Diamo i Numeri! – Dati e Notizie

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A Ginevra, Svizzera, s’è vista una fila lunga un chilometro, 2.200 persone in attesa di ritirare una borsa con dei viveri: riso, pasta, olio, due barattoli di salsa di pomodoro insieme a dei prodotti per l’igiene personale. Tutto offerto da privati e distribuiti dai volontari dell’associazione La Caravane de la solidarité. Valore della borsa piena d’aiuti: 20 franchi (19 euro).
[ItaliaOggi]

Sono quasi 3,2 milioni le persone che hanno ricevuto l’indennizzo di 600 euro previsto dal Cura Italia. L’ha detto il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli in audizione alla Camera, spiegando che «ci sono alcune centinaia di migliaia di pratiche ancora in trattazione e per alcune di queste uno dei problemi è che l’Iban è sbagliato».

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Alla Ferrari di Maranello termoscanner e test gratuiti per i dipendenti, postazioni sanificate e numerate, dotazione di mascherine (5 lavabili fino a 100 volte una tantum, 2 chirurgiche ogni giorno) e cestini sterilizzati, consegnati da camerieri, da consumare preferibilmente nel dehors della fabbrica. Alle porte poi, niente più maniglie ma maniglioni da aprire col gomito [La  Stampa].

Notiziole…

Gli occhi inviano al cervello cento miliardi di segnali al secondo.
[Bill Bryson Breve storia del corpo umano Guanda]

La Unimar Beachwear ha lanciato il trikini, bikini più mascherina coordinata, da esibire quest’estate sulle spiagge.
[ItaliaOggi]

Fatturato mondiale delle mascherine l’anno scorso: 1,5 miliardi. Adesso: 30 miliardi.
[ItaliaOggi].

La Corea del Sud ha pubblicato una guida di 68 pagine su come vivere nell’era del coronavirus. Consigli e suggerimenti su situazioni di vita quotidiana come andare al cinema («astenersi dalle urla») e partecipare ai funerali («chinarsi invece di abbracciarsi») [open.online]

Importo degli aiuti autorizzati finora dalla Direzione generale della Concorrenza europea: 1.900 miliardi. Di cui alla Germania: il 52% e all’Italia: il 17%.
[Sole].

Buste paga-1

I carabinieri della Tutela del lavoro, comandati dal generale di brigata Gerardo Iorio, hanno dimostrato che un’ora di lavoro nero in agricoltura vale 4 euro, da cui vanno detratti 200 euro mensili per il vitto e 200 per l’alloggio. In tutto nelle tasche dei braccianti, quasi sempre extracomunitari privi di permesso di soggiorno, finiscono a fine mese 50 euro.
[Il Sole]

L’obbligo delle mascherine potrebbe costare a una famiglia composta da 4 persone 252 euro al mese. Lo fa notare un’indagine di consumerismo.it che calcola un minimo di tre mascherine giornaliere a testa a 70 centesimi l’una. Un esborso che sale a 720 euro al mese se alle chirurgiche si preferiscono le Ffp2 senza valvola.

Nel primo trimestre dell’anno Arcelor Mittal ha riportato una perdita netta di 1,1 miliardi di dollari contro l’utile di 414 milioni dello stesso periodo di un anno fa. Colpa del «significativo deterioramento dell’economia e del mercato dell’acciaio» si legge in una nota. I ricavi sono scesi a 14,8 miliardi di dollari.

