Diamo i Numeri! – Dati e Notizie

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Ricconi

«Se ci chiedono chi è l’uomo più ricco del mondo a chi pensiamo? Nell’Ottocento, quando i debiti soffocavano i regni c’era un banchiere come Rothschild. Poi lo scettro è passato ai petrolieri primo tra tutti Rockefeller, ai signori dell’acciaio, i Carnegie, i Krupp, ai fabbricanti di auto, come Henry Ford e i suoi seguaci. Hanno costruito quella civiltà delle macchine che ci ha condotto fino alla macchina che pensa e agisce quasi come l’uomo. A cavallo del Secondo millennio la corona del denaro ha cinto i campioni della quarta Rivoluzione industriale oggi giunta a compimento: Bill Gates ha guidato a lungo la folta schiera per lasciare il testimone a Jeff Bezos il quale ha sposato internet all’antico mestiere del mercante. Ebbene adesso il tocco di Mida spetta al re del lusso. Sì, l’uomo più ricco del mondo è Bernard Arnault: 186,3 miliardi di dollari contro i 186 di Bezos, un’inezia, un primato effimero, ma dal grande significato simbolico. La cifra dipende dalle oscillazioni della Borsa, quindi la classifica cambia, sorpassi e contro sorpassi tra i due sembrano destinati a ripetersi, mentre Elon Musk che di miliardi ne ha solo 147, deve accontentarsi del terzo posto. Ma si resta comunque increduli: possibile che borsette e champagne valgano più della grande nube digitale, della corsa allo spazio o dell’auto elettrica?» [Foglio].

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A loro modo, ricchi.

Il partito di Giorgia Meloni ha chiuso il bilancio 2020 con un avanzo di 1,6 milioni, con un patrimonio netto di quasi 2 milioni di euro e disponibilità liquide per circa 2,5 milioni. Il contributo del 2 per mille ha raggiunto quota 2,2 milioni. Fratelli d’Italia ha incassato sotto forma di erogazioni liberali oltre 1 milioni, di cui 249 mila da persone giuridiche (aziende) e 801.565 da persone fisiche [Sole].

Villa Corallina, dimora al mare di Beppe Grillo, isolata dalla macchia mediterranea sulla spiaggia di Marina di Bibbona, in provincia di Livorno, dai primi di settembre sarà in affitto per 12.750 euro a settimana. La casa – costruita nel 1920 come «casina al mare» dei marchesi Ginori, otto camere (4 matrimoniali, 4 doppie), 7 bagni, accesso diretto alla spiaggia, cinque ettari di parco, un trionfo di ginepri e pini, piscina posta in un avvallamento naturale delle dune di sabbia, «nel rispetto dell’ambiente senza tagliare nemmeno un albero» – compare nel catalogo della Emma Villas, leader nazionale di intermediazione immobiliare di dimore e casolari di prestigio per vacanze [Rep].

Poveri…

La maggioranza dei dipendenti dei musei in Italia sono assunti non direttamente, ma attraverso società che forniscono servizi. Assumere un dipendente con il contratto dell’ente pubblico costa molto di più che affidare il servizio a una società o cooperativa, con gara al ribasso. In questo modo custodi e vigilanti dei musei possono essere pagati 4,20 euro all’ora in virtù del contratto per i Servizi fiduciari e associati (SAFI), il più recente. Capita che sotto la voce “custodia e vigilanza” finiscano per cadere anche attività di prenotazione, biglietteria, inviti, accrediti, accoglienza. Non dovrebbe, ma capita. Chi lavora nei musei, dunque – stiamo parlando dei Musei, una delle ragioni per cui da tutto il mondo si sceglie di venire in Italia – prende 670 euro al mese, quando va bene: solo se lavora otto ore al giorno per cinque giorni a settimana per quattro settimane. Il reddito di cittadinanza, per dire, può arrivare fino a 780 euro al mese [Rep].

Cinesi

Enrico Preziosi, 73 anni, l’imprenditore della Giochi Preziosi, la più grande realtà a proprietà italiana dei giocattoli, ha 5.500 container fermi nei porti della Cina. «Per ricevere la merce le compagnie asiatiche ci chiedono cifre astronomiche: invece dei circa 10 milioni che abbiamo sempre pagato per queste spedizioni, ora ne vogliono più di 60. Ci tengono in ostaggio dicendo che non ci sono navi a sufficienza da inviare in Europa. E in gioco per noi c’è la campagna di vendite di giocattoli per il Natale. Ho 2.400 dipendenti tra Italia ed Europa e un piano di investimenti nella Penisola. Non voglio che siano messi a rischio, quindi sto pagando» [CdS].

Alternanza tricologica

Dal 1825 al potere in Russia si alternano sempre un leader con i capelli e uno (quasi) calvo [Domani].

Tipi regionali..

