David di Donatello – Napoli premiata (?)

David di Donatello - Premio

Si avvicinano i David di Donatello ed il cinema nostrano eccelle con le sue candidature

 

Era il lontano 1956, anno in cui Grace Kelly sposa Ranieri di Monaco, la Francia concede l’indipendenza a Tunisia e Marocco, e in Italia si celebra il primo David di Donatello. Nell’anno in cui Vittorio De Sica è al cinema con “Il tetto” ed il principe Totò con “La banda degli onesti”, Gino Sotis e Lidio Bozzini decidono di premiare, presso il cinema “Fiamma” di Roma, le migliori produzioni cinematografiche italiane ed estere. Da allora, ogni anno, viene celebrata questa premiazione che, nel 2007, è diventata a tutti gli effetti un’Accademia del cinema italiano, al pari dei più celebri Academy made in U.S.A (quelli degli Oscar, ndr). Con le dovute proporzioni. Da quest’anno, presidentessa e direttrice artistica dell’Accademia è Piera Detassis, critica cinematografica dalla grande competenza e dal tenace carattere, sostenitrice fervida del ruolo della donna nella settima arte. Le pellicole vengono giudicate nelle categorie tecniche di risalto (regia, trucco, costume, suono) e nella totalità in quanto “miglior film”, riferito, ovviamente, all’anno di produzione.

Napoli? Presente!

Sarà stata un’improvvisa e del tutto casuale riscoperta della nostra città in quanto set cinematografico a cielo aperto, un’amministrazione che accoglie liberamente tutte le troupe che bussano alla porta, ma, sta di fatto, che negli utlimi tre anni sono circa quattrocento le produzioni teatrali, cinematografiche e televisive girate a Napoli. Lungi da noi pensare ad una iper-permissiva legge regionale a favore di finanziamenti per il cinema e la TV. Non vogliamo essere così malpensanti e, anche se lo fossimo, poco ci interessa che queste per la stragrande maggioranza siano di scarsissima qualità ed utilizzino la camorra come leitmotiv continuo e costante. All’Accademia, invece, non si fanno abbindolare così facilmente. I titoli napoletani in gara sono ben 5, una percentuale altissima di produzioni candidate a livello nazionale. Mentre “Gramigna” di Sebastiano Rizzo viene candidato solamente nella categoria “David Giovani”, il musical “Ammore e Malavita”, il film d’animazione “Gatta Cenerentola” e la “Napoli Velata” di Ozpetek, si dividono tutte le altre candidature, lasciando poco spazio ad altre pellicole. Il record è di “Ammore e Malavita” con ben quindici candidature, seguito dalle undici del film di Ozpetek e dalle sei della favola animata. In gara c’è anche “Addio fottuti musi verdi” dei The Jackal, fortunatamente candidato ai soli “effetti digitali”; perché al “David” si parla di cinema, non di videomaker. La serata di premiazione si terrà il 21 marzo e sarà trasmessa in diretta su Rai 1 alle ore 21.00, con la conduzione di Carlo Conti. C’è tutto il tempo per vedere i film in gara e, perché no, fare un po’ di tifo… che non fa mai male.

 

I 5 film “made in Naples” in gara per i David di Donatello

 

Ammore e Malavita

Regia dei Manetti Bros – Una commedia/musical ambientata in un mondo dove la camorra ruba le atmosfere pulp dei film anni 70’. Le citazioni ai musical d’oltreoceano si sprecano e tutto confluisce in una storia di amore e ribellione. Con Giampaolo Morelli, Serena Rossi e Carlo Buccirosso.

Napoli velata

Regia di Ferzan Ozpetek – Un thriller psicologico ambientato per le vie di Napoli, la quale non è una sterile scenografia ma una protagonista a tutti gli effetti della pellicola. Ozpetek riesce a trattare Napoli come non l’ha mai fatto nessuno: esoterica, genitrice e accogliente. Con Giovanna Mezzogiorno, Beppe Barra e Luisa Ranieri.

Gatta Cenerentola

Regia di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone – Una favola Dark con un originalissimo stile di animazione. La storia di Basile viene ambientata in un’atmosfera post moderna, con una trama drammatica ed interessante. Le voci sono di Maria Pia Calzone, Alessandro Gassman e Massimiliano Gallo.

Gramigna

Regia di Sebastiano Rizzo – Una storia che potremmo vedere dal vivo fuori da qualsiasi carcere. Luigi sin da piccolo vive nell’ombra del proprio cognome, riconosciuto da tutti in quanto figlio di un boss della camorra condannato all’ergastolo. Con Gianluca Di Gennaro e Biagio Izzo.

Addio fottuti musi verdi

Regia di Francesco Capaldo – I The Jackal sbarcano al cinema con un film perfetto sotto il punto di vista degli effetti speciali. Solo quelli però, meglio non parlare di sceneggiatura, tecnica di regia e trama. Con Ciro Priello, Fabio Balsamo e Beatrice Arnera.

di Savio De Marco

Tratto da Informare n° 179 Marzo 2018

About Savio De Marco

Savio De Marco classe '92 Napoletano. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureato presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti.