Diamo i Numeri! – Dati e Notizie

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Vite

Routine di Melania Trump: pilates all’alba, passeggiate coi pesi alle caviglie, sette snack a base di frutti diversi, ecc. [Rep].

«Virginia Woolf fu l’apostolo dell’indipendenza delle donne con la famosa richiesta di Una stanza tutta per sé e una rendita personale di 400 sterline l’anno per essere libera di scrivere i suoi romanzi. In realtà questa indipendenza si realizzava grazie al personale “invisibile” di casa che, per 25-50 sterline l’anno, faceva tutto: la spesa e la cucina, il rammendo e le pulizie, serviva a tavola e apriva la porta, accendeva i caminetti, rifaceva i letti, scaldava l’acqua per il bagno e il bucato, svuotava i vasi da notte e ripuliva i pozzi neri. La vita agiata della classe media superiore cui apparteneva la Woolf attraversò il passaggio dall’era delle famiglie a intenso lavoro deferente – nella casa dei genitori di Virginia a Kensington cinque domestiche fisse accudivano sette persone – alle famiglie a bassa intensità di lavoro: l’arrivo dei gabinetti moderni, dell’acqua calda corrente, del riscaldamento centrale, delle stufe elettriche e dei frigoriferi, permetteva di vivere in case più piccole o in appartamenti, dove l’abbondante personale di servizio era superfluo» [Sta].«Virginia Woolf voleva le attenzioni delle domestiche senza dover esercitare l’autorità della padrona. E Nellie Boxall, che per diciotto anni fu la sua cuoca, se ne lamentava: “Non mi tratta da serva”. In realtà Virginia Woolf dipendeva dalle sue domestiche – la cuoca e la cameriera personale Lottie Hope – più di quanto loro non dipendessero da lei. Cucinò il suo primo, semplice pasto, dopo i quarant’anni: un fatto comunque rivoluzionario per una padrona di casa del suo ceto».


Brodo
Gli svizzeri di Firmenich hanno creato un “algoritmo di definizione del gusto” capace di riprodurre l’aroma di manzo alla griglia. Grande lavoro dei cosiddetti “aromatieri”, esseri umani capaci di lavorare sui nasi digitali e perfezionarne le capacità. Aromatieri presenti in Firmenich: sette. Nel mondo: trentacinque. Firmenich – quattro miliardi di fatturato – prevede che la domanda di aromi personalizzati nell’agroalimentare raddoppierà e forse triplicherà ogni anno fino al 2023 [Scarane, ItaliaOggi].

I vermi essiccati si possono mangiare

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’Efsa, ha dato parere positivo all’uso di un tipo di verme nell’alimentazione. Si tratta delle terme della farina essiccate, scientificamente Tenebrio molitor larva. Ora per la commercializzazione di questi vermetti gialli serve l’ok della Commissione europea. «Per l’Efsa le larvette sono sicure, sia mangiate intere sia usate sotto forma di farina per produrre altri alimenti, a patto che vengano conservate correttamente e vengano limitati eventuali contaminanti nei loro mangimi. Qualche dubbio viene sollevato rispetto alle possibili reazioni nelle persone allergiche ai crostaceieagliacariperlapolvere»[CdS].

Buste paga 1)

Due delle grandi banche con le quali il presidente americano uscente ha condotto finora gran parte degli affari, la Deutsche e la Signature, hanno chiuso i conti, e hanno annunciato che nel futuro non avranno più rapporti con lui. La decisione è particolarmente gravosa per quanto riguarda l’istituto tedesco, che nel corso degli anni gli ha concesso prestiti per un totale di 2,5 miliardi di dollari. Al momento il debito ammonta a circa 400 milioni, con contratti che prevedono scadenze di pagamento nel 2023 e 2024. I mutui della Deutsche coprono le passività di grandi proprietà di Trump come il Doral Club di Miami e le Trump Tower ed Hotel di Chicago e di Washington. Il presidente ha depositi presso diverse altre banche minori, ma la Deutsche è stata quella che finora lo aveva accompagnato nelle operazioni di maggiore calibro, specialmente quelle effettuate all’estero» [Pompetti, Mess].
«Diverse dozzine delle blue chip, le maggiori aziende degli Stati Uniti, hanno reagito alla violenza di mercoledì scorso, e alla vergogna per aver visto violare il tempio della politica, con la decisione di sospendere tutti i finanziamenti, sia quelli destinati al partito democratico che a quello repubblicano. Altre, come American Express, Airbnb, Dow Chemicals, Mastercard, le società di comunicazioni AT&T, Comcast e Verizon, Amazon, General Electric e Morgan Stanley, hanno calato la scure in modo selettivo. Il loro bando ai finanziamenti colpisce il partito repubblicano, e in particolare i 120 deputati conservatori che hanno votato la notte stessa dell’assalto al Campidoglio a favore dell’obiezione voluta da Trump, che avrebbe invalidato il risultato delle elezioni» [ibidem].