Liguri

Beppe Grillo è tirchissimo. Racconta Antonio Ricci: «Io sparecchiavo e se buttavo via delle briciole, Beppe le recuperava dalla spazzatura. Il giorno dopo ci impanava la milanese» [CdS].

Milanesi

«Un tempo a Milano ci si svegliava e si diceva: “Che cosa devo fare oggi per il mio business?”. Oggi invece ci si sveglia e ci si chiede: “Chi sarà il candidato sindaco di oggi del centrodestra?”. Ormai l’elenco è lungo. Nei mesi scorsi sono stati nominati, almeno per un giorno: Giulio Gallera, Alberto Zangrillo, Gabriele Albertini, Letizia Moratti, Franco Baresi, Paolo Veronesi, Sergio Dompè, Flavio Cattaneo, Ferruccio Resta, Alessandro Galimberti, Gianmarco Senna, Silvio Berlusconi, Marco Castoldi in arte Morgan, Maurizio Lupi, Luigi Santa Maria, Simone Crolla, Roberto Rasia dal Polo, Annarosa Racca, Riccardo Ruggiero, Maurizio Dallocchio, Fabio Minoli, Oscar di Montigny. L’elenco è certamente incompleto, mi scuseranno gli esclusi e i dimenticati» [Fatto].

Secondo Barbacetto l’ultimo dei sondati sarebbe Urbano Cairo.

Se lo dice lei..

Tale Carla Bellucci, modella e influencer inglese di origini italiane, 39 anni, 121 mila followers su Instagram, ha deciso di partorire il suo quarto figlio in diretta sul sito OnlyFans in cambio di 10 mila sterline [HuffPost].«Io sono il mio business. Sarò nervosa quel giorno, ma alla fine mi darebbero un sacco di denaro. Come posso rifiutare?»

Buste paga

Quanti soldi ha sperperato?

«Tantissimi, ma altrettanti me ne hanno fregati; (ci ripensa) però non li ho sperperati, piuttosto non mi sono fatta mancare nulla».

Esempio?

«Una follia? Appena ho firmato per Mediaset sono andata da Chanel e ho speso 100 milioni di lire».

Alla faccia.

«Ero ancora quella bambina che non aveva il pane per la merenda, quindi dovevo togliermi quella soddisfazione».

Benedetto Berlusconi.

«Ho comprato casa pure a mamma; il presidente veniva a trovarci al Bagaglino, si piazzava sul palco e raccontava le sue barzellette sconce» [Pamela Prati, Fatto].

È venuto fuori che Malika Chalhy, la ragazza di Castelfiorentino di origini magrebine cacciata da casa dalla propria famiglia perché lesbica, ha usato parte dei 140 mila euro ricavati grazie alla raccolta fondi lanciata sul sito GofundMe dalla cugina Yasmine («dovrà pagare avvocato e supporto psicologico») per comprarsi una Mercedes. Lo si è scoperto grazie a una storia Instagram di Gaia Zorzi, sorella di Tommaso Zorzi, vincitore del Grande Fratello VIP 2020. Selvaggia Lucarelli l’ha intervistata per Tpi. Alla fine, lei ha ammesso: «Ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio, mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un’utilitaria e non l’ho fatto». Si è anche scoperto: che Malika è andata ad abitare a Milano, che ha un’agente di nome Roberta, che dalla Berlinguer ha preso 300 euro, da Maurizio Costanzo «qualcosa di più», che non andrebbe mai da Barbara D’Urso, che intende aprire una fondazione contro le discriminazioni assieme a Laura Boldrini (la quale però ha smentito) e che oltre alla Mercedes ha comprato pure un French bulldog nero da 2.500 euro («è un supporto psicologico»).

«Io prima dell’accaduto prendevo 700 euro per il mio lavoro in fabbrica, ero in cassa integrazione da gennaio e aiutavo miei con un finanziamento. Prima ne prendevo di più, ma pochi. Adesso ho avuto delle spese per la macchina, per il dentista… del resto non è che ho i genitori pronti alle spalle».

Spese per la macchina? Cioè?

«La revisione, il tagliando…»

Quindi hai una macchina di proprietà.

«Certo».

Interviene Roberta: «Comunque non ha mica obbligato nessuno a donare e siamo d’accordo sul fatto che ha bisogno di ricostruirsi una vita… no?»

Certo. Però il concetto del “ricostruirsi una vita” non passa necessariamente attraverso 140mila euro, se non c’è una reale necessità. Io comunque a 22 anni ero fuori casa da 4. Se hai un lavoro, una macchina, una fidanzata più che benestante come mi risulta sia la fidanzata di Malika, forse i soldi non erano la priorità.

Malika: «E se domani finisce la storia con Camilla mi mantiene la prossima fidanzata?».

No, infatti dovresti mantenerti tu. Né Camilla, né una raccolta fondi. Detto ciò, se in un momento di bisogno si può contare su una fidanzata o un compagno, mi pare giusto farlo.

Malika: «Ma io sono andata a puntare la pistola alla testa a qualcuno?»

No, però hai chiesto soldi ed erano “per spese legali e psicologo”, da premessa. Capisci che qualcosa non va.

«Perché?»

Perché se fai una foto su una Mercedes nuova di zecca le persone si fanno due domande.

Roberta: «Malika ha venduto la sua macchina vecchia, è andata in una concessionaria, le serviva una macchina per essere una persona libera e si è comprata una macchina nuova».

Ok, andava bene anche un’utilitaria, no?

«A 22 anni le piacciono i motori ha trovato una macchina in offerta…»

Quanto ha speso?

«17mila euro».

Quindi una macchina nuova.

«Sì, è intestata a lei però anche Camilla le ha dato una mano a comprarla».

Quindi capisci la perplessità, no?

«Certo. È stata cazziata anche da me, la sua fidanzata conosceva il concessionario, forse ha fatto un po’ di casino».

Interviene Malika: «Ho preso la casa in affitto a Milano, abbiamo dato un anno di affitto più duemila euro di caparra. Poi ho pagato dentista, avvocato, ho comprato dei vestiti. Non avevo niente, era rimasto tutto a casa dei miei».

La tua fidanzata è figlia di medici, sta bene, contribuisce alle spese di casa, no?

«Lei studia, non parla più con i suoi da poco, quindi ha zero sul suo conto».

Quindi dovrà lavorare anche lei.

«Ha trovato uno stage da due settimane, prende 600 euro» [Lucarelli, Tpi].

«Nel 1980 in Cina il Pil pro capite era di 300 dollari, 950 nel 2000, 10.400 nel 2020» [Sole].

«Per andare a Londra bisogna avere in tasca l’esito negativo di un tampone, fatto quindi in Italia, ma una volta giunti a destinazione si va in isolamento per sottoporsi ad un nuovo tampone. E qui arriva la sorpresa: il kit per effettuare il tampone arriva a domicilio, si fa da soli e al costo di 150 pound, tutti a carico del viaggiatore. Per un italiano si tratta di una spesa decisamente inaspettata: in Italia infatti il tampone, privatamente, ha un costo fisso di 22 euro. In Inghilterra quindi costa quasi 8 volte di più: oggi, al cambio, 150 pound sono circa 174 euro. Non solo: il tampone fai da te a volte deve essere ripetuto perché non garantisce la sicurezza del campione prelevato. E i costi raddoppiano, se non addirittura triplicano» [Leggo].

«Gli aerei Ryanair del weekend sulla tratta Londra-Roma ieri mattina hanno registrato immediati aumenti di prezzo fino a 300 euro, segno che la gente acquistava. Se si nota la tendenza dei prezzi della tratta, il picco di oltre 550 euro di volo c’è stato undici giorni fa: quando a Roma c’è stata, guardacaso, Italia- Galles. Ma ora il volo diretto è il mezzo meno sicuro per gli inglesi. In teoria, ci sono altre soluzioni, discusse sui social. Una è quella di arrivare in Francia, che accetta gli inglesi doppiamente vaccinati senza quarantena, affittare un’auto e di lì guidare fino a Roma. Lo stesso da Malta, dove si potrebbe fare scalo, “e gli aerei costano poco”, scrive un altro utente, “basta far finta di esser stati sull’isola due settimane”» [Rep].

«Secondo quanto rivela El Mundo, l’Agenzia delle Entrate iberica avrebbe chiesto il sequestro al Real Madrid di 1,4 milioni di euro dallo stipendio di Carlo Ancelotti. L’ordinanza, emessa dalla Delegazione Speciale delle Finanze di Madrid appena due giorni dopo la notizia del rientro dell’allenatore nel club, trae origine da un procedimento giudiziario aperto presso il tribunale della capitale. Ancelotti sarà chiamato a testimoniare venerdì 23 luglio per due presunti reati di frode fiscale. Sempre secondo El Mundo, la Procura ha denunciato l’allenatore per la tassazione dei suoi diritti d’immagine tra il 2013 e il 2015, durante la sua prima esperienza sulla panchina del Real Madrid. L’erario vanterebbe un debito tributario di 1,4 milioni. Ancelotti ha pagato 3,2 milioni di euro nel 2014 e 7 milioni nel 2015. Oltre ad Ancelotti nella lista c’è anche Dani Alves, ex giocatore del Barcellona che ora milita nel club brasiliano del Sao Paulo. È invece uscito dalla lista nera Neymar che nel 2020 era stato indicato come il soggetto che aveva contratto il maggior debito, quasi 34,6 milioni di euro: è stato depennato perché ha saldato il debito o perché lo ha ridotto al di sotto del milione» [CdS].

