Diamo i numeri! – Dati e Notizie

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La Cina (dopo di Maio)ha abolito la povertà..

A Pechino, con un discorso di un’ora tenuto sul palco della Grande Sala del Popolo, Xi Jinping ha annunciato la «completa vittoria» nella campagna per sradicare la povertà dalle aree rurali della Cina popolare. «Otto anni fa, quando Xi è salito al potere, il Dragone contava ancora 100 milioni di persone sotto la soglia dell’indigenza. L’anno scorso, una dopo l’altra, le contee più remote hanno certificato che l’obiettivo è stato raggiunto: secondo l’oscura contabilità di Stato anche l’ultima famiglia povera è stata sollevata al di sopra della soglia dei 4000 yuan di reddito annuo, circa 500 euro. Così, dopo la vittoria sul Covid, e a pochi mesi dal centesimo anniversario della fondazione del Partito comunista, il regime ha un’altra medaglia da appuntarsi al petto» [Rep]

Di Cottarelli  e Brunetta

L’economista Carlo Cottarelli, 66 anni, già premier incaricato nel 2018, è stato chiamato dal ministro Renato Brunetta a collaborare ai lavori sulla semplificazione burocratica e la riforma della pubblica amministrazione. Brunetta ha voluto come consulente Bernardo Mattarella, 54 anni, figlio del Presidente della Repubblica e apprezzato avvocato amministrativo.

Cottarelli, ha  già presentato un piano di riforma della Pubblica Amministrazione in 91 punti. Contiene, tra le altre, una «giungla dei balzelli» che complicano molto la vita delle imprese e rendono poco (685 milioni). Esempi: la tassa da versare all’Ente risi, quella sulla raccolta funghi, quella sulle emissioni sonore degli aerei.

Licenziamenti

«Serve qualcuno che ridia fiato a una politica di licenziamenti di massa» [Ferrara, Foglio].

Clamorosi

Un’impresa edilizia che abbia aperto un cantiere deve essere in grado di esibire, in qualunque momento, sessantasei documenti cartacei [Sta].

I bambini giapponesi cantano a scuola Funiculì Funiculà, canzone napoletana a cui è intestato anche un bar di Tokyo.

A Vibo Valentia ogni 18 residenti maschi maggiorenni, almeno uno è massone [Sta].

«Secondo la Banca d’Italia, con l’inverno demografico nei prossimi 20 anni noi perderemo 15 punti di Pil» [Graziano Del Rio Rep].

Di Zingaretti e della D’Urso

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha scelto a sorpresa di scendere in campo nella battaglia a favore di Barbara D’Urso il cui programma Live – Non è la D’Urso, come ha rivelato Dagospia, dovrebbe essere chiuso in anticipo causa ascolti bassi. «In un programma che tratta argomenti molto diversi tra loro hai portato la voce della politica vicino alle persone. Ce n’è bisogno!», ha twittato Zingaretti. E i commenti, caustici e sconfortati, sotto il profilo del segretario non si contano. Sempre secondo Dagospia il social media manager di Zingaretti, Carlo Guarino, stipendio da 90 mila euro l’anno, è molto vicino a Barbara D’Urso.

  • «Dice Zingaretti che Barbara D’Urso ha portato la politica vicino alla gente. Ovvero, ha fatto quello che non ha fatto lui» [Jena, Sta].
  • «Nicola Zingaretti elogia il programma di Barbara D’Urso. Almeno lei ne ha uno» [Spinoza, Fatto]

Solo Zingaretti…

La madre dei temi pirandelliani, il tempo che fugge, la giovinezza mantenuta tramite il possesso. Tipica reazione maschile all’invecchiamento. Lei ha mai pensato che un giorno dovrà fare i conti con questo aspetto della vita e, anche lei, fuggire?

«Ma dove vuole che vada?» [Luca Zingaretti Sta].

Partiti

Nel suo ultimo saggio – La metamorfosi Laterza, pagine 96 €12 -, Luciano Canfora scrive che «oggi il Pd ha come ideologia ufficiale l’europeismo, ovvero l’internazionalismo dei benestanti». Dice anche: «Attualmente i partiti sono aggregazioni che vivono per lo più come un alone intorno al capo e che, senza programmi, si orientano fiutando i sentimenti e le pulsioni che attraversano l’opinione pubblica». Movimento 5 stelle e Lega? «Volgarità assolute, coronamento della disintegrazione della politica in direzione affaristico-plebiscitaria». Il Pd? «Semi sinistra» [Sta].