I benzinai, privilegiati all’apparenza perché il governo gli ha permesso di restare aperti, hanno incassato a marzo e ad aprile una media di 10 euro al giorno.
[Avvenire]

«Il coronavirus ritocca (all’insù) il conto della spesa degli italiani. I prezzi dei beni alimentari, certifica il termometro ufficiale dell’Istat, sono cresciuti del 2,8% ad aprile, molto più di un’inflazione rimasta ferma al palo. La realtà degli scaffali dei supermercati racconta però una storia più turbolenta: il costo delle arance è cresciuto del 24% nel primo mese di lockdown per la caccia “salutista” alla vitamina C e per l’aumento del 30% dei costi logistici. Il prosciutto cotto è balzato del 13% (dati Ismea) perché nessuno ha più voglia di accalcarsi ai banchi dei salumi e compra la busta pre-affettata, che è più cara. Il boom della domanda ha mandato alle stelle il prezzo dell’alcol, mentre il costo di cavolfiori (+93%), broccoli, carote e cipolle è stato trainato all’insù dalla richiesta di verdura non deperibile. Lo stop alle importazioni ha fatto schizzare all’insù le quotazioni dei peperoni siciliani. Le fragole sono partite al rialzo negli ultimi giorni. “Ma è perché mancano i braccianti per raccoglierle e ce ne sono poche – spiega Lorenza D’Annunzio di Unaproa, l’associazione dei produttori di ortofrutta –. Lo stesso capiterà per le albicocche che oltretutto scarseggeranno in questa stagione”. Il listino di carne bovina e suina vive invece una situazione bipolare: i prezzi all’ingrosso sono scivolati del 35%, quelli al dettaglio sono rimasti più o meno sui livelli pre-coronavirus o addirittura cresciuti come è successo ai wurstel (+11%) e alla carne in scatola (+6%) grazie al sostegno della domanda. Il prezzo del latte fresco sul mercato libero, orfano dei consumi per i cappuccini al bar, è sceso del 19%. Ma quello di un litro al supermercato (condizionato anche da quotazioni blindate da contratti pre-virus) è cresciuto del 2% e la mozzarella, con tutte le famiglie chiuse in casa a fare pizza, è salita del 5%.»
[Rep].

«Oggi i limoni costano tanto perché manca l’offerta straniera e perché i camion che vanno a prenderli in Sicilia, che di solito portavano al Sud beni industriali, hanno viaggiato vuoti all’andata quando l’industria era ferma».
[Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti]

Disagiati

Secondo i calcoli di Confcommercio a marzo l’indice di disagio sociale è salito a 20,5 punti, (+3,2 su febbraio), tornando ai livelli di ottobre 2017. «L’aumento riflette in misura esclusiva le difficoltà del mondo del lavoro». Potrebbe trattarsi di un dato sottostimato in considerazione del blocco dei licenziamenti, delle difficoltà nel compiere azioni di ricerca di un lavoro e del fatto che a marzo non ci sono ancora ore di Cig autorizzate con causale Covid-19».

I 300 morti al Trivulzio

Al Pio Albergo Trivulzio di Milano ci sono stati 300 morti tra gennaio e aprile, rispetto ai «186 decessi medi dello stesso periodo tra il 2015 e il 2019». L’ha spiegato il supervisore del Pat Fabrizio Pregliasco in una videoconferenza stampa. In particolare, ci sono stati 133 morti ad aprile e 70 a marzo. Al Pio Albergo Trivulzio c’è stato un «adeguamento a disposizioni nazionali e regionali, con tutti i limiti che qua e a livello nazionale c’erano» ed è stata garantita «l’assistenza», ha detto Pregliasco, aggiungendo anche che il tasso di incremento della mortalità a marzo e aprile è stato inferiore a quello della città di Milano, «ad aprile a Milano del 135%, al Trivulzio del 61%».