Le primarie dem di New York sono ne caos

«Le primarie democratiche per il sindaco di New York precipitano nel caos, a causa di una incredibile serie di errori della commissione elettorale: nei conteggi sono spuntati più di centomila voti fantasma, che non risultavano dall’affluenza alle urne. Secondo il Board of Elections sarebbe dipeso da un nuovo software (per la prima volta si è votato col sistema «ranked choice») che ha calcolato erroneamente 135 mila schede usate nei test di collaudo. Proteste del favorito Eric Adams, che aveva visto diminuire il vantaggio: i risultati arriveranno a metà luglio» [CdS].

Da Parigi arriva un ultimatum ai monopattini elettrici

Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, ha lanciato un ultimatum ai dirigenti di Lime, Dott e Tier, le tre compagnie di monopattini elettrici autorizzate ad operare in città: se non accetteranno di autolimitare la velocità dei loro mezzi a dieci chilometri all’ora e di organizzare dei parcheggi per evitare che vengano lasciati in mezzo alla strada, i contratti con il municipio, alla loro scadenza, non verranno rinnovati e i monopattini elettrici – di fatto – scompariranno da Parigi.

Foto

«Le uniche foto spontanee pubblicate su Instagram sono quelle di persone adulte per non dire anziane che vogliono mostrare ad amici e conoscenti quant’erano belli o belle una volta. Tutti i ragazzini, invece, sono invariabilmente in posa. Alle elementari conoscono già alla perfezione la grammatica dell’immagine, il loro profilo migliore e i segreti dello sguardo da selfie e delle labbra imbronciate (in una replica inconsapevole e tragica delle labbra gonfiate per sembrare giovani delle loro mamme, in un’apoteosi di artificialità). È stato grazie o per colpa del doppio obbiettivo se abbiamo iniziato a metterci in posa davanti a noi stessi; se siamo diventati consapevoli di avere un’immagine e di doverla governare; se abbiamo capito quello che gli antichi sapevano, e cioè che ogni immagine ruba qualcosa dell’anima che ritrae» [Papi, Foglio]

Clamorosi

«Ai giovani chiedete tutto, ma non di mettere su famiglia o fare figli: uno su due vi risponderà “no grazie”. Lo rileva un sondaggio commissionato dalla Fondazione Donat-Cattin all’Istituto demoscopico Noto Sondaggi: il 51% dei ragazzi interpellati ammette infatti di non immaginarsi genitore, il 30% stima che a 40 anni avrà un rapporto di coppia ma senza figli, mentre il restante 20% pensa che sarà single» [Sta].

Finora agli Europei ci sono stati nove autogol: non ce ne sono mai stati così tanti in sessant’anni di torneo [CdS].Nel 2016, in tutto, erano stati tre. Nel 2012, uno. Nel 2008, zero. Molti pensano che portieri, difensori e attaccanti ormai si fossero abituati a giocare senza pubblico: la disabitudine ai rumori, al pathos, alla pressione, può giocare brutti scherzi

La biblioteca privata di Roberto Calasso, fondatore dell’Adelphi, annovera 50 mila volumi [Foglio].

L’influenza «russa» del 1977 fu originata da un virus manipolato in laboratorio per crescere a temperature più basse [CdS].

Wikipedia dice che l’influenza colpiva soprattutto giovani sotto i 25-26 anni e, nel mondo, fece circa 700 mila morti.

Tennis..

«C’è un aldilà? Mi farebbe molto piacere crederci. Nel dubbio, però, la racchetta me la porto» [Adriano Panatta, 70 anni, CdS].

Stilisti

«Mancini intanto si fa stilista. Debutterà con una capsule collection per il marchio Paul & Shark al Pitti: “dieci capi tra cui una t-shirt, una felpa, un capo ibrido e un costume. Tutti con bandierina tricolore e firma di Mancini, tutti realizzati in full white”. “I materiali? Piquet, jersey, cotone mercerizzato e microfibra high density e poliestere riciclato ricavato da bottiglie di plastica recuperate in mare” (ormai tutto ciò che è buono e giusto è preso dalle bottiglie di plastica in fondo agli oceani)» [Foglio].

Scrittori

«Madame Bovary nel podcast “Vive!” prende penna e inchiostro (nero come l’arsenico sulle sue labbra), e scrive a Flaubert una lettera: “Voglio dirti quanto sei stato crudele: volevi che il mio cadavere perseguitasse il lettore, mi hai fatto intelligente e insieme ottusa” (come se fosse facile). Finite le lamentele, decide che sarà lei a raccontare la propria storia: “Mi saranno sorelle tutte le donne che hanno preso in mano la penna per raccontare la loro vita vissuta”. Eccome no, ci voleva anche quest’altra sciagura nel mondo: la convinzione che ogni donna arrabbiata, seduta a tavolino con la sua lista dei torti, sappia scrivere come Gustave Flaubert» [Foglio].

Direttori

«È bellissimo essere direttore ma non lo rifarei, si perde un’infinità di tempo in questioni burocratiche e sindacali. Pensi che non volevo neppure fare l’intervista a Saddam Hussein, ma lui chiese il direttore o nessun altro».

