Diamo i Numeri! – Dati e notizie

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I cento giorni che ci hanno cambiato la vita

Sono cento giorni (101 a dirla precisa) da quando l’Oms venne a conoscenza di una «polmonite con causa sconosciuta» in Cina. «È incredibile riflettere su com’è cambiato radicalmente il mondo in così poco tempo», ha detto il direttore generale dell’organizzazione Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Quasi due milioni di italiani hanno iniziato a lavorare da casa a causa dell’emergenza coronavirus. Secondo un sondaggio realizzato da Nomisma con Crif, al 56% non dispiacerebbe proseguire con questa modalità a fine serrata, anche se in maniera ridotta.

Svimez ha calcolato che il lockdown imposto dal coronavirus costa all’Italia 47 miliardi di euro al mese, di cui 37 al Centro-Nord e 10 al Sud. Sempre secondo Svimez, il decreto Cura Italia compensa solo il 30% delle perdite subite dai lavoratori autonomi. Ha maggiori effetti al Sud in rapporto al Pil (1,4% contro l’1,2% nel Centro-Nord), mentre in termini pro capite è più efficace al Centro-Nord (372 euro pro capite contro i 251 nel Mezzogiorno).

Amori

Le vendite di sex toys in Danimarca sono più che raddoppiate dopo che è stato detto ai cittadini di rimanere a casa per limitare la diffusione del coronavirus. «Mi rende felice che stiamo facendo qualcosa di buono in questo momento difficile, quando le persone si sentono vulnerabili», ha dichiarato Mathilde Mackowski, comproprietaria di Sinful, il più grande rivenditore di vibratori e simili nei Paesi del Nord Europa.
[Il Sole]

In questo periodo Ann Summers, catena britannica di lingerie sexy e accessori, ha aumentato le vendite del 27%. Conferme anche dalla berlinese Dindo King: gli ordini di vibratori sono aumentati dell’87%.
[La Stampa].

Buste paga/1

«Il contratto degli infermieri, alla voce indennità, prevede appena 3,50 euro netti al giorno. Una cifra vergognosa. Non basta: l’indennità per malattia infettiva scatterà per tutti coloro che hanno cambiato reparto solo da marzo. Calcolando che lavorano su turni anche di 11 ore, stiamo parlando di un’elemosina umiliante. L’emergenza non ha previsto nemmeno un soldo in più per la categoria. Ma come? Mandi la gente a rischiare la vita e non prevedi nemmeno l’una tantum di un bonus? Davvero pretendi che la gente rischi la pelle per 30 centesimi l’ora in più, ma con tante pacche sulle spalle?» [l’avvocato milanese Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus, a Felice Manti e Edoardo Montolli, Giornale]

La Regione Emilia Romagna darà mille euro a ciascuno dei 60 mila tra medici, infermieri, operatori sociosanitari in prima linea nell’emergenza coronavirus. L’ha annunciato il governatore Bonaccini presentando il pacchetto da 320 milioni varato dalla Regione per sostenere imprese, sanità, lavoratori, famiglie e studenti.

Lavazza riconoscerà un premio di 250 euro lordi, da corrispondere nelle buste paga di marzo e aprile, ai dipendenti che hanno continuato a macinare caffè nelle tre sedi di Torino, Gattinara (Vercelli) e Pozzilli (Isernia). Per l’azienda si tratta di uno stanziamento di 162.500 euro.
[Merli, ItaliaOggi].

«Bill Gates, Jeff Bezos e Michael Dell si impegnano a versare 100 milioni di dollari ciascuno per lo sviluppo di vaccini anti Covid-19 e per sostenere le food bank che donano cibo a chi è rimasto senza reddito. La fondazione di Michael Bloomberg spende 40 milioni di dollari nella sua battaglia contro la diffusione dell’infezione soprattutto in Africa. Mark Zuckerberg mette sul piatto della ricerca scientifica 25 milioni e, anche se il suo impegno per diffondere con varie iniziative di Facebook e Instagram la consapevolezza sui rischi del virus è molto elogiato, in Rete viene accusato di tirchieria: troppo piccola la donazione rispetto a un patrimonio personale che sfiora i 60 miliardi di dollari. Tanto più che nel frattempo il capo di Twitter e della piattaforma di pagamenti Square, Jack Dorsey, «investe» nella filantropia antivirus un miliardo di dollari, quasi un terzo del suo patrimonio».
[CdS].