Chiese

«Domenica scorsa alla Cattedrale di Colonia, la Hohe Domkirche St. Peter und Maria, hanno assistito alla funzione non più di 50 fedeli, tutti muniti di mascherine. Prima di accedere alla chiesa c’è stata la disinfezione obbligatoria delle mani. Non più di due persone in ogni banco per rispettare la distanza di almeno due metri. Nel corso dell’Eucarestia non è stato intonato alcun canto, perché secondo i funzionari sanitari cantare può contribuire a diffondere il virus nell’aria. Nessuno, allo scambio della pace, si è stretto la mano. Poi, al momento della Comunione, il sacerdote ha indossato una mascherina; tra lui e i fedeli c’era un pannello di plexiglas. I fedeli ricevevano l’ostia sulle loro mani tese sotto il plexiglas e poi la portavano da soli alla bocca».
[Avvenire]

Nel 2020 -9,5% per il Pil italiano

L’Italia è «in profonda recessione», con un calo del Prodotto interno lordo che a fine anno dovrebbe segnare -9,5%. È questo il dato principale delle previsioni economiche di primavera pubblicate dalla Commissione europea. Il crollo economico italiano è il secondo peggiore del continente, solo la Grecia farà peggio con un -9,7%. Al terzo posto la Spagna (-9,4%) mentre la Francia registrerà -8,2% e la Germania dovrebbe cavarsela con una flessione del 6,5%. In media l’eurozona segnerà una recessione del 7,7%. Dopo il crollo di quest’anno, nel 2021 il Pil italiano salirà del 6,5%, due decimali in più rispetto alla media della zona euro (6,3%). «Dato incoraggiante solo in parte, visto che gli esperti lo spiegano in modo molto meccanico: più alta è la caduta, più alto è il rimbalzo. Il tracollo e le misure anti-crisi varate dal governo e lodate da Bruxelles, impatteranno duramente sui conti, con il deficit che quest’anno schizzerà all’11% (per poi scendere al 5,5% il prossimo). Ancor più preoccupante la traiettoria del debito, che dal 134,8% del 2019 si impennerà al 159% nel 2020 per ripiegare leggermente nel 2021 al 153,5%».
[Repubblica]

«“È da due mesi che lanciamo il grido d’allarme al governo: in questa stagione nelle campagne abbiamo bisogno almeno di altri 200 mila operai in aggiunta ai 900 mila occupati stabilmente”. Massimiliano Giansanti, romano, presidente di Confagricoltura l’ha ribadito ancora ieri durante una videoconferenza col premier Conte. “L’ortofrutta per le raccolte primaverili e la viticultura in preparazione della vendemmia stanno soffrendo particolarmente e anche la zootecnia. Le aree più in crisi sono Emilia Romagna, Veneto, Campania, Puglia e Sicilia».
[Messaggero]

Detenuti

Detenuti liberati in questi giorni nei vari Paesi: Brasile 30mila, Malesia 30mila, Indonesia 18mila per ora e presto 30mila, Filippine 10mila, Iran 85mila (quasi metà di tutta la popolazione carceraria), Turchia 45mila e in giugno altri 45mila, Myanmar 30mila. Escono sempre i criminali veri, si lascia di regola in carcere chi è stato messo dentro per le sue idee».
[Il Sole]

I detenuti scarcerati in Italia sono 376 «fra mafiosi e trafficanti di droga. A Palermo, 61. A Napoli, 67. A Roma, 44. A Catanzaro, 41. A Milano, 38. A Torino, 16. Tutti mandati ai domiciliari per motivi di salute e rischio Covid, nell’ultimo mese e mezzo. Una lista riservata che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha inviato solo mercoledì scorso alla commissione parlamentare antimafia, che l’aveva sollecitata più volte al capo del Dap Francesco Basentini, che alla fine si è dimesso, travolto dalle polemiche. Una lista che preoccupa anche i magistrati delle procure distrettuali antimafia, dalla Sicilia alla Lombardia, che continuano ad opporsi al ritorno dei boss nelle loro abitazioni. Perché resta forte il rischio che i mafiosi continuino a comunicare con il clan. Soprattutto quando così tanti, all’improvviso, si ritrovano nei propri territori». Tra gli scarcerati Antonino Sacco, secondo i magostrati uno dei membri del triumvirato che governa il mandamento di Brancaccio. Gino Bontempo, uno dei padrini della mafia dei pascoli. Francesco Ventrici, uno dei principali broker del traffico internazionale di cocaina. Dal 41 bis sono usciti in tre: il camorrista Pasquale Zagaria, il palermitano Francesco Bonura e lo ‘ndranghetista Vincenzo Iannazzo.
[Repubblica]