Un’intervista storica. Anche per le polemiche che ne venirono. Che impressione le fece Saddam?

«Un uomo carismatico, un vero leader. Io ero latore di un messaggio personale che gli mandava il Papa, eravamo a ridosso della prima guerra del Golfo e mentre io gli parlavo, Del Noce che era con me gli chiedeva il nome del suo sarto di Parigi. In effetti era elegantissimo» [Bruno Vespa, 76 anni, a Michela Tamburrino, Sta].

Lettori

Cosa sta leggendo Gnocchi adesso?

«Ho preso il libro di Toninelli per le mie bambine, pensavo che fosse da colorare…» [Gene Gnocchi,  CdS].

Americani

L’11 Settembre, il crollo delle due torri a New York, ha dimostrato che la popolazione statunitense e le grandi città degli Usa non reggerebbero a un attacco su vasta scala, ma cadrebbero nel caos più incontrollabile. I cinesi glielo hanno rinfacciato con estrema durezza: «Se per 3mila morti alle Twin Towers avete sofferto così, che cosa fareste con milioni di morti in ogni città?» [Piero La Porta, generale, Stilum Curiae, ItaliaOggi].

Vaticano

«Pio IX, in una lettera a Vittorio Emanuele II, paragonò la sovranità sui territori vaticani a quella “porzione della veste di Gesù Cristo che rimase intatta sopra il Calvario”, insomma al perizoma che ne copriva le nudità sulla croce» [Ainis, Rep].

Quirinale

I maligni nel centrodestra dicono che lei agiti davanti a Berlusconi la candidatura al Colle per portarlo dalla sua parte…

«Lo fate troppo ingenuo, se lo fosse non avrebbe fatto tutto quello che ha fatto nella sua vita. Non è così, non ho miei candidati e poi febbraio è lontano» [Matteo Salvini, 48 anni, a Massimo Giannini, nella trasmissione “30 minuti al Massimo”, su lastampa.it].

Assassini

Fabrizio Biscaro, il matto che mercoledì scorso, sulle rive del Piave, ha ammazzato a coltellate una donna che prendeva il sole su un lettino, avendo deciso di consegnarsi spontaneamente ai carabinieri, per rendere la sua confessione più credibile, le ha mozzato un orecchio e se l’è portato in caserma [Corriere del Veneto].

Giornalisti

David Brooks, 59 anni, autorevole commentatore americano, ha scritto sul New York Times un articolo contro il lookismo (lookism, in inglese, da look, aspetto). Secondo alcuni studi da lui citati le persone belle hanno maggiori probabilità di essere chiamate a un colloquio di lavoro, di essere assunte, di essere promosse, di ricevere prestiti in banca rispetto a individui meno attraenti, e la cosa sarebbe ovviamente inaccettabile. «Gli effetti discriminatori del lookismo sono pervasivi. Una persona poco attraente perde quasi un quarto di milione di dollari di guadagni nel corso della vita rispetto a una attraente. Una società che celebra la bellezza in modo così ossessivo, è destinata a essere un contesto sociale in cui chi è meno bello viene sminuito: l’unica soluzione è cambiare norme e pratiche» [CdS].

Grotteschi

Personaggi di Il gusto puffo, ultimo libro di Gene Gnocchi: il genero che per evitare che la suocera si unisca per le ferie decide di spaccarle il femore; l’uomo più bello del mondo che non vuole far sapere di essere l’uomo più bello del mondo; l’intermediatore di una coppia di coniugi Incas che vuole adottare il figlio di Briatore e di Elisabetta Gregoraci; l’inventore del gusto puffo dei gelati nel giorno del suo funerale (a cui non può partecipare essendo impegnato altrove); il tipo che per risolvere i problemi dell’immigrazione decide di tenere con sé otto piccoli Lukaku di cento chili l’uno appena sbarcati a Lampedusa; l’ipocondriaco che si compra da Media World un impianto di risonanza magnetica ad uso personale; il poveretto che non può sottrarsi a sostituire Rocco Siffredi per un giorno da pornodivo; e così via [CdS].

Legge Zan, nessuna intesa

Nella commissione Giustizia del Senato i partiti della maggioranza hanno cercato di trovare un’intesa sulla legge Zan. L’incontro è durato due ore, ma niente da fare. Tensione alle stelle. Voci che si scaldano. Pugni battuti sul tavolo. Lega e Forza Italia chiedono cambiamenti sostanziali, vorrebbero che il ddl del centrosinistra fosse unificato al ddl Ronzulli. Pd, M5S e Leu tengono duro, il 6 luglio sono pronti a votare la calendarizzazione per portarlo in Aula nella settimana del 13 luglio e approvarlo così come è uscito dalla Camera. Italia Viva cerca una mediazione.

