Diamo i Numeri! – Dati e Notizie

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Fai da te

Al Galileo Galilei di Bolzano gli studenti sono in grado di produrre autonomamente i gel igienizzanti con gradazione alcolica al 70%, quelli che saranno distribuiti dai dispenser all’ingresso. «Appena iniziata l’emergenza – spiega Raffaele Fiorini, titolare del laboratorio di Microbiologia dell’istituto – ci siamo procurati la formula omologata dall’Organizzazione mondiale della Sanità e abbiamo preparato il nostro disinfettante, su richiesta anche di altre scuole. Non solo: facciamo pure i tamponi per misurare, attraverso appositi terreni di coltura, la carica batterica presente sulle superfici» [Cds].

Ferragamo
«In Salvatore – Shoemaker of dreams vediamo Salvatore Ferragamo martella  curvo sul suo deschetto con infinita pazienza, una scarpetta alla volta, e per contrasto Guadagnino mostra come si fa oggi una scarpa di lusso. “Ci vogliono tre minuti, ma anche sette macchine diverse e altrettanti specialisti in camice bianco”» [Rep].

Lucertole
«Resoconto aula del Senato, 9 settembre 2020

Presidenza del vicepresidente Rossomando (ore 11,54)
Presidente – «Ha chiesto di intervenire il senatore Calderoli per illustrare la questione sospensiva QS1. Ne ha facoltà».

Calderoli (L-SP-P.S.d’A) – «Signor Presidente, dico subito che la questione sospensiva non vuole essere nulla di ostativo rispetto al percorso del provvedimento. Abbiamo votato a favore alla Camera e intendiamo farlo anche al Senato, così come abbiamo già fatto in Commissione. Ciò che, invece, intendo sottoporre all’Assemblea è una valutazione da un punto di vista cronologico di quanto stiamo andando a fare. […]. Presidente, mi perdoni, ma è la prima volta che vedo una lucertola girare per il Senato! Chiedo conferma al senatore Parrini, è piccola, ma si tratta di una lucertola; chissà se ha compiuto venticinque o quarant’anni! La lasci pure lì; alla fine è quella che fa meno male qui dentro!»

Parrini (PD) – «Si è provveduto alla messa in sicurezza della lucertola!»
Calderoli (L-SP-P.S.d’A) – «Abbiamo sanificato».

Presidente – «Si tratta di un inedito. Il quesito è se si tratti di un geco, nel qual caso porterebbe addirittura fortuna!»

Calderoli – «No, Presidente, non è un geco, è proprio una lucertola. Le chiedo di recuperare il tempo perso per la lucertola, Presidente».

Presidente – «Assolutamente sì, Presidente Calderoli, non c’è bisogno di chiederlo».
[ItaliaOggi]

Smart working

I lavoratori italiani che per gran parte del loro tempo operano da remoto sarebbero oggi quattro milioni (testimonianza di Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano) [Sole].

Tredicimila contagiati a scuola

«La scuola riparte lunedì. Lo ha assicurato il premier Conte, ma i dubbi sono sul come partirà, più che mai adesso dopo i primi risultati dei test sul personale scolastico: quasi il 50 per cento alla fine ha effettuato il sierologico, su base volontaria, e di questi il 2,6 per cento è risultato positivo. Il 14 settembre, dunque, circa 13mila tra docenti e non docenti, non ci saranno al suono della campanella. E non potranno prendere servizio fino a quando il tampone non darà esito negativo. «Fino a 13mila potenziali contagiati non rientreranno nelle scuole, non produrranno focolai e non faranno circolare il virus», ha detto al Tg1 il Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri. È stato lui dal 10 agosto ad avviare uno screening su tutto il territorio nazionale per far ripartire la scuola in sicurezza distribuendo 2 milioni di test negli istituti scolastici. E il dato potrebbe essere anche più alto, dal momento che non comprende il personale scolastico del Lazio, perché la regione sta operando in maniera autonoma. Un ulteriore vuoto, insomma, che andrà ad aggravare la situazione dell’organico, già compromessa dalle cattedre non ancora assegnate» [Giornale].

