Danni ambientali Arpa Campania

Danni Ambientali – Metodologie, criteri e linee guida per la valutazione

Angelo Morlando 01/02/2022
Updated 2022/02/01 at 12:45 PM
6 Minuti per la lettura
Sull’ultimo numero del magazine ARPA Campania è possibile leggere nuovi e interessanti contenuti circa lo statuto e la tutela dell’ambiente.

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Fra i vari articoli di notevole interesse, riportiamo sul nostro sito quello l’Ing. Angelo Morlando nonché responsabile scientifico di Magazine Informare.
L’articolo si intitola Linee guida per la valutazione del danno ambientale. Metodologie, criteri di riferimento e casi di studio”.

«Trattiamo in questo numero una pubblicazione di assoluto interesse che, come descritto nell’introduzione, dopo oltre quindici anni dalla norma nazionale ed europea sulla responsabilità ambientale, rappresenta un documento efficace che ricostruisce la procedura di valutazione tecnica del danno ambientale secondo le definizioni normative.

Tra gli autori, citiamo Salvatore Viglietti di Arpa Campania che ha fornito un indubbio contributo su diversi argomenti trattati oltre a Francesca de Falco, citata nei ringraziamenti. una pubblicazione complessa che si sviluppa in oltre 350 pagine e tre parti ma anche capace di trattare in maniera specifica e chiara tutti gli argomenti d’interesse inerenti alla materia. Nel primo capitolo è riportato l’inquadramento normativo e la procedura amministrativa con specifico riferimento all’attuale ruolo che svolge il Sistema Nazionale della Protezione Ambientale (SNPA) ripercorrendo gli oltre vent’anni in cui l’attività di valutazione dei danni
all’ambiente e l’individuazione delle relative misure di riparazione siano passate prima attraverso la Legge 349/86 (che istituisce, peraltro, il Ministero dell’Ambiente) poi sono state assicurate dall’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e dei Servizi Tecnici (APAT) poi, dal 2008, hanno trovato prosecuzione nell’operato dell’ISPRA e dal 2017 nel SNPA che: “ha fornito, sia strumenti di analisi ambientale di dettaglio (a scala locale) in grado di garantire l’efficienza nelle attività di valutazione richieste dal Ministero, sia la possibilità di approfondire aspetti metodologici di natura tecnica e scientifica, attraverso il confronto tra diverse professionalità ed esperienze specialistiche”.

La guida principale risulta essere sicuramente anche la direttiva europea 2004/35/CE (relativa alla responsabilità in materia di danno ambientale) recepita nella parte sesta del d.Lgs 152/2006 (T.u. Ambiente) che: “…ha introdotto, in particolare, l’obbligatorietà di un risarcimento in forma specifica del danno (le misure di riparazione sono realizzabili solo ed esclusivamente con interventi in concreto), in riferimento a danni individuati come impatti significativi e misurabili su specifiche risorse naturali”.

È giusto ricordare che: “Il dlgs 152/2006 prevede due decreti attuativi, di competenza del Ministero dell’ambiente: un decreto sui criteri istruttori di accertamento del danno ambientale (art. 299) e un decreto sui criteri di riparazione complementare e compensativa (art. 311). Tali decreti non risultano ad
oggi emanati”. E sono trascorsi oltre 15 anni ormai. Il secondo capitolo affronta, prima di tutto, la responsabilità civile in tema di danno ambientale, ripercorrendo quanto accaduto in Italia dagli anni Sessanta ad oggi.

Successivamente sono descritte compiutamente la procedura dell’azione di prevenzione o riparazione dei danni ambientali e il supporto tecnico nella procedura amministrativa. Con assoluta chiarezza sono definite e descritte, anche con successivi esempi pratici, la fase di
screening propedeutica all’accertamento, l’accertamento del danno ambientale e gli esiti. Nel terzo capitolo, che conclude anche la prima parte, è descritto attentamente il sistema Sinanet Groupware delle stanze di lavoro. La seconda parte è introdotta da un quarto capitolo molto interessante, perché descrive la prevenzione dei danni ambientali, approfondendone anche le conseguenze sulla riduzione degli impatti. La valutazione della minaccia di danni, individuandone le fonti e la probabilità, sono propedeutici ed introduttivi all’accertamento della
minaccia.

La seconda parte si conclude con il capitolo quinto che affronta il tema degli strumenti di valutazione preventiva e di informazione e tutela contro le minacce dei danni ambientali. In due sottoparagrafi sono affrontati sia gli effetti/ripercussioni della non corretta applicazione della procedura di VIA, sia le mitigazioni e le compensazioni nell’ambito della stessa procedura. Altro argomento di sicuro interesse è l’utilizzo dei Sistemi di Gestione Ambientale come supporto alle imprese per la prevenzione dei danni ambientali, con relativi approfondimenti, sia alla norma ISO 14001:2015, sia al regolamento EMAS.

La terza parte, con i capitoli sei, sette e otto, è quella che definirei più “operativa” in quanto sono riportati casi studio con l’esito dettagliato delle attività dei team impegnati. Molto interessante la proposta di un caso di screening su acque marino-costiere di transizione inerente ad attività illecite svolte in un impianto di depurazione di rifiuti civili e industriali che hanno determinato scarichi in acque di transizione di sostanze non autorizzate contenenti metalli, oli minerali, diossine, furani e PCB».

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