Natalità

Secondo simulazioni dell’Istat,«dopo i 435mila nati del 2019 e i 428mila ipotizzati per il 2020 alle condizioni pre-Covid-19, si potrebbe ora scendere a circa 426mila nati nel bilancio finale dell’anno, e poi ancora a 396mila, nel caso più sfavorevole, nel 2021. 
Il superamento al ribasso della soglia psicologica dei 400mila nati era atteso non prima del 2032 nell’ipotesi più pessimistica – senza per altro essere mai contemplato fino al limite delle previsioni (2065) nell’ipotesi etichettata come “mediana” – ma sembrerebbe invece ora possibile qualora si realizzasse un rapido raddoppio del tasso di disoccupazione, seguito da un ritorno ai valori precedenti marzo 2020 secondo un percorso di rientro spalmato nell’arco di circa un biennio». I dati storici relativi al crollo delle nascite al tempo delle crisi tedesca e greca confermano queste previsioni.
[Il  Sole]

Buste paga-2

Fca ha chiuso il primo trimestre 2020 con perdita netta di 1,7 miliardi di euro, che diventa di 471 milioni al netto delle voci straordinarie. I ricavi sono calati del 16% a quota 20,5 miliardi.

Greta Thunberg ha versato all’Unicef (assistenza all’infanzia) i centomila dollari di premio ricevuti dalla ong danese Human Act. La ong danese Human Act, commossa dal gesto, verserà a sua volta altri centomila dollari alla stessa organizzazione.
[AdnKronos]

I soldi con cui l’Elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski, aiuta i poveri vengono in gran parte dalla vendita nel mondo delle pergamene con la benedizione apostolica. L’anno scorso s’è trattato di 4 milioni di euro.
[Il Fatto]

Il fondo Cvc vuole comprarsi la Serie A

Il fondo Cvc (82 miliardi di dollari investiti in asset e il controllo in Italia, fra gli altri, di Sisal e Recordati) «ha avviato discussioni con la Lega Serie A per presentare una proposta che avrebbe come risultato l’entrata in società proprio con la Lega. Il tutto per valorizzare il brand calcio, a partire dai diritti Tv in vendita dal 2021, alla scadenza del contratto con Sky e Dazn. Cvc punterebbe a acquistare una minoranza nella società proprietaria dei diritti tv. Il tutto con un’alleanza che dovrebbe durare per i prossimi dieci anni a partire dal 2021, quando scadranno gli attuali contratti. Questa quota di minoranza, secondo le indiscrezioni, dovrebbe essere valutata 1,6 miliardi di euro. Il veicolo coinvolto sarebbe Lega Servizi, società controllata dalla stessa Lega Calcio Serie A e chiamata a valorizzare i diritti Tv passando prioritariamente per i bandi previsti dalla Legge Melandri».
[il  Sole]

Omologazioni

Classifica dei giornali che, nel mese di aprile, hanno utilizzato la formula «ai tempi del coronavirus» (mutuata da L’amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez): Avvenire 32 volte,  Corriere della Sera 28,  Il Messaggero 21,  Italia Oggi 18,  Il Giornale 15,  Libero 14,  Il Giorno 13,  Il Sole 24 Ore 13,  La Repubblica 12,  Il Foglio 10,  La Gazzetta dello Sport 10,  Il Resto del Carlino 10, La Stampa 10,  Il Fatto Quotidiano 9,  Il Mattino 9,  La Nazione 8, Milano Finanza 7,  La Verità 5, Affari & Finanza 2,  Il Tempo 1. Totale delle citazioni, comprese le edizionali regionali e le testate locali: 300. Totale delle citazioni nella variante singolare «al tempo del coronavirus»: 300. Totale delle citazioni nella variante «ai tempi della pandemia»: 63. Totale delle citazioni nella variante singolare «al tempo della pandemia»: 47. Non sarà che viviamo nel tempo della stampa omologata?

