è scema: si schiera solo dalla parte di cause che aumentino la sua popolarità – ha espresso un pensiero con cui una volta avresti fondato i Cinque stelle e oggi fai tre storie di Instagram (non sponsorizzate, per ora). Il pensiero era: “Che schifo che fate[,] politici” (mi scuso per averle aggiunto la virgola, è stato più forte di me)» [Soncini, Linkiesta].

Vello d’oro

«Per i popoli del Mediterraneo “è la donna che sceglie l’uomo e lo vince con la dolcezza della sua profumata persona, gli ordina di giacere nel solco sulla schiena, poi, cavalcandolo come un cavallo selvaggio domato e pronto ai suoi voleri, trae piacere da lui e, quando ha terminato, lo lascia lì a terra come morto”, mentre “presso gli achei ogni uomo sceglie la donna che desidera e la vince con la violenza della sua passione, le ordina di giacere sulla schiena e poi, montandola, prende piacere da lei”. Alla fine, come sappiamo, sono le divinità maschili a vincere la partita, ma è una vittoria ai punti, stabilita a tavolino, quando gli dèi e le dèe si riuniscono a congresso per dare vita a un nuovo pantheon, quello dell’età classica» [Gabutti, ItaliaOggi].

Gabutti parla del romanzo Il vello d’oro, di Robert Graves, in cui si racconta che «gli dèi del pantheon maschile, Giove Tonante e i nuovi Signori dell’Olimpo, sono arrivati dal nord con gl’invasori achei e si sono fatti largo a spallate nella Grecia arcaica e matriarcale».

Studenti

Quest’anno la maturità è stata facilissima: i cento sono piovuti. Al liceo classico Manzoni di Milano, 83 studenti su 184 sono usciti con il massimo dei voti. Al liceo classico Beccaria, il 32% degli esaminati. Al liceo linguistico Colonna di Arezzo, il 27%. Nei licei di Torino e di Mantova, uno su dieci [Sta].

Musicisti

Giovanni Allevi, che ruolo ha giocato il tonno in scatola nella sua carriera di musicista?

«Fondamentale. Nel primo periodo in cui ho vissuto a Milano abitavo in un monolocale e facevo il cameriere per pagare l’affitto. Nonostante le difficoltà economiche, il mio pensiero principale era scrivere musica. Mi ero appena diplomato in composizione al Conservatorio Giuseppe Verdi e, non avendo tempo per cucinare, ho scoperto che il modo più rapido per nutrirmi era rovesciare una scatoletta di tonno sulla pasta appena scolata direttamente nella pentola e mangiarla. Per un anno è stata la mia dieta abituale» [Giovanni Allevi, 52 anni, pianista, a Mario Luzzatto Fegiz, CdS].

Allenatori

Banfi, con gli Europei è tornato protagonista, quel “porca puttena” ha portato fortuna agli azzurri: che effetto fa?

«È bellissimo, non mi aspettavo che i giocatori mi prendessero sul serio. Il giorno prima dell’inizio degli Europei volevo chiamare Mancini, ma non mi andava di chiedere il numero. Avevo quello di Chiellini e ho telefonato a lui. Gli ho detto che volevo mandare al mister un filmatino».

Non sarà diventato tecnologico?

«Ma no, ho chiamato mio figlio Walter e gli ho detto: riprendimi. Ho dato i miei consigli da Oronzo Canà: non potrei mai rifarlo allo stesso modo. Mi sono raccomandato di usare la mia tecnica del 5-5-5 che non è il metodo di gioco, sono 5 cozze pelose, 5 polipetti piccoli e 5 seppioline. E poi di usare la tecnica della b zona, Spinazzola doveva correre come una saetta e passare a Immobile. Quindi ho chiesto solo che se si fosse avverato il gol, avrebbero dovuto gridare “porca puttena”» [Lino Banfi, 85 anni, a Silvia Fumarola, Rep].

«Ho celebrato le nozze di mia nipote e un gruppo di ragazzini con la maglia della nazionale cantava “po po po porca puttena”, ormai è “Lino nazionale”, sono “Lino d’Italia”, chiamatemi “Lino di Mameli”… dice che sono megalomane?».

