Sabato 5 ottobre 2019 sarà inaugurata presso la Chiesa di San Severo al Pendino in via Duomo, la mostra personale concepita appositamente per questa occasione, dell’artista torinese Alessandro Sciaraffa, dal titolo De Umbris Idearum, a cura di Marina.
L’esposizione, che mutua il titolo da un’opera del filosofo nolano Giordano Bruno, è promossa dallassessorato alla Cultura del Comune di Napoli ed è organizzata  dalla galleria Giorgio Persano di Torino. Il progetto site specific immersivo e multisensorialedi Sciaraffa, pone come obiettivo, un cambio del punto di vista che ciascuno di noi ha delle cose del mondo e dell’universo che ci circonda. La complementarità inseparabile della luce e dell’ombra, sono all’interno della mostra scorporate e rimodellate dall’artista, queste vengono utilizzate per generare nuove sonorità che conducono alla contemplazione e alla meditazione.
L’architettura stessa che ospita la mostra non è un semplice contenitore, ma un amplificatore risonante di suono, di luci e ombre, all’interno della quale le opere sono posizionate in punti specifici dello spazio, creando così un disegno musicale ben preciso.
Lo spettatore, muovendosi all’interno dello spazio, interagisce con esso attraverso le installazioni, che concepite come strumenti sciamanici musicali, sono in grado di proiettarlo in un altro stato della coscienza, da esplorare e sperimentare. L’intervento si compone di tre corpus di opere: i Totem, le Ombre del mare e i Flash drawings.

Ombre del mare

Un’installazione sonora con intelligenza artificiale interattiva, formata da quattro lastre di vetro sospese da cavalletti, ricrea una cassa armonica riverberante trasparente. Il pubblico può produrre il suono del mare grazie all’interazione tra la luce e la propria ombra, attraverso il vetro e l’attivazione di sensori elettronici.

Flash drawings

Leggerissime tele di colore nero appoggiate agli altari delle cappelle laterali della chiesa, nascondono disegni catarifrangenti, visibili soltanto utilizzando la macchina fotografica con il flash. L’immagine digitale catturata dalla luce restituisce una diversa modalità di visualizzazione dell’immagine stessa, creando un cortocircuito tra visibile ed invisibile.

Totem

Diversi grandi gong producono musiche mistiche generate dalla misteriosa energia invisibile della risonanza sonora, che si materializza attraverso il corpo metallico. Grazie all’interattività del pubblico con l’intelligenza artificiale della macchina, il totem plasma lo spazio con il suono, trasportando lo spettatore in un viaggio multisensoriale.
Con la scelta di raggruppare questi tre simboli napoletani, il mare, la luce e la mistica, Sciaraffa omaggia la città che lo ospita. Nella visione dell’artista questi elementi sono da considerarsi un corpo unico, un universo organicamente formato, “un ordine mirabile” – come lo definì Giordano Bruno nel suo scritto – con una precisa armonia che sostiene ogni singola opera e la connette con tutte le altre.
La mente umana, che ha in sé non le idee ma le ombre delle idee, può così avvicinarsi alla vera conoscenza e cogliere la relazione che connette ogni cosa con le altre, al di là della molteplicità degli elementi e del loro mutare nel tempo. Si tratta di cercare di ottenere un metodo conoscitivo esperienziale, che parta dalla complessità del reale, fino ad intuire la struttura ideale che sostiene il tutto.
di Carmelina D’aniello
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