Spread ed effetti

«E niente, uno non si può distrarre un attimo e subito “l’effetto Draghi” sparisce. S’intende quello che il premier esercita con la sua sola presenza sul famigerato “spread”, il differenziale di rendimento dei titoli del debito pubblico di Italia e Germania. L’altro giorno, per dire, è risalito sopra la soglia dei 100 punti che aveva abbandonato all’inizio di febbraio quando – raccontarono estasiati i giornali – grazie “all’effetto Draghi” era sceso di ben 7 punti (cioè al livello raggiunto prima della crisi politica innescata da Matteo Renzi). “L’effetto Draghi vale un risparmio di un miliardo di euro”, titolò in apertura il Sole 24 Ore. “Con Draghi può scendere fino a 50 punti”, ci spiegò il Corriere della Sera. Ora che il rendimento dei titoli decennali italiani è salito allo 0,7% immaginiamo che i giornali ci spiegheranno che l’effetto Draghi è un po’ come la bellezza di Oscar Wilde: è negli occhi di chi guarda» [Travaglio, Fatto].

Edith

«Quando uscì da Auschwitz, a 13 anni, Edith Bruck era talmente denutrita da non pesare che 25 chilogrammi, un mucchietto di ossa, quasi incapace di immaginare di nuovo lo scorrere della vita in un mondo che si era polverizzato, senza mamma, papà e fratelli. “Smetti di piangere: la vuoi vedere tua mamma?” le fu chiesto nel lager C, numero 11, dalla kapò polacca che aveva il controllo della baracca. “Lo vedi quel fumo e lo senti questo odore? È tua madre che sta bruciando”.

Dopo la guerra riconobbe questa sua carceriera e non la denunciò.

Ci pensai a lungo e arrivai alla conclusione che non potevo farlo, non dovevo essere io a giudicare. Potevo denunciare un SS che torturava con metodo e crudeltà. Ma una ebrea deportata non si poteva giudicare perché l’essere debole per sopravvivere fa qualsiasi cosa. Quelle persone a mio parere non sono giudicabili»» [Edith Bruck Mess].

Jacopo

«Quella volta mia madre tornò a casa, dopo essere stata stuprata e malmenata, ricoperta di sangue, tagli di lamette, bruciature di sigarette ovunque. Mio padre restò fermo, dritto in piedi, senza dire una parola, apparentemente impassibile: ho sclerato e mi è venuto l’impulso di sferrargli un pugno. Poi ho capito che aveva ragione lui. Il suo atteggiamento era di chi dice: ok, è successo, lo sapevamo che poteva succedere, siamo comunisti, andiamo avanti stringendo i denti e basta. Dopo aver visto mia madre ridotta in quello stato, non ero più lo stesso. Il mio solo scopo era vendicarmi e ho rischiato di finire in un percorso sbagliato. Mi salvarono la serietà, la fermezza dei miei genitori e negli anni ho avuto solo una consolazione: pensare che quei bastardi vigliacchi vivessero a lungo una vita di merda» [Jacopo Fo ,CdS].

Bellaria e le “pescivendole”

«Stavo leggendo la storia di Bellaria, in cerca di informazioni sullo scrittore Alfredo Panzini che nella località romagnola abitò a lungo, in una casa vista mare oggi museo. E trovo, puro caso, informazioni sulla vita delle pescivendole del passato. Una di queste si chiamava Mina e la nipote la ricorda così: “Ogni notte andava da Bellaria a Cervia a prendere il pesce pescato da suo marito che stava nel capanno sulla spiaggia di Cervia, dove la pesca era più ricca. All’alba, sempre a piedi, lo portava sulla testa a vendere al mercato di Rimini. Faceva sessanta chilometri al giorno, con sei figli da allevare”. Tutti hanno già parlato degli insulti radiofonici del professore universitario Giovanni Gozzini all’indirizzo di Giorgia Meloni, fra i quali “pesciaiola”. Io non parlo, non posso parlare meglio del virgolettato su Mina la pescivendola. Saluti da Bellaria» [Langone, Foglio].

Dio

«Dio non ha un’immagine fisica. È pensiero, affetto, aspirazione. Nella tradizione ebraica c’è una storiella interessante. Dopo che Dio creò il tutto vide che il tutto non era niente male. E pare avrebbe aggiunto: purché tenga. Non era sicuro del risultato!»

L’immagine che lei offre di Dio è poco metafisica.

«Dio può essere visto come un atto di amore o come una cosa. Il nostro rapporto con lui cambia a seconda della prospettiva in cui lo inseriamo» [Paolo De Benedetti Rep].

Di Maio

Di Maio, intervistato da Repubblica, ha detto che «il mio e nostro sostegno a Virginia Raggi non è negoziabile» e ha anche detto: «Sarei veramente felice di un passo avanti di Conte dentro il M5s». Alla domanda «Come potrebbe entrare Conte? Si creerà una carica apposta per lui?» ha risposto: «Un modo si trova sempre» [Repubblica]

Riforme

«Riforme complessive sono ostacolate in Italia da resistenze particolarmente grandi perché contengono costi politici molto alti. Questi sono compensati, in altri paesi, da riforme realizzate all’inizio di una legislatura. Poi i politici possono più facilmente superare un periodo di magra nel consenso tra gli elettori, nella speranza che alle successive elezioni, dopo quattro o cinque anni, si vedano i vantaggi che facciano capire che le riforme valevano la pena. Ma in Italia, con il suo sistema politico traballante, finora non c’è la speranza di avere una politica così lungimirante: l’Italia è bloccata in una campagna elettorale continua. Per questa ragione, in ogni momento, i politici italiani aspirano a fare regali elettorali per le loro clientele» [Frankfurter Allgemeine Zeitung].