Statisticamente significa che, nel gruppo che non s’è sottoposto al test, ci sono almeno 13.000 contagiati che lunedì entreranno in aula.


Secondo un’analisi svolta da mediamonitor.it, a partire dal 5 agosto e fino alla mattina di venerdì 4 settembre la parola «scuola» è stata citata quasi 100 mila volte sui media italiani, cioè una volta ogni 26 secondi. L’indagine ha messo in evidenza che il termine abbinato più spesso a «scuola» è stato «contagio/contagi», con 20.194 citazioni. Seguono, nell’ordine, «mascherine» (11.379), «trasporti» (8.925) e «chiusura» (6.933) [Avvenire].

Un’indagine firmata da 7 pediatri italiani dimostra che il 75% degli studenti ha subito disagi psico-fisici dalla chiusura delle scuole.

Produzione industriale in ripresa

La produzione industriale italiana a luglio è aumentata del 7,4% rispetto a giugno ma è diminuita dell’8% rispetto a luglio 2019. Dai dati pubblicati ieri dall’Istat emerge anche che, nella media del trimestre maggio-luglio, il livello della produzione è cresciuto del 15% rispetto ai tre mesi precedenti. Tra gennaio e luglio la produzione industriale è diminuita del 16,8% rispetto ai primi sette mesi del 2019.

L’export italiano tornerà a salire con una «ripresa relativamente rapida già dal 2021». Sono le previsioni contenute nel Report di Sace.

Clamoroso

Se si svuotasse il Mediterraneo, apparirebbe un paesaggio di vulcani [Sabrina Mugnos – Draghi sepolti -Il Saggiatore]

Giorno di massima tristezza mondiale: lo scorso 12 marzo [calcoli dell’Hedometer del Vermont basati sui tweet quotidiani del 10% dei terrestri].

«Le statistiche ci dicono che il momento più atto per tentare il suicidio sia alle 4,48 del mattino, quando la notte ha compiuto la gran parte del suo lavoro e all’organismo umano tocca trovare la forza per organizzare il suo risveglio e la sua ripresa vitale» [Mughini, Foglio]

Durante il periodo dello smart working è diminuita drasticamente tra i dipendenti pubblici la produzione di certificati di malattia [Foglio].

Aspesi
«Vedo anche gente molto stimabile, miei colleghi, che parlano continuamente di sé, della loro cultura, di quello che sanno. Ma che bisogno c’è che qualcuno ti apprezzi? Io per esempio son presuntuosissima, non ho bisogno che gli altri mi apprezzino. Basto io che mi apprezzo così tanto che non ho bisogno di nessuno» [Natalia Aspesi ad Arnaldo Greco, Linkiesta].

Mediterraneo
Herman Sörgel, negli anni Venti-Trenta, era convinto dell’opportunità di svuotare il Mediterraneo, piazzando dighe a Gibilterra, sui Dardanelli e tra Sicilia e Tunisia. Europa ed Africa sarebbero così divenute un unico continente (Atlantropa), ci sarebbero state nuove terre da coltivare, gigantesche turbine avrebbero sfruttato il dislivello con l’Atlantico per produrre energia. Irrilevante, per Sörgel, la sparizione del mare davanti a Genova, Venezia, Napoli e le altre nostre città a questo punto ex costiere. Hitler non era d’accordo, Sörgel fu perseguitato e dovette smettere di fantasticare [Osvaldo Guerrieri –La diga sull’Oceano- Neri Pozza].

