Vincenzo De Luca

De Luca a Roma contro l’autonomia differenziata

Updated 2024/02/17 at 11:10 PM
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Vincenzo De Luca, 12 Settembre 2022, ANSA/CESARE ABBATE

La giornata di venerdì 16 febbraio si apre con la protesta dei sindaci del Mezzogiorno con il Presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, contro l’autonomia differenziata. La riforma del governo ha lasciato non pochi animi amari che si sono manifestati ieri in piazza Santi Apostoli. Il presidente della regione Campania De Luca ed i sindaci del Sud hanno espresso a gran voce il loro dissenso. Sottolineando che l’autonomia differenziata non farà altro che aumentare il divario fra Nord e Sud.

«L’autonomia calpesta e offende il Sud», questa una delle accuse dei sindaci del Sud che sono scesi in piazza per dire no alla riforma del Ministro leghista degli Affari Regionali, Roberto Calderoli, e per chiedere lo sblocco dei Fondi di Sviluppo e Coesione.

«Siamo qui anche per bloccare il racconto infame per il quale al Nord c’è la virtù e al Sud miserabili e cialtroni. Questa storia deve finire. Noi siamo qui per difendere la dignità del Sud. E allora serve un’operazione verità e dire esattamente quale è il rapporto nella spesa pubblica tra il Nord e il Sud. Quelli presenti in questa piazza sono i principali avversari della cialtroneria al Sud dove e quando c’è» dice il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Il “no” di Palazzo Chigi ed il botta e risposta tra De Luca e Meloni

La tensione vera e propria è però cominciata quando il presidente De Luca si è incamminato lungo Via Del Corso, seguito da alcuni sindaci, per raggiungere Largo Chigi. Ha richiesto poi un incontro con il Ministero per gli Affari europei e le politiche di coesione, non presente. Tra il mancato incontro ed il blocco dei sindaci all’ingresso di Palazzo Chigi con un cordone, il presidente De Luca ha avuto una discussione con un dirigente della polizia non poco accesa che abbiamo visto circolare nei video delle ultime ore. Tra le affermazioni del Presidente «Ci dovete caricare, ci dovete uccidere».

Ma il dibattito più “interessante” che sta lasciando tutti a bocca aperta per i modi, è quello tra la Premier Giorgia Meloni ed il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. In quel momento la Premier si trovava in Calabria per la firma dell’Accordo per il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027, ma il suo attacco è arrivato all’obiettivo anche a distanza.

“Devo ringraziare i presidenti di regione. Tutti hanno capito il senso di quello che stiamo facendo, c’è stata una enorme collaborazione, tutti sono collaborativi salvo uno che non è molto collaborativo allo stato attuale. Rispetto per carità, neanche mi stupisce troppo, se si va a guardare il ciclo di programmazione 2014-2020 risulta speso il 24% della spesa. Se invece di fare le manifestazioni ci si mettesse a lavorare forse si potrebbe ottenere qualche risultato in più”. dice la leader di governo.

Cosa rispondono De Luca e gli altri sindaci?

Ma è la risposta di De Luca ad essere quella veramente rimasta impressa a tutti: “Senza soldi non si lavora. Stronza, lavori lei”. E aggiunge: “Meloni deve chiedere scusa perché questi fondi erano destinati in primo luogo al Sud, e gli accordi di coesione andavano fatti innanzitutto con le regioni del sud invece che con tutte le regioni del nord. La manifestazione di oggi serve a ricordare a Giorgia Meloni e a tutti che la dignità del sud non è in vendita e che stanno bloccando risorse essenziali per creare lavoro”.

Tra i partecipanti c’era anche il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, che non ha fatto mancare la sua voce: “È una battaglia di civiltà. Non è elemosina. Non è carità. Ma un sacrosanto diritto. Basta perdere tempo. Abbiamo cantieri pubblici fermi, sospesi, per mancanza di fondi. Il Ministero deve rispondere. Faremo tutto quanto necessario per difendere i diritti del Sud Italia”.

Tra i numerosi Sindaci campani presenti alla protesta, risulta assente il nome di Gaetano Manfredi, Primo Cittadino di Napoli. Per quanto riguarda il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, non è stato ricevuto nè dal Ministero degli Affari Regionali come dicevamo prima, nè a Palazzo Chigi.

Ma perchè De Luca va contro l’autonomia differenziata?

L’autonomia differenziata è il riconoscimento, da parte dello Stato, dell’attribuzione a una regione a statuto ordinario di autonomia legislativa sulle materie di competenza concorrente ( i rapporti internazionali e con l’Unione europea, il commercio con l’estero, la tutela e sicurezza del lavoro, l’istruzione, le professioni, la ricerca scientifica e tecnologica, ecc…). E in tre casi di materie di competenza esclusiva dello Stato. In parole più semplici, ci si riferisce ad un maggior potere amministrativo e legislativo che possono richiedere le Regioni a statuto ordinario in base all’articolo 116, comma 3 della Costituzione. Questo comma però non è mai stato messo in atto. Uno dei motivi sono le grandi differenze economiche e sociali tra regioni che rendono delicata l’approvazione di leggi in questo senso.

Il disegno di legge del Ministro Calderoli infatti, rappresenta una “goccia” che potrebbe portare ad un esito negativo. Non solo la sua riforma sull’autonomia differenziata ha creato dissensi nella stessa maggioranza, ma è stata anche fortemente criticata da economisti e sociologici. Quest’ultimi ne hanno sottolineato sia le lacune tecniche, sia il rischio di aumentare un divario tra Nord e Sud già troppo ampio. La riforma assicurerebbe molti più fondi alle regioni del Nord che sarebbero in grado di autogestirsi in ambiti come sanità ed istruzione. Ma lasciare quest’autonomia al Sud, dove i mezzi per garantirne un’ottima riuscita non ci sarebbero, va contro ogni principio di stato in quanto “nazione unita“.

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