Case

Nomisma calcola che il prezzo delle case calerà del 16% in tre anni, entro il 2021 le compravendite crolleranno del 35%, «il fatturato del settore potrebbe più che dimezzarsi nel 2022 a 50 miliardi rispetto ai 108 previsti senza il Covid, le quotazioni di uffici (-17%) e negozi (-18%) andranno a picco mentre i contraccolpi sul modello Airbnb – uscito con le ossa rotte dall’emergenza – ridisegneranno il mondo degli affitti a breve».
[Affari &Finanza]

Buste paga-3

L’Unione europea ha destinato un miliardo di euro alla lotta al Covid-19 e ha lanciato la raccolta fondi “World against Covid-19” per lo sviluppo di un vaccino. Ieri sono stati raccolti circa 7,5 miliardi. La Norvegia ha fatto sapere che donerà un miliardo di euro, la Germania 550 milioni, la Francia 500 milioni, la Gran Bretagna 442 milioni, l’Italia 140 milioni, la Spagna 125 milioni. Assenti gli Usa. Ma a riportare in alto la bandiera a stelle e strisce ci pensano Madonna che ha donato un milione di dollari e Bill Gates che di milioni ne ha dati 100.
Il Financial Times scrive che, anche nella migliore delle ipotesi, la raccolta fondi dell’Ue non basterà perché «i costi mondiali per il vaccino contro il Covid-19 supereranno i 20 miliardi di dollari».

La villa del narcotrafficante Amado Carrillo Fuentes (1956-1997), noto anche come «El Señor de Los Cielos» è stata battuta all’asta per 2 milioni di dollari. Conta 3.500 metri quadrati, una piscina, una vasca idromassaggio, un bar, una cantina e un piccolo teatro per bambini. La villa è solo uno dei 143 lotti messi all’asta dal governo messicano, tutti beni sequestrati alle mafie. Il ricavato – la vendita ha totalizzato l’equivalente di quasi 4,5 milioni di dollari – verrà utilizzato per la lotta contro il coronavirus.
[Messaggero]

Nel primo trimestre, nel mondo, il mercato degli smartphone ha subito una flessione del 13% su base annua a quota 272 milioni di unità consegnate. Secondo gli analisti di Canalys, a perdere di più è stata la Cina con un meno 18%. Tra le aziende, Samsung mantiene il primo posto con 59,5 milioni di smartphone consegnati e un calo del 17%. Huawei ha perso il 17%, Apple l’8%.
[Avvenire]

Il record di treni Cina-Europa/Muoversi
Ad aprile i viaggi dei treni merci tra Cina ed Europa sono aumentati del 46% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. I viaggi sono stati 979, un record stando ai dati forniti dal China State Railway Group. Questi convogli hanno trasportato un totale di 88.000 Teu (unità equivalenti a 20 piedi) di merci, in crescita del 50% rispetto all’aprile 2019. Il servizio ferroviario è diventato l’alternativa ai traffici aereo, marittimo e stradale, gravemente colpiti dall’epidemia di coronavirus. I treni merci hanno poi portato in Europa enormi quantità di forniture mediche inviate dalla Cina. Costa Crociere ha prorogato lo stop delle crociere di un altro mese, fino al 30 giugno.