I presidi: «Difficile iniziare il 14 settembre»

L’effetto a catena dei ritardi ministeriali e della presenza ingombrante di elezioni e referendum ha già fatto spostare in avanti, in sette Regioni, la riapertura delle scuole. In Friuli si ricomincia il 16, in Sardegna il 22, in Puglia, Campania, Abruzzo, Basilicata e Calabria il 24. Ieri però a Palazzo Chigi, in una conferenza stampa in cui ha voluto accanto i ministri dell’Istruzione, della Salute e dei Trasporti, Giuseppe Conte ha assicurato che «l’anno scolastico comincerà regolarmente il 14 settembre anche se alcune Regioni, nella loro discrezionalità e autonomia, hanno deciso di posticipare». Il premier ha promesso 11 milioni di mascherine e annunciato la guerra alle «aule pollaio». Proprio sul problema degli spazi nelle scuole, la ministra Azzolina ha dichiarato: «Se a giugno gli studenti che erano senza un’aula per via del metro di distanza erano un milione, oggi sono 50 mila. Questo non significa che non andranno a scuola. Andranno anche senza il metro di distanza ma mettendo la mascherina». Eppure, sempre ieri il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli ha messo in fila i problemi di questa ripartenza: «La consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo. Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l’assegnazione piena dell’organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio. Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, sarà oggettivamente   difficile pensare che il termine del 14 settembre sia rispettato ovunque».

Il coronavirus nel mondo

Nell’ultimo libro di Bob Woodward, Rage (Rabbia), Trump ammette di essere stato messo al corrente molto presto della pericolosità del virus e di aver volutamente minimizzato il pericolo, ingannando il popolo americano per non spaventarlo. Trump non può smentire, perché Woodward ha registrato le sue dichiarazioni e la Cnn le ha già mandate in onda. Biden: «Lui sapeva, e ha mentito all’America. Il suo comportamento va oltre ogni sdegno». Secondo Carl Bernstein, che firmò il Watergate con Woodward, «questo è uno dei più grandi crimini presidenziali di sempre, forse è il più grande crimine presidenziale» [Rampini, Rep].

Da lunedì in Inghilterra saranno vietati i raggruppamenti di più di sei persone. Il divieto vale all’aperto, nei locali pubblici e in casa. «È un passo determinato per intensificare il distanziamento sociale in una fase di ripresa dei contagi», ha detto Boris Johnson nel Question Time alla Camera dei comuni.

Alcuni stati del Messico hanno quasi esaurito i certificati di morte a causa dell’epidemia da coronavirus che, stando ai dati ufficiali diffusi venerdì, ha causato il decesso di oltre 66.850 persone su un totale di 623.090 casi positivi, ma che – per ammissione dello stesso governo – potrebbero essere molte di più. I certificati scarseggiano soprattutto in tre stati molto popolosi: Baja California, Città del Messico e Stato del Messico [il Post].

Per il ventiquattresimo giorno consecutivo la Cina non ha rilevato infezioni locali. Ieri solo due casi importati dall’estero.

Buste paga

Forse è alle viste un ribasso di Borsa, perché ad agosto i manager americani hanno venduto azioni per 6,7 miliardi di dollari. Solo a novembre 2015 si sono registrate vendite tanto consistenti. E a quel tempo vi fu subito dopo una forte ondata di ribassi [Franceschi, Sole].

Il fatturato della Casaleggio, in due anni di grillini al governo, è passato da 1,1 milioni del 2017 ai 2,24 milioni di euro nel 2019. A fronte dell’aumento del fatturato è però sceso l’utile, a 100 mila euro dai 180 mila dello scorso esercizio. Saliti in maniera esponenziale i compensi degli amministratori passati da 246 mila euro a quasi 360 mila. In aumento anche i debiti che superano gli 830 mila euro dai 600 mila del 2018. Un incremento dovuto in gran parte alla voce «altri debiti», senza nessuna altra indicazione [Sta].

Rocco Casalino guadagna 169.556,86 euro l’anno. Allo stipendio base di 91.696,86 euro vanno aggiunti 59.500 euro di accessori e 18.360 euro di indennità (Termometro politico) [Ceccarelli, www.ildigitale.it].