Pd-5 Stelle e LeU sono di fronte a un bivio: se accettassero di rimuovere dal disegno di legge i riferimenti all’identità di genere e la giornata sull’omofobia nelle scuole, la Lega farebbe cadere l’ostruzionismo e la legge passerebbe senza problemi; però così bisognerebbe tornare alla Camera, allungando i tempi e rischiando che non venga approvata prima della fine della legislatura.

Ex no -vax

Da oggi in Alto Adige 115 operatori sanitari non vaccinati non si potranno più presentare al posto di lavoro.

«In Alto Adige il movimento No Vax è molto radicato, anche tra gli operatori sanitari. Già all’inizio della campagna erano stati in 3.957 a non vaccinarsi e in quasi 1.500 avevano inviato una giustificazione. Proprio sui motivi della mancata vaccinazione è prevista battaglia. Contro l’eventuale sospensione, infatti, è ammesso il ricorso al Tar. Ed è prevedibile che i No Vax scateneranno una guerra legale per dimostrare che hanno validi motivi per non sottoporsi al vaccino» [Sta].

La reazione della Cartabia

«La più ferma condanna per la violenza e le umiliazioni inflitte ai detenuti, che non possono trovare né giustificazioni né scusanti». È netta la reazione del ministro della Giustizia Marta Cartabia sulle violenze compiute dagli agenti penitenziari nel carcere di Santa Maria Capua Vetere il 6 aprile dell’anno scorso. La Cartabia ha parlato di «un tradimento della Costituzione, perché l’articolo 27 esplicitamente richiama il senso di umanità, che deve connotare ogni momento di vita in ogni istituto penitenziario» e ha annunciato anche una nutrita serie di provvedimenti per evitare che fatti simili possano accadere ancora. Spiega Liana Milella su Rep: «La Guardasigilli ha disposto le immediate sospensioni di tutti i 52 agenti indagati e raggiunti da misure di vario tipo. Ma i fatti gravissimi avvenuti a Santa Maria hanno spinto il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) a procedere tempestivamente anche al ripristino dell’intera rete di videosorveglianza attiva negli istituti. Verrà rafforzata l’attività di formazione, già in corso, di tutto il personale, anche in via obbligatoria».

«Un detenuto a terra, la schiena sanguinante, il corpo piegato dalle botte subite. È un’altra scena della mattanza, consumata il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere “Francesco Uccella”. Domani pubblica un nuovo video della spedizione punitiva […] Sul pianerottolo, tra due rampe di scale, gli agenti si alternano, ma c’è sempre almeno uno con il casco. Quelli muniti di casco fanno parte dei nuclei speciali, istituiti dal provveditore regionale Antonio Fullone, inviati a Santa Maria per “riprendere il carcere”. Nella prima scena del video si vedono i detenuti che scendono le scale, tutti con le mani dietro la testa. Vengono colpiti da pugni e calci. Uno viene fatto inginocchiare da un poliziotto penitenziario, non identificato, che lo colpisce con il manganello cinque volte. Un altro, un migrante, non riesce più a camminare dalle botte, per lui, comunque, arriva uno schiaffo in faccia. Poi si vede una coda di detenuti: devono abbassare la testa e subire la raffica di schiaffi. Uno, con maglia bianca, viene coperto di colpi» [Domani].

Ciro Auricchio, ispettore capo e segretario regionale campano del sindacato di polizia penitenziaria Uspp: «Una brutta pagina per la storia del Corpo e una vicenda che anche noi stentiamo ancora a capire. Certo, le immagini sono fin troppo eloquenti e c’è poco da dire, o meglio, c’è da ribadire quanto ha già detto il presidente del mio sindacato: “Chi ha sbagliato pagherà”. Tuttavia sarebbe il caso di evitare di prendersela con tutti i tremila e passa agenti che ogni giorno affrontano la realtà campana, la peggiore di tutte».

In che senso?

«La nostra è una criticità unica. Tanto per cominciare mancano almeno 600 uomini dagli organici. Poi c’è la storica piaga del sovraffollamento dei carcerati, con un surplus che viaggia mediamente sul 34%. E che dire dell’incubo Poggioreale, dove sono stipati oltre duemila detenuti a fronte di una capienza di 1600? Lo sa che è l’istituto di pena più affollato d’Europa?».

In ogni caso, lo stress non può giustificare quello che è successo.

«Premesso che niente può giustificare quello che abbiamo visto e che ora stiamo solo cercando di spiegarci quanto accaduto, mi lasci però dire che nel nostro caso lo stress è quello della “sindrome da burnout” e si traduce in decine di suicidi all’anno. Solo in Campania oltre cento colleghi si sono tolti la vita dal 2000 a oggi. Senza dimenticare le oltre 800 aggressioni che subiamo ogni anno (in tutta Italia, ndr)» [Di Matteo e Piedimonte, Sta].

In Canada date alle fiamme quattro chiese cattoliche

In una riserva indiana della Columbia Britannica due chiese cattoliche, sono state date alle fiamme. Gli incendi sono divampati a un’ora di distanza l’uno dall’altro. I due edifici sono stati completamente distrutti. Le autorità per ora non si sbilanciano, ma con questo incidente il numero delle chiese bruciate sale a quattro e sembra proprio si tratti di attentati legati alla scoperta delle tombe di bambini indigeni, sepolti senza nome nei collegi cattolici.

«Le chiese distrutte dagli incendi, del Sacro Cuore e di San Gregorio, si trovano a circa 100 chilometri da Kamloops, dove a maggio sono stati ritrovati i resti di 215 bambini in un ex scuola residenziale, i collegi cristiani dove venivano portati i piccoli aborigeni strappati alle famiglie» [Rep].

Il ritorno di Trump

A Wellington, in Ohio, davanti a migliaia di persone che lo avevano atteso per ore sotto al sole, Donald Trump ha tenuto il suo primo comizio dopo la sconfitta nelle presidenziali dello scorso 3 novembre, il primo del suo Maga-rally (dove Maga sta per Make America Great Again). Trump s’è presentato con ampio ritardo, cappellino rosso in mano pendant con la cravatta, abito scuro, camicia bianca e ciuffo d’ordinanza. Ha detto: «Ci riprenderemo Camera e Senato», «vinceremo nel 2022 e nel 2024». Poi ha attaccato la Corte Suprema (dove da presidente ha nominato tre giudici conservatori), colpevole di non essere intervenuta per «rettificare» il risultato delle presidenziali, «la frode del secolo». E naturalmente se l’è presa con Joe Biden, definito «una completa catastrofe, sta mandando in rovina il nostro Paese».

Documenti segreti alla fermata del bus

Un plico di documenti segreti del ministero della Difesa britannico riguardanti l’incidente nel Mar Nero fra un cacciatorpediniere britannico e una nave da guerra russa è stato trovato a una fermata di autobus nel Kent, nel sud dell’Inghilterra. Il governo britannico sta indagando sulla vicenda. Il ministero della Difesa ha confermato che, nei giorni scorsi, un dipendente aveva denunciato la scomparsa dei documenti. Mercoledì la Russia ha comunicato di avere sparato colpi di avvertimento contro la nave della Royal Navy per reagire a una violazione delle acque territoriali. Il Regno Unito ha invece affermato che la nave stava passando nelle acque ucraine, «in conformità con il diritto internazionale». L’incidente, secondo quanto riferito da Mosca, è avvenuto al largo di Capo Fiolent in Crimea, annessa nel 2014 dalla Russia con un’azione unilaterale che non ha ottenuto il riconoscimento internazionale.

Blackstone chiede a Cairo mezzo miliardo

Riparte dagli Stati Uniti la battaglia legale tra Rcs e il fondo americano Blackstone sulla cessione dell’immobile di via Solferino, a Milano, storica sede del quotidiano Corriere della Sera, avvenuta nel 2013. In base a quanto riporta Radiocor, i legali del fondo Usa hanno depositato la richiesta ai giudici della Supreme Court di New York per riunificare le due cause per danni, originariamente distinte, intentate la prima contro Rcs e la seconda nei confronti del suo presidente Urbano Cairo. La richiesta di risarcimento, quantificata dagli avvocati dello studio Kirkland & Ellis, ammonta in totale a 600 milioni di dollari, pari a oltre 505 milioni di euro. Nel dettaglio, si tratta di 300 milioni di dollari per la mancata rivendita dell’immobile ad Allianz e di altri 300 milioni di relativi danni. Una mossa che arriva a distanza di un mese e mezzo dall’esito del lodo arbitrale di Milano che aveva rigettato le istanze di Rcs nei confronti di Blackstone.

«Dopo la scazzottata nei tribunali italiani, da cui Urbano Cairo è uscito con le ossa rotte, ora gli americani del fondo Blackstone (che ieri si sono rivolti ai giudici di New York) pretendono un risarcimento di oltre 500 milioni di euro, cifra che supera di gran lunga sia la capitalizzazione di Rcs in Borsa (376 milioni) sia il suo capitale sociale (270 milioni)» [Libero].

Cashback è un caso

La sospensione dal 1° luglio del cashback, decisa lunedì sera nel corso della cabina di regia del governo, apre un caso politico all’interno della maggioranza. Il cashback è il meccanismo inventato dal governo Conte per incentivare l’uso di bancomat e carta di credito attraverso la restituzione sul conto corrente fino a 150 euro ogni sei mesi per chi, nello stesso periodo, avesse effettuato almeno 50 pagamenti elettronici. A scagliarsi contro la decisione del governo Draghi sono i parlamentari del Movimento 5 Stelle, che lo scorso anno erano stati tra i principali fautori del provvedimento. «La sospensione è un errore, mi auguro si possa tornare indietro su questa decisione», ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Più netta la senatrice Carla Ruocco: «Il cashback ha obbligato i negozianti furbetti a mettere il pos, ha aiutato gli anziani ad attivare lo spid e una carta alla posta. Eliminarlo è folle!».

