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Laura della Ragione, consulente ministeriale per quanto riguarda i DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare), da tempo sostiene l’importanza della diagnosi precoce e della formazione nel campo dei vari professionisti che si occupano della cura della persona.

I disturbi del comportamento alimentare sono disturbi che spesso non hanno a che fare solo con la sfera materiale, ma anche con la psiche della persona.

I segni fisici dei DCA sono rilevabili su più organi. Per questo è importante avere una visione olistica, è importante formare adeguatamente sull’argomento i diversi professionisti del settore.

L’inquadramento diagnostico dei DCA si attua a livello ambulatoriale

Prevede che il paziente venga valutato sul piano clinico, nutrizionale e psicologico. Quella di Caserta è una provincia in cui l’unico punto di riferimento della mappa ufficiale delle strutture italiane dedicate ai DCA è un’unità dell’ospedale che si occupa di endocrinologia, diabetologia, metabolismo e nutrizione clinica.

Poco, troppo poco è quello che viene fatto per i DCA. Questi sono ormai diventati un vero e proprio allarme sociale. Spesso per i non addetti ai lavori non è facile vedere i sintomi di questa sofferenza.

Dare il giusto peso ed accorgersi in tempo della presenza di tali disturbi è il primo passo verso la guarigione.

In caso di dubbi è importante rivolgersi in prima istanza al proprio medico di famiglia, ma per fare vera prevenzione, occorre fare informazione, parlarne.

È importante creare momenti d’incontro e di dibattito come quello che si è tenuto in occasione dell’Ottava Giornata Mondiale sui Disturbi Alimentari presso il Liceo Scentifico “Quercia” di Marcianise.

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Qui è stato organizzato un convegno, aperto alla cittadinanza, dove sono intervenute varie figure professionali. Durante l’incontro sono state esposte fotografie e poesie riguardanti l’argomento.

L’arte e la cultura possono essere un importante strumento comunicativo. Le foto di Alessandra Finelli e Teresa Nuzzo sono state contornate dalle poesie di Angela Parisi e Antonia Storace, autrice del best-seller Donne al quadrato.

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Contorni netti. Precisi. dove la luce la fa da protagonista: questa è la fotografia di Alessandra Finelli.

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Alessandra Finelli

Ed è proprio Alessandra a raccontarci, durante il convegno, come l’arte e le passioni in genere possono essere un’importante strumento per motivare, per uscire dalla crisi:

«Ho cominciato tardi ad occuparmi di fotografia, dapprima mi ero formata nel campo della moda, poi avevo scelto di dedicarmi alla danza.
Il periodo in cui ho cominciato a scattare era per me un momento non facile, non riuscivo ad uscire di casa, poi un amico mi ha regalato una macchina fotografica e da lì e ricominciato tutto.
Sono stata molto contenta di partecipare a quest’iniziativa. Le passioni spesso ci salvano, aiutano a mettersi di nuovo in gioco».

Alessandra ha appreso molto del suo lavoro da Gennaro Navarra: un fotografo di Pozzuoli che si occupa tanto di life e di moda.

«La mia formazione nel campo della moda mi ha sicuramente aiutata, quando sei abituata a lavorare con l’immagine, con la figura umana, viene tutto molto naturale.
Al centro della mia fotografia c’è l’essere umano, le sue storie, le sue emozioni. Io amo fotografare i volti. Amo fotografare le persone.
Inizialmente ho scelto un po’ come tutti di buttarmi sui matrimoni, ma poi mi è veramente piaciuto. I miei matrimoni non sono mai matrimoni con scatti classici, ma sono piuttosto dei reportage, dei racconti».

 

di Grazia Martin

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