Diamo i Numeri! – Dati e Notizie

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Clamorosi
Italiani che fanno volontariato: sette milioni.
[CdS]

Su nove milioni di abitanti di Qingdao, città cinese occidentale, oltre 7,5 milioni sono stati sottoposti a test anti-Covid in tre giorni. Nessuno è risultato contagiato. La campagna a tappeto è iniziata dopo che nel fine settimana scorso sono emersi alcuni casi positivi.

Da ieri il Venezuela è entrato in una quarantena «radicale» che durerà fino a domenica. Il sistema di gestione della pandemia progettato dal governo di Nicolás Maduro è stato chiamato «7 + 7» e prevede una settimana di apertura seguita da una di chiusura.

«Un sondaggio di Euromedia Reserach (Alessandra Ghisleri) testa le possibilità di Calenda, in corsa col suo partito e non con la coalizione di centrosinistra. Calenda batte la Raggi per 22,2 a 16,9: Oltre a superare la Raggi batte anche il candidato di centrosinistra se fosse Fabrizio Barca: Barca al 16,3 e Calenda al 22,2. La Meloni in questo schema è al 44,6. Più forte di tutti, ma come è noto non ha intenzione di candidarsi. Come andrebbero le cose a Roma se a correre fossero: Giletti (centrodestra), Raggi, Barca e Calenda? Il giornalista di Non è l’Arena al 31 per cento, il leader di Azione al 26,5 in seconda posizione (ballottaggio Calenda-Giletti!) e dietro la Raggi (23,1) e Barca (19,4). Ultimo specchietto: Tajani candidato del centrodestra vince con il 30,3, secondo Calenda con il 27,3, la Raggi al 22,7 e ultimo Barca (19,7). Morale del sondaggio? Calenda arriva al ballottaggio quali che siano gli altri candidati».
[Mess].

Boris Johnson ha dichiarato guerra al grasso, pizzerie e simili sono obbligate a ridurre del 20% le calorie, quindi si servono adesso pizze dimezzate e quasi senza sale. Secondo Johnson, una pizza delle loro vale 2.300 calorie.
[Mess].

L’indebitamento totale negli Stati Uniti, quando al governo centrale si sommano autorità locali, imprese e consumatori, ha raggiunto i 64mila miliardi di dollari, il triplo del Pil. Più in dettaglio, le famiglie americane sono appesantite da oneri per oltre 15.000 miliardi mentre le società non finanziarie hanno sulle spalle quasi 11.000 miliardi di obbligazioni e prestiti, che salgono a oltre 16.000 quando si considerano tutte le formule di indebitamento del business. È questo debito di famiglie e aziende che minaccia di togliere ossigeno, negli Stati Uniti, a una ripresa già scossa da segni di affaticamento.
[Sole].

Nel 2018 “l’economia non osservata” (sommersa e illegale) ammontava a 211 miliardi euro, l’11,9% del Pil. Sembra enorme, ma è meno tre miliardi rispetto al 2017 (Istat).
[Dagospia].

Nel deserto africano ci sono quasi due miliardi di alberi.
[BusinessInsider]

Nel primo semestre di quest’anno le farmacie hanno fatturato per un totale di 11,6 miliardi, cioè meno 3,3% rispetto all’anno scorso. Prodotti meno acquistati durante il lockdown: gli antibiotici (-25%), i farmaci per le disfunzioni erettili (crollati).
[Sole].

I rider di Uber Eats erano schiavizzati

Sono state chiuse le indagini sulla filiale italiana di Uber Eats, i cui manager sono accusati di caporalato, dopo che gli inquirenti della procura di Milano hanno rivelato che i rider venivano «pagati tre euro l’ora», «depauperati delle ritenute d’acconto che venivano operate ma non versate» e sottoposti «a condizioni di lavoro degradanti, con un regime di sopraffazione retributivo e trattamentale». Le parole sono del sostituto procuratore Paolo Storari che, nell’avviso di chiusura indagini, ha riportato alcune frasi delle intercettazioni che a luglio hanno portato al commissariamento dell’azienda Uber Italy. ​Ad esempio la manager Gloria Bresciani, una dei dieci indagati, parlando con un dipendente: «Davanti a un esterno non dire mai più “abbiamo creato un sistema per disperati”. Anche se lo pensi, i panni sporchi vanno lavati in casa e non fuori»

Un milione di posti di lavoro a rischio

La Cgil dice che, se davvero al 31 dicembre, il blocco dei licenziamenti non sarà confermato, si rischia l’uscita dal mondo del lavoro di un milione di persone. Il governo pensa di risolvere la questione potenziando «gli ammortizzatori sociali nella legge di bilancio e di inserire altre 18 settimane di cig covid dal 1° gennaio, da utilizzare anche retroattivamente per chi rimane scoperto tra novembre e dicembre: un’operazione da 5 miliardi di euro destinata ai settori più colpiti dalla crisi come la ristorazione, il turismo, le fiere e la moda. Il capitolo sul lavoro sarà uno dei più corposi, tanto che il menu della manovra prevede la conferma del bonus 100 euro per i redditi fino a 40 mila; il rinnovo della decontribuzione del 30% nel Mezzogiorno e gli incentivi triennali per l’assunzione dei giovani».
[Monticelli, Sta].

«Le nuove pensioni non subiranno gli effetti della caduta del Pil, precipitato verso il basso negli ultimi mesi sotto la spinta dell’emergenza innescata dalla pandemia. È stata la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo in persona a garantire ai sindacati nell’incontro di ieri mattina che nella manovra sarà prevista una misura per sterilizzare gli effetti negativi del Prodotto interno sulla rivalutazione del montante contributivo. In attesa di affrontare il prossimo anno lo scoglio del “dopo-Quota 100».
[Sole]

Giù e su
Francis Ford Coppola e Mario Puzzo discutevano la sceneggiatura del Padrino in casa Coppola, ma a volte se ne andavano a lavorare in un palazzo nei cui sotterranei c’era una bisca. Puzo amava le mozzarelle, le salsicce, i cannoli e il gioco d’azzardo, quindi ogni tanto andava di sotto a giocare. E diceva: «Perdo migliaia di dollari giù e ne faccio milioni di sopra».
[Fatto].