Meloni

L’ascesa di Fratelli d’Italia nei sondaggi è destinata a fermarsi?

No, anzi, i primi dati dicono che continua a salire, è proiettata a scalzare il Pd, che non riesce a sfondare quota 20%, e non è escluso che diventi primo partito. Molto dipende da cosa succede nei prossimi mesi: se il governo Draghi non riuscirà a gestire la crisi così che in estate l’epidemia si spenga e inizi la ripresa economica, per la Meloni si aprono grandi spazi. Anche perché, e questo non è secondario, pur essendo unica alternativa al governo delle larghe intese, non è mai apodittica, mai estremista. Certo, se invece Draghi dovesse far ripartire il sistema Paese, il suo ruolo all’opposizione si indebolirebbe molto.

Meloni leader dunque di una destra di opposizione ma comunque istituzionale?

Esatto. È da un anno almeno che la Meloni sta maturando questa strategia, finora coronata dal successo. E la sua leadership ha premiato molto Fdi. I leader sono decisivi per il destino dei partiti» [Paolo Natale, politologo, ad ItaliaOggi].

Foil

Patrizio Bertelli, a proposito della vittoria di Luna Rossa e della prossima sfida con i neozelandesi per la conquista dell’America’s Cup (si comincia il 6 marzo), ha detto a Giovanni Pons della Repubblica: «Abbiamo tirato fuori la sorpresa del doppio timoniere e abbiamo ottimizzato il rendimento della barca per un vento reale di 10-12 nodi. La scelta di quali foil usare prima delle regate sarà molto importante, anche perché poi non si potrà più cambiare». Mistero su che cosa sia u “foil”. Il sito barcheamotore.com: «ali che invece di fendere l’aria sollevano le barche sopra l’acqua. Sollevare la barca sopra la superficie dell’acqua riduce il disturbo delle onde, rendendo più confortevole la navigazione. Ma non solo. Le ali (foil), se mobili, possono anche migliorare la stabilità e la manovrabilità. Opportunamente regolate, possono migliorare l’efficienza anche senza sollevare la barca. Le ali funzionano in modo simile a quelle degli aerei. Mentre si muovono attraverso l’acqua, deflettono il flusso, che esercita una forza sull’ala. Se questa forza è rivolta verso l’alto, più velocemente si muovono, maggiore è il sollevamento. I foil sono molto più piccoli rispetto alle ali degli aerei perché l’acqua è 800 volte più densa dell’aria. I foil spingono molto di più rispetto alle ali degli aerei, quindi non hanno bisogno della stessa superficie». È, si direbbe, il principio che fa correre gli aliscafi.

Ganna

Ganna vinse la cronometro di Palermo, all’ultimo Giro d’Italia, a una media di 58.831 chilometri orari, cavalcando una Pinarello Bolide TT dorata, «un cavallo trainato da una corona anteriore da 60 denti, 60×11 il rapporto massimo, undici metri di sviluppo con una pedalata. Un assemblaggio di genetica (muscoli, testa) e carbonio, con viti in titanio a tenere salde le parti, come sugli aerei. La ruota anteriore ha un profilo alto a “dente di sega”, unica nel suo genere. 25 mila euro per un oggetto di 7,4 kg, una cosa di valore che i meccanici della Ineos hanno preso in consegna, pulito, lucidato e chiuso nel camion-hangar, praticamente un caveau». Mentre Ganna correva (busto parallelo al terreno, testa incassata nelle spalle, postura studiata in una galleria del vento), il direttore sportivo Cioni gli urlava di badare ai tombini. A quella velocità caderci dentro poteva significare finire all’altro mondo (ne beccò uno nel centro di Palermo Miguel Angel Lopez, fu proiettato oltre le transenne e subito dopo portato all’ospedale) [, Rep].

Jessi

Su Jessi Combs, morta nel deserto di Alvord (Oregon) mentre tentava di battere il record mondiale di velocità femminile (stava andando a 800 all’ora): «L’eroismo va sempre mischiato a spreco e rischio, altrimenti è ipocrisia. Se si considera Jessi Combs come individuo, fulcro di affetti, la sua morte è senza dubbio insensata. Se però la si erge a rappresentante dell’umanità, composta da tutti noi che pian pianino ci consumiamo al lume fioco della routine, ecco che le cause dell’incidente e le dinamiche dell’impatto perdono di ogni rilievo: per lei la morte è stata soltanto l’unico modo di non morire mai» [Foglio].

