Dal Sud: Giovani Chef stellati che crescono

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Un percorso di formazione enogastronomico con la chef Marianna Vitale per i ragazzi svantaggiati che frequentano la Cittadella dell’Inclusione di Quarto Flegreo

La Cittadella dell’Inclusione è un progetto della Fondazione Regina Pacis, presieduta da don Gennaro Pagano, realizzato grazie alla volontà del Vescovo di Pozzuoli, Mons. Gennaro Pascarella, ma è, soprattutto, un luogo di educazione, solidarietà, giustizia, carità, scienza, cultura, un luogo di accoglienza competente e amorevole verso quelle persone che, a causa di varie difficoltà, rischiano di essere messe ai margini della comunità. Questo vuole essere un luogo aperto al territorio, in cui l’inclusione viene praticata e offerta a tutti attraverso una riflessione scientifica e culturale incisiva ed efficace. La scommessa alla base del progetto è quella di credere che diverse fragilità, accompagnate con professionalità e passione, possono divenire l’una per l’altra una risorsa importante per la crescita e l’autonomia di tutti. Don Gennaro Pagano spiega che «la nostra è una sfida complessa, grande e, nello stesso tempo, entusiasmante. Dobbiamo lavorare, quotidianamente, per ridare una speranza ai tanti giovani e alle tante persone che si avvicinano a noi. Vorremmo essere un presidio di amore e legalità allo stesso tempo, per tutti».

In questo contesto nasce il progetto “Dal sud”, che mira ad attivare un polo di eccellenza per la ristorazione, la produzione e la formazione professionale all’interno della Cittadella dell’Inclusione, dove innumerevoli sono le attività socio-educative con ragazzi e minori a rischio. Puntando sull’eccellenza dei maestri e dei prodotti, il progetto si rivolge in particolare ai giovani a rischio di marginalità sociale a causa della provenienza dal circuito penale minorale o perché affetti da disabilità, per facilitare il loro inserimento nel mondo del lavoro. Infatti, continua don Gennaro, «dopo il corso, i ragazzi più meritevoli saranno avviati alla professione con degli stage all’interno di rinomati ristoranti campani; dimostreremo così che non esiste pregiudizio laddove esiste il talento ed il talento non conosce diversità».

Il polo formativo diventerà anche un ristorante, un laboratorio di trasformazione di prodotti biologici e un centro di apicoltura, aperto a quanti desiderino gustare le eccellenze del sud. Madrina e partner del progetto è la chef Marianna Vitale, patron del ristorante SUD, che vanta riconoscimenti quali una stella Michelin nel 2011, il premio di Acqua Panna e S. Pellegrino come Migliore Chef Donna della Guida di Identità Golose nel 2015, il Premio Lydia Cottone Napoli è donna nel 2018 e il Premio Michelin Chef Donna 2020 by Veuve Clicquot. Marianna Vitale, dopo la laurea in letteratura spagnola, decide di inseguire il suo sogno e si dedica con passione alla ristorazione. Nel 2008 è chiamata dallo chef Lino Scarallo a Palazzo Petrucci, a Napoli. Poi, nel 2009, crea il ristorante SUD, a Quarto, nel cuore dei Campi Flegrei.

Marianna Vitale dichiara di avere «aderito con entusiasmo alla proposta fatta da don Gennaro» con il quale condivide l’idea di «avviare un processo d’inclusione quanto più naturale possibile, attraverso la cucina, che favorisca l’empowerment dei partecipanti, affinché diventino a loro volta formatori o professionisti di una cucina d’innovazione, nell’ambito della ristorazione o della produzione». Infatti, «il corso di formazione prevede anche lo studio delle materie prime e la loro trasformazione». Del resto, «le professionalità maggiormente richieste nel settore dell’enogastronomia non sono solo quelle presenti in cucina, ma anche nell’indotto: basti pensare alla forte domanda di panificatori». Marianna Vitale è anche un membro dell’Atelier des Grandes Dames, una rete sostenuta dalla maison Veuve Clicquot, che valorizza imprenditorialità e stile professionale femminili nell’ambiente alquanto maschilista della ristorazione e del vino. Ella sostiene che «se il talento femminile in cucina non è diverso da quello maschile, senz’altro le donne devono prendere coscienza della loro parità in tutti gli ambiti e devono avere il coraggio di realizzare le proprie aspirazioni».

di Fabio Di Nunno

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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