«All’età di diciotto anni, la poesia mi è arrivata addosso senza preavviso, senza possibilità di difendermi, o di rifiutarla. Mi è entrata nelle vene attraverso lo studio e la lettura delle liriche di Vincenzo Cardarelli ed Eugenio Montale. E così, subito dopo, ho iniziato a scrivere anche io le mie prime poesie. Più che altro, erano timide imitazioni dei miei due mentori, e di Pablo Neruda, conosciuto attraverso il film “Il postino”. Liriche che definirei cover di ciò che leggevo e amavo dei miei poeti preferiti». Queste le parole che Luigi Sarto usa per descriversi che nel 2002 incontra Franz Di Cioccio, membro fondatore e frontman della Premiata Forneria Marconi. Sarà proprio questo l’episodio che segnerà il suo passaggio dalle poesie alla musica italiana in qualità di songwriter. «Da lui prendo i primi rudimenti e adatto, dall’inglese all’italiano, alcuni testi di brani di giovani band progressive prodotte dall’etichetta dello stesso Franz. Dopodiché, attraverso una borsa di studio, approdo al CET (Centro Europeo di Toscolano), il centro di formazione musicale di Mogol. Ma il CET per me non fu che un rapido passaggio; infatti, dopo aver appena iniziato il percorso di formazione, lo dovetti lasciare perché – per grazia di Dio – iniziai a lavorare in banca a Milano». Dal 2009 al 2013 Luigi coltiva la sua amicizia con Pippo Rinaldi, in arte “Kaballà” (autore, tra gli altri, di testi per Eros Ramazzotti, Mario Venuti, Carmen Consoli): «Pippo legge i miei testi ritenendoli ancora troppo acerbi ma vedendo in me del potenziale e diventando così il mio maestro. Tutto ciò che fino a qui ho imparato nella scrittura dei testi lo devo a lui, a tutti i nostri incontri a pranzo in un bar del centro di Milano, ma anche alla sua durezza nel dire che ancora non c’eravamo, che dovevo impegnarmi di più. Fino al giorno in cui mi disse che finalmente era arrivato il momento in cui potevo camminare da solo, che non aveva più nulla da insegnarmi».

Luigi Sarto riuscirà a raggiungere infatti un grande traguardo poiché «il 31 Agosto scorso è uscito il singolo “Noi Casomai” per i Tiromancino, scritto da me, Remo Elia, Luca Sala e lo stesso Federico Zampaglione, leader della band. Il brano anticipa l’uscita dell’album “Fino a qui”, disponibile in digitale dal 21 Settembre e, in cd e vinile, dal 28 Settembre». Luigi può senz’altro essere un esempio per tutti i giovani che hanno una passione e che, dopo un incontro fortunato, che non sempre si rivela sufficiente a far emergere il loro talento, non smettono di coltivare ciò che fa loro battere il cuore. Bisogna crederci.

La storia di Luigi Sarto lo testimonia a chiare lettere. E, verrebbe da dire, a suon di note.

di Teresa Lanna

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018