A marzo morti aumentate del 49%

Tra fine febbraio e fine marzo in Italia c’è stato un aumento delle morti del 49,4%. Lo dice uno studio dell’Istat e dell’Istituto superiore di sanità che hanno preso in esame 6.866 Comuni, l’87% del totale, e confrontato i dati del 2020 con quelli del quinquennio precedente. Più precisamente, se si prende in considerazione il periodo che va dal primo contagio Covid accertato (il 20 febbraio) al 31 marzo, i decessi passano da 65.592 (media periodo 2015-2019) a 90.946. Ovvero 25.354 in più, di cui il 54% costituito dai morti diagnosticati Covid-19. Ci sono quindi circa 11.600 decessi per i quali non esiste ancora una chiara spiegazione. «Con i dati oggi a disposizione, possiamo soltanto ipotizzare tre possibili cause», si legge nel rapporto: «Un’ulteriore mortalità associata a Covid-19 (decessi in cui non è stato eseguito il tampone), una mortalità indiretta correlata a Covid-19 (decessi da disfunzioni di organi quali cuore o reni, probabili conseguenze della malattia scatenata dal virus in persone non testate) e, infine, una quota di mortalità indiretta non correlata al virus ma causata dalla crisi del sistema ospedaliero e dal timore di recarsi in ospedale nelle aree maggiormente affette». Guardando la diffusione geografica, il 91% dell’eccesso di mortalità si concentra nelle aree ad alta diffusione dell’epidemia: 3.271 comuni, 37 province del Nord più Pesaro e Urbino. I dati più alti e impressionanti sono quelli di Bergamo (568%), Cremona (391%), Lodi (371%), Brescia (291%), Piacenza (264%). Al contrario, in molte zone del Centro-Sud a marzo si sono contati meno morti rispetto alla media degli anni scorsi. A spiccare è il dato di Roma, che ha fatto segnare un -9,4%. Il report ha rilevato poi che nel 52,7% dei casi il virus ha colpito le donne. L’età mediana è di 62 anni. La letalità è più elevata negli uomini in tutte le fasce di età, ad eccezione di quella 0-19 anni.

Indice manifatturiero al minimo storico. Da marzo ad aprile l’indice della produzione manifatturiera italiana è passato da 40,3 a 31,1. È il valore più basso mai registrato dal giugno 1997, ovvero da quando sono iniziate le rilevazioni di Ihs Markit. Lo scorso mese si è registrata anche la maggiore riduzione di forza lavoro delle piccole e medie imprese (Pmi) da aprile 2009.

A marzo e aprile le misure restrittive introdotte dal governo per contenere la diffusione del Covid-19 hanno fatto calare la produzione industriale de 50%. I calcoli sono del Centro studi Confindustria, secondo cui la fine del lockdown non genererà un veloce recupero perché le famiglie continueranno a essere prudenti e a risparmiare, le imprese dovranno smaltire le scorte accumulate e la domanda estera risentirà della contrazione corale dell’attività in Europa.

Fca sta pensando di chiedere prestiti per 6 miliardi

Scrive il Fatto che Fca starebbe valutando di chiedere la garanzia pubblica sui debiti. «La richiesta non è ancora arrivata ufficialmente alla Sace, la controllata della Cassa Depositi e Prestiti incaricata di concedere le garanzie. Ma, stando a quanto filtra, Fca avrebbe fatto balenare l’ipotesi di una linea di credito da 6 miliardi […] Se chiedesse l’accesso all’aiuto pubblico, Fca non potrebbe distribuire dividendi per 12 mesi. Per questo ha rinviato a giugno l’assemblea che doveva deliberare 1,1 miliardi di dividendi ordinari. Nella complessa fusione con Psa è in ballo invece un dividendo straordinario di 5,5 miliardi, ma per quello si andrà al 2021».
[il  Fatto]

La Banca nega i 25 mila euro a Mastino, il ristorante amato da Fellini

La Bcc di Maccarese ha negato il prestito di 25 mila euro al Mastino di Fregene, ristorante sul litorale romano amato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman, quello in cui Federico Fellini girò Lo sceicco bianco. Motivo: non ha ancora ottenuto il rinnovo della concessione fino al 2033. Spiega il titolare Maurizio Mastino: «Come se fossimo stati noi a decidere di non rinnovare la concessione. Siamo in ballo da quattro anni, ma non si riesce a venirne a capo […] Eppure versiamo 38mila euro di canone per 48 metri di spiaggia, 12mila euro di nettezza urbana, le bollette, le macchine che non possono essere fermate, i dipendenti da pagare. L’ultimo scontrino l’abbiamo battuto l’8 marzo scorso, il giorno del blocco. Avevamo trecento persone in sala, nessuno di quelli si è infettato. Da quel momento l’incasso è stato zero» [Il Sole].