«Le ricerche del New York Times rivelano che in primavera Trump aveva un tesoro di guerra di un miliardo, ma più di 800 milioni sono spariti. Tutto il suo vantaggio finanziario su Biden si è volatilizzato e oggi il rapporto di forze è rovesciato, anche grazie a una notevole performance del candidato democratico in agosto (365 milioni raccolti solo in quel mese). Trump ha sperperato soldi in spese non strettamente collegate alla sua rielezione, ma più spesso riconducibili al suo tenore di vita e alle sue abitudini; qualcuno dei suoi consiglieri ha cominciato a imitarlo. Si scopre ad esempio che il presidente ha obbligato il partito repubblicano ad accollarsi lo stipendio sontuoso della sua guardia del corpo favorita, un bodyguard che non appartiene al Secret Service ma lo accompagna dai tempi del suo business privato alla Trump Tower. Un’altra spesa discutibile, ancorché collegata alla campagna, è stata l’acquisto di spazio pubblicitario per 11 milioni durante la finalissima del SuperBowl. In quel caso i maligni sostengono che Trump è stato mosso dalla vanità personale, dopo aver saputo quanto avrebbe speso il suo nemico Michael Bloomberg. Ma per l’ex sindaco di New York quel tipo di spesa è modica: la sua fortuna personale è stimata in 60 miliardi, un multiplo di quella di Trump (che probabilmente non arriva al miliardo, ed è avvolta nell’opacità). In cima alla classifica dello sperpero, e della cattiva amministrazione, figura lo staff mastodontico e costoso assemblato dall’ex capo della campagna Brad Parscale: uffici sontuosi e tanto personale, una macchina che per gestire la raccolta di donazioni ha assorbito 350 milioni di spese» [Rampini, Rep].

Il giro d’affari del Tour de France è stimato in 150 milioni di euro, il 60% dei quali provenienti dai diritti televisivi, commercializzati in 190 Paesi per una audience cumulata di 3 miliardi di telespettatori. La sola tv di stato francese sborsa 25 milioni ogni anno, Eurosport paga un surplus per avere in esclusiva la prima ora di gara. Il 25% del giro d’affari è legato alle sponsorizzazioni. I partner principali sono 5 (Lcl, E.Leclerc, Continental, Skoda e Kris), i cui nomi campeggiano sulle maglie legate alle varie classifiche e sul cartellone alle spalle degli intervistati. Oltre ai magnifici 5 ci sono poi 10 partner ufficiali, 13 fornitori, 2 sostenitori, 5 partner tecnici e 4 istituzionali. Ad aver subìto una contrazione è stata la composizione della carovana pubblicitaria: 120 veicoli, rispetto ai 160 del 2019. Il rimanente 15% del business è alimentato dai contributi versati dalle città che ospitano la partenza e l’arrivo di ogni tappa. A fare la parte del leone è stata Nizza, che per assicurarsi l ‘avvio ha sborsato 3 milioni e 350mila euro. Un gioco che vale la candela, se si considera che il ritorno economico è stimato in 50 milioni di euro. Il montepremi complessivo è di 2,3 milioni di euro (il medesimo del 2019), quasi un quarto dei quali (500mila euro) vanno a finire al ciclista che indosserà la maglia gialla sui Campi Elisi. I vincitori delle altre 2 classifiche, quella a punti riservata ai velocisti e quella del Gran Premio della montagna per gli scalatori, porteranno a casa 25mila euro, mentre il miglior giovane intascherà un assegno da 20mila euro. al vincitore di tappa spettano 11mila euro, ai cacciatori di sprint intermedi ne vanno 1.500, a chi scollina per primo sulle salite 800, mentre al più combattivo della giornata, oltre alla gloria di portare il numero rosso il giorno successivo, va pure una ricompensa di 30mila euro.

Authentic, purosangue di tre anni, nella notte di sabato ha vinto il Kentucky derby di galoppo. Vale 15 milioni di dollari. All’inizio dell’estate è stato comprato da 12.500 microproprietari che, per 206 dollari, posseggono ciascuno lo 0,001% del cavallo [Ferrarella, Cds].

