Dario Sansone e la sua “Foja”

Dario Sansone, frontman dei Foja - Photo credit Francesco Catalano

Napoli l’arte non è una categoria, non è un lavoro concepito nel modo classico (infatti qui da noi si traduce “fatica”, ndr). L’arte è un modo di vivere: per questo motivo non deve impressionare o non bisogna scandalizzarsi quando si incontra un artista che è impegnato in più in settori che non sembrano collimare tra loro. È il caso Dario Sansone, frontman del gruppo musicale Foja, molto in vista nel panorama musicale partenopeo e, recentemente, regista del film d’animazione “Gatta Cenerentola”. L’incontro tra i Foja e, nella fattispecie, Dario Sansone con il cinema non è nuovo. Solo qualche mese fa i Foja sono stati partecipi della colonna sonora dell’ultimo film di Stefano Incerti “La parrucchiera” e oggi pongono la loro firma sotto il film d’animazione “Gatta Cenerentola”, di cui Sansone è anche regista. «Sono cose che accadono» ha affermato Sansone, parlando del rapporto tra la musica e il cinema. «Parte della mia vita è legata all’immagine e al disegno, porto con me queste due anime da che ero bambino: la musica, e quindi scrivere canzoni, e disegnare. Ho lavorato a livello professionale nei fumetti per tanti anni, poi ho preso una via comunicativamente più aperta. Disegnare fumetti è un lavoro molto solitario, mentre il cinema di animazione o il cartone animato o il corto o il videoclip sono lavori di staff che ti tengono più in vita. Sono cose che accadono e che confluiscono: una buona canzone può infettare la scena di un film o viceversa. Quando coincidono in maniera sana e artisticamente valida possono creare qualcosa di più potente».

FOJA
Logo dei Foja

Napoletani che vivono la propria città, rendendola una concreta musa ispiratrice per la propria musica. Non si parla solamente di radici, come fanno tanti altri che sono andati via. Loro sono qui e sono attivi sul loro territorio. Perché? «Per me stare qui è una scelta naturale. In questa città puoi ammirare più facce di un essere umano, nei suoi lati più oscuri o nelle sue gesta nobili. Per un artista è fondamentale perché ti mette nella condizione di poter raccontare, di leggere storie di tutti: un continuo bacino di ispirazioni».

Proiettato a Nisida, nel carcere minorile, il film “Gatta Cenerentola” ha rappresentato un momento di unione tra la scolaresca presente e alcuni dei detenuti. L’arte, rappresentata dalla musica e dall’animazione, è stato uno strumento di coesione sociale. «La musica è un grande veicolo» ha detto il frontman dei Foja, in quel caso presente in qualità di musicista per la colonna sonora e di regista per il film, «come ogni opera d’arte che riesce ad aprire le menti, a creare comunione. La musica anche attraverso i concerti riesce a fare uno scambio vivo e reale, un confronto all’interno di una comunità. Se fatta in modo sano e con il cuore aperto è sicuramente un veicolo di idee. Può essere una grandissima ancora di salvataggio per le persone, ci riesce persino con gli artisti che producono musica: è un autoterapia quando butti fuori le cose, quando hai bisogno di comunicare fuori i tuoi problemi, i tuoi pensieri. È un veicolo fortissimo e… può cambiare il mondo».

Vivacità, grande talento e poliedricità, sono caratteristiche che ti permettono di spaziare, di essere libero nell’ambito artistico, riuscendo in ogni ambito nel quale ti cimenti. Per essere artisti, a Napoli, ce vo a “Foja”.

di Savio De Marco
Foto di Francesco Catalano

Tratto da Informare n° 174 Ottobre 2017

About Salvatore De Marco

Salvatore De Marco nato il 18/10/1992 a Napoli. Tutti lo conoscono come Savio De Marco. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureando presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti. Coordinatore e Regista di una compagnia amatoriale teatrale “Pazzianne & Redenne” formata totalmente da giovani. Milita in un’associazione culturale “ViviQuartiere Napoli” attiva nella riqualificazione del nostro territorio.