Alitalia rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi dei prossimi mesi. La cassa è ormai prosciugata, la compagnia vende pochi biglietti e già in dicembre c’è stato un ritardo per il pagamento di tredicesime e stipendi. L’allarme è stato lanciato dal commissario della compagnia, Giuseppe Leogrande, nell’incontro con i sindacati.
A fine anno Alitalia ha ricevuto 73 milioni di euro di indennizzi dallo Stato per i danni causati dal crollo del traffico per il Covid.

Nei primi sei mesi del 2020 imprese e famiglie hanno subito il peggiore calo dei redditi degli ultimi vent’anni. Lo certifica la Banca d’Italia, specificando che «i redditi primari pro capite a valori correnti delle famiglie si sono ridotti dell’8,8 per cento rispetto al primo semestre del 2019, una contrazione decisamente più ampia di quelle registrate nelle fasi più acute della crisi finanziaria (-5,2 per cento) e di quella dei debiti sovrani (-3,4 per cento)». Attanagliate dall’incertezza per la pandemia, le famiglie hanno risposto alla crisi tagliando i consumi (-9,8% nella prima metà dell’anno) e per nulla rassicurate dall’imponente azione di sostegno del governo hanno triplicato il tasso di risparmio rispetto alla fine del 2019 dal 2,8 al 9,2 per cento. Ne è derivato un risparmio netto di 51,6 miliardi.
Rudy Giuliani ha presentato a Trump una parcella da 20.000 dollari al giorno. Trump ha dato ordine di non pagarlo [Sta]. «La fortuna, cioè la sfortuna, di Machiavelli in Inghilterra fu precoce e influente (lo studio di Mario Praz, Machiavelli in Inghilterra, 1962, resta capitale). Il Principe vi circolò manoscritto, nell’originale italiano, lingua famigliare agli studiosi; apprezzato da alcuni grandi, come Milton o Bacone, e vilipeso, almeno pubblicamente, da molti altri. Così Reginald Pole (Machiavelli scriveva “col dito del diavolo”) e John Donne, che lo mette di fronte a Lucifero a contendere, senza successo, il ruolo di consigliere a Ignazio di Loyola. Alla denigrazione di un Machiavelli satanico si fa (dubbiamente) risalire anche, a partire dal dramma elisabettiano, il nomignolo comune del diavolo come Old Nick, il Vecchio Niccolò. Le cui opere principali furono stampate in italiano, con falsi luoghi (Palermo, Piacenza, Roma) e fantasiosi nomi di editore, da John Wolfe negli anni 80 del Cinquecento: Il Principe nel 1584.
La prima traduzione inglese a stampa de Il Principe, a opera di Edward Dacres, venne solo nel 1640. È questa edizione, The Prince: True 1st English Edition London: R. Bishop for Wil: Hils, 1640, che la casa Mike Clum Inc. Auctions (Rushville, Ohio) mette all’asta il prossimo 24 gennaio. Il volume contiene anche La Vita di Castruccio Castracani e viene descritto (e fotografato) completo delle /12/, 305, /5/ pagine, compreso l’errore della pagina 137 numerata come 173. Legatura originale “o almeno d’epoca” in vitello marrone, “edizione rara e da collezione di un libro che si può ragionevolmente dire abbia cambiato il mondo. Condizione: pulita e completa, con alcuni angoli della pagina girati e quella che sembra essere stata una goccia d’acqua che ha colpito il bordo superiore, lasciando una piccola macchia chiara nel margine superiore di alcune pagine. Iscrizione del proprietario precedente (Charles Forster His Book 1764) sul retro dell’ultima pagina. Firme di proprietà di John Hodgson e John Gardiner sul frontespizio”. Naturalmente il dettaglio più ghiotto è il prezzo. La valutazione del venditore è fra i 30 e i 40 mila dollari. La base di partenza è a 10 mila dollari. Buona rivalsa per il Vecchio Nick. Tuttavia nel momento in cui scrivo, ma c’è tempo, non risulta ancora alcuna offerta» [Foglio].

