Diamo i Numeri! – dati e notizie

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Fuori sacco

-In gennaio il Parlamento italiano non ha approvato neanche una legge
[Il Giornale].

-Per via dei blocchi della rivalutazione, i pensionati italiani negli ultimi nove anni hanno perso ogni 12 mesi tra i mille e, per quelli più benestanti, gli ottomila euro. L’ha fatto sapere la Uil in vista del nuovo incontro tra sindacati e governo previsto per oggi al ministero del Lavoro sulla riforma della previdenza.
[Avvenire].

-Joe Bastianich aprì il primo locale grazie a 80 mila dollari che gli aveva prestato la nonna. «Lei, 99 anni, è ancora mia socia».

-«Abbiamo oltre mille imprese a partecipazione nazionale (di controllo o minoritaria) che occupano più di 130mila dipendenti e generano oltre 16 miliardi di fatturato. Si tratta per la maggior parte di medie aziende prevalentemente manifatturiere, specializzate in diversi settori merceologici, tra cui meccanico ed elettro-meccanico, lavorazione metalli, prodotti tessili, settore sanitario, materiali da costruzione, mobili, impianti di refrigerazione e condizionamento. Esistono anche numerose imprese di servizi, in particolare per quanto riguarda la distribuzione commerciale e la consulenza tecnico-professionale. Una delle caratteristiche del nostro tessuto imprenditoriale è proprio quella di saper reagire in maniera flessibile alle mutate condizioni dell’ambiente esterno. Queste aziende possono comunque far affidamento sulla presenza di una articolata rete di supporto da parte delle istituzioni del sistema Paese, in primis la nostra rete diplomatico-consolare e quella degli Uffici dell’Ice. Per chi esporta in Cina il programma promozionale Ice per il 2020, che prevede investimenti promozionali per circa 20 milioni, non subirà variazioni. Appena sarà confinato il problema del coronavirus, agiremo con forza anche per sostenere una nuova e più intensa crescita delle nostre imprese su quel mercato con il contributo, ne sono certo, dello stesso governo cinese, che vorrà mettere in campo ogni misura possibile per accelerare la ripresa dei commerci».
[intervista a Di Maio, ibid].

-«Tutte le previsioni finora dicono che il Pil della Cina quest’anno perderà tra lo 0,2 e lo 0,7%. Per l’Italia «al momento è difficile fare delle stime. È prematuro», ha spiegato in questi giorni a più riprese Gualtieri. Ma in ballo ci sono 13 miliardi di esportazioni e 31 di beni importati».
[La Stampa]

Frechete!!

Wanna Marchi e la figliola Stefania NobilE promettono di insegnare, a chi si iscrive ai loro corsi di marketing, «cosa e a chi vendere», «come saper vendere se stessi», «come superare timidezza, paura, insicurezza», «come vincere le paure per diventare imprenditore e lasciare il posto fisso», «leadership», «come vendere al telefono, come vendere con il corpo». Prezzo del corso: 5.250 euro, ma solo 499 per i primi duecento iscritti. Con mille euro si impara anche a «come rialzarsi dopo un fallimento».
[La Repubblica]

 

Il Pil non crea davvero alcuna felicità

I dati 2019 sullo spreco alimentare in Italia denunciano che questo equivale a 15.034.347.348 € (quasi 1 punto del Pil nazionale): 12 miliardi del cibo già prodotto e gettato, più gli oltre 3 miliardi per lo spreco di filiera e distribuzione. Il cibo buttato pesa 700,7 grammi pro capite per un valore di 3,75 euro pro capite settimanali. Inoltre, i 3/4 del totale del cibo sprecato vengono gettati nelle nostre case. L’Emilia-Romagna è la regione più virtuosa nella rigenerazione dei rifiuti: 1 cittadino su 2, il 54% della popolazione, adotta questa pratica e soltanto il 53% degli intervistati è vittima della scadenza del cibo (e, comunque, rappresenta il 10% in meno del dato nazionale). In Emilia, lo spreco alimentare è percepito come emergenza per 6 cittadini su 10 e 1 su 2 cittadini sente come un pericolo lo spreco idrico. A fronte di questo allarme, però, Waste Watcher dichiara che aumenta la percezione dello spreco alimentare: 7 italiani su 10 (il 68%) sanno che è il settore in cui sprecano maggiormente. I motivi sono tra i più banali: cibo scaduto (per il 63%) ed eccessivo acquisto di prodotti alimentari (per il 58%). […]La situazione reale per conto del ministero dell’Ambiente è di 15 miliardi di euro, vale a dire quasi1 punto del Pil nazionale.

