Dall’aeroporto Falcone e Borsellino si potrà volare fino a quello intitolato a Berlusconi

Gianrenzo Orbassano 10/07/2024
Updated 2024/07/10 at 11:17 AM
5 Minuti per la lettura

Mettiamo che sei a Palermo e vuoi partire per Milano con l’aereo. Ti rechi all’aeroporto dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e aspetti l’aereo per arrivare a Malpensa. Cioè, da pochi giorni, all’aeroporto Silvio Berlusconi. Fa strano ma sarà possibile? Per intitolare l’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi è stata però sufficiente una delibera di una pagina, più altre due di trasmissione della decisione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il consiglio di amministrazione dell’Ente Nazionale per l’aviazione civile – Enac – a prendere la decisione di assegnare il nome dell’ex Premier taliano e Presidente del Milan e del Monza all’aeroporto Malpensa.

«Il CDA delibera di intitolare l’aeroporto di Milano Malpensa alla memoria del presidente Silvio Berlusconi», si legge nel documento. Che poi dà mandato «al direttore generale affinché provveda a formalizzare mediante l’adozione della relativa ordinanza da parte del direttore territoriale competente, chiedendo alla società di gestione aeroportuale di provvedere agli adempimenti connessi alla nuova denominazione».

Chi ha seguito l’iter sa che se non era Malpensa, si era pensato di assegnare il nome di Silvio Berlusconi all’aeroporto di Milano Linate che ha già un nome: Enrico Forlanini. Si trova a pochi passi da Segrate e Milano 2, le aree dove il Cavaliere ha registrato i suoi successi da imprenditore. Apriti cielo, Beppe Sala insorge.

«Nessun rispetto per il garbo istituzionale e per l’indipendenza degli enti pubblici».

Beppe Sala, sindaco di Milano

Beppe Sala boccia l’intitolazione annunciata dal governo, dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi. Dopo che l’Enac ha dato l’ok alla richiesta di Regione Lombardia risalente a un anno fa e dopo l’uscita trionfale del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, quello della dedica dello scalo al fondatore di Forza Italia è diventato un caso politico.

Giudico con favore ogni modo per onorare la memoria di mio padre.

Barbara Berlusconi

Lo dice la figlia, Barbara Berlusconi, commentando la decisione di intitolare l’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi. A noi potrà suonare anche molto strano, ma il governo e Salvini sembrano decisi. L’aeroporto di Palermo, intitolato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, eroi nazionali e simboli della lotta contro la mafia, rappresenta un luogo di memoria e di rispetto per la giustizia. Ogni giorno, migliaia di passeggeri attraversano questo scalo, consapevoli – speriamo – del significato profondo che esso porta con sé. Ma al giorno d’oggi quanto valore ha e quanta importanza reale diamo a queste pratiche? Risulta davvero necessario commemorare intitolando servizi e infrastrutture a qualcuno?

Aeroporto Silvio Berlusconi: chi è indignato e chi approva

La decisione di intitolare l’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi è stata accolta con una combinazione di applausi e critiche. Berlusconi, figura poliedrica e controversa della politica italiana, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama politico ed economico del paese. La sua figura evoca sentimenti contrastanti: per alcuni è un grande imprenditore e leader, per altri una figura divisiva.

Questo scenario apre una riflessione sul modo in cui scegliamo di commemorare i nostri leader e su come queste decisioni influenzino la percezione pubblica. Da una parte, gli aeroporti sono luoghi di transito, simbolo di connessione e movimento; dall’altra, intitolare tali luoghi a figure specifiche può essere visto come un modo per onorare o perpetuare determinate memorie e valori.

Proposte alternative

L’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo e il futuro aeroporto Silvio Berlusconi di Milano rappresentano, quindi, due poli di un discorso più ampio sulla memoria collettiva e l’identità nazionale. Volare tra questi due scali significherà muoversi non solo geograficamente, ma anche simbolicamente tra due rappresentazioni diverse ma complementari della storia italiana.

Per il resto, al di fuori del centrodestra dei partiti, la dedicazione ha suscitato ironie e indignazione, ma anche proposte alternative.
Idee molto diverse: c’è chi propone il medico fondatore di Emergency Gino Strada, c’è una petizione (dodicimila firma in due giorni) per dedicare lo scalo a Luca Attanasio, il giovane ambasciatore – lombardo di origine – ucciso in Congo.

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