«Il mercato mondiale dell’arte vale circa 64 miliardi di dollari, equivalenti a circa 52 miliardi di euro. Questa la stima indicata da Gregorio De Felice, head of research e chief economist di Intesa Sanpaolo, nella conferenza Il valore dell’investimento in arte, organizzata dall’Istituto. L’attore principale del mercato globale dell’arte sono gli Stati Uniti, dove avvengono il 40% degli scambi. In seconda posizione si colloca la Gran Bretagna mentre un ruolo di crescente importanza se lo sta ritagliando la Cina. L’Italia muove all’incirca l’1% del mercato globale dei beni artistici. Secondo l’analisi i collezionisti hanno un’età media di poco superiore ai 58 anni, prevalgono gli uomini (75%) rispetto alle donne, sebbene negli ultimi anni il collezionismo al femminile sia cresciuto notevolmente. Gli investitori italiani risiedono per il 70% nelle regioni del Nord, sono laureati, in prevalenza imprenditori, liberi professionisti, o dirigenti d’azienda. Il 94% colleziona arte contemporanea. L’attenzione dei collezionisti è sempre più rivolta agli artisti del secondo dopoguerra, con focus sugli artisti viventi» [CdS].

Bukowski
Bukowski scriveva fino a notte fonda tutte le sere dalle 18.18, ora di timbratura del cartellino del suo ex lavoro impiegatizio all’ufficio postale [La Lettura].

Ricchi
«Il fenomeno sociale alla base della crisi americana è la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi amministratori delegati delle più grandi banche, società tecnologiche e società industriali. L’esercito di amministratori è la nuova oligarchia americana, il vero nucleo di potere del sistema. Dal 1980, la retribuzione media di un amministratore delegato è cresciuta del 940 per cento, mentre quella del lavoratore medio americano del 12 per cento. Oggi il 20 per cento della ricchezza totale americana è in mano allo 0,1 per cento più ricco – un gruppetto di miliardari che corrisponde a circa 160 mila famiglie americane.
Nel saggio Il Sistema (in uscita il 21 gennaio da Fazi) la competizione politica in America non è più tra repubblicani e democratici, ma tra democrazia e oligarchia, dove la prima è rappresentata dal 90 per cento della popolazione mentre la seconda dal gruppo di pochissimi (0,1 per cento) potenti Ceo. Il rimanente 9,9 per cento, fatto da persone con una ricchezza netta superiore al milione di dollari, rappresenta invece i “guardiani del potere”, un esercito di professionisti, avvocati e manager che ha studiato nelle migliori università e lavora per tutelare gli interessi degli oligarchi. La classe media americana non esiste praticamente più» [ Sta].

Finanza
Il bitcoin, venerdì scorso, è arrivato a 41.530 dollari, +1000% sulla quotazione del 30 marzo, cioè tutti i bitcoin esistenti valgono adesso 750 miliardi, più del Pil del Messico. Nello stesso momento un’azione Amazon, che il 30 gennaio 2020 valeva 1.870 dollari, viaggia ormai sopra i 3.300 dollari

Clamorosi
L’altezza media dei maschi olandesi è di 182,5 centimetri, mentre la “olandesina” media è alta 168,7 centimetri. La popolazione del paese è la più alta del mondo. Supera di parecchio perfino gli americani, alti mediamente 177,1 centimetri gli uomini e 163,5 centimetri le donne. La crescita è recente. A metà del XIX secolo gli olandesi medi erano più bassi di quasi 20 centimetri. Il fenomeno è comunemente attribuito ai miglioramenti sanitari e all’iper-consumo di latticini [Foscale, In Fact

Buste paga 2)

Secondo il campione analizzato, il regime siriano avrebbe ricevuto, per il rilascio delle 250mila persone che si stima siano state arrestate fino ad oggi, circa 900 milioni di dollari dalle loro famiglie. Per la promessa di poter visitare in carcere le 100mila vittime di sparizioni forzate, la cifra supera i 19 milioni: 2.507 dollari in media a persona. Il totale versato a funzionari corrotti e intermediari per ottenere informazioni, supera i 90 milioni.
Una strategia per schiacciare gli oppositori, ma anche un mezzo per finanziare l’apparato di controllo sui civili attraverso un sistema di estorsioni, alimentato dalla manipolazione dei social e delle informazioni. È quanto emerge dal report Forcibly Disappeared in Syrian Detention Centers elaborato da Association of Detainees and the Missing in Sednaya Prison [Avvenire].
Damasco è in testa alle città in cui avvengono le sparizioni, seguita da Idlib, Aleppo ed Homs

«I suoi genitori si aspettavano l’exploit artistico?