Incidenti e  non solo

-Nel 2018 in Italia gli incidenti stradali hanno causato 3.325 decessi; 12 gli incidenti con aerei (nessuno su voli di linea). Secondo l’ultimo Rapporto annuale sulla sicurezza delle ferrovie dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, pubblicato nel 2019 e relativo al 2018, i decessi in incidenti ferroviari sono stati 73, che salgono a 158 se si contano quelli causati dalla presenza di persone sui binari. Quello di Lodi è il primo incidente mortale che riguarda i treni ad Alta Velocità»
[La Stampa]

-Esiste adesso una divisione italiana di Hyperloop (Hyperloop Italia), la società che costruisce tunnel privi di aria all’interno dei quali fa correre una capsula-vagone che viaggia senza toccare terra (levitazione magnetica). Velocità dei treni: 1.223 chilometri l’ora, cioè Roma-Milano in 25 minuti. La tecnologia si chiama “vactrain”, i progetti allo studio sono sei, tre al Nord e tre al Sud  (qui un video).

-Il Pil delle città collegate con i 303 treni dell’alta velocità è cresciuto di 10 punti nel periodo 2008-2018. Il Pil delle città non collegate di soli 3 punti. I 43 milioni di spostamenti dell’alta velocità registrati nel 2017 sono per il 40% nuovi spostamenti. Il 23% è traffico sottratto all’aereo, il 21% alla strada, il 16% alla ferrovia tradizionale (da uno studio della Federico II di Napoli).
[Il Sole]

Crollo della produzione industriale

Dopo cinque anni, nel 2019 la produzione industriale italiana è tornata a scendere. I dati diffusi ieri dall’Istat indicano un calo dell’1,3% in media rispetto al 2018, quando si era registrata una crescita dello 0,6%. A dicembre, la produzione ha segnato un -2,7% rispetto a novembre, il calo più ampio dal gennaio 2018. E nel quarto trimestre dello scorso anno la flessione è stata dell’1,4%, la più marcata dal 2012. Il calo più forte rispetto al dicembre 2018 è stato per i beni intermedi (-6,6%), l’energia (-6,0%) e i beni strumentali (-4,7%). Un forte calo è arrivato anche dal settore dell’auto: nel 2019 la produzione è crollata del 13,9%, anche qui il dato peggiore dal 2012.

Mascherine

«La domanda di mascherine s’è moltiplicata del 2-3 mila per cento, i cinesi hanno fatto incetta di mascherine per spedirle in patria, dalla Cina siamo sommersi di ordini» (Mariolina Bongiorno, titolare della Borgonovo di Curno, il cui magazzino s’è svuotato in poche ore dei suoi cinquantamila pezzi) [Avvenire].Boom anche nella richiesta di macchinari da disinfezione, al prezzo di 5-12 mila euro l’uno. Roberto Facchini, amministratore delegato della Infinity Biotech di Rivergaro, provincia di Piacenza: «Abbiamo ricevuto un ingegnere cinese in arrivo dalla Germania, ha acquistato un grande quantitativo di macchine da spedire in patria. I cinesi stanno setacciando l’Europa alla ricerca di dispositivi del genere. Piovono richieste anche da Canada, Indonesia e Australia»
[Birolini, cit].

-«Sull’onda delle ultime epidemie, dall’Ebola alla Sars, negli ultimi anni il mercato dei disinfettanti (dominato dalle multinazionali Usa) è in crescita costante. Secondo un report di MarketsandMarkets il business salirà dagli 837 milioni del 2019 a 1 miliardo e 252 milioni nel 2024. La stima, però, risale a luglio. Dopo il Coronavirus andrà rivista al rialzo»
[ibid].