Arabo
«Nelle grammatiche delle lingue semitiche, dell’arabo, i verbi si coniugano cominciando non dalla prima persona ma dalla terza. Il verbo amare, per esempio si enuncia così: egli ama, tu ami, io amo. Dunque la prima persona è l’ultima ad essere presa in considerazione».
[Avvenire].

Numeri

Numeri relativi al trasporto aereo:
2/3: la percentuale di aerei parcheggiati negli hangar o nelle piste vuote o negli spazi appositi del Nevada. La Swiss viaggia al 15% della sua capacità, British Airways al 22%, Iberia al 25%, Alitalia al 41%
18: le compagnie aeree che hanno portato i libri in tribunale (tra queste Virgin Atlantic, Air Mauritius, South African Airways, Latam ecc.)
47%: il calo del traffico aereo al 31 dicembre 2021
63%: il numero di aerei che rispetto all’anno scorso non sono partiti dagli scali italiani in settembre
66%: il calo dei passeggeri rispetto all’anno scorso
83%: la flessione dei voli domestici
92%: il calo delle rotte internazionali
93%: la flessione dei voli intercontinentali
99%: il numero di aerei che non sono partiti dagli scali italiani in aprile
7.000: i dipendenti Alitalia che saranno messi in cassa integrazione
10.000: i dipendenti degli aeroporti messi in cassa integrazione
67.123: gli aerei che si sono alzati da terra lo scorso 6 ottobre, il 41% in meno rispetto all’anno scorso e duemila in meno rispetto a fine settembre
100.000: i posti di lavoro tagliati finora dalle compagnie aeree
2,37 milioni: le perdite al giorno di Alitalia
65 milioni: il numero di persone che lavorano nell’industria aerea
423 milioni: le perdite di Alitalia nel primo semestre 2020
1,3 miliardi di euro: i mancati incassi, nel primo semestre, degli aeroporti italiani
3 miliardi di euro: la somma dei contribuenti impegnata dal governo per salvare Alitalia
84 miliardi di dollari: perdite delle compagnie aeree quest’anno
123 miliardi di dollari: gli aiuti pubblici stanziati dagli stati per salvare le compagnie aeree
345 miliardi di dollari: i mancati ricavi delle compagnie aeree causati dalla pandemia
[Affari&Finanza].

Prezzi
20.000 euro: prezzo per un cucchiaino di storione bianco
143.000 euro: prezzo pagato a un’asta del 2007 per un tartufo bianco di 750 grammi
558.000 euro: prezzo pagato per una bottiglia di Borgogna Romanée-Conti del 1945 venduta nel 2018 ad un’asta di rossi
843.000 dollari: prezzo pagato nel 2018 per una rarissima bottiglia di whisky The Macallan 1926, vecchio di 60 anni, dunque del 1866, con etichetta di Sir Peter Blake
3,1 milioni di dollari: prezzo pagato da Kiyoshi Kimura, amministratore delegato della catena di sushi Sushi-zanmaihe, per un tonno da 278 chili alla famosa asta del pesce di Tokyo (gennaio 2019)
[CdS].

Costi
Costo di un voto (in dollari) sostenuto dai vari candidati alla Casa Bianca (calcolo di Quartz, che ha diviso le somme spese per il numero di voti ottenuti):
5,5: Bush nel 2000
5,8: Trump nel 2016
8: Bush nel 2004
12,8: Obama nel 2012
13: Obama nel 2008
A un mese dal D-Day, Trump e Biden hanno speso 350 milioni a testa. Il costo totale delle elezioni di quest’anno sarà di 10,8 miliardi. «vince chi ha più soldi o è il vincitore che attrae i finanziamenti? Secondo Richard Lau, professore di scienze politiche alla Rutgers University, il denaro si riversa sul candidato che ha più chance di andare alla meta» [www.corriere.it].

Buste paga

I bond cinesi in dollari, offerti ieri agli investitori americani, hanno segnato un boom di richieste: 27 miliardi. Pechino, unica potenza a chiudere il 2020 con il Pil in rialzo, si è accontentata di piazzarne per 6.
[Sole].

Il Nibub, un istituto nazionale portoghese che fornisce informazioni e consigli di carattere finanziario per famiglie, ha stimato che lo smart working costa al lavoratore 2 euro al giorno: 70 centesimi di caffè o thè, un po’ più di un euro al giorno per il riscaldamento e 0,025 euro di carta igienica. Non sono  stati calcolati i costi di computer, telefoni o altri strumenti più propriamente lavorativi perché quelli dovrebbero già essere previsti per chi lavora da casa.
[ibid.]

Una copia della prima collezione di opere teatrali di William Shakespeare è stata battuta mercoledì da Christie’s a New York per 9,97 milioni di dollari,. È un nuovo record per un’opera letteraria. La raccolta, nota come First Folio, fu stampata nel 1623 e fu compilata da due cari amici del Bardo, John Heminge e Henry Condell.  Contiene 36 opere [Agi].
Diversi libri hanno avuto prezzi più alti, come il Codex Leicester di Leonardo De Vinci, che Bill Gates ha acquistato per 30,8 milioni di dollari nel 1994. Ma mai tutti quei soldi sono stati sborsati per un’opera letteraria.