Ma no! Dopo il diploma da geometra mi hanno assunto alla Montedison di Montecatini. Non mi piaceva. Un giorno litigo con il capoufficio. Me ne vado, papà incazzatissimo (ride). Passa il tempo e il capo della sede mi convoca: “Da noi non se n’è mai andato nessuno: le dispiace se ufficialmente la licenziamo?”. “Cosa comporta?”. “Se va via lei ha diritto alla metà della liquidazione; se la colpa è nostra l’otterrà per intero”. Così ho gridato: “Licenziatemi!”» [Lino Patruno Fatto].

Ristori anche per la scuola? Ai  microfoni di Uno Mattina, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato che dei 25-30 miliardi del prossimo scostamento di bilancio, vorrebbe vederne almeno 250 milioni destinati al mondo della scuola. Il ministro li ha chiamati «ristori formativi». Servirebbero a finanziare tre cose: corsi di recupero per gli apprendimenti persi a causa di troppa didattica a distanza; corsia preferenziale per i tamponi a studenti e docenti; supporto psicologico ai ragazzi provati dalla pandemia.
A Milano una quarantina di studenti hanno occupato il cortile del liceo classico Manzoni in segno di protesta «per ribadire il nostro dissenso contro le continue decisioni e promesse fasulle» sulla scuola. Nel pomeriggio, nonostante gli appelli della preside Milena Mammani, metà di loro hanno deciso di passare la notte nell’istituto.

Animali

Animali e Islam

In rete il giornale islamico La Luce avverte che per i musulmani esiste ancora una «doverosa distinzione fra cane e gatto». Un cane – ricorda – fece la guardia ad alcuni dormienti nella grotta (Sura della caverna). È ammessa la possibilità di tenere un cane, per esempio come pastore. Ma mai in casa, «per ragioni spirituali, per ragioni di igiene e perché il suo odore scaccia gli angeli. Le buone azioni di chi tiene un cane in casa diminuiranno ogni giorno di un qeeraat» [ Giornale].

Animali e ebrei

Il rabbino Vittorio Robiati Bendaud, coordinatore del tribunale rabbinico del Nord Italia: «Quando si torna a casa, prima si dà da mangiare agli animali, che dipendono da noi, e solo dopo mangiano le persone». Di più: «Ci si dovrebbe cibare solo di frutti della terra e degli alberi. Come ideale, l’umanità avrebbe il vegetarianesimo. Solo dopo il Diluvio viene concessa come deroga la possibilità di cibarsi di animali, seppure non vivi e con il minimo di sofferenza, quindi con grandi restrizioni. Per i quadrupedi, sono ammessi in definitiva solo animali che non si cibano di altri animali» [ibid].

Animali e filosofi

Cartesio, che gettò un gatto dalla finestra per scoprire se avesse paura e, quindi, un’anima [Giornale].

Animali e cinesi

La medicina cinese considera la carne di cane ottima per combattere la calura dell’estate, aiutare la circolazione del sangue, rinforzare la virilità. Quindi, lo scorso giugno, nonostante il Covid, s’è regolarmente svolto il Festival della carne di cane di Yulin, a cui accorrono, da tutta la Cina, razziatori, venditori, macellai, cuochi, ristoratori, ghiottoni e durante il quale (durata di dieci giorni) sono abbattuti migliaia di cani. Bancarelle quest’anno in periferia, dove si mostrano gabbie contenenti cani vivi o carcasse di cane appese a ganci. Nell’elenco preparato dal governo per mettere ordine nelle abitudini alimentari dei cittadini – e mai diventato legge – la carne di cane e quella di gatto non sono comprese. Nella città di Shenzen, però, il consumo di carne di cane è stato proibito [CdS].
Cani mangiati ogni anno nel mondo: 30 milioni, la metà in Cina e in Vietnam [CdS].