Muri marini

Il governo greco (destra) ha bandito la gara per la costruzione del muro galleggiante tra la Turchia e l’isola di Lesbo, una delle rotte preferite dei migranti d’Oriente. Duecento morti l’anno scorso, un milione di sbarchi dal 2014. Il flusso, interrotto dopo il versamento di 6 miliardi alla Turchia da parte della Ue, è ripreso: 74 mila arrivi nel 2019 contro gli 11 mila arrivi, per esempio, in Italia. Stazionano adesso nei campi greci 112 mila uomini, donne e bambini, 20 mila solo nel campo di Moria a Lesbo. Il muro, di 2,7 chilometri, sarà alto mezzo metro sul livello del mare. Tante luci intermittenti per segnalarlo di notte. Costo: mezzo miliardo.
[La Repubblica].

Maxxi

Numeri del Maxxi: 3.328.000 visitatori in dieci anni, di questi il 39% viene dal resto del mondo, ricavi in biglietteria 12.746.570, 580.000 contatti sui social (secondi dopo gli Uffizi, Melandri: «Dopo gli Uffizi ci sta»), 531 opere in collezione (erano 235 all’inizio), 41.200 volumi in biblioteca, 250 aziende sostenitrici e 230 mecenati privati, bilancio 2020 di 13.227.582 euro più 2 milioni per il Maxxi dell’Aquila, che inaugura tra poche settimane.

Quarantenni

La classe d’età che produce di più è quella dei 40-44enni. Italiani di 40-44 anni nel 2019: 4,4 milioni. Italiani che avranno 40-44 anni tra dieci anni: 3,4 milioni (rapporto Un buco nero nella forza lavoro italiana pubblicato dall’Istituto Toniolo).
«Il tasso di occupazione dei 40-44enni risulta attorno al 74%, quasi dieci punti sotto la media europea. Quello che però è più preoccupante constatare è che tale coorte dieci anni fa (quando aveva 30-34 anni), presentava un tasso di occupazione solo leggermente più basso (attorno al 73%), mentre chi ha oggi 30-34 anni parte già da cinque punti percentuali in meno (attorno al 68%). Questi dati ci dicono che l’Italia sta entrando in una nuova fase della sua storia che corrisponde a un inedito impoverimento della forza lavoro» [Il Sole 24 ore].

Migranti

«La popolazione straniera residente era pari, alla fine del 2018, sempre secondo i dati Istat, a 5 milioni 255 mila 503 unità, l’8,7 per cento del totale con un incremento di 111 mila unità, senza tenere conto ovviamente degli irregolari. La Svizzera è al 25 per cento; la Germania all’11,7. Siamo all’undicesimo posto in Europa per presenza di immigrati. Nel 2018 i nuovi permessi di soggiorno rilasciati ai cittadini non comunitari sono stati 242 mila, il 7,9 per cento in meno rispetto a un anno prima. Il sollievo di meno sbarchi, meno arrivi per la prima volta dall’Africa è compensato dalla constatazione, più amara e silenziosa, che l’Italia come terra di emigrazione non sia più così tanto attrattiva».
[CdS].

Fecondità

«Tra il 1970 e il 1988 l’indice di fecondità delle donne arrivate dal Sud si è allineato a quello delle native. E la storia si ripete con le donne straniere». Tra 2004 e 2018 il numero di figli delle donne straniere è sceso da 2,69 a 1,84, Quello delle native è di 1,17. «In media siamo a 1,27 figli mentre il ricambio della popolazione è assicurato da 2,1 figli per coppia. Chi viene a vivere qui si ritrova in breve a sacrificare la famiglia allargata».
[La Stampa]

Giappone

In Giappone le nascite sono in calo da tredici anni. Nel 2019 s’è stabilito il record: meno di novecentomila nati, a fronte di un milione e 376 mila morti, saldo negativo di 512 mila unità, cifra del declino mai toccata negli ultimi 120 anni.
[CdS].