Schumacher

Il suo cognome può diventare un peso?

«No».

Ci saranno dei paragoni.

«Non importa».

Ha mai parlato di Formula 1 con suo padre?

«Sono questioni private, torniamo al motorsport».

[Mick Schumacher, Sta].

BUSTE PAGA

Lady Gaga, a Roma per le riprese del nuovo film di Ridley Scott sull’omicidio Gucci che la vede protagonista nei panni di Patrizia Reggiani, ha offerto mezzo milione di dollari a due rapitori che ieri hanno aggredito a Los Angeles il suo dog-walker di fiducia Ryan Fischer e rapito due dei suoi tre bulldog, Koji e Gustav. Il terzo, Miss Asia, titolare fra l’altro di un account Instagram, è riuscito a scappare e, ritrovato dalla polizia, è stato riconsegnato a una guardia del corpo della popstar.

Un french bulldog con un buon pedigree può costare anche 10mila euro.

Una coppia cinese ha pagato 130mila euro di multa pur di avere sette figli. Zhang Rongrong, imprenditrice di 34 anni, e suo marito hanno deciso di mettere mano al portafogli per coronare il sogno di una famiglia numerosa in un Paese dove di figli non se ne possono avere più di due. Senza i 130mila euro cinque dei loro sette bambini – il più grande ha 14 anni il più piccolo un anno e mezzo – non avrebbero avuto diritto a documenti di identità, non sarebbero potuti andare a scuola, non avrebbero avuto assistenza sanitaria: in una parola, sarebbero stati condannati alla clandestinità [CdS].

  • La genovese Marisa Cavanna, ex insegnante di lettere di 96 anni, morta l’altro giorno, ha lasciato 25 milioni di euro in beneficenza a 16 enti. Tra questi come l’ospedale Gaslini e il Galliera, a cui va anche la sua meravigliosa villa.

E tu quali follie hai fatto?

Perché tocchiamo questo tasto? Mamma mia, ho sperperato un sacco di soldi…

In cosa?

Tra gli anni ’80 e’90 ho speso miliardi. Però mi sono divertito, ragazzi! Auto, donne, viaggi, tutto quello che volevo. Ho comprato otto Porsche, varie le Ferrari. Le sfasciavo e le cambiavo. Era davvero la “Milano da bere”. Una donna ogni giorno, come le auto e le moto, poi pagavo da mangiare a comitive di trenta persone. È stato un momento esaltante della mia vita. Mi sono divertito, poi sono rimasto senza una Lira. Però è stato figo, non rinnego nulla.

Se dovessi quantificarlo, quanto hai sperperato in vizi?

Tra Ferrari e Porsche, le moto che le ho avuto davvero tutte comprese una decina di Harley e un paio di Ducati Superbike, più tutto il resto avrò speso in vent’anni circa 10 milioni di euro [DJ Ringo, cit].

«Nessuno avrebbe pensato che dalle tute blu e dalle felpe, il segretario della Cgil, Maurizio Landini, sarebbe passato all’auto blu. Anzi, a due auto blu. Ha fatto infatti comperare al suo sindacato due Audi A6, nere e nuove di zecca che saranno a “disposizione del segretario”. Molto più delle Passat con cui girellava per comizi il suo predecessore, Susanna Camusso» [Libero].

  • La villetta realizzata nel 1934 in località Fonte Cerreto, 1.125 metri di quota, alla base della funivia del Gran Sasso, la stessa in cui Benito Mussolini fu tenuto prigioniero dal 28 agosto al 6 settembre 1943 (prima che lo portassero a Campo Imperatore), sarà messa all’asta il 20 aprile per decisione del Tribunale dell’Aquila. Oggi la villa appartiene alla famiglia Fiordigigli, imprenditori aquilani con problemi di liquidità. Prezzo base stabilito: poco inferiore al milione e duecentomila euro.

Draghi spara contro le aziende farmaceutiche inadempienti

Alla vertice dei capi di Stato e di governo europei, in videoconferenza, i 27 hanno discusso di come accelerare le vaccinazioni. La presidente della commissione Ursula von der Leyen ha presentato le diapositive sulle consegne delle dosi del secondo e del terzo trimestre, che per il premier Mario Draghi non sono «assolutamente rassicuranti perché non danno certezze». Draghi è stato durissimo anche con le aziende produttrici che sono in evidente ritardo: «Non rispettano gli impegni non dovrebbero essere scusate». «Richiamando gli esempi del Regno Unito e degli Stati Uniti, che tengono per loro i vaccini, il premier italiano ha chiesto perché l’Europa non possa fare altrettanto, invitando anche a guardare ad altre produzioni fuori dell’Ue. Ha poi sollecitato un approccio comune sui test e un coordinamento per l’autorizzazione all’export» [Rep]. Il presidente del parlamento europeo David Sassoli s’è detto contrario alla nazionalizzazione dei vaccini: «Sono fortemente contrario a qualsiasi accordo bilaterale. Un approccio comune consente anche di monitorare, indagare e sanzionare ogni tentativo di frode ai danni degli stati membri. La nostra è una corsa contro il tempo».