Invenzioni

Aircar, prototipo di auto volante, progettata dal professor Stefan Klein, motore a elica fissa da 160 cavalli, ali che si dispiegano a comando, in grado di raggiungere i 2500 metri d’altezza e i 160 km/h, ha compiuto il suo primo volo interurbano nel giugno 2021 in Slovacchia. Dopo l’atterraggio, il veicolo si è trasformato in un’auto sportiva in meno di tre minuti ed è arrivato nel centro di Bratislava. Nessun dettaglio sul prezzo è stato rivelato, ma potrebbe essere visto in aria e sulle strade al più tardi entro il prossimo anno [Dagospia, ripreso dal Daily Mail].

Boogie-woogie

«La frenesia di questi giorni, la pazza voglia di rivivere che si vede nelle piazze e nelle strade delle nostre città in queste ultime ore con la mascherina, o nelle spiagge e sui laghi in queste prime sere d’estate, insomma tutto questo ricorda altri momenti della nostra storia, altre smanie, altri sabati del villaggio. Ricorda l’esplosione popolare alla fine della guerra, con il boogie-woogie dei soldati americani; o il matto ritmo dei primi anni del boom. C’è un indimenticabile film del 1962 di Luciano Salce che si chiama proprio La voglia matta, con Ugo Tognazzi e una sedicenne, meravigliosa Catherine Spaak» [Michele Brambilla, Qn].

Pandemie

Quando si arresterà, secondo lei, l’ondata della «cancel culture»?

«È come il coronavirus: si insedia, si espande, ci sono delle varianti, poi un giorno muore. Ma ora gli anticorpi sono rari. Bisogna blindarsi contro questa pandemia di stupidità politica» [il filosofo Pascal Bruckner, 72 anni, definito «un vecchio maschio bianco occidentale», a Mauro Zanon, Giornale].

La giustizia divide il governo, ma Draghi salva la riforma

Ieri sera, dopo una giornata di tensioni, il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità la riforma della giustizia penale proposta della ministra Marta Cartabia. I ministri grillini, all’inizio, volevano astenersi, poi Mario Draghi e la stessa Cartabia li hanno convinti a non farlo. A sbloccare la situazione è stato il compromesso sui tempi più lunghi della prescrizione sui reati di corruzione e concussione. «Nel Consiglio dei ministri, tuttavia, non è filato tutto liscio perché, dopo l’ok dei 5S alla modifica del testo, è esploso il malcontento di Forza Italia (in particolare del ministro Renato Brunetta) e dei renziani contro quello che, a loro volta, consideravano un cedimento a favore dei grillini. Dura la reazione del M5S: “Non arretriamo di un centimetro”. Alla fine, ancora una mediazione di Mario Draghi ha messo d’accordo tutti: “Mi appello al vostro senso di responsabilità, sono riforme legate al Pnrr, fondamentali per il Paese, e voglio una maggioranza compatta e responsabile”» [Cuzzocrea, Rep].

«Nella proposta della ministra Cartabia la prescrizione si blocca definitivamente dopo la sentenza di primo grado, sia per gli assolti sia per i condannati, ma a partire dal processo d’appello vengono introdotti termini massimi di durata dopo i quali il reato viene dichiarato improcedibile: due anni per il secondo grado e un anno per la Cassazione. Nei casi di reati gravi o più allarmanti, come nei procedimenti particolarmente complessi, sarà possibile la proroga di un anno per l’appello e di sei mesi in Cassazione. Per i reati imprescrittibili (ad esempio quelli punibili con l’ergastolo) non ci saranno limiti nemmeno alla durata dei processi, e – come avviene attualmente per la prescrizione – gli imputati che volessero comunque un giudizio definitivo avranno la possibilità di rinunciare alla improcedibilità» [CdS].

Anche i diciottenni potranno votare i senatori

Il Senato – con 178 sì, 15 no e 30 astenuti – ha approvato in quarta lettura la riforma costituzionale che modifica l’articolo 58 della Costituzione ed abbassa l’età necessaria per votare i senatori da 25 a 18 anni, estendendo il diritto di voto attivo per la camera alta a circa quattro milioni di giovani.