Arretratezza
«In Italia la banda larga ultraveloce raggiunge il 24% della popolazione, contro la media Ue del 60%. Poi ci sono le “aree bianche”, dove il piano da circa 1 miliardo di euro per estendere la fibra ottica a 9,6 milioni di unità immobiliari in cui vivono 14,7 milioni di abitanti, risale al 2015. La gara fu vinta dalla società pubblica Open Fiber, che sbaragliò i concorrenti applicando un forte ribasso. Fra ricorsi, ritardi autorizzativi e grovigli burocratici, i lavori sono partiti a fine 2018 con ultimazione prevista nel 2020. Ebbene, oggi gli immobili che sono connessi in fibra ottica e wireless alla nuova rete a banda ultra larga sono 2,2 milioni, e per altro la fibra si ferma a una distanza che va dai 10 ai 40 metri dalle abitazioni. In pratica più di 11 milioni di residenti in quelle aree restano scoperti. Parliamo di zone montane, campagne, periferie, ma anche singoli quartieri di grandi città. Solo nelle tre regioni più colpite dall’emergenza, cioè Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, i comuni o le frazioni in cui non è possibile svolgere uno smart working o un telelavoro efficiente sono ben 2.349» [Gabanelli – Querzé, CdS].

«Anche le pubbliche amministrazioni, che in base a una legge del 2018 avrebbero dovuto consentire – già prima del lockdown – il lavoro smart al 10% dei dipendenti, nella realtà avevano realizzato iniziative strutturate solo nel 16% dei dipartimenti. Pure qui si sono scontate resistenze dovute a un personale poco digitalizzato, oltre alle inefficienze organizzative».

Numeri
Uno studio della Banca d’Italia mostra che tra il 2001 e il 2018 il numero degli statali è sceso di 350 mila unità, con un calo più accentuato tra il 2008 e il 2012. I tagli più forti sono avvenuti al Sud, le riduzioni più accentuate riguardano Campania e Molise. Motivo: i troppi debiti del Mezzogiorno che hanno imposto un rigore finanziario maggiore. Nello stesso periodo, l’età media dei dipendenti pubblici è passata da 43,5 anni a 50,7. Guardando al numero dei dipendenti pubblici in rapporto al totale dei lavoratori, spiccano, in cima alla classifica, i paesi scandinavi (uno su quattro) e, in fondo, il Giappone, appena 6 su 100. La media Ocse è del 20%, quella italiana del 13,7 [Mess].

«Il mondo della Tv guarda con comprensibile apprensione alla prossima nuova stagione, dopo lo tsunami della pandemia che ha investito in pieno il settore generando il paradossale effetto di un’impennata negli ascolti accompagnata però da un brusco calo degli investimenti pubblicitari. Nei primi sei mesi dell’anno Nielsen ha segnalato una flessione di raccolta per il comparto Tv del 22,3 per cento. Fra un anno e l’altro sono andati in fumo 400 milioni. E tutto questo a fronte di un’audience che, stando ai dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi, è salita del 15,78% nel giorno medio (con 11,9 milioni di spettatori di media) e dell’11,68% nel prime time (26,9 milioni di spettatori di media)» [Sole].

Il Parlamento italiano costa 1,6 miliardi l’anno. Se passasse il sì al taglio di deputati e senatori, il costo delle Camere verrebbe ridotto del 6% [Salvini, Fatto].

«Una giustizia italiana più snella potrebbe portare a un beneficio economico, in termini di risparmio dei costi, che oscilla fra l’1,3%e il 2,5% del Pil italiano. Tradotto: 22-40 miliardi di euro. Come si spiega? La lentezza della giustizia italiana è uno dei fattori che più viene citato a proposito della ritrosia degli attori esteri a investire in Italia. Basti pensare che in Europa è l’Italia il Paese con il maggior numero di cause pendenti civili e commerciali: nel 2018 erano 3.400 ogni 1.000 abitanti, 2,4 volte la media dei Paesi Ue. Ecco perché, se venissero allineate le performance del sistema di giustizia italiano alla media di Germania, Francia e Spagna, l’Italia sarebbe più attrattiva per i capitali esteri. Un cambiamento che porterebbe fino a 170 miliardi di investimenti stranieri in più» (ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti) [CdS].