Il prossimo 15 aprile i cestisti della Nba riceveranno gli stipendi per intero, pur non essendo mai scesi in campo dall’11 marzo. La Lega e l’associazione dei giocatori non hanno ancora raggiunto un accordo sul taglio degli ingaggi. Nel contratto dei giocatori è prevista una clausola legata agli «eventi di forza maggiore» che prevede in automatico una riduzione dell’1,08% dello stipendio annuale per ogni partita annullata.
[Gazzetta].

Servono dunque almeno altri 500 miliardi di fondi pubblici da investire nella ricostruzione dell’area euro. A reperirli emettendo nuovo debito può essere solo il «Recovery Plan», il piano di rilancio proposto in origine dalla Francia»
[CdS].

Amazon ha aperto un servizio di noleggio auto, per ora limitato a Fiat Panda o 500 Hybrid. Quattro anni e 60mila km a 279 euro al mese Iva inclusa.
[Il Sole]

Provvedimenti..
Il coronavirus ha finora provocato: 10 Dpcm, 7 decreti-legge, 2 delibere del Consiglio dei ministri, 1 protocollo del governo; 48 ordinanze e decreti del Capo Dipartimento della Protezione civile e 2 Ordinanze dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica; Il ministero della Salute ha emanato 57 fra decreti e ordinanze e gli altri ministeri 105, ciascuno nelle proprie competenze (il Mise sulle attività di impresa, il Mef sulle questioni fiscali e finanziarie, il Mit sui mezzi di trasporto e così via); nel mese di marzo le Regioni e le Province autonome hanno emanato 339 ordinanze, con in testa Campania (28), Toscana (26) e Calabria (25). A livello comunale le ordinanze dovrebbero essere 40 mila, Formiche].

La Finlandia, temendo una nuova invasione dei russi, fa scorta di mascherine da settant’anni.
[il Foglio].

 

‘Ndo cojo cojo

Uno studio della University of Washington calcola che entro agosto moriranno 60.000 americani. Le stime precedenti parlavano di quasi 82.000 morti, mentre la Casa Bianca aveva ipotizzato tra i 100.000 e i 240.000 morti.

Secondo il modello previsionale della Fondazione Gimbe, l’allentamento delle misure restrittive non dovrebbe avvenire prima del 2 giugno, quando l’aumento dei casi scenderà allo 0,1%, la soglia utilizzata nella regione cinese dell’Hubei per ridurre le retrizioni. Per arrivare a quello 0,1%, il modello Gimbe prevede un calo significativo a partire dal 16 aprile, quando l’aumento dei casi scenderà al 2%, per passare all’1% il 27 aprile e allo 0,5% il 7 maggio

Semplificazioni

«Provvedimenti per la riforma delle Amministrazioni dello Stato, la semplificazione dei servizi e la riduzione del personale». Sono passati novantanove anni dal giugno 1921 in cui l’allora ministro del tesoro Ivanoe Bonomi presentò un suo progetto per cambiare la burocrazia italiana. Novantanove. Eppure lo stesso titolo di quella lontana legge pare scritto ieri mattina. Non perché fosse spericolatamente futurista allora: perché è stravecchio il linguaggio burocratico di oggi. Il Decreto-legge recante disposizioni urgenti per il sostegno alla liquidità delle imprese e all’esportazione dice tutto. Le migliori intenzioni, le più generose aperture, i più volenterosi obiettivi, rischiano infatti di impantanarsi in un testo che si srotola per cento pagine in 37.157 parole. Il quadruplo di quelle usate dai padri costituenti per la nostra Carta. Sinceramente: tutte parole indispensabili?

La Svizzera..

