Defender Europe 20, prove di assetto geopolitico

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Mentre i giornali di tutto il Mondo raccontano le evoluzioni della contagiosità del SARS-CoV-2 causa eziologica della COVID-19, all’inizio di aprile inizierà la Defender Europe 20, una colossale esercitazione definita dallo stesso.

L’ Esercito americano come il più grande spiegamento di truppe USA in Europa degli ultimi 25 anni: saranno 30mila i militari USA, 7mila provenienti da 17 Paesi NATO tra cui l’Italia che testeranno la propria capacità di reazione a qualunque minaccia nei confronti del Vecchio Continente.

La maggior parte dei 20mila soldati in arrivo dagli Stati Uniti sbarcherà in 7 aeroporti europei. Di questi, 6mila unità fanno parte della Guardia nazionale e provengono da 15 Stati. Tra i primi arrivi si annoverano, dal porto di Savannah a quello tedesco di Bremerhaven, i reparti della 2° Brigata Combat Team e la 3° Divisione di Fanteria mentre in Polonia saranno stanziate le prime due colonne motorizzate con diverse altre previste successivamente. In Lettonia è prevista un’esercitazione congiunta dei parà della Brigata Folgore con quelli della 173esima Brigata di stanza in Veneto. In tutto sono interessati 4 porti e 10 aeroporti europei.

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Le esercitazioni coinvolgeranno 10 nazioni.

La velocizzazione dei movimenti delle truppe è uno dei temi che i vertici militari si pongono di affrontare da tempo e il generale Tod D. Walters, Comandante delle forze Usa in Europa e Comandante supremo alleato in Europa, ha assicurato che i convogli di Defender Europe 20 si muoveranno agilmente lungo 4mila chilometri perché “l’Ue, la NATO e il Comando europeo degli Stati Uniti hanno lavorato insieme per migliorare le infrastrutture”.
Defender-Europe 20 si concluderà con le forze degli Stati Uniti e dei partner che puliranno le aree di addestramento restituendo l’equipaggiamento a tali scorte e, per le truppe statunitensi, la riassegnazione negli Stati Uniti.

A quanto pare, sembra che nemmeno un’epidemia possa fermare un’operazione di tale portata.

Infatti, già dall’autunno scorso, quando l’esercitazione è stata annunciata, ci sono stati segnali di nervosismo da Mosca e nei giorni scorsi il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha affermato che “è ormai chiaro che la NATO non ha interesse a ridurre le tensioni che caratterizzano i rapporti con la Russia e le esercitazioni Defender 2020 lo dimostrano”.

A Zagabria, nei giorni scorsi, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha annunciato che per ora tutto proseguirà come programmato, la situazione epidemica sarà monitorata e che ci potranno essere cambiamenti in caso di necessità. Stoltenberg ha inoltre citato l’Italia che, nonostante l’alto numero di contagiati, sta partecipando comunque all’esercitazione di sommergibili NATO Dynamic Manta che coinvolge 10 nazioni. Lo Us Army ha infine precisato che “le nostre forze armate sono in buona salute” così come i loro familiari e gli impiegati civili e che la situazione è costantemente monitorata. Si tratta di decine di migliaia di persone, compresi i civili delle varie nazioni europee in qualche modo a contatto; sono stati, ad oggi, anche confermati anche i concerti che, la US Army Europe Rock Band e la Nato Shape Rock Band, terranno in Polonia e in Germania fino al 12 Marzo.

L’obiettivo della Defender Europe 20 è quello di “accrescere la capacità di dispiegare rapidamente una grande forza di combattimento dagli Stati Uniti in Europa”. Questo comporta una grande mobilità delle unità militari americane all’interno del territorio Europeo.

Attraversare l’Atlantico, andare in giro per l’Europa non è una novità ma, da adesso, farlo metterà alla prova uomini e richiederà di sondare abilità non utilizzate dagli anni successivi alla Guerra Fredda, quando la presenza degli Stati Uniti in Europa diminuì e la capacità della NATO di schierarsi rapidamente atrofizzata.

Perché un’operazione così importante in questo momento?

La spiegazione consiste nel fatto che la Defender Europe 20 sembra servire ad “accrescere la capacità di dispiegare rapidamente una grande forza di combattimento dagli Stati Uniti in Europa”. L’esercitazione sarà un banco di prova sia per gli Stati Uniti che per i Paesi europei: da un lato Washington testerà i concetti della sua National Defense Strategy Multi-Domain Operations, dall’altro la Nato valuterà il proprio approccio strategico ed in particolare la sua capacità di accogliere e smistare un gran numero di uomini e mezzi lungo le infrastrutture viarie dell’Europa Centrale.

di Antonio Di Lauro

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