Il Cairo

Al-Qhira al-Qobra è la quinta città al mondo per popolazione, e anche sovra-popolazione. La sua densità è da scatola di sardine, quasi 28mila abitanti ogni mille metri quadrati, quattro volte quella di Milano. Con i suoi 21 milioni di abitanti, il Grande Cairo comprende il centro città più l’agglomerato metropolitano e sta per esplodere. Trainata da una crescita demografica che in Italia ci scordiamo, 800mila nuovi nati l’anno, il sovraffollamento contribuisce ai peggiori incubi socio-urbani.
Per correre ai ripari, e per sfoltire e disinnescare questo mostro inquinante che ha quartieri grandi come Firenze, dove basta un niente per innescare la rivolta e dove la polizia non mette piede nemmeno con i tank, le autorità egiziane, 15 anni fa, hanno pensato a un progetto per replicare una nuova il Cairo. L’idea è di traghettare 6,5 milioni di cairoti nei prossimi dieci anni, selezionando, però, gli abitanti con i costi proibitivi dei nuovi immobili, che sposterà soltanto il ceto più ricco e politicamente vicino al presidente Abdel Fattah al-Sisi.Sulla carta i lavori parlano di una superficie di 78.400 ettari (circa 784 kmq contro gli attuali 523 kmq) a 35 chilometri di distanza dall’attuale capitale d’Egitto. Il primo mattone è del 2016 e, dopo tre lustri di rinvii e tante polemiche, il ritmo ora è da cantiere cinese. Poche settimane fa al-Sisi ha annunciato che chiuderà la prima fase del progetto entro il 2020. Si sa che il Cairo 2 non ha ancora un nome ma dovrà essere faraonica come le piramidi, unica come il canale di Suez, le cui opere di ampliamento hanno, però, sofferto pesanti tagli dirottati sul progetto della nuova capitale. La nuova megalopoli sta sorgendo tra il Nilo e il Mar Rosso in una zona desertica, ampiamente sottosviluppata. Avrà un totale di strade asfaltate, tra tangenziali e autostrade, di 700 km, un aeroporto internazionale da almeno cinquanta milioni di passeggeri l’anno, cinquecento ospedali e 1.200 moschee: una di queste, assieme anche a una cattedrale cristiana, sarà la più grande al mondo. I quartieri saranno ventuno, tutti residenziali, tranne il borgo che ospiterà i centri di comando, riuniti per sicurezza e comodità. Ci sarà un enorme parco cittadino due volte l’attuale Central Park di New York con un fiume artificiale creato da un alveolo prolungato del Nilo. Il quartiere degli affari, la City, avrà una ventina di grattacieli, il più alto toccherà i 400 metri, quindi nulla di che rispetto a quanto già esiste in Asia o in America. A oggi i lavori del centro politico con la casa presidenziale e il Parlamento sono completati al 50 per cento ma la preoccupazione di al-Sisi è di iniziare a traslocare almeno un paio di milioni di cairoti, iniziando dai quartieri più eleganti e ricchi. Per quelli più poveri non esiste ancora una data, segno che il Cairo continuerà a esistere, abitato da chi non può affrontare i costi del mercato immobiliare: in pratica quasi tutti i cairoti. Esiste, così, il rischio che la capitale egiziana diventi la Detroit del Medioriente, una città semi fantasma, un enorme ghetto di case popolari, abbandonate e con molti indigenti e disoccupati, prodotti dallo spostamento di servizi sociali e aziende. L’Egitto ha una densità demografica ai limiti dell’assurdo, compresa la disposizione. Su una superficie totale di un milione di kmq, il settanta per cento della popolazione occupa soltanto l’otto per cento del territorio, abitando lungo la valle e il delta del Nilo, una delle zone più sovraffollate al mondo. Due egiziani su tre hanno meno di 30 anni ed entro il 2050 la popolazione del Paese toccherà i 150 milioni (cresce di 2,5 milioni all’anno). Più volte al Sisi ha parlato del problema demografico paragonandolo al terrorismo, «è la sfida più grande che l’Egitto sta affrontando». Poi, la scelta di spostare il centro del potere verso Est è anche motivata dalla volontà di un avvicinamento al canale di Suez ma anche alla penisola del Sinai, politicamente instabile.Così come i costi, anche i tempi di realizzazione sono segreti. «L’intero progetto sarà autofinanziato attraverso la vendita di terreni pubblici», sono le poche parole del colonnello Husseini. Le società coinvolte nel faraonico progetto appartengono agli stati del Golfo, tranne la cinese Cscec. «È vero che il modello finanziario della nuova capitale non dipende dal bilancio statale, ma non si sa molto sui conti della società che lo gestisce, di proprietà del ministero della Difesa (51 per cento, il cui bilancio è segreto, ndr) e del ministero dei Servizi pubblici», racconta Amro Adly, professore di Scienze politiche all’Università del Cairo. Ma il rischio di speculazione è altissimo, i prezzi (appartamenti da 100mila euro) sono proibitivi per la maggior parte degli egiziani che vive con una media di 300 euro al mese. La grande speculazione colpirà il quartiere diplomatico, quasi terminato. I costi dei palazzi delle ambasciate sono talmente alti che molti paesi dell’Ue non hanno ancora deciso se trasferire gli uffici nella nuova capitale. La megalomania del progetto, hanno osservato in molti, contrasta con la miseria di oltre un terzo della popolazione che, secondo i dati della Banca mondiale, sopravvive con due dollari al giorno. Più che un gesto di civiltà per dare più dignità ai cairoti, è un’opera per i più agiati, che sottrae risorse indispensabili per lo sviluppo e il benessere sociale dell’Egitto. Alla Ferrari di Maranello termoscanner e test gratuiti per i dipendenti, postazioni sanificate e numerate, dotazione di mascherine (5 lavabili fino a 100 volte una tantum, 2 chirurgiche ogni giorno) e cestini sterilizzati, consegnati da camerieri, da consumare preferibilmente nel dehors della fabbrica. Alle porte poi, niente più maniglie ma maniglioni da aprire col gomito [Il Giornale].