Stipendio mensile di Robinho, tornato al Santos a 36 anni: 230 euro al mese.
[Ansa]

La Cassazione vuole sei milioni da Tiziano Ferro, non solo perché ha evaso il fisco, ma anche perché, essendo un personaggio pubblico, ha un dovere maggiore, rispetto agli altri contribuenti, di tenere una condotta etica.
[Rizzo, Rep]

L’evasione fiscale e contributiva sfiora da anni i 110 miliardi l’anno

Buzzi (Mafia capitale) va in televisione a pagamento, 2.000 euro da Discovery, poi ne ha rifiutati 500 da Formigli. Da Giletti però è andato gratis.
«Ma come fa Giletti a ottenere gratis quello che Formigli non è riuscito ad avere per 500 euro?
Perché Giletti è un uomo libero. È uno che se La7 gli rompe le scatole prende e se ne va a Mediaset.  Non è uno legato a catena come Formigli. Non so se me stai a capi’. E poi io con Giletti ci ho parlato. Giletti mi ha corteggiato. Quando te scopi una donna prima la devi corteggia’. Ecco un’altra metafora mia: “Prima di incularmi baciami sul collo, che fai mi inculi a freddo?”. Giletti mi ha convinto».
[Foglio]

«Secondo fonti vicine ai negoziati sentite dal Foglio, il governo ha pagato in totale sei milioni di euro per liberare Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio, due italiani rapiti in Niger e rilasciati giovedì scorso in Mali. Gli ostaggi erano nelle mani della divisione di al Qaida che infesta la regione del Sahel con la sigla Jnim e riesce a muoversi con facilità da un paese all’altro attraverso frontiere che in certe aree esistono soltanto sulla carta. I negoziati sono stati abbastanza rapidi grazie al fatto che il 25 marzo il gruppo terrorista ha rapito un famoso politico del Mali, Soumaila Cissé – ex ministro delle Finanze e candidato a diventare presidente – durante la campagna elettorale. Questo ha creato in meno di un mese una connessione tra il governo del Mali e i sequestratori e a questo contatto si sono attaccate le trattative per altri ostaggi: la francese Sophie Petronin, un’operatrice umanitaria rapita nel 2016, e i due italiani.

Un emissario di al Qaida ha mandato una lista di duecento nomi di detenuti nelle carceri del Mali da liberare in cambio dell’ostaggio francese e del politico maliano (per quest’ultimo hanno voluto anche denaro). A negoziare per gli italiani c’erano gli uomini dell’Aise, i servizi segreti per l’estero, che in questi anni hanno costruito una rete di contatti molto estesa – l’attuale direttore, Giovanni Caravelli, si è occupato della liberazione di Silvia Romano in Somalia. Le autorità del Mali hanno liberato 180 detenuti, sabato 3 e domenica 4 ottobre, e secondo il giornalista francese Wassim Nasr tra loro ci sono soltanto tre jihadisti importanti. Molti altri fra i liberati sono prigionieri qualsiasi, hanno connessioni deboli o casuali con il gruppo terrorista, e la loro liberazione è una mossa politica da parte di al Qaida per ingraziarsi la popolazione».
[Foglio]

Si legge nel comunicato di viale Mazzini emesso dopo l’ultimo cda che la posizione finanziaria netta della Rai «risulta negativa per 275,9 milioni di Euro (- 239,1 milioni al 30 giugno 2019)», che «l’indebitamento finanziario di Gruppo registrerà, per effetto della contrazione dei ricavi, una ulteriore crescita, rimanendo comunque su livelli di sostenibilità». «Leggero utile (4,8 milioni di Euro)» per il Gruppo, «in lieve miglioramento» rispetto ai 3,3 del precedente esercizio. Ma per il 2020 si prevede una «perdita di esercizio, ancorché su un livello più contenuto rispetto alle previsioni iniziali».
(Sole)

«Il 42enne Valentino Rossi in pista non corre più veloce come un tempo ma negli affari sfreccia e intende continuare a farlo anche con una scuderia tutta sua. In passato Rossi è stato proprietario di Area 46 (cancellata dal 13 gennaio 2015), Domus Mea srl (cancellata dal 22 dicembre 2017) e Agv, confluita il 1° gennaio 2017 per incorporazione nella vicentina Dainese, leader nell’abbigliamento per motociclisti. Chiusi questi capitoli (così come quello con l’Agenzia delle entrate fiscale attraverso una transazione di 35 milioni di euro nel 2008), Rossi si concentra sul presente. L’ultima società tutta sua – la Vr|46 Racing apparel (Vr rappresenta l’acronimo delle sue iniziali) – è stata costituita l’8 ottobre 2012. Il bilancio 2018 si è chiuso con un fatturato di 18.260.581 euro e con un utile di 1.280.705,66 euro interamente destinato al fondo di riserva straordinaria. Adesso Valentino vuole gestire un team di moto Gp di sua proprietà. A questo scopo avrebbe comprato i diritti della Esponsorama racing, che corre in MotoGp con il nome di Ducati Avintia. Sarebbero già stati scelti i due piloti: Enea Bastianini e il fratello Luca Marini».
[idem]

I club di Serie C finiscono sempre in rosso (non ci sono eccezioni) mediamente per un milione e 600 mila euro. Il costo maggiore è quello degli stipendi dei calciatori, 55 mila euro annui lordi di media, incidenza dell’80% sul valore di produzione (in Serie A gli stipendi incidono del 50% e in B del 54%). «in categoria ci sono due tipi di contratto: per i giovani di serie (quest’anno i 2001) c’è l’addestramento tecnico il cui minimo è 10.600 euro lordi, per i professionisti invece il minimo federale va dai 20.200 euro (fino al 23 anni) ai 26.600 lordi (dopo i 24). Per il massimo, ovviamente, non c’è limite: il picco lo tocca Mirco Antenucci del Bari che sfiora il milione, gli altri sono ben staccati e nessuno supera i 500mila euro».
[GdS]

