Dal supermercato, al negozio, alla televisione: il potere delle emozioni nell’ economia quotidiana

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Dal supermercato, al negozio, alla televisione: il potere delle emozioni nell’ economia quotidiana.

In un mondo impossibile da immaginare senza denaro, non è sempre chiaro quanto contino le emozioni nell’ uso che ne facciamo quotidianamente. A chi non è capitato di “innamorarsi” di un abito, di considerare lo shopping una “terapia”, o di spendere per ottenere approvazione sociale? Le statistiche lo confermano: nel 95% dei casi un acquisto è frutto di una scelta non razionale, bensì emotiva; un esempio su tutti, la ricorrenza di San Valentino, in cui si celebrano gli innamorati, divenuta la festa commerciale per eccellenza.

Insomma, il più delle volte si compra ciò che si desidera e non solo ciò di cui si ha effettiva necessità. Quanto detto è oggetto di interesse per gli azionisti del mercato commerciale, che sfruttano il marketing emozionale nei rapporti con la clientela; definito da Bernd H. Schmitt, professore della Columbia University, risulta essere una strategia efficace in ambito commerciale in quanto fa leva sulle emozioni per indurre il cliente all’ acquisto. Uno dei suoi strumenti per creare un rapporto fiduciario con i consumatori sta nel conferire agli oggetti i valori, gli ideali e le aspirazioni propri del brand, regalando un’ esperienza in cui le emozioni e i desideri inconsci della persona sono al centro durante l’ iter decisionale; ed è questo che rende a questa tecnica un grande successo. Oltre al commercio indotto, esiste quello indipendente da terzi anch’ esso condizionato dalle emozioni, che porta all’ acquisto di beni accessori più che necessari; possiamo riferirci sia a una spesa al supermercato, che alla chirurgia estetica: quante volte l’ insicurezza e il desiderio di essere accettati ci portano a spendere? Innumerevoli. Solo nel 2018, l’ Isaps ha reso noto che le procedure estetiche richieste in Italia hanno superato il milione. Ultimo, ma non per importanza, il condizionamento multimediale: la pubblicità. In essa possiamo notare un fenomeno ricorrente.

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Ad esempio, veicolare il valore dell’ amor proprio in un profumo, oppure Il senso di libertà, la fede nella rinascita, per non parlare del concetto di volo, nelle auto. Insomma, si opera una reificazione dei valori astratti riducendoli alle dimensioni degli oggetti, conferendo loro quasi un ruolo salvifico contro le emozioni non gestibili della vita quotidiana. Questo è il potere che la nostra mente ha nelle nostre scelte economiche ogni giorno.

di Greta Baldari

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