 

Buste paga-4

Berkshire Hathaway, la società di Warren Buffett, ha chiuso il primo trimestre con un rosso di 49,7 miliardi di euro. Buffett ha svuotato il suo portafoglio dei titoli delle compagnie aeree.
[La Stampa].

Un certo tipo di collezionista considera i frammenti di meteoriti caduti sulla Terra (a oggi 60 mila pezzi) vere e proprie sculture il cui autore è l’Universo. Alcuni somigliano davvero a opere di Henry Moore, Umberto Boccioni, Alberto Giacometti. Da qui corsa dei prezzi, sicché si stima che il pezzo di Luna trovato nel Sahara, un chilo e mezzo di peso, e che sarà messo all’asta a fine mese da Christie’s valga fra i 300 e i 500 mila dollari.
[La Repubblica].

Risalgono le vendite di auto in Cina

Ad aprile le vendite di auto in Cina si sono attestate a quota 2 milioni, in crescita dello 0,9% rispetto all’aprile 2019. È il primo rialzo da giugno 2018 e alimenta le attese sulla ripresa dopo il Covid-19. La China Association of Automobile Manufacturers ha spiegato che nei primi mesi del 2020 ci sono state 5,67 milioni di consegne, il 32% in meno dello stesso periodo del 2019.

di Nicola Dario

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