Dalla Federico II un messaggio in borraccia

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Plasticfree alla Federico II: verso la svolta green?

In un anno così denso di manifestazioni pro ambiente, la voce grintosa di Greta Thunberg raggiunge anche l’università Federico II di Napoli, insieme a tanti altri atenei italiani e campani.
Dopo un lungo percorso iniziato dagli studenti, la Federico II ha aderito ufficialmente alle campagne #Plasticfree, lanciata dal Ministero dell’Ambiente, e #StopSingleUsePlastic promossa da Marevivo.
L’obiettivo è quello di ridurre l’utilizzo della plastica all’interno delle strutture universitarie e sensibilizzare gli studenti alla tutela dell’ambiente.

Il Consiglio degli Studenti del 22 Febbraio

Durante l’adunanza del Consiglio degli Studenti del 22 Febbraio, l’amministrazione si è impegnata a:
– Eliminare la vendita di bottiglie di plastica dai distributori e installare nei dipartimenti e negli uffici amministrativi di dispenser di acqua;
– Fornire agli studenti borracce in acciaio per ridurre l’uso di bottiglie di plastica;
– Limitare la vendita di prodotti con imballaggio eccessivo (merendine, biscotti, succhi di frutta) privilegiando, invece, l’offerta di frullati, spremute e centrifughe nei minibar e nei punti ristoro dell’Ateneo;
– Introdurre, nelle future gare di appalto dei servizi di ristorazione, premialità per chi abbandona l’utilizzo di plastica monouso;
– Istituire campagne di sensibilizzazione sulla riduzione dell’inquinamento da plastica;

E adesso?

Finalmente, con il nuovo anno accademico l’iniziativa può prendere forma. In tutte le strutture della Federico II sono stati messi a disposizione cestini per la raccolta differenziata. Gli altri progetti, più ambiziosi, non hanno ancora trovato realizzazione. I tempi burocratici, i costi e le dimensioni dell’ateneo rendono difficile, come ben sappiamo, mettere in atto rapidamente soluzioni concrete.
Senza dubbio, il fatto che non ci sia più disinteresse sia da parte degli studenti che degli organi di governance dell’ateneo, è un grande passo in avanti. Soprattutto quando si tratta di uno dei più grandi atenei d’Europa, con un numero di iscritti pari a circa 76000 studenti.
Tuttavia, è interessante notare che anche nel caso di un’iniziativa la cui valenza è più simbolica che altro, si riscontrino delle difficoltà nel passaggio che c’è dall’intenzione all’effettiva realizzazione. È sintomatico delle difficoltà che si incontrano anche nei forum internazionali, dove troppo spesso i documenti e i manifesti tardano a mutarsi in vere e proprie leggi o decreti attuativi, rimanendo lettera morta o comunque uscendone smorzati.

Insomma, le folle festanti radunate da Greta hanno ancora una lunga strada da fare e km da percorrere. E di fretta anche, perchè come si dice, “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” e in questo caso, è un mare pieno di plastica.

Dalla nostra il messaggio in bottiglia c’è, anzi in borraccia.

di Giorgia Scognamiglio

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