Dei 5.890 milioni di euro messi a disposizione degli interventi per il dissesto idrogeologico dagli accordi di programma del 2010 in avanti, le regioni hanno speso a oggi solo il 26,3% (1.531 milioni)

Raffaele Sollecito, assolto in Cassazione dall’accusa di aver sgozzato a Perugia Meredith Kercher, è senza lavoro e deve ancora pagare 300 mila euro di parcelle agli avvocati.
[Rep]

L’appannaggio di re Guglielmo d’Olanda cresce del 5% l’anno e nel 2021 ammonterà a un milione di euro per le spese personali e a 5 milioni per le necessità della casa reale. La principessa Amalia, che ha anche il titolo di principessa d’Orange, da quando compirà 18 anni nel 2022, avrà diritto a 296 mila euro annuali. Studia in un ginnasio, e il sito della casa reale elenca i suoi hobby: equitazione, hockey, canto, pianoforte. Il premier Mark Rutte, che ha uno stipendio di 170 mila euro l’anno, ha fatto capire che gli appannaggi reali saranno tagliati entro dicembre.

Amori

«In una celebre scena dei Blues Brothers, Jake (John Belushi) incontra la sua ex fidanzata. Il luogo dell’incontro, una fogna, non è particolarmente romantico. Ma il problema principale di Jake è un altro: la fanciulla imbraccia minacciosamente un fucile d’assalto M16, e vuole spiegazioni sul perché Jake l’ha lasciata sola all’altare nel giorno delle nozze. Jake se la cava così: “Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia!”».  [Vladimiro Giacchè, Titanic Europa Alberti Editori].

In Cina durante la Settimana d’oro, dal 1° al 7 ottobre, si sono celebrati seicentomila matrimoni. Novantanove le cerimonie nuziali a Wuhan.

Mani
«Lavarsi le mani, un gesto semplice che ha cambiato però il cammino della medicina. A intuirlo a metà Ottocento un medico ungherese, Ignaz Semmelweis (1818–1865), che scoprì l’origine della febbre puerperale, frequente causa di morte per le donne dopo il parto. Nell’ospedale di Vienna dove lavorava vi erano due reparti: uno gestito dai medici, l’altro dalle ostetriche. Nel primo vi era una mortalità assai alta (oltre il 10 per cento), mentre nell’altro i decessi erano solo dell’1 per cento. La causa: medici e studenti andavano in sala parto e in corsia immediatamente dopo aver eseguito autopsie sulle donne decedute senza nessuna particolare procedura di pulizia delle mani, cosa che non accadeva alle ostetriche che non eseguivano dissezioni cadaveriche. Ecco la ragione per cui il loro padiglione presentava una più bassa mortalità. Per verificare l’esattezza di questa ipotesi, nell’estate del 1847 Semmelweis impose a colleghi e studenti di medicina di lavarsi le mani con acqua e cloruro di calcio prima di entrare in sala parto o eseguire visite sulle donne incinte. In pochi giorni il crollo di mortalità per sepsi puerperale nel reparto gestito dai medici fu impressionante, allineandosi a quello minimo dell’altro reparto. E però la “rivoluzione” del medico ungherese, nonostante l’evidenza dei risultati, non venne accettata dai colleghi e anzi fu addirittura osteggiata. Solo molti decenni più tardi, dopo gli studi di Louis Pasteur (1822–1895) sulla contaminazione batterica e di Robert Koch (1843–1910) sul ruolo dei germi come causa di infezione, la pratica del lavaggio delle mani prima di ogni procedura medica invasiva ideata da Semmelweis iniziò a diventare abituale in ambito sanitario. A proposito: l’oggetto più ricco di germi in assoluto è il manico dei carrelli del supermercato. Sono i principali ricettacoli di batteri e virus, più ancora dei corrimano di bus e metrò».
[Avvenire]

Gli uomini sono buoni

«Nel 1965 sei studenti di un severo collegio australiano erano fuggiti nottetempo con una barca rubata, intenzionati a raggiungere le Isole Figi. Nessuno di loro era esperto di navigazione. La vela si squarciò. Il timone si ruppe. Otto giorni dopo erano alla deriva. Li accolse, per modo di dire, Ata: poco più di uno scoglio, disabitato e ostile. I sei avrebbero potuto dividersi in due fazioni, cercare un leader da riverire e poi rovesciare, farsi fuori uno dopo l’altro. Invece crearono una sorta di perfetta comune. Coltivarono l’orto. Allevarono galline. Costruirono un acquedotto e una palestra in forme rudimentali. Pregarono ogni mattina e cantarono ogni sera. Se due di loro litigavano  li spedivano negli angoli opposti dell’isola e dopo mezza giornata dovevano riappacificarsi pubblicamente. Trascorsi 15 mesi, nel settembre del 1966, furono salvati. Li trovarono in buona forma fisica e mentale. Erano e sarebbero rimasti amici. Il fuoco che avevano acceso non si era spento per un solo istante».
[Rep]

Gli uomini sono buoni 1)

«Esiste, nell’oceano Atlantico, equidistante da Sudafrica e Brasile, un’isola chiamata Tristan da Cunha. I suoi 250 abitanti hanno otto cognomi: uno olandese, uno scozzese, due americani, tre britannici e infine due (Lavarello e Repetto) italiani. Sono tutti discendenti di naufraghi, avventurieri, colonizzatori falliti. Hanno sempre vissuto in pace. Pur sotto l’autorità del Regno Unito si sono dati una propria legislazione. Il valore supremo è l’eguaglianza. Spese e ricavi vengono condivisi fra tutti. Non esiste proprietà privata. Gli incarichi disponibili vengono ricoperti a rotazione. Non ci sono discriminazioni, men che meno razziali. Quando per una prevista eruzione gli abitanti furono evacuati e portati prima in Sudafrica poi in Inghilterra videro come si viveva nella presunta civiltà e scelsero (148 a 5) di tornare nel mondo alternativo che avevano creato» .

