Dacia Maraini con l’associazione “i colori della poesia”

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“Leggere è immaginifico”, ha detto la scrittrice Dacia Maraini incontrando gli studenti del Comune di Casalnuovo di Napoli nell’aula magna dell’IISS Giancarlo Siani.

È immaginifico perché, interpretando segni neri tracciati su di un foglio di carta, il lettore costruisce nella sua coscienza mondi sempre diversi. Attraverso questa considerazione della scrittrice Dacia Maraini, tra le icone del panorama letterario contemporaneo, gli studenti hanno potuto colloquiare e rivolgerle numerose domande, che la stessa Maraini, ha definito acute è pertinenti. Le curiosità dei giovani non sono state rivolte solo all’ultimo successo editoriale della nota scrittrice, ma soprattutto alle sue esperienze di vita e come il suo pensiero abbia influito nella vita delle persone che ha conosciuto nel corso del suo cammino letterario. La domanda di Paolo, uno dei primi studenti che ha preso la parola, è stata da spunto per ricordare lo spessore culturale di alcuni grandi nomi della letteratura contemporanea e del suo personale amico il regista e poeta Pier Paolo Pasolini. Ma è sui grandi temi della vita che il colloquio ha raggiunto il culmine, toccando ferite ancora aperte nella nostra società che sembra, secondo la scrittrice, ancora incapace di accettare la piena libertà di pensiero e parola.
Una libertà che passa attraverso la scelta di poter decidere della morte assistita, in caso di reale impossibilità a trovare una vita migliore, citando l’ormai tristemente noto caso del dj Fabo. La Maraini ha comunque espresso il suo totale accordo con le opinioni sulla sacralità dell’esistenza e sull’importanza di difenderla con ogni possibile mezzo, purché non prolunghi indicibili sofferenze.

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Eppure, la libertà moderna è anche quella d’avere il coraggio di utilizzare la tecnologia con consapevole intelligenza, piegandola al bisogno umano e non viceversa, per evitare che momenti di vita in comune diventino spunto di solitudine. A tale proposito, Dacia Maraini ha ricordato un episodio in cui i componenti di una famiglia seduti al ristorante, con gli occhi fissi sullo schermo di un cellulare, vivevano momenti di completa estraneità. La scrittrice ha infatti ironicamente osservato di non capire il motivo per cui ci si riunisce a tavola insieme, se poi ognuno sta per i fatti suoi con il telefonino. L’atteggiamento illusorio d’essere collegati con il mondo intero, ma che in realtà amplifica una solitudine sconcertante, colpisce non solo il mondo giovanile, ma quello di ogni fascia d’età, perché la falsa impressione d’interagire con il mondo intero si contrappone alla realtà delle vere relazioni umane. I tempi moderni hanno ingabbiato la percezione della libertà in una piccola scatola di plastica, metallo e circuiti elettronici che sta sgretolando antiche tradizioni ed usanze familiari.

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Gli interventi dei numerosi giovani e le loro osservazioni, lucide ed emotive, sono state intervallate dalla presentazione di alcuni dei loro lavori didattici che (prendendo spunto dal romanzo Tre Donne della stessa Maraini), hanno offerto elaborati grafici o letto interpretazioni e rivisitazioni tratte dal libro. I lavori sono stati sapientemente guidati dai docenti dell’Istituto Giancarlo Siani e Aldo Moro sostenitori del progetto di lettura “Scrittori in prima linea”, grazie alla lungimiranza dei suoi dirigenti scolastici: rispettivamente Luisa De Simone e Michelangelo Riemma, che hanno accolto con entusiasmo il programma culturale promosso dall’associazione I colori della poesia. Programma patrocinato dal sindaco Massimo Pelliccia e da tutta l’amministrazione del comune di Casalnuovo.

 

di Mario Volpe

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