Come è prassi quando si modifica la Costituzione, la legge è stata votata quattro volte, alla Camera, al Senato, di nuovo alla Camera e di nuovo al Senato. Dal momento che il testo non aveva ottenuto il quorum di due terzi nella seconda votazione alla Camera, per la sua entrata in vigore bisognerà attendere tre mesi, periodo di tempo in cui si potrà richiedere un eventuale referendum confermativo.

Haiti è nel caos

Il presidente di Haiti, Jovenal Moïse, 53 anni, figlio di un mercante e di una sarta, una fortuna accumulata con l’esportazione della frutta, e soprannominato per questo «Banana Man», è stato assassinato nella sua casa di Port-au-Prince. Secondo il comunicato diffuso dal primo ministro ad interim Claude Joseph, attorno all’una di notte uomini armati vestiti di nero «hanno attaccato la residenza privata del presidente» freddando Moïse con colpi d’arma da fuoco. La moglie Martine Marie, colpita e ferita gravemente, è in condizioni stabili ma molto critiche: l’ambasciatore haitiano negli Stati Uniti ha annunciato che sarà trasportata in un ospedale di Miami. Gli aggressori parlavano spagnolo e inglese (due lingue non conosciute ad Haiti, dove si parla francese e creolo). Il governo ha dichiarato lo stato d’assedio. La frontiera con la Repubblica Dominicana è stata blindata. L’aeroporto di Port-au-Prince è stato chiuso ai voli internazionali, eccetto i voli diplomatici.

Haiti è la Nazione più povera dell’emisfero occidentale. Vive da anni in uno stato di costante emergenza umanitaria: nel 2004 fu colpito dall’uragano Jeanne, nel 2010 da uno dei terremoti più distruttivi di sempre, in cui morirono 200 mila persone, e nel 2016 dall’uragano Matthew. La pandemia di coronavirus ha aggravato ulteriormente la situazione, e come se non bastasse è uno dei pochi Paesi al mondo in cui non è stata somministrata neanche una dose di vaccino. Jovenal Moïse, nel 2016, quando è diventato presidente, aveva promesso riforme e far ripartire l’economia e di trasformare l’isola in una potenza agricola. La sua elezione era stata subito contestata e lui entrò nel palazzo presidenziale con un anno ritardo, motivo per cui, allo scadere dei quattro anni di mandato, ha preteso di servirne uno di più per rifarsi di quello perso. Avrebbe dovuto indire nuove elezioni alla fine dello scorso anno, ma era rimasto al potere, che esercitava con mano autoritaria. Come se non bastasse, l’attuale primo ministro Claude Joseph, il sesto in quattro anni, lunedì dovrebbe lasciare il suo posto, mentre dovrebbe succedergli Ariel Henry, al quale doveva andare il compito di organizzare le elezioni politiche di settembre. Allo stato attuale il Parlamento è per due terzi disciolto, perché il mandato della maggior parte di deputati e senatori è scaduto e non sono state tenute elezioni. Non c’è quindi un’istituzione che possa prendere in mano la situazione, anche perché il presidente della Corte Suprema, che per Costituzione dovrebbe subentrare a un presidente in casi come questi, è morto la scorsa settimana di Covid [Post e Mess].

Bruxelles vede la ripresa

«La Commissione europea ha espresso ieri ottimismo sulla ripresa economica nella zona euro, rivedendo in netto rialzo le previsioni di crescita nonostante le ansie provocate da nuove varianti del virus Covid-19. Secondo l’esecutivo comunitario, l’economia dell’unione monetaria potrebbe tornare ai livelli pre-pandemia virale già alla fine di quest’anno anziché all’inizio del prossimo, come previsto in precedenza» [Sole].

A maggio la Commissione prevedeva una crescita del pil italiano del 4,2% alla fine del 2021 e del 4,4% alla fine del 2022, ora le stime sono state aggiornate a +5% e +4,2%. A quanto pare, secondo gli economisti della Commissione, la ripresa dell’attività economica dopo la fine delle restrizioni è più forte del previsto. «L’Italia è il settimo Paese dell’Eurozona per rimbalzo economico nel 2021, davanti alla Germania (+3,7%). Solo Irlanda (+7,2%), Spagna (+6,2%), Francia (+6%), Slovenia (+5,7%) e Malta (+5,6%), Belgio (+5,4%) registrano dati migliori di quello italiano» [Sta].

