Il #CUOREDINAPOLI, l’evento socioculturale nei Quartieri Spagnoli

Il #CuoreDiNapoli

Napoli non è una città come tutte le altre, è speciale e per rendersene conto bastava percorrere i vicoli allestiti lo scorso 21 aprile 2018 per la quarta edizione della manifestazione #CuoreDiNapoli. Un evento patrocinato dal Comune di Napoli ma organizzato dagli studenti del corso Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli che ogni anno, già mesi prima dell’evento, costituiscono un laboratorio nel luogo prescelto e cominciano a lavorare a opere e sistemi relazionali che verranno esposti il giorno della manifestazione, sotto il simbolo di un cuore pixellato. L’evento quest’anno si è svolto nei Quartieri Spagnoli ed è stato presentato attraverso un cortometraggio intitolato “La fine del mondo”, raccontato da Renato Carpentieri, recentemente premiato ai David di Donatello, che con la sua voce descrive Napoli come «città ostile, complicata, sempre sopra le righe eppure a Napoli esiste la felicità, quella vera che ti scoppia in petto senza un motivo. È l’amore senza una/un fine». Gli studenti hanno per mesi lavorato all’interno del FOQUS (Fondazione Quartieri Spagnoli) e ispirati dalle abitudini, dal luogo e dagli usi del posto hanno realizzato opere d’arte e installazioni relazionali ossia sistemi che funzionano solo se c’è un contatto fisico e interazione tra la gente. È stato possibile accendere la luce di un negozio, mentre si teneva per mano un’altra persona o scattare automaticamente una foto da una macchina fotografica posta al centro della strada solo se si toccava anche l’altra persona. È stato poi costruito un drago, definito “scultura antropologica relazionale” e esposto all’interno del FOQUS.

 

 

UN EVENTO DI E PER TUTTI

#CuoreDiNapoli non è soltanto questo. Le relazioni e la condivisione partono dall’organizzazione, perché senza l’aiuto e la collaborazione della comunità, non soltanto il giorno dell’evento stesso, ma anche nei mesi precedenti, nulla sarebbe possibile. #CuoreDiNapoli diventa l’evento di tutti, degli abitanti che allestiscono balconi, mura, porte con drappi rossi, cuori e bandierine; dei commercianti che hanno promosso varie iniziative, come sconti, brindisi, prodotti e simboli gratuiti; di artisti di strada che ballavano e cantavano le canzoni della tradizione napoletana coinvolgendo tutti. Un clima surreale e suggestivo, di gioia e di festa, in un momento storico difficile per la città. È interessante vedere come da un corso accademico può nascere un’iniziativa che coinvolge l’intera città, che fa conoscere i suoi usi, le sue abitudini ed è ancora più incredibile riconoscere la passione e l’orgoglio negli occhi dei giovani studenti che giravano per i vicoli e che vedevano con quanta partecipazione rispondeva al loro lavoro la comunità. Così, ad alcuni di loro ho chiesto: «Perché proprio il cuore?» E la risposta è stata: «Il cuore pixellato non è stato creato da noi, ma è diventato il nostro simbolo, perché abbiamo capito che Napoli è sentimento, unione e quando abbiamo visto che la comunità ha cominciato ad affezionarsi a questa nostra iniziativa e a collaborare e sostenerci abbiamo pensato che nessun altro simbolo, al di fuori del cuore, potesse essere più rappresentativo». Napoli è davvero unica.

di Mara Parretta

Tratto da Informare n° 181 Maggio 2018