Un metro più in là del confine, in Svizzera, il modulo che un imprenditore deve riempire per avere un prestito pari a un decimo del fatturato 2019 a interessi zero fino a 500.000 euro, credito da restituire entro cinque anni, consiste in una pagina. Una.
Una pagina che chiede una dozzina di dati dell’impresa (nome, indirizzo, numero di dipendenti, iban, telefono, cifra d’affari, email…) ed elenca due manciate di condizioni contrattuali. Tipo quella che chi chiede soldi non può avere in corso una procedura di fallimento. Seguono luogo, data e firma. Fine. Tutto facile. Come di facile lettura, spiegata con chiarezza sul Web, è l’intera legge su questi «crediti transitori». Breve. Asciutta. Alla portata di tutti.

Le stime catastrofiche sul lavoro

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro stima che 1,25 miliardi di lavoratori sono ad alto rischio per l’incremento «drastico e devastante» dei licenziamenti e delle riduzioni dei salari e dell’orario lavorativo. L’agenzia delle Nazioni Unite ha stilato un rapporto sulle conseguenze della pandemia secondo cui occorre prepararsi a «perdite devastanti in termini di ore di lavoro e occupazione». Nel precedente rapporto, pubblicato lo scorso 18 maggio, prevedeva 25 milioni di disoccupati. Ora lo scenario è peggiore, e di molto. Si prevede che la crisi ridurrà il numero di ore lavorate nel mondo del 6,7 per cento nel secondo trimestre del 2020, equivalenti a 195 milioni di lavoratori a tempo pieno. I settori più a rischio sono quelli degli alloggi, della ristorazione, delle manifatture, della vendita al dettaglio e delle attività commerciali e amministrative.

Il crollo della produzione in Italia

L’Istat calcola che in uno scenario «caratterizzato dall’estensione delle misure restrittive anche ai mesi di maggio e giugno, la riduzione dei consumi sarebbe del 9,9%, con una contrazione complessiva del valore aggiunto pari al 4,5%». Nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, con le prime previsioni sull’impatto del Coronavirus, si legge che la limitazione delle attività produttive fino alla fine di aprile determinerebbe invece, su base annua, «una riduzione dei consumi finali pari al 4,1%». Per quanto riguarda i dati sulla produzione, invece, «la limitazione delle attività produttive coinvolgerebbe il 34,0% della produzione», quindi oltre un terzo, e «il 27,1% del valore aggiunto».

Auto
Volkswagen, Daimler e Bmw hanno fatto sapere alla Merkel che senza le componenti delle fabbriche spagnole e soprattutto italiane, al momento chiuse, l’industria automobilistica tedesca è ferma. Reuters e AutonewsEurope.com fanno anche sapere che le tre aziende sollecitano la Kanzlerin a provvedimenti che garantiscano liquidità immediata alle industrie italiane di componentistica, fallendo le quali le fabbriche tedesche di automobili – 5,5 milioni di vetture l’anno – resterebbero ferme molto a lungo. Le imprese italiane che forniscono componenti ai tedeschi sono più di duemila. Tra queste, anche le cosiddette multinazionali tascabili, come la Brembo (freni) e la Adler (plastiche e interni). La componentistica italiana vale 5 miliardi di euro. La Volkswagen nei giorni scorsi aveva fatto trapelare che ogni settimana di blocco equivale a 2 miliardi di perdite.
[Messaggero].

Bond

La Banca centrale europea ha comprato 30,2 miliardi di bond europei nei primi cinque giorni di vita del Pepp, il programma di acquisto titoli per l’emergenza pandemica. Un simile ritmo significa sei miliardi al giorno, che se proiettati su un orizzonte più ampio equivalgono a 133 miliardi al mese contro gli 83 miliardi previsti dal programma complessivo di 750 miliardi. Ciò significa che la Bce sta anticipando la potenza di fuoco del programma.
A marzo la Bce ha acquistato bond italiani per 11,85 miliardi sia nell’ambito del quantitative easing che del programma di acquisti pandemici. A febbraio i bond acquistati erano stati pari a 2,26 miliardi