«La Commissione europea ha quindi rivisto al rialzo anche i dati di inflazione per la zona euro, all’1,9% nel 2021 (+ 0,2) e all’1,4% (+0,1) nel 2022. L’aumento è dettato da “fattori transitori”. Tuttavia, spiega Bruxelles, “la questione è capire se le pressioni al rialzo si raffredderanno o se metteranno radici”» [cit].

A meno di tre settimane dall’inizio delle Olimpiadi, Tokyo ha contato il maggior numero di nuove infezioni degli ultimi due mesi (920).

«Il governo si appresta a estendere lo stato di emergenza già in vigore nella capitale Tokyo e nelle tre prefetture vicine, fino al 22 agosto. Includendo quindi tutto il periodo dei Giochi, che si svolgeranno dal 23 luglio all’8 agosto. Le regole implicano nuovi limiti al numero degli spettatori delle gare, la chiusura anticipata di bar e ristoranti, e restrizioni alla vendita di alcool» [, Sole].

Seicento sindaci manifestano a Roma

«Hanno manifestato ieri a Roma 600 sindaci, da Virginia Raggi a Beppe Sala, fino a quelli dei piccoli comuni: “Ci ritroviamo indagati qualunque cosa accada nei nostri comuni, vogliamo tutele”, ha detto il presidente Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, che ha portato le proposte dei sindaci a Draghi» [Sole].

«L’Anci, l’associazione degli 8.000 Comuni italiani, ha lanciato un ultimatum: entro tre mesi va abolito o cambiato radicalmente il testo del reato dell’abuso d’ufficio e almeno tre articoli del Tuel (Testo unico enti locali) che definiscono i compiti dei sindaci. “La situazione è paradossale – ha spiegato Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci – ora se firmi un provvedimento anche banale rischi l’abuso d’ufficio, se non lo firmi rischi l’omissione d’atti d’ufficio”. A far traboccare il vaso è stata la vicenda della sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, raggiunta a giugno da un avviso di garanzia per lesioni colpose perché un bambino si era fatto male in un asilo» [Mess].

L’Italia ricomincia a vendere armi agli Emirati

«Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati. Con una mossa condivisa da Palazzo Chigi e dal ministero della Difesa, il ministero degli Esteri con una brevissima nota dello “Uama” (ufficio autorizzazioni materiali d’armamento) ha comunicato alle aziende che avevano già permessi di esportazione verso Riad e Abu Dhabi che il “congelamento” di gennaio è stato revocato» [Rep].

L’Italia aveva deciso di congelare la vendita di armi ad Arabia Saudita e Emirati per aderire alla campagna internazionale contro la vendita di armi che vengono utilizzate per la guerra nello Yemen. Il Parlamento aveva votato una mozione, il premier Conte e il ministro Di Maio si erano impegnati. Gli arabi però avevano reagito malissimo. In particolare, il principe emiratino Mohammed bin Zayed ha risposto annullando contratti commerciali con l’Italia e avviando una serie di ritorsioni politiche contro Roma e chiudendo all’Aeronautica italiana la base aerea di Al Minhad, essenziale per i trasferimenti logistici verso l’Afghanistan e verso il Kuwait.

Incassare

Per incassare denaro con i beni sequestrati ai grandi capi del narco-traffico, le autorità messicane hanno organizzato una lotteria. In palio ci sono 22 proprietà immobiliari appartenuti ai trafficanti di droga. Tra esse anche la casa nel quartiere Libertad di Culiacanda dove è scappato El Chapo nel 2014. I biglietti della lotteria costano l’equivalente di 10 euro [CdS].

Tra le proprietà messe in palio ci sono anche la grande villa di Tlalpan – piscina coperta, jacuzzi, sauna, salone per le feste, 4 milioni di dollari di valore – appartenuta a Amado Carrillos Fuentes, boss del cartello di Juarez, meglio conosciuto come il signore dei cieli, e il palchetto allo stadio Azteca di Città del Messico, in grado di ospitare 20 persone, con cucina e bagno, più un parcheggio per quattro auto.