Intanto ieri il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha incontrato i presidenti di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, dell’Aifa Giorgio Palù e il commissario straordinario Domenico Arcuri discutere della creazione di un polo nazionale pubblico-privato che produca vaccini in Italia. Un nuovo incontro è in agenda per il 3 marzo.

Alitalia

«In Alitalia stipendi alleggeriti e pagati in ritardo. Il titolare dello Sviluppo economico ha convocato un vertice urgente con l’Economia e i Trasporti. Poche ore prima il commissario Giuseppe Leogrande aveva comunicato ai sindacati che la compagnia non rispetterà la scadenza del 27 per il pagamento della mensilità di febbraio, che slitterà di una settimana. Non solo: per i quasi 11 mila lavoratori ora c’è anche il rischio che l’azienda non possa anticipare la cassa integrazione, l’integrazione salariale è al palo e l’Inps rallenta i versamenti da novembre in poi per problemi burocratici. Le casse sono vuote e non sono ancora stati sbloccati i 55 milioni chiesti all’Ue per i danni da Covid per novembre a dicembre, che garantirebbero almeno qualche settimana di ossigeno.

Il ministro Giorgetti sta cercando una via d’uscita. Nel breve periodo serve liquidità (ma tutti escludono una nuova iniezione di denaro pubblico), poi bisognerà capire cosa fare della newco Ita, da settimane costretta ad attendere nonostante il piano industriale pronto e i 3 miliardi di capitalizzazione già stanziati dal secondo governo Conte.

Il commissario Leogrande, che nei giorni scorsi si è confrontato con lo stesso Giorgetti, attende un indirizzo politico sul nodo della cessione degli asset della compagnia, che l’Ue vuole messi a gara per rispettare le norme sulla concorrenza. Il governo Conte aveva scelto la strada della cessione diretta a Ita, ora bisognerà capire la linea del nuovo esecutivo. Un primo segnale in Parlamento, con il parere favorevole all’ordine del giorno di Leu che chiedeva di «preservare l’unitarietà degli asset di Alitalia, in alternativa al bando per la vendita in parti distinte di aviation, handling e manutenzione». Stefano Fassina, sostenitore del passaggio degli asset alla controllata Cityliner, esulta per l’eventuale addio allo spezzatino.

Ma il diverso parere dell’Ue non è un dettaglio: è Bruxelles a dover promuovere i prestiti da 1,3 miliardi di euro ad Alitalia e la capitalizzazione da 3 miliardi di Ita» [De Stefani, Sta].

Gli stipendi degli undicimila dipendenti di Alitalia per il mese di febbraio verranno pagati in ritardo di alcuni giorni, non il 27, ma il 2 marzo. E non verrà pagato l’anticipo della cassa integrazione che la compagnia erogava in attesa dell’intervento dell’Inps. La notizia è stata riferita da fonti sindacali dopo gli incontri con il commissario della compagnia Giuseppe Leogrande.

Ibra ha firmato per Sanremo l’estate scorsa, ancor prima di rinnovare col Milan. Il cachet è di 250.000 euro, 50.000 euro a serata [CdS].

«Da uno studio del Congressional Budget Office, un comitato bipartisan del Congresso, si ricavano prese di posizione opposte. Sanders e gli altri notano come il raddoppio del salario minimo, da 7,5 a 15 dollari, previsto nel pacchetto anti-Covid da 1.900 miliardi di dollari, consentirebbe a 900 mila persone di uscire dalla condizione di povertà. Inoltre andrebbe a rimpolpare in modo consistente la paga di 17 milioni di lavoratori e a ritoccare quella di altri 10 milioni. I senatori Manchin e Sinema, invece, osservano che molte imprese non sarebbero in grado di sostenere un simile costo del lavoro e quindi si vedrebbero costrette a licenziare. Stando alle stime perderebbero il posto circa 1,4 milioni di persone: in gran parte lavoratori giovani e scarsamente qualificati. Sembra che Joe Biden voglia abbandonare la battaglia dei 15 dollari all’ora come salario minimo federale» [CdS].