I camion non si sono mai fermati

A marzo in Italia il movimento delle automobili è sceso del 55%. Mentre il traffico pesante, quello dei camion, non si è mai fermato, facendo registrare un calo di appena il 25% rispetto allo stesso mese del 2019. «La misurazione avviene con l’Indice di Mobilità Rilevata su tutto il territorio nazionale sulla rete Anas. E ovviamente parliamo di una media, per cui ci sono regioni che hanno cali molto più ridotti. È il caso ad esempio della Toscana con un -7%. Seguono l’Umbria (-13%), il Molise (-16%), il Veneto (-17%) e la Campania (-20%). E anche in Lombardia, l’area più colpita dal Covid-19, il traffico dei mezzi pesanti a marzo è calato del 27%».
[CdS]

Case
«Oggi, secondo i dati Istat un terzo delle abitazioni italiane non ha né terrazzo né balcone, il 60% ha solo un bagno e l’8% dello stock abitativo è stato costruito in questo secolo. Questo perché è stato preferito il modello della “densificazione”, come ricorda Paolo Bellacosa, partner real estate di Vitale, nel quale è stato ritenuto premiante vivere in prossimità delle metropolitane e dei luoghi di lavoro, con una crescente insostenibilità dei prezzi. Quanto sta succedendo potrebbe determinare un modello di de-densificazione, con le persone più propense a vivere in sobborghi più verdi e confortevoli. Tutto questo comporterà una rimodulazione dei parametri di valutazione degli immobili. Nel complesso però, appare chiaro che il valore di questo bene rifugio anche nel breve soffrirà. Il settore della compravendita degli immobili, che era tornato a crescere, si è purtroppo ora fermato. Nomisma prevede un crollo dei prezzi delle case nel biennio 2020-21 tra l’1,1 e il 3,1% e una perdita tra i 7 e i 20 miliardi di fatturato nel settore residenziale (sul 2019) e tra i 2,6 e i 5,8 miliardi di euro di capitali investiti nel segmento corporate. Dati per nulla rassicuranti, perché dalla casa, in cui è investito il 75% della ricchezza delle famiglie italiane, dovrà necessariamente ripartire la ripresa».
[Il Sole Plus 24].

Buste paga/2

Secondo Forbes, Trump, causa coronavirus, ha perso un miliardo di dollari in un mese [Repubblica].

«Negli ultimi 10 anni il calcio ha moltiplicato il suo fatturato in modo fittizio. Incassa 100 milioni per vendere Pogba ma ne paga altrettanto per prendere Higuain. Il fatturato cresce, la ricchezza no. Pallotta 9 anni fa comprò la Roma per 124 milioni. Prima del virus l’aveva ceduta a 710. Il 600 per cento in più. Può essere reale? Cosa si nasconde davvero in questo mondo? Quali sono i veri vantaggi che offre? L’Inter pagò Ibrahimovic 28 milioni, oggi con 14 anni meno, ne varrebbe 200 più una quarantina di mediazioni».
[CdS].

 

Petrolio, accordo sui tagli

Gli arabi taglieranno la produzione di petrolio di quattro milioni di barili, la Russia di due milioni, gli altri paesi Opec del 23%. È il succo dell’intesa raggiunta ieri tra Mosca e Riad. Nessun effetto sulle quotazioni: dopo un rimbalzo del 10%, Wti e Brent si sono di nuovo assestati su 22,73 e 32,13 dollari a barile [Semprini, Sta].
«Riad ha speso un miliardo di dollari per acquistare a prezzi di saldo azioni delle maggiori compagnie europee, tra cui anche l’Eni. Secondo il Wall Street Journal, il primo a rivelare la notizia, il fondo sovrano di Riad avrebbe acquistato sul mercato azioni di quattro compagnie. Oltre che l’Eni, nel mirino sono finite Royal Dutch Shell, Total ed Equinor, l’unica per cui è ufficiale l’ingresso dei sauditi nel capitale (con lo 0,43% al 6 aprile, rilevato per 200 milioni). È probabile che nessuna delle partecipazioni superi la soglia dell’1%, che in Italia rende obbligatoria la comunicazione entro 5 giorni alle autorità di vigilanza. I movimenti sul titolo Eni non sono comunque sfuggiti all’attenzione della Consob, che li aveva notati prima ancora che circolassero i rumor, durante le consuete attività di revisione dei transaction reports trasmessi da Borsa italiana. La guardia rimane alta, soprattutto in questo periodo difficile e per una società strategica come quella del Cane a sei zampe. Da San Donato nessun commento. La partecipazione saudita potrebbe comunque essere – almeno per ora – limitata, se le voci sull’importo complessivo degli acquisti sono veritiere. Rilevare l’1% di Eni ai valori attuali costerebbe circa 340 milioni di dollari».
[Il Sole].

