“Dal dolore alla felicità”: Carla Greco racconta il suo cammino verso la rinascita

Carla Greco

Ho scritto un libro per ricordare a me stessa che la vita è ora. Ho scritto un libro perché la felicità va celebrata ogni giorno, nonostante la fatica, nonostante le insicurezze. Ho scritto un libro perché mi auguro possa servire a nutrire fiducia e speranza, perché si possa decidere ora di non rinunciare al viaggio che si compie dal dolore alla felicità”.

Così si esprime Carla Greco, parlando del suo libro, “Dal Dolore alla Felicità – la scelta di trasformare le ferite”, uscito il 30 novembre scorso. Ama definirlo “un cammino di condivisione”“un viaggio a tappe”. Ogni fermata è rappresentata da un capitolo diverso: «Ho raccolto delle riflessioni scaturite da meditazioni fatte nel corso del tempo. Esse nascono dall’osservare senza giudicare quello che accade, anche dentro se stessi», afferma. «Non cancelli il passato, il dolore, gli errori ma, semplicemente, decidi di andare dal dolore alla felicità accettando proprio questi tre elementi. Ciò che accetti si sgonfia un po’, smette di essere un tormento soffocante, un tunnel senza uscita. Ciò che accetti ti fa agire; ti fa trasformare i fantasmi in slancio vitale. Ti riporta a te, a ciò che sei, a ciò che vuoi, a ciò che puoi fare. Il dolore può annientarti solo se continui a ritenerti solo quel dolore, se non ti concedi di essere il protagonista della tua vita».

Carla Greco è una formatrice ad approccio Psicofisico Integrato, un metodo basato su insegnamenti contemplativi orientali e psicologia occidentale. Conduce seminari sull’Accettazione di sé e della vita come Abilità fondamentali per il benessere dell’individuo. La scrittrice napoletana ha vissuto la brutta esperienza del coma che ha contribuito alla scrittura e, successiva, nascita del testo: «Il coma è stato causato da un problema medico, ma, a livello spirituale e inconscio, sicuramente io ci volevo essere in quello stato, perché il mio io precedente non si amava e non si accettava, anche a causa di un’infanzia dolorosa e difficile», afferma. «La rabbia era l’emozione che prevaleva nelle mie scelte, anche quelle autodistruttive», continua. Tale stato d’animo si legge tra le righe del testo, ma la scrittrice ha scelto consapevolmente di non sottolinearlo in maniera troppo marcata, per evitare l’identificazione del raggiungimento della felicità con il passaggio obbligato attraverso un’esperienza così profondamente segnante.

L’esperienza del coma, secondo Carla Greco, è comune a tutti. Lo spiega così: «Non è solo quello biologico. Il coma è nelle nostre anime giorno per giorno. Siamo, infatti, in uno stato soporifero ogni volta in cui scegliamo di non aprire gli occhi su una serie di meccanismi e dinamiche mentali che portano sofferenza nella nostra vita, ma anche in quella altrui». E, allora, non resta che tentare a tutti i costi di liberarsi da ogni tipo di meccanismo autolesionista, perché solo così il cammino riprende in avanti e si accetta il dolore come parte della vita.

di Teresa Lanna

Tratto da Informare n° 178 Febbraio 2018

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.