“Delitto in contropiede”, il romanzo di Alessandro Riello

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“Delitto in contropiede” è il primo romanzo del magistrato Alessandro Riello, pubblicato dalla Luigi Pellegrini Editore con prefazione di Maurizio de Giovanni.

A leggerlo e recensirlo per i lettori di Magazine Informare è l’avvocato Michele Marra.

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“Delitto in contropiede” è il primo romanzo del magistrato Alessandro Riello, pubblicato dalla Luigi Pellegrini Editore, con prefazione di Maurizio De Giovanni, il quale scrive:

«Delitto in contropiede è, con assoluta certezza, frutto di una sincera e appassionata esigenza narrativa. I tre elementi del genere, trama, ambientazione e personaggi ,si muovono in perfetta sintonia nella medesima direzione».

Il romanzo di Alessandro Riello scivola veloce e si legge di un fiato per la straordinaria capacità argomentativa e logica che intreccia storie umane con il vissuto dello stesso autore.

Un concentrato di vita ,di rapporti ,di sentimenti che si affiancano e veleggiano intorno ad un posto bellissimo come la Sila e la Calabria, mai troppo valorizzata e che oggi trovano il loro cantore.

Nella prima ricostruzione delle “insidie ambientali” della Calabria, c’è la storia di vita del giovane sostituto che approdato in una Procura difficile, inizia il percorso difendendosi dalle “insidie”, ma subito dopo la grande anima umana, scopre che molte di quelle insidie sono meri luoghi comuni.

«[…] desunte dal modo in cui il barista dell’autogrill aveva loro servito un bicchiere di acqua minerale, i calabresi visti da fuori erano ,quasi sempre, un popolo che si divideva in due macro categorie: i contadini coppola e lupara…e gli untuosi colletti bianchi […]».

Il ricordo è di anni fa, quando lo stesso Riello si approcciava da Castellammare di Stabia a Crotone e non aveva ancora vissuto “da dentro” la vita calabrese, quella splendida realtà di tante storie umane . Poi il romanzo inizia il suo splendido percorso di vite vissute, in concreto, di scelte analitiche di sentimenti e di emozioni che vivono nei personaggi di Riello con una vivacità che affascina il lettore.

La partecipazione dell’autore alla vita dei suoi personaggi, tra reale ed immaginario, è talmente viva che ogni passo esprime questo “amore” per la terra calabra, per la Sila, per la vita quotidiana di questi personaggi ,con un discorso avvolgente e partecipativo di grande valore letterario ed espressivo.

Il racconto prosegue con ricostruzioni di verbali che ,se da un lato annotano il lavoro quotidiano del magistrato Riello, dall’altro rappresentano la visione d’insieme del romanzo e la straordinaria lucidità dell’autore.

Nella parte finale del racconto lo squarcio sulle squadre semiprofessionistiche e dilettanti di calcio del nostro panorama sportivo non può passare inosservato, anche se si tratta solo di una pennellata di sapiente saggezza, che specifica l’ambientazione del reato, ma che sicuramente fa rivivere negli amanti del calcio la triste storia di Denis Bergamini ,calciatore del Cosenza Calcio.

Un’opera prima di spessore e di grande visione che consente agevolmente di comprendere la virtu’ di narratore di Alessandro Riello, la sua penna leggera ed imperiosa a seconda del momento, che scende dalla Sila ,s’inerpica verso paesini bellissimi della piana calabrese, degrada verso Rogliano e si muove in un panorama conosciuto dall’autore, con lo sguardo amorevole di un innamorato di questi straordinari paesaggi fin dal tempo di Pitagora.

Speriamo solo che Alessandro non voglia attendere una nuova pandemia per il suo secondo romanzo, ma che metta mano al suo scrigno d’amore per la Calabria per regalarci ancora tante opere di sentimento e di analisi, di ricostruzione e di fantasia, di ambientazione e storia che si presta molto ad una realizzazione cinematografica .

Sì, ritengo che il naturale sviluppo di questo “delitto in contropiede” potrebbe essere proprio una pellicola cinematografica.

Auguro tanti successi al dott. Alessandro Riello, sia professionali che letterari, come merita ,custodendo i valori che la sua famiglia gli ha trasmesso e quindi anche il doppio amore per la Giustizia (ereditata dal padre) e per la scrittura ed il romanzo (ereditato dalla madre) ,con la straordinaria sintesi che lui rappresenta tra il grande impegno professionale e straordinaria lucidità espressiva. In un mondo che cambia e si evolve, il valore della parola, dello scritto, della fantasia dell’Autore resta un’ancora sicura che consente allo spirito umano di sorvolare pandemie, guerre e nefandezze per aspirare al meglio.

– Avv. Michele Marra

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