De Luca: showman senza visione

Vincenzo De Luca
Credits Ansa/Cesare Abbate
Nelle ultime settimane, la figura politica di Vincenzo De Luca è stata avvolta da un improvviso manto di consenso generale, tuttavia con qualche spaccatura, da parte di chi osserva attentamente il modus operandi del governatore in questa fase emergenziale.

È inevitabile che ci si soffermi sulla sua teatralità discorsiva: ottimo oratore, un animale politico, e il buon utilizzo della parola è un fattore alla base di ogni tecnica comunicativa, del resto.
Stando a questo dato oggettivo ed innegabile, vorrei fare qualche piccola riflessione: De Luca agisce bene perché è consapevole di aver avallato picconate, nonché lo smantellamento della sanità campana.
A Napoli sono stati chiusi alcuni presidi ospedalieri, indeboliti altri (tra l’altro ubicati in zone centrali, rimarcando la divisone geoeconomica della città). Persino il presidio ospedaliero di Agropoli, zona di approdo vacanziero, è stato chiuso (ora aperto per necessità).
C’è da dire che nell’ultimo decennio, la Campania è la regione che ha operato più tagli nel settore sanitario: con il decreto n. 70/2015, i posti letto delle terapie intensive previsti, sarebbero dovuti essere 600. In Campania, nel 2015, erano poco più di 400. Al 7 marzo il Governatore De Luca ha dichiarato che ne sono 335, per poi “alzare la posta” il 13 marzo, dichiarando che entro la fine del mese i posti sarebbero saliti a 590. Odio la matematica, ma dalla regia mi suggeriscono che nonostante tutto, siamo al di sotto dei 600 posti previsti già cinque anni fa. De Luca ha poi dichiarato all’Ansa, durante la serata di ieri, di aver stretto un accordo con i privati per un totale di 3000 posti letto ulteriori, operativi già in data odierna.
Dai posti letto alle assunzioni ospedaliere: queste risultano paralizzate. I concorsi sono rari e dalle metodologie poco chiare. Assunzioni a 6 mesi, quindi instabilità, e graduatorie che non scorrono. Una delle tante ragioni che spingono molti dei nostri coetanei a lavorare come infermieri al Nord. In questa fase critica, i tamponi vengono fatti dal 118. Per questo motivo in Campania il numero di tamponi è nettamente minore: mancano squadre create ad hoc per occuparsene.
Attraverso queste brevi, ma intense considerazioni, ci si chiede perché Vincenzo De Luca sia stato quasi ricoperto dai consensi, in questo particolare periodo storico; De Luca fa bene, perché sa.
Nel caso specifico della città di Napoli, bisogna anche tenere in conto della sua conformazione urbanistica quasi “latina”, a tratti “nordafricana”, fatta di viuzze strette. È difficile stare a lungo in certe case in cui, spesso, convivono estesi gruppi familiari. Per quanto sia complesso, tuttavia, bisognerebbe agire in maniera ordinata e proficua quanto prima, in virtù di una probabilità maggiore di contagi. Il periodo d’incubazione del Covid-19, alza ulteriormente l’asticella di allerta: un asintomatico potrebbe contagiare l’intero nucleo familiare, così come potrebbe accadere nel caso in cui un membro della famiglia avesse contratto il virus e si trovasse in fase d’incubazione.
Certo, non bisogna trascurare il fattore ignoranza che appartiene ad ogni latitudine.
Certo, non nego che in virtù di un’emergenza io utilizzerei metodi severi.
Certo, è comunque giusto infervorarsi contro il Governo centrale.
Certo, De Luca opera in questo modo perché cosciente di tutto questo, ed anche altro.
È anche certo che nonostante il suo manto di consenso in questa fase, De Luca è privo di visione, accecato forse dal compiacimento di sé stesso per le sue doti cine-teatrali. O dalle prossime regionali.

di Salvatore Sardella

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