«Quanto vale Villa Certosa, la splendida proprietà di Silvio Berlusconi in Sardegna, una delle residenze private più esclusive al mondo? Lo stabilisce una perizia tecnica: 259.373.950 euro. Il documento è assolutamente attendibile perché lo firma Francesco Magnano, il geometra di fiducia dell’ex premier. La valutazione è aggiornata al 19 gennaio 2021 […] Il cuore è la villa con i suoi 68 vani, 181 metri quadrati di autorimessa e altri 174 di posti auto. Poi – scorrendo le carte della perizia – 4 bungalow di cui 2 accatastati A/2 (abitazioni civili), così come due immobili denominati Cactus e Ibiscus, il teatro, la torre fronte teatro, la serra, la palestra, la talassoterapia, 297 mq di orto medicinale. Isolata nell’elenco una voce: “La Palappa”. Che cos’è? Non è specificato ma dovrebbe essere una specie di capanna tropicale. Palapa è un termine spagnolo di origine Maya che indica una dimora senza pareti con un tetto di paglia fatto di foglie di palma essiccate. Quella di Berlusconi ha tre “p” e una rendita catastale di 361 euro. Il tutto è immerso in un parco di 580.477 metri quadrati (un campo da calcio è circa 7 mila mq)» [CdS].

Secondo un patto raggiunto con i sindacati, Unicredit distribuirà un premio a tutti i suoi dipendenti: ciascuno di loro potrà scegliere tra mille euro in welfare e 88 euro sotto forma di polizza per cure dentarie oppure 770 euro in contanti e 88 euro sotto forma di polizza per cure dentarie.

«In una causa di divorzio un tribunale di Pechino ha ordinato all’ex marito Chen di liquidare il lavoro domestico svolto dalla signora Wang durante la convivenza. Il verdetto si basa sul nuovo Codice civile della Repubblica popolare, appena entrato in vigore. La donna infatti ha provato che l’uomo si disinteressava completamente delle necessità della vita comune, scaricandole interamente su di lei. “Questo impegno domestico è catalogabile tra i beni intangibili”, ha detto il magistrato, assegnando alla signora Wang la liquidazione di 50 mila yuan per il suo lavoro domestico di cinque anni e aggiungendo alimenti per 250 euro al mese visto che la donna ha ottenuto la tutela del figlio. Peccato che 50 mila yuan valgano meno di 7 mila euro, che spalmati su cinque anni di matrimonio significano circa 1.400 euro all’anno» [CdS].

Il vaccino monodose Johnson&Johnson funziona

La prossima settimana gli Usa distribuiranno da tre a quattro milioni di dosi del vaccino di Johnson&Johnson, il primo in occidente a una dose sola. I dati dei test clinici condotti dall’Agenzia americana del farmaco e dell’alimentazione (Fda) hanno indicato che la dose singola del vaccino sviluppato dalla casa farmaceutica statunitense è efficace e sicura. «Gli esperti dell’agenzia americana parlano di una “forte protezione” rilevata con l’uso del vaccino monodose: il 72% negli Usa e il 64 % in Sudafrica. In media si tratta del 66,9% dopo 14 giorni dalla somministrazione e del 66,1 dopo 28 giorni. La sperimentazione ha coinvolto 45 mila persone e nel report sono state presentate prove che attestano che il vaccino è sicuro: con effetti collaterali più lievi rispetto a Pfizer e Moderna e senza segnalazioni di gravi reazioni allergiche. Non solo. Il fatto che può essere conservato alle normali temperature di refrigerazione per almeno tre mesi, ne rende la distribuzione notevolmente più semplice» [Pini, Rep].

L’Italia ha prenotato 26 milioni di dosi a Johnson & Johnson

La maxi indagine sui rider a Milano

«Rischiano la vita correndo in bici o in moto per consegnare il pasto o la cena a chi comodamente se ne sta in ufficio o a casa: sono i circa 60 mila i rider che affrontano il traffico delle città italiane a loro rischio e pericolo ma che ora dovranno essere messi in regola e assunti con un regolare contratto che preveda tutte le tutele antinfortunistiche grazie a un’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano che ha indagato i rappresentati delle quattro principali aziende di consegne – Foodinho-Glovo srl, Uber Eats Italy srl, Just Eat Italy srl e Deliveroo Italy srl – ai quali sono state contestate ammende per 733 milioni e dati 90 giorni per adeguarsi alle prescrizioni modificando i rapporti di lavoro. I rider vengono pagati (circa 4 euro) a consegna. Quante più sono in grado di farne, tanto più vengono chiamati dalle piattaforme di delivery che li selezionano con un apposito algoritmo che valuta le loro prestazioni. Di solito hanno un rapporto di lavoro autonomo di tipo occasionale che non prevede a carico dell’azienda il pagamento di contributi, ferie, malattia, infortuni e la copertura di qualunque tutela. Si tratta nella maggior parte dei casi di giovani immigrati che sono in possesso di un regolare permesso di soggiorno che “hanno un trattamento di lavoro che nega loro un futuro” perché “non potranno mai costruirsi una carriera adeguata”, dice il Procuratore Francesco Greco in una conferenza stampa. “Non è più tempo di dire che sono schiavi, ma è il tempo di dire che sono cittadini”, aggiunge precisando che “il nostro non è un approccio morale al tema, ma giuridico”» [CdS].

