Da Napoli una mozione per l’indipendenza della Repubblica di Artsakh

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Alcune settimane fa abbiamo incontrato Gevorg – Tovmasyan, 41enne armeno, in Italia dal 2004, quando ha lasciato il suo paese per un futuro migliore.
Laureato in diritto ed economia, “Giorgio” (per gli amici) è un’attivista dei Diritti Umani, che nel 2007 decide di lanciare una singolare iniziativa: riunire tutte le comunità Armene d’Italia in una grande rete, insieme ad altre organizzazioni no profit del mondo dei diritti umani. Decidono così di costituire il “Gruppo Armeni di Napoli”, con lo scopo di promuovere, attraverso la stampa locale e nazionale, la causa del popolo Armeno con particolare attenzione al ricordo del genocidio del 24 aprile 1915 da parte dell’impero ottomano, che provocò circa un milione e mezzo di morti.
Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian nella regione del Nagorno Karbakh ha avuto terribili conseguenze: interi villaggi distrutti, migliaia di morti nella società civile e masse di profughi in fuga dalla regione. L’uso di armi non convenzionali da parte dell’Azerbaigian in territorio armeno, come missili e droni di ultima generazione, ha violato le convenzioni dei diritti umani. Poi la resa. Su pressione della Russia di Putin, si arriva ad un accordo per il cessate il fuoco, che prevede la cessione di alcuni territori armeni all’Azerbaigian. Il popolo Armeno ha spiegato come questo accordo abbia tradito le loro aspettative, denunciando la chiara volontà di tutelare interessi geopolitici di altri paesi che puntano a consolidare la propria influenza nella regione per motivi energetici ed economici.
Da un lato la Turchia, palesemente schierata con l’Azerbaigian, al quale ha fornito supporto logistico e armamenti; dall’altro la Russia, legata da interessi storici e culturali all’Armenia, che si è fatta carico del ruolo di garanzia del negoziato.
Alla luce del recente conflitto, la rete di attivisti di cui Giorgio è promotore ha lanciato una massiccia campagna di sensibilizzazione, tra cui una lettera aperta alle istituzioni Campane e al Comune di Napoli, chiedendo al sindaco De Magistris e al Consiglio comunale di Napoli di mettere all’ordine del giorno la mozione del riconoscimento dell’Indipendenza della Repubblica dell’Artsakh da parte delle autorità Italiane.
Già altre dieci città hanno risposto favorevolmente a questo appello, tra cui il consiglio comunale di Milano, che ha approvato all’unanimità la mozione. Questa è l’unica strada democratica per fermare un conflitto bellico che dura da quasi un secolo, dove non ci sono vincitori ma solo sofferenza nelle popolazioni civili.

Così il nostro attivista: «In questi giorni di estrema preoccupazione, la voce di noi italiani di origine armena sta raggiungendo numerosi nostri amici. Persone che conoscono la storia dell’umanità, conoscono i rapporti millenari tra i nostri due popoli ma, soprattutto, sono custodi di valori non negoziabili. Pertanto, chiediamo al popolo Italiano di mobilitarsi e stare al fianco dei fratelli Armeni perché la vita e la libertà non possono essere sostituiti dalle armi».
Un grido di allarme che ci auspichiamo venga colto dalle istituzioni regionali e nazionali per accendere un faro di speranza sulla triste storia di questo popolo.

di Domenico Mallardo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE NUMERO 214
FEBBRAIO 2021

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