Clamoroso
«L’ultima ipotesi di cui si parla è far giocare le 124 partite del campionato di serie A che mancano tutte a Roma, città che a fine aprile si prevede a contagio zero».
[CdS].

Aerei
L’aviazione civile dà lavoro a 2,7 milioni di terrestri. L’indotto vale 65,5 milioni di posti. Ipotizzando restrizoni ai viaggi di tre mesi, il 38% di queste persone verrebbero licenziate. Vale a dire quasi 29 milioni di esseri umani sul lastrico. A dicembre s’era stimato un utile a fine anno delle compagnie di 29,3 miliardi. Solo in questo trimestre si è sotto di 39 miliardi. I dati sono della Iata. Il suo direttore generale, Alexandre de Juniac, ha detto: «Ci servono aiuti per 200 miliardi».
[Il Sole].

Guanti
Quasi il cento per cento dei guanti usa e getta che si adoperano in America, uno degli strumenti cruciali per maneggiare i pazienti Covid, è di importazione cinese.
[Fatto].

Latte
In America i produttori continuano a mungere le vacche perché non possono fare altrimenti e poi versano il latte nei campi, perché le fabbriche che li impacchettano sono chiuse e i camionisti che lo trasportano se ne stanno in casa per paura del contagio.
[Il Foglio].

 

L’Argentina di nuovo prossima al default

«Se già era difficile per l’Argentina onorare il suo debito estero, con la crisi provocata dal Covid19 l’impresa diventa impossibile. Da settimane il ministro d’economia Martin Guzman sta giocando su più tavoli per posticipare, sospendere o rinegoziare titoli che per Buenos Aires sono oggi impagabili. Questa settimana è stata decisa la proroga unilaterale di un anno del pagamento dei titoli nel mercato interno per l’equivalente di 10 miliardi di dollari.
La gran fetta del debito argentino è però negoziato all’estero, in particolare alla borsa di New York. Guzman dovrebbe presentare una proposta ai creditori, per lo più grandi fondi d’investimento e già si parla di un taglio tra 45 e 80 miliardi di dollari e slittamento delle scadenze. Il piatto piangeva già prima, l’emergenza coronavirus ha solo peggiorato la situazione. L’altra grande battaglia riguarda il maxi prestito concesso dal FMI al governo di Mauricio Macri. Il neo presidente Alberto Fernandez aveva già strappato dal Fondo la sospensione delle rate in scadenza nei prossimi mesi, ora si punta al congelamento.
Una montagna di prestiti.Negli ultimi due anni Buenos Aires ha riscosso dal massimo organismo finanziario internazionale la bellezza di 44 miliardi di dollari, usati in gran parte per pagare altri debiti. A Washington si stanno già preparando al peggio».
[Guanella, Sta].

Usa verso il 15% di disoccupazione

La scorsa settimana negli Stati Uniti 6,6 milioni di persone hanno fatto richiesta per il sussidio di disoccupazione. Così il totale sale a 16 milioni di domande in tre settimane. Ieri la Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha annunciato l’intenzione di immettere altri 2.300 miliardi di dollari per stimolare l’economia, per finanziare società e privati che più di tutti stanno soffrendo gli effetti della crisi economica generata dall’epidemia. Diversi analisti si aspettano che per la fine di aprile ci saranno più di 20 milioni di persone disoccupate negli Usa e che il tasso di disoccupazione balzerà dal 3,5% di febbraio al 15%.

Clamoroso
Collezionisti di trenini in Germania: 26 mila, riuniti in 430 club.
[Sette]

 

Cose sparse

Nel mondo abbiamo superato il milione e mezzo di contagi. A New York nuovo record di morti in un solo giorno: 799. In Spagna rallenta il numero di decessi: per il premier Sánchez è stato raggiunto il picco. Le frontiere polacche restano chiuse fino al 3 maggio. In Bielorussia i casi di contagio sono arrivati a 1.481 e pensare che il presidente Lukashenko aveva detto che «qui il virus non c’è». Gli U2 donano 10 milioni alla sanità irlandese. In Afghanistan anche i talebani combattono la pandemia.

«Le Rsa non hanno attrezzature mediche avanzate e il farmaco da usare per protocollo, il Plaquenil, è sempre più difficile da trovare, dicono i titolari delle strutture. Alla Sacra Famiglia di Cesano Boscone, mille pazienti e per l’80 per cento con disabilità, ci sarebbero almeno venti decessi e una trentina di persone isolate. Le Rsa hanno le camere mortuarie che straripano, “sacchi neri e bare e fogli di carta per segnare i nomi dei defunti sperando che non si confondano”, è commosso Maurizio Cremascoli, titolare di tre servizi di pompe funebri, 24 dipendenti e nessuna mascherina ricevuta»
[CdS].

Patch
Costo dei capelli per un patch: 12 mila euro al chilo. Lo stilista Elvio Martini: «una pellicola leggerissima e traspirante, che viene fatta su misura, su cui si installano capelli veri e che poi viene fissata sul cuoio capelluto del cliente. Tra acquisto e manutenzione è bene mettere in conto circa 250 euro al mese. Una volta che è stato installato, lo si tiene giorno e notte, ci si fa il bagno, si va in palestra, ecc. Non provoca allergie»
[Oggi].

Francia
In Francia nessuno vuole fare il parrucchiere, ne mancano almeno diecimila, benché, a Cap di formazione conquistato, si possano guadagnare anche 4.000 euro al mese. Il salario d’ingresso è troppo basso e i piccoli stanno in piedi a stento a causa della concorrenza di Wecasa che ti viene a fare il servizio a domicilio (19,90 gli uomini, 24,90 le donne). I saloni in tutto il Paese sono 63 mila. Il mercato vale intorno ai 6 miliardi.
La scuola dell’Oréal, appena inaugurata a Parigi, formerà 50 parrucchieri l’anno [ItaliaOggi].

Nero
Il modo di tingersi i capelli di nero nel trattato sulla bellezza di Trotula de’ Ruggiero, nata nel 1050 circa: «Prendi la scorza di una melagrana pienamente matura e pesata fino a sminuzzarla, mettila a bollire in aceto o semplicemente in acqua, filtrala e aggiungi galle di quercia polverizzate e allume in quantità tale da ottenere una poltiglia densa come un cataplasma» (Trotula de’ Ruggiero L’armonia delle donne Manni, San Cesario di Lecce 2020)
[ Sole].

RSA

L’Iss ha avviato una ricerca. Finora 570 le risposte: «Ma i decessi nelle case di risposo sono sottostimati». Il buco nero è quello. Via via che passano i giorni si cerca senza successo di comprendere la reale portata della catastrofe Rsa, le residenze per anziani non autosufficienti. Sono migliaia gli infettati e i morti in tutta Italia, questa è l’unica certezza. La Protezione civile nel suo conto dei decessi non calcola quanti sono avvenuti in quelle strutture e soprattutto ci sono morti che non potrebbero comunque essere classificati come vittime del coronavirus, perché su di loro non è stato fatto il tampone. Così l’Istituto superiore di sanità ha messo in piedi una survey scientifica, cioè un’indagine che per ora rivela come la situazione sia più grave in Lombardia, dove quasi 7 ospiti di Rsa su 100 sono morti, per un totale di quasi mille persone.