Varianti

Boris Johnson ha annunciato la fine di tutte le restrizioni anti-Covid, con l’obiettivo di «restaurare le libertà del popolo». La data del Freedom Day è il prossimo 19 luglio: da allora non sarà più obbligatorio l’uso della mascherina nei negozi e sui mezzi pubblici (all’aperto, in Gran Bretagna, non era stata mai imposta), sparirà la regola sul distanziamento sociale (il che vuol dire che pub e cinema potranno operare a capacità piena e le discoteche riapriranno), cadrà la raccomandazione di lavorare da casa, consentendo il ritorno negli uffici. I locali potranno riaprire senza limiti di persone ammesse.

«“Purtroppo dobbiamo abituarci a un aumento di morti per Covid”, dice a Downing Street in conferenza stampa Boris Johnson affiancato dai due massimi esperti anti Covid del governo, il responsabile medico Sir Patrick Vallance e quello scientifico, il “Fauci” inglese, professor Chris Whitty. “Tra due settimane i nuovi casi di coronavirus potrebbero arrivare a 50mila”, avverte Johnson, “tuttavia, ora o mai più: se non riapriamo adesso l’economia e la società, e non rimuoviamo le restrizioni, poi arriverà l’inverno e chissà se potremo farlo. Quindi, dal 19 luglio si cambia”. E si tornerà così a una sorta di normalità. Anche se non tutti sono d’accordo. Lo stesso professor Whitty, in conferenza stampa, ha smentito il primo ministro ribadendo che lui continuerà a usare la mascherina nei luoghi chiusi affollati “perché protegge la vita degli altri”» [Ippolito, CdS]

Scrive Fortune che i dati sulla diffusione del coronavirus in Israele, uno dei Paesi con il più alto numero di persone completamente vaccinate, dimostrano che la variante Delta, associata alla cancellazione delle restrizioni contro il Covid, provoca una riduzione di efficacia del vaccino Pfizer/BioNTech. Fra il 2 maggio e il 5 giugno il vaccino aveva avuto un’efficacia del 94,3%. Dal 6 giugno, cinque giorni dopo che il governo israeliano ha cancellato le restrizioni, all’inizio di luglio, l’efficacia è crollata al 64%. Venerdì scorso, il 55% dei nuovi contagi erano persone già vaccinate. È invece solo attenuata la protezione contro i casi gravi e il ricovero, sempre secondo Fortune.

Gli hacker russi colpiscono ancora

«Gli hacker russi non si fermano. Venerdì 2 luglio hanno attaccato i server della Kaseya, una multinazionale americana con sede operativa a Miami (quella legale è Dublino, in Irlanda) specializzata nella fornitura e nella gestione di servizi informatici alle aziende. I pirati fanno parte del gruppo REvil e avrebbero chiesto riscatti in serie, fino a un massimo di 5 milioni di dollari, per fornire la chiave necessaria a tornare alla normalità. Uno schema collaudato: la stessa formazione mise fuori uso i sistemi informatici nella filiale americana di Jbs, il gruppo brasiliano leader mondiale nella produzione delle carni. Chiesero e ottennero un pagamento di 11 milioni di dollari» [CdS].

Estate

di Luca Doninelli

il Giornale

Da tanto tempo, precisamente da quando lessi quel libro strepitoso che è Letture facoltative di Wislawa Szymborska, desidero dedicarmi a recensire non libri film o spettacoli ma cose non culturali, come potrebbe essere un detersivo, un pollo arrosto o un biglietto per il teatro (il biglietto però, non lo spettacolo). Non perché io voglia misurarmi con l’inarrivabile poetessa polacca, ma perché penso, anzi ne sono certo, che tantissime cose interessanti vadano perse tra le maglie di una comunicazione meno capillare di quanto sembri.

Del resto, esistono realtà non culturali, o tutto è cultura? E soprattutto, chi se ne frega?

Vorrei cominciare dalla Settimana Enigmistica, che in un modo o nell’altro frequento da sessant’anni. Dal 1932, tutti i mercoledì (poi i giovedì) accanto a quotidiani sempre più affaticati la Settimana fa la sua comparsa sui banconi dei giornalai.