Cina

Ha un problema di denatalità anche la Cina: «il tasso di nascite nel 2019 è sceso ancora, all’1,05%, il più basso dalla fondazione della Repubblica popolare, settant’anni fa. Nel 2019 sono nati 14,65 milioni di bambini, 580.000 meno del 2018: il numero più basso dal 1961, quando il Grande balzo industriale tentato da Mao Zedong aveva sprofondato l’impero nella carestia. La popolazione in età lavorativa (tra i 15 e i 59 anni) si è ridotta di 890.000 unità. Con la popolazione attiva che diminuisce si restringe il numero dei consumatori del mercato interno, come sanno bene le società occidentali. La società cinese potrebbe invecchiare prima di diventare davvero ricca».
[CdS].

Buste paga

-«Il pm antimafia Nicola Gratteri dice: “Il problema della corruzione in magistratura c’è, e riguarda il 6-7%, non di più”. Non è un problema legato ai soldi. Guardando alla media delle retribuzioni lorde annue del pubblico impiego la magistratura si colloca al top con 137.294 euro (e 45 giorni di ferie), seguita a distanza da carriera prefettizia (94.293), autorità indipendenti (91.259) e carriera diplomatica (87.121): “Guadagniamo bene – conferma il procuratore capo di Catanzaro, ospite di Lucia Annunziata a In mezz’ora – io prendo 7.200 euro al mese, quindi non c’è giustificazione, non è uno stato di necessità, non è il tizio che va a rubare  al supermercato per fame”. La corruzione in magistratura “ha a che fare con l’ingordigia”».
[Il Giornale].

-Michael Bloomberg ha già speso 314 milioni di dollari per sostenere la sua candidatura alle presidenziali «pur non essendosi ancora presentato al cospetto dei votanti (scenderà in campo solo tra un mese nel Super martedì che assegnerà quasi il 40 per cento dei delegati chiamati a scegliere il candidato democratico alla Casa Bianca)».
[La Repubblica].

-In Italia tre famiglie su quattro vivono in case di proprietà. Per l’Agenzia delle Entrate il patrimonio abitativo vale seimila miliardi di euro. Tre famiglie italiane su quattro vivono in una casa di proprietà. Nel 2016 la superficie media di un’abitazione era di 117 metri quadri, il valore medio di circa 162 mila euro (1.385 euro a metro quadro). Il valore complessivo del patrimonio abitativo supera i 6.000 miliardi (dati Agenzia delle Entrate e Mef).

Unicredit taglia seimila posti e 450 filiali in Italia

Come si legge nella lettera inviata ai sindacati, da qui al 2023 Unicredit taglierà in Italia seimila posti di lavoro e chiuderà 450 filiali. Motivo: l’attività dei clienti allo sportello si è più che dimezzata in pochi anni, il numero delle operazioni effettuate in filiale è calato del 55%, mentre è costante l’aumento di clienti che fanno uso esclusivo di canali internet o telefonici. In termini assoluti – spiega Unicredit – nel 2019 ci sono state 20,3 milioni di operazioni in meno rispetto ai 36,8 milioni di operazioni del 2016. Per questo la banca punta sempre più a digitalizzare processi e servizi. Il taglio di personale in Italia rappresenta la gran parte della riduzione dei posti di lavoro all’interno del gruppo, in totale ottomila. Il resto dei tagli in Germania e in Austria. Una cifra «inaccettabile», attacca Lando Maria Sileoni, il leader della Fabi, il principale sindacato dei bancari. Che rilancia: ogni due esuberi vogliamo «almeno un’assunzione» e uscite solo concordate.