Gli uomini sono buoni?

«Nella distruzione di Dresda e nel suo annientamento nulla fu lasciato al caso. Il generale Harris, inglese, impiegò tutta la sua sagacia nel calcolare che la seconda ondata di bombardieri doveva seguire la prima, che era già stata devastante, a tre ore di distanza, se si voleva rendere totale la rovina. In quell’intervallo, infatti, le spedizioni di soccorso e le squadre anti-incendio delle città circostanti sarebbero già state all’opera nel cuore della città vittima ardente, cosicché si sarebbe annientato, con Dresda, anche quanto restava della difesa civile della Germania centrale».
[Piero Buscaroli Paesaggio con rovine Camunia]

L’Italia è il paese più tartassato d’Europa

In Italia il peso della tassazione è più elevato delle stime ufficiali. Lo dice uno studio del Consiglio e della Fondazione nazionale dei commercialisti: «La pressione fiscale è più alta del 5,8% di quella reale». Se i dati ufficiali parlano del 42,4, stando allo studio le tasse superano il 48%. «E ciò fa del nostro Paese più tartassato d’Europa». 

Si  torna a battere cassa

Da venerdì 16 ottobre, l’agente pubblico della riscossione notificherà 9 milioni di cartelle esattoriali finora sospese per via della pandemia. Nel Decreto Agosto non si è trovato spazio per la proroga della moratoria che avevano richiesto opposizione e gran parte della maggioranza. «La ripresa, come aveva affermato lunedì scorso il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sarà graduale. Si ripartirà da marzo con l’obiettivo di chiudere il nuovo arretrato maturato con il blocco da Coronavirus, nell’arco dei prossimi 6 mesi. Il che non vorrà dire che le cartelle e gli atti targati novembre 2020 arriveranno dopo la Pasqua 2021. Per quelli nuovi si riprenderà da subito, la macchina si rimetterà in moto e saranno “graduali” soltanto le notifiche delle cartelle lavorate da marzo scorso al 15 ottobre 2020 […] Il 15 ottobre segna anche lo spartiacque per la ripresa dei versamenti delle cartelle già notificate e dei piani di rateazione e bisognerà recuperare tutti i pagamenti sospesi per la moratoria entro il 30 novembre. Qualche giorno in più avranno i debitori che avevano scelto o potuto aderire a una delle definizioni agevolate: le rate congelate nel 2020 di rottamazione e saldo e stralcio andranno versate entro il 10 dicembre, senza alcun margine di tolleranza per i ritardi altrimenti si scende dal treno della riscossione con lo sconto». Riprendono anche i pignoramenti di stipendi e pensioni

Nozze
«Ho un’amica che si sposa e non si capacita di dover ridurre il matrimonio a 27 invitati (con celebrante e “interessati” si arriva a 30). Le ho suggerito a fine messa di invitare le duecento persone che aveva in mente a salire sulla metro, distribuendo le bomboniere tra Re di Roma e Numidio Quadrato e poi daje de festa danzante con banda di zingari assoldati per accompagnamento musicale stile Goran Bregovic. Poi si va su e giù fino a fine turno a mezzanotte, basta caricare il dovuto quantitativo di alcool e cibi precotti, tanto si sa che ai matrimoni si mangia male. Per me viene fuori la più bella festa di nozze della storia».
[Mario Adinolfi su Facebook].

Polpette
Tutto sulle polpette ne Il riposo della polpetta di Massimo Montanari, professore di Storia dell’alimentazione all’università di Bologna, dove si raccomanda non solo di far riposare l’impasto della polpetta (badando di non schiacciare troppo i poli), ma di far riposare in genere qualunque impasto, in modo da averlo poi più morbido, più bello. Quanto alle polpette, la vera metropoli di questo piatto deve considerarsi Milano, dove si fanno i mondeghili, polpettine croccanti all’esterno e cremose all’interno, grazie a bollito e carne d’arrosto.
[Linkiesta]

Menu
Menu servito a Vittorio Emanuele II quando si decise a prendere possesso di Roma, nuova capitale d’Italia, il 2 luglio 1871: «Potage à la Londonderry, Petites Croustades à la Normande Aiguillettes Villeroy, Poisson de Mer à l’Américane Sauce Homard, Filet Boeuf à la Westphalienne, Canards à la Jardinière, Filets de Sôles à la Montpellier…». Cioè, tutta cucina francese. Gli unici piatti italiani serviti al primo re d’Italia furono le Poulardes à la Piémontaise garni Truffes blanches e un Gateau Napolitain.
[CdS].

Burton
Richard Burton, appena sveglio, andava cercando la bottiglia di vodka, Liz, prima di addormentarsi, badava a mettergliela vicino.
[Corradini Porta, Libero].

