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Fin dall’epoca medievale gli scambi culturali tra un paese e l’altro hanno dato un notevole contributo all’approfondimento delle conoscenze e all’arricchimento personale. Questo ideale di “intercultura” è rimasto da allora sempre attuale, declinato attraverso i secoli in forme e modi diversi.
Per quanto fossero realtà autonome gestite in modo molto efficiente, nel Medioevo le università non restavano chiuse nella loro struttura interna. Per completare la propria formazione, infatti, gli studenti e gli intellettuali spesso si spostavano di città in città, seguendo le lezioni dei maestri più prestigiosi. I centri universitari erano quindi luoghi di incontro e di scambio internazionale, dove i numerosi studenti stranieri si riunivano, in base alle proprie origini, in comunità denominate “nationes” (da natio, ”nascita”).

Ad oggi, il progetto ERASMUS fornisce la possibilità di ripercorrere per alcuni aspetti le tracce degli antichi clerici vagantes. Questo progetto offre ai giovani studenti europei la possibilità di effettuare un periodo di studio legalmente riconosciuto all’interno di un’università straniera. Il nome del progetto richiama quello dell’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam che, come molti dotti dell’epoca, viaggiò lungamente in tutta Europa per diffondere le proprie idee e migliorare la propria formazione.

Grazie ad ERASMUS, gli studenti possono confrontarsi con sistemi educativi, a volte fortemente differenti dai propri, arricchendo il loro patrimonio di conoscenze ed esperienze anche attraverso l’apprendimento e l’uso di una lingua straniera e il rapporto con altre realtà sociali. La possibilità di trascorrere un periodo di studio all’estero può quindi aiutare a maturare una visione multiculturale del mondo, una maggiore apertura verso prospettive professionali e di vita non legate al proprio paese, una maggiore attenzione alle problematiche globali e uno spirito di collaborazione internazionale.

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Di recente l’Unione Europea ha attivato il programma ERASMUS PLUS, che offre opportunità di studio, di formazione, di esperienza lavorative o di volontariato all’estero non solo agli universitari, ma a tutti gli studenti fra i 13 e i 30 anni. Gli obbiettivi specifici del programma prevedono:

  • La mobilità all’estero di alunni e personale scolastico;
  • La modernizzazione r l’internazionalizzazione delle scuole;
  • L’aumento della motivazione allo studio;
  • L’interconnessione fra istruzione formale, non formale e formazione professionale, in modo da favorire lo sviluppo di competenze e capacità rilevanti per inserirsi nel mercato del lavoro;

di Mina Falco 

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