Invenzioni
Leonardo ha inventato le parole “chiaroscuro” e “ritratto”, San Francesco “robustoso” [Avvenire].

Parole
«Esiziale”, parola pressoché incomprensibile ai contemporanei più giovani. Oppure “blaterare”, inteso oggidì dagli studenti come “consultare” o “sussurrare”. «174 su 176 matricole all’università non riescono a indicare un sinonimo di “reprobo” (vocabolo inventato da San Francesco d’Assisi): uno scrive “emarginato” (“I reprobi sono gli emarginati della società”); per un altro, “reprobo” è un “rimprovero”, non – stando al corretto significato – uno “scellerato”, un “malvagio” degno di castigo. Per i ventenni, un “coacervo” non è un’“accozzaglia”, magari di idee confuse, ma un “raccolto”; un “fedifrago” – vocabolo amato da Machiavelli che indica “chi tradisce la parola data” (compreso il marito o la moglie) – è un “cannibale” tanto che qualcuno scrive: “Il fedifrago mangiò il morto”. Se “sagace” evoca chi è “perspicace”, pronto a intuire quanto sta accadendo, i giovani contemporanei ritengono che l’aggettivo usato da Boccaccio o Parini sia equivalente a “narcisista” o a “pieno di sé”. Per non parlare di “laconico” che deve la sua origine alla Laconia, antica regione della Grecia di cui era capoluogo Sparta, e che rimanda a un approccio “breve, conciso”: invece c’è chi adesso lo considera, a seconda dei casi, sinonimo di “assente” o “incisivo”, “inquieto” o “incompleto”, “triste” o “malinconico”». Sospetto che il “lessico comune”, calcolato dalla Treccani in 47.000 termini, si sia drasticamente ridotto [ibid].

Parolacce
Nei 28 romanzi del ciclo di Montalbano (7.300 pagine, tutti pubblicati da Sellerio) Vito Tartamella ha trovato 52 parolacce (“parolazze”), ripetute 3.109 volte, per una media di una parolazza ogni due pagine. Classifica delle più presenti: 1. minchia, 2. fottere/futtere, 3. culo/culu, 4. cabasisi, 5. stronzo/strunzu, 6. buttana/puttana, 7. cazzo, 8. camurria, 9. cornutu, cornuto, 10. sbirro. La quantità di parolacce scema con gli anni: frequenza dello 0,59% nelle prime opere, dello 0,31% nelle ultime [Vito Tartamella, www.parolacce.org].

Parole
«Le ultime edizioni del Devoto Oli e dello Zingarelli hanno tra i 110 mila e i 145 mila lemmi; il Grande dizionario italiano dell’uso di Tullio De Mauro, in più volumi, ne ha circa 260 mila (ma oltre un terzo sono d’ambito tecnico-specialistico); il Grande dizionario della lingua italiana fondato da Salvatore Battaglia, che dovrebbe comprendere tutte le parole attestate nella nostra lingua in più d’un millennio di storia, solo 210 mila (molte delle quali in disuso da secoli), perché esclude quelle di forma straniera e gran parte di quelle scientifiche.
Senza tener conto del fatto che moltissime parole hanno più di un significato (lo Zingarelli dichiara 380 mila significati) e spesso hanno accrescitivi, diminutivi, vezzeggiativi, dispregiativi che non sono resi come una voce a sé: da roba – ad esempio -robina, robetta, robaccia… Poi ci sono tutte le forme declinate (maschile e femminile, singolare e plurale) e quelle coniugate (tutte le voci di un verbo: modi, tempi, persone diverse). Al punto che nel 2004, Luca Lorenzetti si spingeva fino a un computo totale stimato di almeno due milioni di “parole dicibili e scrivibili in italiano”» [Antonelli, Lettura].

