Massimo è lo pseudonimo scelto da Giuseppe, un ragazzo nato e cresciuto ad Ischia che dopo aver concluso gli studi decide di lasciare l’isola e realizzare il suo sogno nel cassetto: diventare un wrestler professionista. La strada che intraprende è lunga e tortuosa, ma Giuseppe sa a cosa va incontro. Dopo aver fatto il suo debutto in Italia nasce il suo personaggio, Massimo. Capisce però che il nostro Paese non gli offre le giuste opportunità e decide di trasferirsi in Canada: è l’inizio di un lungo cammino che lo porterà a calcare i ring di Germania, Regno Unito, Messico e Giappone. Lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio e scoprire alcuni dettagli della sua carriera da pro wrestler partita otto anni fa.

La disciplina che hai scelto di praticare richiede grande allenamento e tanto sacrificio. Cosa ti ha portato a sceglierla e come è nata la tua passione?

“È qualcosa che è nato molto presto, intorno ai cinque o sei anni: guardando la tv durante un normale sabato mattina mi trovai casualmente davanti ad uno show della WCW (diventata poi WWE, ndr). Rimasi incantato da quello sport così spettacolare ed eccentrico. Come spesso capita, quando rimani colpito così in giovane età poi decidi di portare quella cosa con te per tutta la vita, ed è quello che io ho fatto.”

Hai mosso i primi passi in Italia, ma la tua carriera si è sviluppata all’estero. Raccontaci il perché di questa tua scelta e come è stato interfacciarsi con così tante culture diverse.

“Ho iniziato nel nostro Paese perché era dove vivevo e studiavo. Ben presto però ho capito di essere difronte ad una realtà ancora embrionale: il mio primo allenatore si è rivelato essere poco preparato, oltre che una pessima persona. Dopo aver appreso la basi della disciplina ho deciso di inseguire il mio sogno trasferendomi in Canada ed è da lì che ha avuto inizio la mia avventura. Volevo qualcosa di più per me stesso e provare a coronare un sogno che in parte sto realizzando. Viaggiare mi ha permesso di conoscere tante culture diverse: ho imparato ad apprezzare ognuna di esse, da quella canadese a quella giapponese, da quella messicana a quella britannica.”

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Massimo entra in azione durante uno show in Scozia.                                                       Photo credit: David James Wilson

Quasi due anni fa sei andato incontro ad un grave infortunio. Come hai affrontato quel periodo, considerando il fatto che un atleta come te lavora con il suo corpo?

“È stato un periodo difficilissimo: avevo appena debuttato in Messico nella CMLL, la più antica compagnia di wrestling al mondo e durante un allenamento il mio ginocchio ha fatto una torsione innaturale. Ho percepito subito che si trattasse di qualcosa di negativo ma sono andato avanti per i successivi tre mesi con tape, fisioterapia e massaggi senza che la situazione migliorasse. È stato un momento difficilissimo, nel quale ho dovuto lavorare duramente pensando solo a recuperare dall’infortunio per realizzare il sogno di quando ero bambino. Sono tornato a fare wrestling solo un anno dopo la mia operazione, quando sono stato chiamato dalla WWE per fare un tryout (provino, ndr). È stato un motivo di immensa gioia e di grande rivalsa.”

Durante la tua carriera in giro per il mondo ti è mai mancato qualcosa di Ischia, o più in generale dell’Italia?

“Probabilmente non è la risposta che ti aspetteresti, ma ti dico di no. Ho lasciato l’Italia cercando di realizzare il sogno di una vita e sapevo a cosa sarei andato incontro. Ancora oggi, a sette anni da quando ho lasciato il nostro Paese, sono felicissimo della mia scelta.”

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Giuseppe in visita nella sua Ischia.

Raccontaci di un episodio della tua carriera che ti ha segnato particolarmente, un momento che tieni a cuore.

“C’è una foto che guardo quando mi sento giù di morale e che inevitabilmente finisco per pubblicare sui miei social molto spesso. Si tratta di un match che ho disputato in Giappone contro Minoru Tanaka, leggenda nipponica e tra i miei wrestler preferiti di sempre. Mi piace pensare a quando avevo tredici anni e guardavo i suoi incontri nel NJPW Best of Super Jr. e poi ricordare di aver combattuto contro di lui al Korakuen Hall, una delle arene di wrestling tra le più importanti in Giappone.”

Qual è la tua massima aspirazione? Hai degli obiettivi per il futuro?

“Mi considero una persona molto ambiziosa e sicuramente diventare un nome importante nel panorama mondiale del wrestling è il mio obiettivo principale. Purtroppo il mio infortunio al ginocchio e la pandemia che ha colpito il mondo hanno rallentato la mia carriera. Quando tutto tornerà alla normalità vi consiglio di seguire la scena di wrestling britannica. Sarà lì che arriverà la mia ascesa!”

di Marco Polli

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