Animali e scienziati

L’esperimento dello scienziato russo Dmitry Belyaev ha dimostrato che in soli cinquant’anni, sotto le giuste condizioni, si possono rendere le volpi argentate quasi dei cagnolini da salotto. Belyaev, all’epoca vicedirettore di un istituto di ricerca in una gigantesca città sovietica della scienza in Siberia, ha selezionato per anni gli esemplari più docili. Dopo qualche generazione, nella popolazione sperimentale sono cominciati a emergere dei tratti fisici differenti – crani più schiacciati e musi più corti – e comportamenti tipici dei cani, come lo scodinzolare, il guaire e l’abbaiare anche in età adulta. Giorgio Vallortigara, professore di Neuroscienze a Trento: “Abbiamo idea anche del perché: si tratta di un ritardo nei meccanismi genetici delle cellule staminali, un ritardo dello sviluppo: insomma, questi animali rimangono cuccioli più a lungo. Un processo che la scienza biologica definisce ‘sindrome da domesticazione’”». [Foglio].

Animali e tennisti

A Bologna un anno si presentò in campo in pigiama: conferma?
«Sì, era un torneo indoor, al Palazzo dello Sport, il basket doveva giocare alle 15 così misero in campo me e Tomas Smid alle 11. Spiegai che a quell’ora io di solito facevo colazione…».
Al Foro Italico invece buttò un gatto nero in campo per far arrabbiare il suo amico Panatta.
«Sì, sapevo che Adriano era superstizioso. Il problema fu trovarlo, il gatto: il custode me ne portava di bianchi, di grigi, di rossi, io gli dicevo: “no, no, lo voglio nero…”. Ci volle una settimana» [Ilie Nastase Sta].

Animali e attrici

L’animale che Angelina Jolie aveva da bambina è decisamente insolito: «Sono cresciuta in un appartamento piccolo, non potevo tenere un cane e in famiglia qualcuno era allergico ai gatti. Avevo un’iguana, Vladimir, che adoravo. Si metteva sulla mia spalla e sulla testa quando facevo i compiti e… sì, ci comprendevamo molto bene» [Finos, Rep].

Animali e attori

Che marito pensa di essere?
«Bravo. Dopo 40 anni, Silvia e io ci amiamo ancora e ridiamo come al liceo, felici di invecchiare insieme».

E che padre è?

«Molto affettuoso, una chioccia. Ora che Brando e Maria Rosa sono fuori di casa, abbiamo 12 cani. Dormono con noi». [Christian De Sica, Mess].
Clamoroso 2)

Commenti su Facebook alla notizia del passaggio di Roberto Saviano al Corriere della Sera (tutti negativi): 4.200 [Libero].

Il buco dell’ozono antartico del 2020 si è chiuso alla fine di dicembre «dopo una stagione eccezionale a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell’atmosfera». Lo comunica l’organizzazione mondiale della meteorologia (Omm-Wmo) ricordando che era cresciuto rapidamente da metà agosto scorso, raggiungendo il picco di circa 24,8 milioni di chilometri quadrati il 20 settembre, diffondendosi su gran parte del continente antartico.
L’Omm ricorda che «è stato il buco più duraturo e uno dei più grandi e profondi dall’inizio del monitoraggio 40 anni fa». Questo buco è stato provocato da un vortice polare forte, stabile e freddo e da temperature molto fredde nella stratosfera (lo strato dell’atmosfera tra circa 10 km e circa 50 km di altitudine), gli stessi fattori meteorologici che hanno contribuito al buco dell’ozono record nell’Artico del 2020. Una situazione in contrasto con il buco dell’ozono antartico insolitamente piccolo e di breve durata che c’è stato nel 2019.
«Le ultime due stagioni del buco dell’ozono dimostrano la sua variabilità di anno in anno e migliorano la nostra comprensione dei fattori responsabili della sua formazione, estensione e gravità», ha affermato Oksana Tarasova, capo della divisione di ricerca sull’ambiente atmosferico dell’Omm.

Intelligenza artificiale

Kai-Fu Li, 59 anni, taiwanese, già ceo di Google e adesso di stanza a Pechino. Guida, attraverso più fondi partecipati dal governo cinese, 360 aziende che si occupano di intelligenza artificiale. Dice che l’intelligenza artificiale non distruggerà tanto posti di lavoro operai quanto posti di lavoro occupati da colletti bianchi. La sua previsione è che in una decina d’anni scomparirà nel mondo circa il 40% dei posti di lavoro attuali. Ne saranno creati degli altri, anzi tendenzialmente saranno recuperati tutti quelli persi, e i cittadini della Terra lavoreranno meno e avranno più tempo libero. Ma è il durante che si presenta drammatico [ MF].