Lewandowski
Anna, la moglie di Lewandowski che fu cintura nera di karate e terza al relativo campionato mondiale, al risveglio dà al marito un trancio di tonno e a pranzo budino di riso. Dalle sue parti è una nutrizionista famosa, divenuta celebre quando Schweinsteiger scoprì nella borsa del marito una torta al cioccolato quasi senza zuccheri e gliela mangiò tutta. Su Instagram la seguono in quattro milioni e mezzo.
[CdS]

Banane
«Quante cose sappiamo delle banane? Che sono il quarto cibo più consumato al mondo, che sono preferite dai bambini, che sono state studiate da un avvocato torinese alla fine del Settecento, che è una delle piante con cui gli esseri umani hanno più consuetudine, che un tempo erano molto costose, che quelle che mangiamo non hanno più i semi, che negli anni Sessanta in California si pensava di fumarle per avere visioni. Sono anche scivolose? Meno delle bucce di mela, poco più degli sci sulla neve».
[Rep]

Dieci milioni di americani hanno già votato

Sono dieci milioni gli americani che hanno già votato per le presidenziali americane, un record a 21 giorni dalle elezioni. Lo fa sapere l’University of Florida, che sta monitorando l’andamento dell’early voting attraverso lo Us Election Project. Nel 2016 a tre settimane dalle urne i voti espressi erano molti di meno. «L’impennata di quest’anno si spiega soprattutto con il boom del voto per posta, con molti elettori che in tempi di pandemia lo hanno preferito piuttosto che recarsi alle urne il 3 novembre».
[Ansa]

Il Nobel per l’Economia per gli studi sulle aste

Paul R. Milgrom e Robert B. Wilson hanno vinto il Premio Nobel per l’Economia 2020. La giuria dell’Accademia di Svezia ha assegnato il riconoscimento (che tecnicamente non è un vero e proprio Nobel ma viene assegnato dalla Banca di Svezia in memoria di Alfred Nobel dal 1969) ai due professori della Stanford University per i loro studi economici sul funzionamento delle aste e per l’invenzione di nuovi formati di asta per la vendita di beni e servizi. «Le loro scoperte sono andate a beneficio di venditori, compratori e contribuenti di tutto il mondo», scrive l’Accademia. In particolare, Robert Wilson ha sviluppato una teoria delle aste d’oggetti di comune valore, partendo dagli esempi delle frequenze radio o dal volume dei minerali in alcune particolari aree del mondo. Paul Milgrom ha formulato una più generale teoria delle aste che comprende non solo beni dal valore comune ma anche dal valore personale, che varia da offerente a offerente.
«C’è qualcosa di poetico in un Nobel dato a chi ha studiato una delle attività economiche più antiche – Erodoto racconta di aste a Babilonia 2.500 anni fa – e l’ha trasformata in un formato di vendita usato per beni e servizi moderni: dalla pubblicità digitale sui siti dei giornali alle frequenze radio, dagli appalti pubblici alle scarpe Nike su eBay […].
È un ramo “povero” dell’economia – di solito chi vuole diventare famoso (o banchiere centrale) studia i tassi d’interesse, la disoccupazione, come sconfiggere la povertà eccetera. Ma, a differenza di quei campi, l’orticello di Milgrom e Wilson dà frutti immediati.
Quando, nel 1994, le autorità di settore Usa decisero di vendere le radio-frequenze per telefonia cellulare furono proprio i due professori a creare un tipo di asta che minimizzò il rischio di “maledizioni” per i vincitori […]. Al di là di numeri, aste e polemiche, questo Nobel è il coronamento di un’amicizia eterna. Ancora oggi i due vivono nella stessa strada, tanto che quando Wilson ha ricevuto la notizia del Nobel, all’alba in California, si è alzato dal letto ed è andato a bussare alla porta di Milgrom per dargli la buona nuova. A chi gli ha chiesto il perché, Wilson ha risposto semplicemente: “Qualcuno lo doveva svegliare, no?”».
[Rep]

Recovery fund, niente soldi prima di giugno

I governi non vedranno i soldi del Recovery Fund prima dell’estate prossima. Spiega Marco Bresolin sulla Stampa che questi sono i tempi necessari per far approvare il piano “Next Generation Eu”. Ecco i passaggi: «Prima di tutto il via libera del Consiglio Ue, poi la ratifica nei 27 parlamenti nazionali. Dopodiché i governi presenteranno nel dettaglio i loro piani a Bruxelles e a quel punto inizierà la fase di valutazione dei progetti. Il passaggio richiederà tre mesi di tempo (due mesi per l’analisi della Commissione, uno per quella del Consiglio), ma prima di arrivare all’esborso del 10% servirà una tappa fondamentale: la raccolta dei fondi sui mercati». Quell’anticipo del 10% per l’Italia si traduce in poco meno di 20 miliardidi euro: 6,5 di sovvenzioni e 12,7 di prestiti.

«Il Mes non sembra più così lontano. […] I governatori del Pd spingono per il Mes, ma lo fa anche Giovanni Tot. “Il Mes ci vuole ma a condizione che sia accompagnato da procedure di estrema semplificazione”». Anche Fontana e Zaia non dicono no ai soldi «purché si tratti di risorse aggiuntive e non sostitutive»
[Cds]

 

I tre livelli in Gran Bretagna

Gli ospedali in Inghilterra oggi hanno più pazienti affetti da coronavirus di quanti ne avessero a marzo. Anche per questo il premier Boris Johnson ieri s’è presentato alla Camera dei Comuni e ha annunciato i tre livelli di restrizioni per «semplificare e standardizzare» le regole sul coronavirus. Il primo livello – medium – comprende la maggior parte delle misure nazionali già in vigore, ad esempio la regola del distanziamento e il coprifuoco dalle 22. Il secondo livello – high – coprirà le aree in cui sono già in atto restrizioni e vieterà tutti i contatti tra membri di famiglie diverse. «Nottinghamshire, East and West Cheshire e High Peak passeranno al livello di allerta alto», ha detto Johnson. Il terzo livello – very high – si applicherà dove la trasmissione è in rapido aumento e il sistema sanitario nazionale è essere sotto «pressione insopportabile». Qui saranno chiusi bar, pub e palestre e vietato ogni contatto tra persone di famiglie diverse. Da domani la regione di Liverpool entrerà in livello tre.

