Dal dance-funky-pop ai classici napoletani: un mix di suoni per il nuovo album dei SUD58

SUD58 - Da sx: Mavi Gagliardi, Veronica Simioli e Antonio Guido

Quanto è difficile ergersi in un mondo complicato come quello musicale, solo con la bravura, la costanza e la determinazione si ottengono grandi soddisfazioni. Euforia, passione e volontà di emergere sono questi i tratti distintivi del primo rutilante lavoro discografico dal titolo “Una fantastica idea”, dei SUD58 un progetto energico, carico di esperienze vissute. La formazione partenopea è costituita da Mavi Gagliardi, Veronica Simioli e Antonio Guido.

L’esordio musicale è datato 2012, con la partecipazione al programma televisivo “Made in Sud” diventando la colonna sonora. La musica dei SUD58, è capace di liberare passioni di ogni genere e di slegare l’anima dal corpo. Tre sfumature della musica, tre anime di suoni e parole, tre interpreti formidabili, viaggiano controcorrente in cui si alternano creando atmosfere rarefatte tra momenti live e sessioni acustiche in giro per l’Italia, dove mirano ad evidenziare la loro tenacia ed ecletticità. Il trio canoro voraci di novità, con l’esuberante tecnica del mash-up spaziano e rielaborano vecchie e nuove tradizioni canore: dal genere pop dei giorni nostri, ai classici napoletani, fino alla vocalità gustosamente retrò. Nell’eterogeno panorama della musica odierna i SUD58 si preparano singolarmente ad unire la propria creatività in un’unica anima e a stupire con il proprio talento vocale ed espressivo in nuovi progetti.

Da cosa nasce il progetto “SUD58”?
Antonio: «Proveniamo da tre realtà musicali differenti ma molto unite nellanima, ci siamo conosciuti a teatro e avevamo notato che la nuova generazione si stava molto allontanando da quelle che erano le radici culturali partenopee. Viceversa la vecchia generazione era poco attenta alla musica attuale quindi era nata l’esigenza ideologica di unire queste due generazioni sotto un unico comune denominatore. Oggi è il nostro simbolo distintivo il mash-up dove noi uniamo attraverso questa particolare attenzione tra musica e testo internazionale e partenopeo queste due culture che sotto questo punto di vista si sono riunite per magia».

Il filo conduttore dell’album “Una fantastica idea”?
Veronica: «La sperimentazione. È stato un percorso costruttivo fin da quando ci siamo uniti in studio per creare non solo il singolo pezzo finalizzato al programma, ma creare proprio un filo conduttore nel nostro percorso artistico. Man mano abbiamo visto nascere dei pezzi inediti che ci hanno cuciti addosso sulla nostra personalità, collaborando con Valerio Iovine, Frank Carpentieri ed Enzo Avitabile. La personalità di un gruppo si crea in una sala, abbiamo spalancato la porta a quella che può essere la nostra linea stilistica aldilà del mash-up».
Antonio: «Il termine Mash-up che molti riconducono soltanto al fattore musicale in realtà nei Sud58 è tutta un’altra connotazione, perchè siamo tre tipologie di cantanti diversi uniti in un unico progetto, tre tipologie di musiche diversi uniti in una musica unica, diverse tipologie stilistiche delle persone che hanno collaborato fin ora con noi al disco unite in un solo disco, diverse tipologie di persone che vengono da altri fattori e progetti musicali convogliati nel nostro progetto. Una convivenza tra elementi diversi, che prosegue da oltre sei anni in Made in sud e altrettanto su scene teatrali, quindi il mash-up non è soltanto il vero contesto musicale cioè è molto molto di più».

La caratteristica che vi contraddistingue?
Mavi: «La pazienza, la nostra vittoria è stata saper convivere. Erri De Luca afferma che il napoletano mette un poco di “pace” nella parola “pazienza”. Abbiamo tre caratteri diversi però siamo riusciti a mischiare i nostri caratteri, il nostro modo di fare musica e la nostra tenacia».

Come siete approdati a “Made in Sud”?
Veronica: «Ci siamo conosciuti sulle tavole dello spettacolo Cera una volta scugnizzi. Una sera mentre provavamo alcuni pezzi al karaoke, ci ha chiamato Nando Mormone il produttore di Made in Sud, che in quel periodo era alla ricerca di un progetto musicale da inserire all’interno del programma. Inizialmente provavamo al teatro Tam, poiché c’erano solo le nostre voci a disposizione, siamo stati tre folli che hanno interrotto le proprie attività per dedicarsi solo a questo progetto SUD58. Abbiamo fatto tanta gavetta, si dice che quando fai la gavetta quello che ti arriva non te lo toglie nessuno perché è tutto di guadagnato».

Una collaborazione musicale che vi ha segnato?
Mavi: «La collaborazione con Enzo Avitabile. È un artista a livello Internazionale ci stima musicalmente ed umanamente. nel disco ci ha regalato la sua presenza in due nostri mash-Up, ed è stato l’autore del nostro inedito denominato “Sudance” diventata la colonna sonora del film degli Arteteca “Vita Cuore Battito”. Quindi è stato anche una gran bella soddisfazione personale sentirla in seguito all’interno di una pellicola».

Le soddisfazioni lavorative, che portate a casa con voi?
Mavi: «Questanno abbiamo collaborato con Gigi DAlessio che vanta un entourage di collaboratori e musicisti, che ha portato con sè in Rai, dove ci siamo sperimentati con altri grandi successi e artisti, e quello che ci ha sorpresi sono stati gli attestati di stima e i complimenti, che abbiamo ricevuto in ogni singola esibizione: per le armonie, per il progetto, per la precisone. Dal Maestro Adriano Pennino, ad Ermal Meta in cui abbiamo fatto un coro di supporto nel suo pezzo. Se il messaggio che arriva è di unire il mondo con due tipi di musica diverse, e le persone ballano e cantano, vuol dire che stai facendo la cosa giusta».
Veronica: «Abbiamo fatto della nostra passione, il nostro lavoro. Questa è una cosa mostruosa per la nostra esistenza. Quello che noi togliamo tanto ai nostri affetti, alla nostra vita, alla nostra umanità come le feste e/o alcuni momenti spiacevoli che subentrano le trasformiamo e le viviamo su di un palco, in una canzone, in una nota e penso che questo sia anche la formula di ciò che è la passione. Quando una persona ci ascolta non ascolta solo la nostra voce, ma ascolta tutto che diventano un unico grido».
Antonio: «”La musica non ha mai fine”, così come un progetto, non viene mai chiuso, viene magari abbandonato. Artisticamente siamo cresciuti ognuno per conto proprio per strada musicalmente: tra i pianobar, i laboratori e i live. E quello che io mi porto addosso quando si spengono le telecamere, è la soddisfazione di aver tanto creduto ed investito in questo immenso progetto».

Progetti imminenti?
Antonio: «Ci stiamo avvalendo di un team eccezionale realizzando varie collaborazioni con altri talenti big napoletani, per il nuovo inedito che sarà l’apripista del prossimo disco. A breve inizieremo a lavorare alla nuova edizione di “Made in Sud”».

di Chiara Arciprete

Tratto da Informare n° 178 Febbraio 2018