Alberi di Natale

Julia Georgallis, in How To Eat Your Christmas Tree, consiglia di mangiare gli alberi di Natali. Non i rami, ma gli aghi. «Ogni tipo di albero di Natale ha la sua caratteristica, la sua fragranza, il suo particolare sapore. Gli abeti, bianchi o rossi, che sono molto utilizzati in Italia, hanno per esempio una fragranza di vaniglia. L’abete Nordmann (particolarmente adatto a interpretare il ruolo di albero di Natale perché in grado di arrivare alla befana con quasi tutti i suoi aghi e senza avvilirsi più di tanto) è invece più piccante. I pini hanno un gusto più floreale, più delicato. Evitare, invece, cipressi, cedri e tassi: sono velenosi [ Mess].
«John Williams, chef del Ritz di Londra ha immaginato una crema all’Abete di Douglas, e usa gli aghi profumati e speziati per dare vigore al suo famoso purè di sedano-rapa. Anche lo chef danese René Redzepi usa da anni le deliziose conifere nel suo mondialmente noto ristorante Noma’ a Copenaghen».

Mafia
«La crisi economica e sociale creata dalla pandemia offre una grande occasione alla criminalità organizzata. Aggredisce le attività commerciali con la sua disponibilità economica. Può arruolare manovalanza a basso costo. Ed è aumentato il rischio di infiltrazione negli appalti che saranno alimentati dai fondi Ue».
Le mafie sono interessate anche a innescare la rivolta sociale?
«Abbiamo registrato un fiorire di iniziative ribelliste, che hanno origini diverse e puntano a cavalcare la crisi. Ma c’è un altro aspetto da tenere presente: quante sono le aziende che rischiano di non reggere? Sono sofferenze che potrebbero degenerare nello stesso momento» [Il generale Giovanni Nistri, comandante generale dei carabinieri, a Gianluca Di Feo, Rep].

«Ad eccitare Sciascia fu la lista di parole spagnole simili al milanese che Manzoni si era divertito (nel 1843?) a estrarre dal Don Chisciotte. A trascriverla fu il cognato Giuseppe Borri: finca, papeletta, adeal, barador, balandra, tejar… e – colpo di scena sciasciano! – mafia, ma con lo strambo significato di «astuzia, malizia». A lungo inseguendo questa bizzarria manzoniana, Sciascia chiese aiuto persino al popolo spagnolo con un appello sul Paìs. Ma nel Don Chisciotte nessuno ha mai trovato la parola “mafia”. Era un refuso del proto: non mafia ma maña» [Rep].

 Amori

In un’intervista di qualche anno fa ha scritto che 100 colpi di spazzola 2, se mai, lo scriverà quando avrà settant’anni. Lo pensa ancora?

«Se le cose continuano così, forse nemmeno a ottanta. A me di fare esperienze sessuali non frega più niente: sono per il sesso coniugale e basta, e in fondo lo sono sempre stata, anche quando ero più libertina. Soprattutto, non mi interessa più parlarne, men che meno scriverne».
Ma com’è possibile che il sesso è diventato indifferente a tutti? Anzi, è persino un peso.
«Non credo che sia indifferente a nessuno, ma che stiamo finalmente riuscendo a stabilire almeno un principio di realtà: non è il sesso che muove il sole e le altre stelle. Non è un caso che i primi a manifestare il distacco dalla carnalità siano stati i maschi, che per secoli, anzi praticamente da sempre, sono stati obbligati a mostrarsi continuamente eccitati, desideranti. Ora che finalmente la virilità non coincide con l’appetito sessuale, le cose si stanno riequilibrando. Io sono per la libertà sessuale, che è stata confusa con la promiscuità e invece ha a che fare solo con questo: la possibilità di scegliere di non farsi determinare dalla sessualità».
Quando aveva quindici anni lei, però, non era così.
«Il sesso era un mezzo essenziale per avere a che fare con gli altri ed era ancora molto legato all’amore, che a sua volta era legato alla stabilità, alla responsabilità, ai ruoli. Tutte cose che ora sembra siano saltate per aria ma che, forse, stiamo semplicemente rielaborando. Io comunque non faccio testo: a quindici anni sognavo di avere una famiglia».
Lei è sicura di sapere cosa desidera?
«Non mi pongo il problema, perché ne ho un altro, molto più grosso e angosciante: non ho desideri» [Melissa Panarello a Simonetta Sciandivasci, Foglio].