I dati dell’Istituto superiore

Sarebbero circa 300mila gli anziani non autosufficienti ospitati nelle Rsa italiane, stimate in 4.500. Hanno in media 85 anni e il 60% di loro soffre di una demenza. Quando l’Istituto si è reso conto che qualcosa non andava ha avviato il suo studio, basato su un questionario inviato a tutte le residenze inserite nel suo archivio (circa 2.500). Si è appena conclusa la seconda puntata di questo lavoro e le strutture che hanno risposto sono passate da 250 a 570. Si chiede, tra l’altro, quanti anziani sono morti dopo la diagnosi di Covid-19 e quanti con sintomi influenzali, proprio perché si pensa che probabilmente c’è una sottostima dei decessi legati alla pandemia. Ebbene, nelle strutture Lombarde monitorate, 164 su un totale di 708, queste morti sono state 934 a partire da febbraio, cioè il 6,8% del totale degli ospiti. La media nazionale è del 3,1%, ed è ovviamente trainata dalla stessa Lombardia. Toscana ed Emilia, che si dividono il secondo posto in classifica, si fermano intorno al 3%.
Se si proiettassero le percentuali sul totale degli ospiti di Rsa, si otterrebbe un numero di morti legate al coronavirus altissimo: 12mila, delle quali almeno 3mila nella sola Lombardia. L’Istituto ha anche chiesto quali sono stati i problemi principali in questo periodo e in quasi il 90% dei casi si cita la carenza di dispositivi di protezione.

La situazione nelle Regioni

Non solo Milano ma anche Ascoli, Torino, Lecce, Genova. Le procure di mezza Italia aprono fascicoli sui decessi nelle Rsa. Del resto un po’ ovunque avviene la stessa cosa: morti e contagi sono tanti e paiono sottostimati. In Emilia i decessi sono stati 230 e 900 i contagi, tra ospiti (700) e operatori. In Piemonte gli esami col tampone sono molto pochi, ma ci sono comunque circa 135 morti sospette. A Lessona (Biella) c’è una casa di cura dove hanno perso la vita 21 ospiti ma solo su 9 è stato fatto il tampone. In Liguria alla Regione risultano 65 decessi per Covid nelle case di riposo ma a Genova nella prima settimana di aprile in queste strutture, si scopre dai dati delle pompe funebri, i morti per il virus sono stati 190.
La Toscana ha avviato un piano di esami a tappeto nelle Rsa, dove i positivi sarebbero circa 800, con strutture che hanno avuto anche una decina di morti. Nel Lazio, a Civitavecchia, c’è una Rsa con 43 infettati su 60 ospiti e 13 decessi. Anche al sud la situazione è critica, malgrado ci siano meno strutture di questo tipo e il virus circoli meno che al nord. In Puglia risultano ufficialmente 17 decessi ma la struttura per anziani di Soleto in provincia di Lecce ha visto da sola 10 morti e 88 contagiati. In Sicilia ci sono varie residenze colpite come Villafrati nel Palermitano: 74 positivi e 7 morti. In Campania i dati ufficiali sono bassi, 95 positivi, e 15 morti, rispetto a un totale di 3.148 contagiati. Ma in una sola clinica, a Sant’Anastasia (Napo-li), su 56 ospiti 44 sono risultati positivi.(La Repubblica)

Troppi in casa e senza computer

Secondo l’Istat in Italia il 27,8% delle persone vive in sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è più diffusa per i minori, il 41,9% dei quali si trova in case sovraffollate. I dati della ricerca Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi si riferiscono al 2018. Sempre stando allo studio, circa il 30% delle famiglie non ha un computer in casa e la percentuale sale al 41% al Sud, con Calabria e Sicilia in testa (46% e 44,4%).

Dopo l’approvazione del decreto legge sulla scuola, il premier Conte ha ammesso che se fosse per lui inserirebbe «una modifica alla Costituzione con il diritto all’accesso alle reti info-telematiche. Il concetto della libertà sostanziale – ha spiegato – è nell’art. 3, secondo il quale compito della Repubblica è quello di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Oggi lo strumento di partecipazione più efficace è l’accesso a Internet. Dobbiamo fare degli sforzi per offrire reti info-telematiche a tutti gli studenti»
[Fatto].

 

di Nicola Dario

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