Il centrodestra non ha più un candidato a Napoli

Il centrodestra si è spaccato sulla candidatura del magistrato Catello Maresca a sindaco di Napoli per le elezioni d’autunno. È stata Forza Italia a rompere con il pm in aspettativa («Distanze incolmabili»). A innescare la rottura la decisione di Maresca di correre alle amministrative senza simboli di partito tra le liste. Ora rispunta come possibile candidato di tutto il centrodestra il nome dell’avvocato Sergio Rastrelli, figlio dell’ex governatore della Campania Antonio, sponsorizzato da Fratelli d’Italia.

Al momento il centrodestra non ha più un candidato nemmeno a Milano e Bologna.

Incriminata la Trump Organization

Dopo tre anni di indagini su reati fiscali, a New York sono state per la prima volta formalizzate delle accuse contro la società di Donald Trump. Un grand jury di Manhattan ha deciso di incriminare la Trump Organization e il suo direttore finanziario, Allen Weisselberg, per reati fiscali. A Weisselberg – 73 anni, fedelissimo della famiglia Trump, per cui lavora da mezzo secolo – viene contestato il mancato pagamento delle tasse per i benefit concessi dalla società (un appartamento a Manhattan, alcune auto Mercedes-Benz in leasing e il pagamento della retta scolastica di un istituto privato per almeno uno dei suoi nipoti). Weisselberg si è costituito ieri mattina. Donald Trump non è direttamente incriminato, almeno per ora.

«L’ex capo della Casa Bianca è sotto inchiesta da mesi, da parte del procuratore di Manhattan Vance e della ministra della Giustizia dello stato di New York James. I reati più gravi di cui è sospettato riguardano l’ipotesi che abbia sopravvalutato il valore dei suoi immobili allo scopo di ottenere prestiti, e li abbia invece sottovalutati per pagare meno tasse. A questo scopo c’è stato anche un lungo braccio di ferro sulla consegna delle dichiarazioni dei redditi di Trump, che alla fine è stata ordinata dalla Corte Suprema. Sullo sfondo poi restano i pagamenti fatti alla pornostar Stormy Daniels e la coniglietta di Playboy Karen McDougal, per nascondere le relazioni con loro, per i quali è finito in prigione il suo ex avvocato Michael Cohen. Vance avrebbe bisogno delle testimonianze dei collaboratori di Donald per incastrarlo, che finora non è riuscito ad ottenere. Il direttore finanziario della Trump Organization, Allen Weisselberg, si è rifiutato di cooperare, così come il dirigente e addetto alla sicurezza Matthew Calamari. Il procuratore però ha scoperto che Weisselberg e altri dipendenti avevano ricevuto benefici, tipo auto, appartamenti gratuiti, pagamenti delle rette per figli e nipoti nelle costosissime scuole private di New York, su cui nessuno ha pagato le tasse. Quindi intende usare questi reati per incriminare la Trump Organization e Weisselberg, allo scopo di spingerli a collaborare con l’inchiesta più ampia per evitare il carcere» [Sta].

Prigioni

di Mattia Feltri

La Stampa

Ricordo tanti anni fa in un’aula di tribunale un prigioniero coperto di lividi ed ecchimosi. Affidò i suoi occhi agli occhi del giudice. Mi hanno gonfiato di botte, disse. L’avvocato appoggiò i gomiti sul banco, si mise le mani nei capelli e scosse il capo. Il prigioniero fu accusato lì per lì di calunnia. Chi abbia frequentato certi ambienti sa come vanno le cose e nulla si può fare a meno che, come è successo nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, le telecamere di sorveglianza non restino accese per sbaglio. Ma non voglio parlare degli agenti penitenziari, come in ogni categoria ce ne sono di ottimi e di pessimi, vorrei parlare di Fëdor Dostoevskij e di un suo inappuntabile giudizio abusato e scritto nel vento: il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni. Lasciando perdere il bislacco Matteo Salvini, che fra picchiati e picchiatori solidarizza coi picchiatori, mi ha colpito lo sbigottimento del Pd, secondo cui il ministro Marta Cartabia dovrebbe precipitarsi a riferire al Parlamento. Potrebbe chiedere conto ai suoi di ministri – peccato non disporre dello spazio per l’elenco – che negli ultimi venticinque anni hanno volenterosamente contribuito allo sfacelo: abbiamo carceri in perenne carenza d’organico, fatiscenti, sovraffollate, luoghi di suicidi, di gente in attesa di giudizio, di mamme recluse coi loro bambini. E quello che sanno fare, non solo il Pd, tutti, è di introdurre nuovi reati, aumentare le pene, inzeppare di altri disperati quell’orrido inferno dei vivi. Che a noi vada bene così, che non siamo in piazza a protestare, è l’ultima misura della barbarie

di Nicola Dario

 

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