La Settimana è il periodico più conservatore che esista, da quando ero bambino a oggi i suoi punti di forza non sono cambiati, sempre collocati nelle stesse pagine, sempre allo stesso punto della pagina. Quando apri la Settimana puoi stare certo che troverai gli «incroci obbligati» (il gioco supremo) con tutti i suoi spin-off, le «parole crociate senza schema», la «ricerca di parole crociate», «il bersaglio», «forse non tutti sanno che», «se voi foste il giudice» eccetera sempre allo stesso posto, il posto giusto. Una specie di miracolo. Sarebbe come tornare, da vecchi, alla scuola elementare frequentata da bambini e ritrovarvi ancora il vecchio maestro, uguale a un tempo, intento a insegnare.

Fondato da un Grand’Ufficiale, dottore, ingegnere e soprattutto conte, il cav. Sisini, questo strepitoso periodico deve la sua forza all’immobilità. Naturalmente, la storia scorre anche qui, ma sempre sottotraccia: cinquant’anni fa le definizioni relative all’opera lirica erano molto più numerose, mentre adesso ce n’è di così arzigogolate da richiedere una visitina su internet. Si potrebbe osservare anche un certo calo nella precisione linguistica, ma pazienza. È poca cosa.

Un altro piccolo, ma significativo cambiamento: gli ispettori e i detective degli enigmi polizieschi illustrati (un altro must) sono infallibili, e a me, sarò franco, manca l’Ispettore Malcivede, eroe di tanti anni fa, con la sua maldestraggine poco politically correct ma più vicina alla realtà. Il ricatto dei nostri tempi, così suscettibili, ahimé non poteva mancare. Ma altre cose ci consolano: da sempre ad esempio i gicheri qui si chiamano ari, Bartezzaghi padre ha lasciato comunque un figlio, i poeti dicono «ito» e non andato (sarà poi vero?), e il violinista è sempre e solo Uto Ughi. Per Salvatore Accardo è damnatio memoriae.

Le vignette sono da sempre improntate alla vita anglosassone, con mariti ubriaconi, mogli che fanno bruciare l’arrosto o distruggono l’automobile, divani sfondati, aumenti di stipendio negati, grafici aziendali al ribasso, pugili suonati. Loretta e Severino toccano la purezza dell’epos classico. Immancabili, poi, «le ultime parole famose»: solo il Giudizio Universale (ma forse nemmeno quello) potrà spostarle da pagina 43 in basso a destra.

La Settimana ci offre una misura del tempo differente da tutto il resto della realtà che ci circonda. Lo dice bene Paolo Conte nella sua canzone Sotto le stelle del Jazz quando ci ricorda che il tempo non è fatto solo di attimi, ma anche di settimane enigmistiche. Una distinzione magistrale. Il tempo può infatti rallentare fin quasi ad arrestarsi nel momento in cui la nostra mente smette di rincorrere le ore, apre una porta ed esce all’aria aperta, nei prati, tra le galline, e si permette, mentre tutto corre, di sostare davanti a un enigma logico, a una prova di memoria, o al semplice piacere di sapere qualcosa, come ricorda una delle rubriche storiche della Settimana. Esisterebbero la scienza, la filosofia, forse anche la musica se all’uomo fosse negata questa possibilità?

Un breve racconto dell’umorista polacco Slawomir Mroek parla di un omino che passa tutti gli anni della Seconda guerra mondiale rinchiuso in una stanzetta, intento a risolvere un difficilissimo cruciverba. Tutt’intorno è morte e distruzione, ma lui non se ne accorge. Solo dopo la fine della guerra l’omino, ignaro di quanto è accaduto, esce felice dalla sua reclusione e annuncia al mondo la soluzione dell’enigma. Che sgomento, il Tempo!

Per questo La settimana enigmistica esiste e resiste, a dispetto degli infiniti (un tempo quantificati in 205) tentativi di imitazione. Perché un posto in cui la Susi non invecchia deve pur esistere. Perché è bene ricordare il nome della vecchia moneta rumena. Perché le domande difficili e le domande trabocchetto non si fanno più a scuola (ci sta che arrivi in classe papà con l’avvocato) e invece ne abbiamo ancora bisogno. Un grande matematico francese dice che la facilità è il diavolo. Un giorno, spero lassù e non laggiù, cercherò il cav. Sisini e gli chiederò se è d’accordo.

di Nicola Dario

 

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