Sequestrate in Germania 23 tonnellate di cocaina

« “Il più grande sequestro di cocaina mai realizzato in Europa”: 23 tonnellate di stupefacente scoperte in Germania e Belgio nel giro di pochi giorni in un’operazione coordinata tra diversi Paesi europei, di cui ha dato notizia la dogana di Amburgo. Il sequestro di 16 tonnellate nella città anseatica, avvenuto il 12 febbraio scorso su segnalazione di diverse autorità doganali europee, si è svolto nel modo più classico. I doganieri tedeschi si sono avvicinati a dare un’occhiata ad alcuni container provenienti dal Paraguay dopo aver notato alcune “palesi irregolarità”. “Dopo uno strato di merce genuina, dietro la porta del container, c’erano numerosi barattoli di latta pieni di altra merce” ha riferito la dogana. Sotto uno strato di mastice le autorità tedesche hanno scoperto in ciascun barattolo da 9 a 20 chili di droga, suddivisa in vari pacchetti. Nell’ambito della stessa operazione c’è stato un secondo sequestro da 7,2 tonnellate di cocaina nel porto di Anversa» [Sta].

In Amazzonia ci sono 120 mila sfollati

«Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, si è recato in visita nello Stato settentrionale di Acre, nella foresta amazzonica, dove diverse città sono state colpite da alluvioni. Vari fiumi hanno straripato. Complessivamente sono 120mila gli sfollati e le autorità federali hanno dichiarato lo stato di calamità in dieci Comuni. In diverse municipalità il livello dell’acqua ha cominciato a scendere ieri, ma questa settimana sono attese altre piogge. Lo Stato brasiliano di Acre è già alle prese con un aumento dei casi di Covid-19, un’epidemia di dengue e una crisi migratoria al confine con il Perù, dove scontri sono scoppiati alla frontiera tra migranti perlopiù di Haiti e Venezuela e polizia peruviana, dopo che i migranti hanno provato invano a entrare nel Paese nel tentativo di risalire verso gli Usa» [Fatto].

Piccole cose

Appreso che: la petizione contro le porte in bronzo della cattedrale di Burgos -1,2 milioni di euro l’una – ha finora messo insieme 31 mila firme; che il rame ha superato la quotazione di novemia dollari a tonnellata (Sissi Bellomo: «Se davvero il rame è Doctor Copper, allora l’economia mondiale scoppia di salute»);  gli scrutini del primo quadrimestre mostrano che un ragazzo su tre ha la media del 4; che Clarice Lispector, colpita da paralisi dello scrittore, riuscì a scrivere di nuovo imponendosi di innaffiare una pianta che amava moltissimo solo dopo aver concluso un certo numero di pagine;  il Covid ha svuotato gli slum di Calcutta; la David Hume Tower di Londra, essendo David Hume (Edimburgo, 1711-1776)) un noto razzista, cambierà nome e sarà intitolata a James “Africanus” Horton (Sierra Leone, 1835-1883);  in Turchia si vende il tè Hagia Sophia, cioè Erdogan ha trasformato il nome della cattedrale diventata moschea in un brand;interrogato sull’origine dei suoi tagli, Lucio Fontana rispose: «L’idea mi è venuta dalla figa di V.» (una fidanzata di Piero Manzoni); che le vendite di pomodori, negli ultimi anni sempre in calo, nel 2020 nonostante la chiusura di bar e ristoranti sono aumentate del 9,8%; tra gli animali da cui potrebbe essersi originato il coronavirus bisogna mettere anche tasso, furetto, cane procione e forse coniglio (il virus proverrebbe dagli allevamenti intensivi delle provincie di Guangdong, Guangxi e Yunnan); Bill Gates, patito di Porsche, gira adesso su una Taycan elettrica; Elisabetta Sgarbi non ha mai smesso di vestirsi di nero e di indossare orecchini rossi; nelle mense scolastiche di Lione – trentamila alunni – non si servono più piatti di carne; Jasmine Harrison, una barista dello Yorkshire di 21 anni, ha attraversato l’Atlantico a remi, 70 giorni 3 ore e 48 minuti di navigazione, 4.800 chilometri partendo da La Gomera, isola dei Caraibi, e arrivando ad Antigua, due ore di voga e due di riposo, tantissimo burro di arachidi, tantissima Nutella;Edoardo Albinati s’è detto «stupito» dal modo di scrivere (“stile”) di Juan Carlos Onetti; Guerra e pace è composto da 564.000 parole; nonostante le agognate svolte digitali, l’86% dei ricavi, nel commercio mondiale delle notizie, è generato dalla carta stampata (anno 2019); il Paese in cui si usa di più l’aria condizionata è il Giappone (91% delle abitazioni); cnella classifica delle migliori porchette di Ariccia stilata dal Gambero Rosso svetta al primo posto Leoni Isabella, erede di Augusto, porchettaro di inizio Novecento, seguito da Empedocle Leopardi, detto Pepparone, terza norcineria più antica, Mancini dal 1870;  Bill Gates, al liceo, informatizzò tutti i registri della scuola; il cognome d’arte di Patty Pravo deriva dal verso dantesco «guai a voi anime prave» (“Patty” erano certe sue amiche inglesi).