Domanda boom per i Btp ventennali

«Non è una sorpresa. Era evidente che l’appetito sul mercato per i titoli di Stato italiani ci fosse. Ma ugualmente il risultato è superiore alle aspettative: lunedì pomeriggio il Tesoro ha annunciato l’emissione di un nuovo Btp di durata ventennale e già martedì all’ora di pranzo le banche incaricate del collocamento (Credit Agricole, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Intesa Sanpaolo e Jp Morgan) avevano raccolto tra gli investitori una domanda pari a 84 miliardi di euro. Questo ha permesso al Tesoro di emettere un Btp ventennale per la cifra tonda di 10 miliardi, cioè più delle previsioni: sul mercato alla vigilia erano infatti attesi tra i 6 e gli 8 miliardi. E ha soprattutto permesso al Tesoro (dunque al Paese) di risparmiare in termini di interessi:  se di prima mattina si prevedeva un rendimento pari a 12 centesimi oltre quello di un altro BTp già esistente sul mercato (quello con scadenza il 3 gennaio 2040), nelle ore successive il premio è stato limato a 9 centesimi e alla fine a 7. Morale: alla fine il Btp ventennale è stato emesso con un tasso d’interesse annuo dell’1,82%» [Morya Longo, Sole].

Fitch taglia le stime sull’Italia

L’agenzia di rating Fitch ha abbassato la previsione di crescita del Pil italiano nel 2020 a -10%, dalla precedente stima di -9,5%. Ma ha alzato la previsione per il 2021 al 5,4%, dal precedente 4,4%. Nel rapporto Global Economic Outlook di settembre si legge che «se la ripresa negli Stati Uniti e in Europa dovesse proseguire al ritmo degli ultimi due mesi il Pil tornerebbe molto presto ai livelli precedenti al virus», dando forma al «tanto discusso rimbalzo a V come è stato visto in Cina». Fitch sottolinea però che si tratta di una stima «troppo ottimistica» e che la ripresa dovrebbe «rallentare nel quarto trimestre».

L’Istat segnala che la caduta del Pil italiano nel secondo trimestre del 2020 è associata a «estesi segnali di ripresa, da maggio per la produzione industriale e da giugno per i nuovi ordinativi della manifattura e per le esportazioni».

Restituire il 10% a chi spende almeno 3 mila euro con le carte
Ieri il premier Giuseppe Conte, nel corso di un incontro con i principali prestatori di servizi di pagamento in Italia, ha confermato l’obiettivo di far partire dal prossimo 1° dicembre il piano cashback per favorire le transazioni elettroniche. «Secondo quanto riferito dagli operatori, si ipotizza che per spese sostenute attraverso carte di credito o pagamenti elettronici da 3 mila euro complessivi in su possa scattare un credito, a favore del consumatore, pari al 10 per cento. Poiché vanno incentivati i microconsumi con le carte, ci sarà anche un numero minimo di operazioni da effettuare. A questo meccanismo si andrà ad aggiungere, dal primo gennaio, un’estrazione aggiuntiva alla lotteria degli scontrini a favore di chi usa la moneta elettronica» [Sole].

Anche i netturbini potranno fare le multe Nel ddl di conversione del Decreto Semplificazioni è stata introdotta una mini-riforma del Codice della strada. I dipendenti dei Comuni e delle municipalizzate potranno elevare multe per la sosta vietata. Così anche i netturbini, dopo «un’adeguata formazione, nei casi connessi all’espletamento delle attività potranno sanzionare le auto tramite una tecnologia digitale e strumenti fotografici». Più poteri anche agli ausiliari del traffico. Nelle città spuntano anche gli autovelox fissi. Viene poi introdotta la strada urbana ciclabile, con priorità per le biciclette.

 

di Nicola Dario

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