Su banconote e cellulari il Covid può sopravvivere anche 28 giorni
Uno studio australiano ha rivelato che il Covid-19 può sopravvivere su alcuni oggetti come banconote o telefoni cellulari fino a 28 giorni. «Per Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’università di Firenze, alcune tracce del microrganismo su una superficie possono durare settimane, “ma la quantità di virus si abbatte in pochi giorni. È improbabile che dopo 28 giorni le superfici usate per l’esperimento abbiano ancora la capacità di infettare una persona”».
[Rep]

Il giudice sportivo dà torto al Napoli

Tre a zero a tavolino per la Juventus e un punto di penalizzazione al Napoli per violazione del protocollo sportivo anti Covid-19. È la decisione del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea sul caso della partita non disputata domenica 4 ottobre per il mancato arrivo a Torino della squadra partenopea, bloccata dalle due Asl competenti. Si tratta della decisione di primo grado. Scontato il ricorso della società di De Laurentiis alla Corte d’Appello federale e nel caso al Coni e al TarI. Il match, secondo il giudice sportivo, si sarebbe dovuto giocare perché le tre positività riscontrate tra giocatori e staff del Napoli non superavano le soglie previste dal protocollo sanitario del campionato per ottenere il rinvio (almeno 13 giocatori disponibili, o dieci positivi per poterlo richiedere). Nel decidere di non partire per Torino, il Napoli aveva fatto affidamento a un provvedimento della Regione Campania, che ne vietava la trasferta per questioni sanitarie. La Regione Camoania, a sua volta, si rifaceva alle indicazioni della Asl Napoli 1. Secondo il giudice sportivo, queste indicazioni non rappresentano una causa di forza maggiore tale da bypassare il protocollo.

Inchiesta Pivetti, sequestrati 1,2 milioni a Isolani
La Guardia di Finanza di Milano ha eseguito il sequestro preventivo di 1,2 milioni di euro a carico del pilota di rally Leonardo Isolani, della moglie e della figlia. I tre sono indagati nell’indagine che ipotizza i reati di riciclaggio ed evasione fiscale e che coinvolge l’ex presidente della Camera Irene Pivetti e la sua holding Only Italia, che avrebbe fatto da mediatore per le società di Isolani. L’indagine riguarda la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo, che sarebbero servite per riciclare i proventi di un’evasione fiscale e non è legata al caso dell’importazione di mascherine, che vede sempre indagata la Pivetti e di cui si stanno occupando le procure di Milano, Savona e Siracusa.

Tra poco 100 morti al giorno

«Patrizio Pezzotti, l’epidemiologo dell’Iss che cura il rapporto mensile sulla mortalità da Covid dice: “Tra la comparsa dei sintomi e il decesso trascorrono mediamente due settimane, perciò le oltre 40 vittime che contiamo oggi sono quelle che si sono ammalate quando avevamo poco più di 1600 contagi al giorno. Ora, con quasi seimila contagi in un giorno e con il nostro tasso di letalità, la curva dei decessi tra un paio di settimane è destinata a sfiorare le tre cifre».
[Russo, Sta]

Tornano i contagi nelle residenze per anziani

Michele Bocci elenca su Repubblica le residenze per anziani (Rsa) in cui si sono nuovamente verificate infezioni da coronavirus. «la Rsa di Portici (Napoli) dove in settembre fu organizzata una festa aperta e dove adesso è scoppiato un cluster.Il virus è arrivato pure nel capoluogo, con 50 casi nell’Istituto Povere Figlie della Visitazione di Maria in via Colli Aminei. In Toscana c’è stato un grosso focolaio, con 4 decessi, a Greve in Chianti, un altro si è acceso a Firenze (35 casi nel quartiere dell’Isolotto) e un altro ancora a Sesto Fiorentino, dove si è già arrivati a una cinquantina di contagiati. In Trentino, dove in questo periodo la circolazione del virus è abbastanza sotto controllo, è morta di Covid una donna che viveva in una Rsa a Montagnana di Piné. Ma, andando in ordine sparso, altri focolai ci sono stati a Campofilone nelle Marche (una ventina di casi) e Roma, a Villa Tuscolana e Valle dei Casali, all’Oasi Santa Fara di Bari dove sono invece stati trovati 35 positivi, dei quali 26 sono ospiti e gli altri operatori. Anche il Piemonte, una delle regioni dove queste strutture sono state più colpite nel corso della prima ondata, ha ricominciato a contare decine di casi ogni giorno nelle Rsa (ieri sono stati 28). Stesso discorso vale per l’Emilia dove sempre ieri sono stati individuati 45 positivi in due residenze in provincia di Modena, 16 in una del Ferrarese e alcuni in provincia di Bologna.Il coronavirus oltre ad aver portato via o fatto ammalare molti ospiti dall’inizio dell’epidemia, ha colpito duramente l’attività delle Rsa. “In media abbiamo il 20% dei posti liberi rispetto ai mesi precedenti al Covid – dice Paolo Moneti, vicepresidente di Anaste – vuol dire che molte persone fanno grandi sacrifici per tenere a casa i loro anziani. Hanno paura che sia pericoloso affidarceli. Così noi siamo in crisi e dovremo fare tagli».