Cupolone

di Franca Giansoldati

Il Messaggero

C’è un misterioso tesoretto sotto la Cupola di San Pietro. È contenuto in 50 casse ignifughe, di colore verde, di quelle che vengono utilizzate normalmente per mettere al riparo merce preziosa e opere d’arte da ogni tipo di danni durante i trasporti. Dentro ai contenitori di diverse dimensioni si trovano decine e decine di dipinti antichi, manufatti di varia fattura, sculture di marmo, pezzi di affreschi quattrocenteschi distaccati probabilmente da chiese e anche materiale archeologico. Il tesoretto è stato accumulato da un anziano canonico di San Pietro, don Michele Basso che già attorno agli anni Duemila era finito al centro di una inchiesta della Procura di Roma poi archiviata e finita nel nulla.

Il tesoro d’opere d’arte dal notevole valore commerciale è stato stoccato senza fare troppa pubblicità in uno degli ambienti meno accessibili della basilica di San Pietro, in un locale sotto al cupolone, in una specie di sottotetto, al riparo da curiosi. Nessuno in Vaticano vorrebbe affrontare questo argomento. Si sa solo che le cinquanta casse sono stipate da un po’ di tempo in un ambiente irraggiungibile, chiuso a chiave e sconosciuto ai più; una autentica fortuna sulla cui provenienza sono state avviate delle verifiche interne. Non si sa, infatti, se i beni facevano parte di collezioni, oppure acquisti fatti nel tempo, lasciti di conventi o istituti religiosi, eredità, regali ricevuti da benefattori o beni ecclesiastici non mai catalogati. Per il Vaticano di certo è una altra grana da risolvere in attesa che si insedi il nuovo arciprete della basilica. Spetterà al cardinale di Assisi, il francescano Mauro Gambetti, nominato dal Papa al posto di Angelo Comastri (che lascia l’incarico di arciprete per limiti d’età), il compito di sciogliere il giallo sulla provenienza di questi quadri.

Naturalmente sia il Papa che la Segreteria di Stato sono a conoscenza dell’esistenza delle casse piene di quadri. Lo stesso cardinale Pietro Parolin, qualche mese fa, si era recato personalmente a svolgere una sorta di ispezione per valutare il da farsi. L’esame avrebbe fatto affiorare tele di rara fattura della scuola di Mattia Preti, diversi bozzetti di Pietro da Cortona, tavole lignee del Guercino, di Golzius, di Pasqualotto, oltre che sculture lignee del Seicento e persino una scultura in marmo bianca ispirata ai Prigioni di Michelangelo.

Tele autentiche mescolate però anche a diversi falsi, realizzati evidentemente da falsari molto abili. Tra gli oggetti chiusi a chiave anche diverse copie di vasi etruschi, e romani contraffatti talmente bene da sembrare autentici compresa una copia del Vaso di Eufronio. Probabilmente sono stati prodotti a Roma verso la fine dell’Ottocento, quando era quasi una moda riprodurre manufatti romani o etruschi in ogni piccolo particolare. Si trattava di una abilità di alcuni maestri artigiani che ha dato vita a dei falsi talmente straordinari da avere anch’essi un mercato internazionale piuttosto fiorente.

Resta in ogni caso insoluto come quella incredibile quantità di opere d’arte sia stata accumulata e perché sia stata messa dentro a queste casse. Doveva essere trasporta altrove? E perché è stata stoccata senza clamori sotto la Cupola di San Pietro? I quadri, alcuni dei quali autentici capolavori, provengono da depositi religiosi? Un giallo dai contorni per il momento sfilacciati che attende l’arrivo di padre Gambetti per essere risolto. L’anno scorso Papa Francesco aveva dato disposizioni di aprire una ispezione interna sulla gestione della Fabbrica di San Pietro affidandola ad un ecclesiastico di sua stretta fiducia.

Il canonico don Michele Basso interpellato su questi quadri taglia corto: «Io ho donato tutto alla Fabbrica di San Pietro. Ora non sono più il proprietario. Non ne so più niente». Ma come ha fatto ad accumulare questo tesoro? Padre Michele Basso risponde affidandosi ad una immagine colorita. «È come ritrovarsi con tante scarpe nell’armadio. Alcune sono state comprate e altre sono state regalate».

di Nicola Dario

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