In Naked Attraction un concorrente sceglie il suo partner in un gruppo che si presenta nudo. La telecamera mostra i concorrenti un po’ per volta: i piedi, poi il petto, poi le ginocchia, ecc, fino ad arrivare al volto e alle parti del corpo più intime. Man mano che le inquadrature procedono, il concorrente elimina quelli che non gli o le piacciono. Ne restano alla fine solo due, completamente nudi e a quel punto, prima di pronunciare il verdetto finale, anche il concorrente deve spogliarsi. Il format arriva adesso in Italia, sulla piattaforma streaming Discovery+, dal 19 gennaio [CdS].

Sudafrica e India vorrebbero il vaccino libero

«La notizia è passata quasi inosservata ma Sudafrica e India, primo produttore al mondo di farmaci generici, hanno dato l’assalto al sancta sanctorum delle multinazionali farmaceutiche: il brevetto che lascia nelle mani di big pharma il monopolio della produzione dei vaccini. Per questo i due Paesi hanno chiesto formalmente al Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, di sospendere la tutela brevettuale per vaccini e cure anti-Covid. Una mossa estrema, che potrebbe però aprire una breccia, perché l’articolo 31 dell’accordo Trips, quello che regolamenta scambi commerciali e diritti di proprietà intellettuale tra i Paesi del Wto, consente di bypassare i brevetti e concedere licenze obbligatorie per la produzione di farmaci essenziali. Magari dietro il pagamento di royalty alle aziende detentrici dei brevetti. Che del resto dall’Europa, così come da altri Stati, hanno ricevuto risorse non solo per l’acquisto delle dosi, ma anche per la ricerca e la produzione. Per un paese come il nostro, con molti siti produttivi farmaceutici, sarebbe la svolta in grado di accelerare la campagna di vaccinazione» [Sta].

Trump messo in stato d’accusa per la seconda volta
«Sono arrivati dalle 9 del mattino. Sono passati attraverso soldati accampati e nuovi metal detector per entrare in aula, le misure di sicurezza più evidenti dopo l’assalto armato al Congresso adesso trasformato in fortezza. Un unico punto all’ordine del giorno dei deputati: l’impeachment di Donald Trump, la storica incriminazione del presidente uscente per aver orchestrato e incitato una folla inferocita e armata a marciare su Capitol Hill, inneggiando alla guerra civile, al suprematismo bianco, all’antisemitismo, al linciaggio dei parlamentari. L’approvazione dell’atto di accusa è arrivata intorno alle 16:30 ora americana, con l’abbondante superamento del quorum necessario di 217 voti e tra questi almeno una decina di repubblicani, impegnati in un rarissimo gesto bipartisan per ripudiare Trump» [S24].

La vittoria di Burioni contro Le Iene

La Procura di Milano ha ordinato il sequestro preventivo dei servizi delle Iene che riguardavano Roberto Burioni. «È una cosa senza precedenti», ha esultato il virologo, che aveva presentato querela nei confronti della trasmissione televisiva di Italia 1. Lo scorso giugno, con due servizi a firma Alessandro Politi, Le Iene hanno accusato Burioni di conflitto di interessi per essere andato più volte su Raiuno, a Che tempo che fa, a spiegare come gli anticorpi monoclonali potessero essere una soluzione efficace contro il coronavirus, essendo allo stesso tempo consulente della casa farmaceutica Pomona che produce e commercializza tra l’altro anche anticorpi monoclonali. Dalle Iene hanno definito il sequestro deciso dalla procura «invasivo e censorio».

Il piano pandemico 2021-2023

Gli esperti del dipartimento prevenzione del ministero della Salute, dal maggio scorso guidata dal professor Giovanni Rezza, hanno stilato una bozza del piano pandemico 2021-2023, pensato per sostituire il piano influenzale 2006, adattato di anno in anno fino a oggi, e che sarà sottoposto alle regioni.

«Nel piano c’è la catena di comando, chi fa cosa, le fasi (allerta, interpandemica, pandemica), le esercitazioni, le scorte di farmaci e di dispositivi di protezione individuale (Dpi) fino al numero di mascherine necessario per ciascun paziente, gli obblighi di aggiornamento, le precauzioni contro le infezioni ospedaliere, la formazione del personale, i piani regionali da approvare entro 90 giorni dal via libera al piano nazionale che avverrà in Conferenza Stato-Regione, i diversi scenari possibili per i virus con R0 (l’indice iniziale di riproduzione) a 1,4, 1,7 o sopra 2, le dotazioni minime di terapie intensive e subintensive e le regole per aumentarle se necessario come è stato fatto, con ritardo, nei mesi scorsi. Ci sono i principi di solidarietà, di salvaguardia dell’economia e di proporzionalità nelle misure di contenimento» [ Fatto].