Il Fmi prevede -10,6% per il Pil italiano

Il Pil italiano avrà una contrazione pari al 10,6% nel 2020 per poi rimbalzare del 5,2% nel 2021. È la previsione del Fondo Monetario internazionale, contenuta nel World Economic Outlook, che migliora le stime rispetto a giugno, quando il calo stimato era del 12,8%. Sono numeri peggiori sia rispetto al -9% indicato dal governo nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, sia rispetto al -9,5% della Banca d’Italia. Sempre per il Fmi il Pil mondiale dovrebbe calare quest’anno del 4,4% (contro il -5,2% previsto a giugno) per poi rimbalzare del 5,2% nel 2021 (+5,4% la stima di questa estate). L’unica grande economia a crescere nel 2020 sarà la Cina.
«Rispetto al 2019, si sono persi l’equivalente di 400 milioni di posti a tempo pieno nel mondo nel secondo trimestre di quest’anno. […] Ciò che colpisce è però soprattutto la diversità nelle reazioni economiche alla pandemia. Secondo l’Fmi l’area euro vedrà il suo prodotto cadere quest’anno dell’8,3%, quasi il doppio degli Stati Uniti (-4,3%). La Cina poi – unica fra le prime venti economie al mondo – mette a segno addirittura un’espansione (+1,8%). Anche se si guarda al complesso del biennio 2020-2021, la grande recessione da coronavirus segna un nuovo arretramento dell’economia europea sugli altri due principali blocchi commerciali e produttivi del pianeta. Nei due anni – fino a fine 2021 – gli Stati Uniti dovrebbero subire una contrazione del prodotto dell’1,2%; la Cina con una crescita comunque fortissima di oltre il 10%; a fine 2021 il prodotto della zona euro sarebbe ancora del 3% più piccolo di com’era a fine del 2019».
[CdS]

Nel 2021 le tasse si ridurranno, dice Gualtieri

Una riforma del fisco in tre anni con una riduzione delle tasse già dal 2021 grazie al taglio del cuneo fiscale, che sarà spalmato sull’intero anno, e alla fiscalità di vantaggio al Sud che potrebbe essere estesa. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha illustrato il piano del governo in audizione in Parlamento sulla Nota di aggiornamento al Def. «L’ampia riforma fiscale nel triennio sarà introdotta con una legge delega che si legherà all’altra riforma» che si conta di «adottare già dal 2021: la legge delega che riguarda l’assegno unico universale per i figli», ha spiegato poi Gualtieri.

Twitter
di Riccardo Luna

www.repubblica.it

Forse è venuto il momento di dirsi che la politica non si fa a colpi di hashtag. Che non basta diventare trending topic per dettare l’agenda del Paese. Che ammassare follower non è necessariamente la strada per vincere le elezioni. Insomma è venuto il momento di dirsi che Twitter resta uno strumento importante per comunicare e che dentro ci si trovano moltissime cose interessanti, ma non è, probabilmente non è più in questo momento, lo specchio dell’Italia. La monumentale ricerca realizzata dalla società di analisi social KPI6, pubblicata oggi sul sito di Repubblica, lo dice chiaramente.Gli indizi in realtà erano già evidenti dopo la tornata elettorale di settembre quando l’80 per cento degli utenti di Twitter interessati alla politica avevano lasciato intendere che fosse in arrivo una clamorosa vittoria del No al referendum; a questo si era aggiunto il fatto che nessuno dei candidati alla presidenza della Regione aveva usato molto Twitter, anzi alcuni non lo avevano usato affatto (preferendo Facebook, come nel caso dei video di Vincenzo De Luca). Eppure avevano vinto lo stesso. Questo esito ribaltava l’assunto di una famosa ricerca pubblicata dall’università di Oxford nel 2017 che affermava, in buona sostanza, che c’era una correlazione evidente fra una intensa attività su Twitter e il successo elettorale. Più twitti e più voti avrai, era la sintesi, un po’ brutale. E inoltre l’esito elettorale di settembre interrompeva una tradizione favorevole per cui da diversi anni per prevedere l’esito di competizioni in cui contasse il voto popolare, come Sanremo o X Factor, era Twitter che si doveva consultare. Non sbagliava mai.
La ricerca di KPI6 prende in esame più di mille giorni, dal 13 marzo 2017 alla fine di settembre. I risultati più evidenti sono: 1) dal punto di vista del numero di tweet, l’unico leader davvero ancora attivo è Salvini che macina una ventina di tweet al giorno, Di Maio e Conte hanno una media di uno e due al giorno, la Meloni, Zingaretti, Berlusconi e Renzi stanno a 4. A questo va aggiunto un dato emblematico, i leader che twittano di meno sono anche quelli che non rispondono mai, e che quindi usano il social come un megafono o un muro dove attaccare una locandina. 2) Salvini è anche quello che macina più follower ma nel giro di un anno è passato da una media di duemila nuovi follower al giorno a circa 200; Conte nel periodo del lockdown ne aggiungeva circa seimila al giorno. 3) se i leader twittano sempre meno, i rispettivi partiti invece twittano sempre di più; anche qui, la Lega stravince in termini numerici; ma va notato che questa attività frenetica non si traduce in crescita e in conversazioni, visto che gli utenti preferiscono seguire direttamente i leader.
Ma c’è un dato che accomuna tutti: la perdita di peso specifico, la minore capacità di scatenare reazioni, di ingaggiare conversazioni. Dal settembre 2019 al settembre 2020 tutti hanno perso rilevanza (a parte Berlusconi per i tweet legati alla positività al Covid).
Insomma, fanno tanto rumore per nulla o almeno provocando effetti elettorali modesti. Twitter sta diventando una bolla autoreferenziale? Se ne parla anche in altri Paesi. Tra l’altro siamo nell’anno in cui il candidato favorito per la presidenza degli Stati Uniti, Joe Biden, su Twitter è un alieno eppure è in netto vantaggio.È presto per dire se si tratta di una svolta, di una mutazione del social fondato da Jack Dorsey nel 2006, oppure se è un fenomeno passeggero. Nel 2016 Twitter è stato decisivo nell’ascesa di Donald Trump e nell’esito del referendum della Brexit. Eppure l’anno prima, il 7 ottobre del 2015, David Cameron, parlando alla conferenza del partito conservatore, dopo aver sconfitto il candidato laburista Ed Miliband, che nei sondaggi e per gli esperti di social media sembrava favorito, disse una frase di cui solo oggi apprezziamo il significato. Disse: «Il Regno Unito e Twitter non sono la stessa cosa». Ecco, ora neanche l’Italia.
Riccardo Luna

di Nicola Dario

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