Dall’invecchiamento al bicchiere: come conoscere e gustare il rum

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Il rum non è una bevanda comune ma un vero e proprio rituale, con un mondo alle spalle che vale la pena conoscere se si vuole apprezzare il distillato a 360 gradi. La prima regola per gustarsi un buon rum è quella di assaporarlo puro, per apprezzarne i sapori, ma ci sono molte altre cose da sapere.

L’invecchiamento

Esistono diverse tipologie di questo distillato e orientarsi non è di certo facile, ma è utile sapere che al di là della materia prima utilizzata, il processo caratterizza questa bevanda è l’invecchiamento; si tratta infatti di una fase fondamentale, in cui avvengono delle reazioni chimiche che influiscono su sapore, aroma e colore del distillato.

Tra i vari tipi di invecchiamento troviamo quello affinato in botte, generalmente molto lungo, che da vita a distillati corposi e di un bel colore mogano. Un buon esempio di rum che segue questo processo di invecchiamento può essere trovato cercando la Cantina Zacapa su Tannico, si tratta di un distillato morbido e speziato, dai sentori delicati che vanno dal rovere alla vaniglia, ideale per la degustazione.

Se si preferisce un gusto più leggero e secco, si può optare per i rum Carta Blanca, Blanco, White o White Label, che sono in genere non invecchiati e principalmente utilizzati nella preparazione dei cocktail, quindi la resa bevendolo puro non riesce a rendere le stesse sfumature aromatiche di un rum scuro.

Con un affinamento in legno di qualche mese o pochi anni si ottengono invece i rum Paille, Superior, Gold, Carta de Oro o Amber, leggermente più corposi e di color rame chiaro.

Un invecchiamento più lungo si arriva ai rum Dark, Black Label o Heavy, arricchiti solitamente dall’aggiunta di caramello, mentre se si superano i sette anni in botte si ottengono gli Anejo, dai sapori molto più forti e persistenti.

Come gustarlo

Come già accennato, bere il rum è un’esperienza a 360 gradi, che non coinvolge solamente le papille gustative: degustare il rum è un rituale che va seguito con cura per apprezzare tutti gli aspetti della bevanda. Prima di tutto, nella scelta del distillato si può e si deve seguire i propri gusti personali, ma è comunque bene ricordare che il rum bianco non invecchiato non è il prodotto più adatto alle degustazioni in quanto si presta di più come base per i cocktail.

Detto questo, per apprezzare al meglio il rum è consigliabile versarlo nel bicchiere giusto: lo snifter è quello ideale, in vetro sottile e con stelo e vaso panciuti, ma anche un calice da vino bianco può andare bene. Il colore spesso può fornire qualche informazione sulla qualità del prodotto, per osservarlo bene è preferibile osservare le “lacrime” presenti sulle pareti del bicchiere, dato che più sono dense più il rum è invecchiato.

L’aroma è un aspetto importante e che cambia a seconda delle materie prime e del tipo di botti utilizzate per l’invecchiamento: si va dai sentori di vaniglia a quelli di cioccolato o frutta secca. Quando si sorseggia il rum, infine, è bene cominciare con un paio di piccoli sorsi prima di assaporarlo appieno, e in alcuni casi va servito con del cioccolato fondente e spicchi di arancia.

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