Recovery
di Enrico Marro

Corriere della Sera

Il Recovery plan, approvato l’altra notte con l’astensione di Italia viva, è stato scritto e riscritto più volte da quando, il 7 dicembre, figurava per la prima volta all’ordine del giorno del consiglio dei ministri. Un mese di intenso lavoro tecnico e di continuo tira e molla nella maggioranza. Alla fine, il documento arrivato nel consiglio dei ministri è molto diverso sia dalla bozza iniziale sia da quella più dettagliata del 29 dicembre. Si tratta di 172 pagine, che descrivono i programmi di spesa con i quali il governo chiederà alla commissione europea i 209 miliardi di euro destinati all’Italia tra prestiti e trasferimenti nel periodo 2021-2026 nell’ambito del progetto Next generation Eu per rilanciare l’Unione dopo la pandemia.
Per accogliere le tante richieste di modifica e di aggiunta di investimenti previsti nella bozza del 29 dicembre i tecnici dell’Economia hanno allargato la torta. E così al piano iniziale che faceva riferimento solo ai 196 miliardi del Recovery fund in senso stretto si sono aggiunti una fetta del Fcs (Fondo coesione sviluppo) e i 13 miliardi del React Eu per l’emergenza Covid, portando il totale a 223 miliardi. Che a loro volta sono stati integrati con circa 7 miliardi dai fondi strutturali europei e da 80 miliardi di risorse programmate per il 2021-26 dal bilancio nazionale (per esempio i 30 miliardi per il Family act e i 24 per la decontribuzione al Sud) per un totale che, in una tabella allegata al piano, arriva a 310 miliardi.
Così gli appena 9 miliardi assegnati inizialmente alla «Salute» e che avevano scontentato non solo il leader di Italia viva, Matteo Renzi, ma anche gli altri partiti, sono diventati, tutto compreso, 20,7 di cui 7,9 destinati all’Assistenza di prossimità e alla telemedicina (3 miliardi in più) e 12,8 all’Innovazione, ricerca e digitalizzazione (quasi 9 miliardi in più). Nel capitolo «Digitalizzazione, Innovazione, competitività e cultura», che da solo vale 46,2 miliardi (più 11 di programmazione di bilancio), 5 miliardi in più vanno alla voce Cultura e Turismo, che sale da 3 a 8. Spuntano poi 6 miliardi alla voce «valorizzazione del territorio e efficientamento energetico dei comuni» per accogliere una precisa richiesta di Renzi. E ci sono circa 5 miliardi in più per l’alta velocità ferroviaria, in particolare nel Mezzogiorno. Molto cresciute anche le risorse che verranno chieste all’Europa per l’«Istruzione e ricerca», che passa dagli iniziali 19 miliardi a 28,5. Sei miliardi in più vanno a «Potenziamento delle competenze e diritto allo studio» (da 10,7 a 16,7 miliardi) e tre miliardi in più alla voce «Dalla ricerca all’impresa». Insomma, più soldi ai giovani e alla ricerca. Cresce di quasi 10 miliardi il capitolo «Inclusione e coesione», che ora vale 27,6 miliardi (al netto del risorse del bilancio nazionale), di cui 12,6 per le «Politiche per il lavoro».
La parte del piano dedicata agli investimenti è salita fino al 70% delle risorse che verranno chieste a Bruxelles. Questo consentirà di avere un impatto maggiore sulla crescita del Pil (si stimano tre punti in più fino al 2026). È stata ridotta invece la parte dedicata agli incentivi, ai bonus ai microprogetti. I circa 223 miliardi che verranno chiesti all’Europa (compresi i 13 del React Eu) si suddividono in sei macro capitoli: 68,9 miliardi per la Rivoluzione verde, 46,2 per la Digitalizzazione, 32 per le Infrastrutture, 28,5 per Istruzione e ricerca, 27,6 per Inclusione e coesione, 19,7 per la sanità.
Il nuovo testo non risolve la questione della governance, quella sulla quale era cominciato un mese fa lo scontro con Renzi. «Il governo – si legge – presenterà al Parlamento un modello di governance che identifichi la responsabilità della realizzazione del Piano, garantisca il coordinamento con i ministri competenti a livello nazionale e gli altri livelli di governo, monitori i progressi di avanzamento della spesa».

Enrico Marro

 

 

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