Fca ha chiuso il 2019 con un utile in calo del 19%,ma…

-Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso l’esercizio 2019 con un utile netto di 2,7 miliardi di euro, in calo del 19% rispetto allo scorso anno. Ma grazie a un quarto trimestre record (utile netto in crescita del 35% a 1,6 miliardi) ha potuto confermare i target fissati al 2020. I ricavi netti sono stati di 108,1 miliardi, in calo del 2% rispetto all’esercizio precedente. La nota diffusa dal gruppo conferma che le trattative per la fusione tra Fca e Psa sono ben avviate e che «dovrebbe chiudersi alla fine del 2020 o all’inizio del 2021». L’operazione, aggiunge il comunicato, «genererà sinergie che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro su base annuale». L’amministratore delegato Mike Manley parlando al Financial Times ha annunciato che se la situazione del coronavirus continua a peggiorare «Fca potrebbe fermare uno stabilimento in Europa nelle prossime due-quattro settimane». Mancano i pezzi che dovrebbero arrivare dalla Cina.Fca farà trovare nella busta paga di febbraio un premio medio di 1.350 euro. «Il bonus arriva grazie al conseguimento degli obiettivi di efficienza produttiva previsti dal Contratto collettivo specifico di lavoro. Premio anche per i colleghi di Cnh Industrial (macchine agricole, movimento terra e camion), società della galassia Agnelli. Per i lavoratori di Fca l’incremento è del 6% sulla retribuzione media e l’ammontare dipende dall’inquadramento della singola persona. Tra gli stabilimenti di Fca si distinguono Pomigliano e Verrone, che per il quinto anno raggiungono l’eccellenza e riceveranno in media circa 1.675 euro. I lavoratori dei siti più meritevoli di Cnh Industrial troveranno, invece, importi medi tra 1.172 e 1.452 euro. Anche quest’anno il bonus beneficerà della tassazione agevolata del 10% prevista per il salario variabile».
[il Giornale].

-Professioni dove una donna, negli Stati Uniti, guadagna più di un uomo: compratori all’ingrosso o al dettaglio, addetti ai prelievi del sangue, architetti di reti informatiche, tecnici di cartelle cliniche, responsabili di trasporto, dietologi o nutrizionisti, operatori movimento terra, organizzatori di eventi, ispettori agricoli, supervisori dei servizi di protezione (dati del Census Bureau di Washington).
[Libero].

Le banche americane devono aumentare le riserve destinate a coprire i crediti in sofferenza. Le costringe un meccanismo pensato otto anni fa che si chiama “Current Expected Credit Losses” (Cecl). Entra in vigore quest’anno per i grandi istituti e nel 2023 per quelli più piccoli. JP Morgan, per esempio, ha portato le riserve Cecl a 4,3 miliardi. Certi calcoli stimano che le prime quattro banche dovranno congelare 56 miliardi di dollari.
[Il Sole].

-Debiti delle famiglie americane: 14.000 miliardi di dollari. «I prestiti auto si sono impennati del 56% in un decennio, con consumatori in affanno per pagarli. Sulle famiglie pesa l’alto debito sanitario, causa di fallimenti individuali, come quello studentesco, a nuovi massimi storici. Anche le carte di credito mostrano corse all’indebitamento e i mutui sono tornati a moltiplicarsi»
[ibid].

-Il 10 per cento degli italiani spende 200 euro al mese per l’animale che tiene in casa (una volta su due un cane). Il 4,3% 300 euro. Il 2 e passa per cento più di 300 euro (Eurispes) [CdS].

Numeri che non lo erano ma..

L’Olanda spegne l’algoritmo contro i truffatori

L’Olanda ha messo al bando Syri, l’algoritmo che incrociava dati personali e sensibili – dal fisco ai servizi sociali, dalla storia medica alle utenze elettriche e telefoniche, e così via, all’insaputa dei cittadini – per valutare se chi percepisce sussidi o altre forme di welfare era «incline a commettere frodi o abusi». A ogni cittadino Syry dava un voto, «punteggio di rischio». «Il ministero degli affari sociali olandese lo ha usato per anni nei quartieri più poveri e a più alta densità di migranti delle grandi città dei Paesi Bassi (e solo in quei quartieri): è stato attivo dal 2014 fino a mercoledì, quando una sentenza del tribunale dell’Aja che gli addetti ai lavori già definiscono miliare ne ha disposto l’immediata sospensione».
[CdS].

di Nicola Dario

 

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