18 app

Cultura per tutti o per pochi? Come cambia la 18app con la Legge di Bilancio

Gianrenzo Orbassano 23/12/2022
Updated 2022/12/23 at 3:37 PM
7 Minuti per la lettura

La Legge di Bilancio del Governo Meloni è oggi tema di discussione principale tra i banchi del Parlamento italiano. La scadenza per approvare la Legge di Bilancio – e quindi per evitare l’esercizio provvisorio – è imminente: entro il 31 dicembre 2022, entrambi i rami del Parlamento dovranno dare il loro via libera sul testo della Manovra. Caro energia, pos e reddito di cittadinanza sono sicuramente tra gli argomenti salienti. Ma stavolta, a generare un acceso dibattito, sono anche quelle misure legate al tema del mondo della cultura, come la 18app.

Un bonus di 500 euro ai giovani

Se da un lato rileviamo che la cultura, in termini politici oltre che sociali, sta ottenendo – finalmente – il suo spazio nel dibattito pubblico, dobbiamo però riportare quello che si intende fare con la stessa legge di bilancio in attesa di approvazione. A proposito, l’aula della Camera voterà la questione di fiducia posta dal governo alla legge di bilancio nella serata di oggi.

L’intervento che sta tenendo banco in tema cultura, sono le modifiche apportate alla 18app, un bonus di 500 euro per i diciottenni dedicato agli acquisti culturali: non solo libri, ma anche cinema, teatro, spettacoli, concerti, biglietti per musei, mostre, aree archeologiche, parchi naturali. Il bonus è stato particolarmente importante per molti neo diciottenni. 18app è stata una misura ideata come una sorta di “benvenuto” nella maggiore età e, per la prima volta, l’Italia ha voluto investire sulla capacità di scegliere autonomamente i propri consumi culturali. La maggior parte dei diciottenni che ne hanno usufruito, ha usato il bonus per acquistare libri (il 78%), per andare al cinema o a teatro, per visitare una mostra o un museo. Nel corso del 2022, 18app è stata utilizzata da 440mila giovani, generando una spesa di oltre 220 milioni di euro

18app: come cambierà secondo le intenzioni del Governo

Ma cosa prevedono le modifiche in merito alla 18app nella legge di bilancio? Sostanzialmente, si trasforma in due nuovi bonus basati sui voti a scuola e sul reddito tramite Isee. L’emendamento del governo prevede che per i maggiorenni arrivino una “Carta della cultura Giovani”, per i residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari con Isee fino a 35mila euro, assegnata e utilizzabile nell’anno successivo a quello del compimento di 18 anni. E una “Carta del merito” per chi si è diplomato con 100 centesimi. I due bonus valgono 500 euro ciascuno e sono cumulabili. Allo stesso tempo, si rafforzeranno i meccanismi per evitare le violazioni e le truffe legate a queste misure.

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha così commentato: “Con queste misure diamo valore al merito e mettiamo in campo un sistema equo per rendere più accessibile la cultura ai giovani“. Lo stesso ha fatto il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano: “18app va ridefinita e rinominata, affinché questo strumento diventi realmente una modalità di consumi culturali per i giovani, orientandoli alla lettura di libri, alla visita di mostre, ai corsi di lingua e alla musica. Introdurremo una soglia Isee che escluda persone appartenenti a famiglie con redditi elevati“.

18app, prima abolito e poi riformulato: l’ennesimo dietrofront del Governo

E pure le prime intenzioni di abolire la 18app, sono state ben presto archiviate – così come la soglia minima per i pagamenti elettronici. Di fatti, oggi si parla di una riformulazione della misura introdotta nel 2016 dal Governo Renzi. Ci si interroga però, se è giusto legare questa misura al profilo fiscale dei genitori, attraverso il riferimento all’indicatore ISEE, l’aiuto ai giovani per l’accesso ai consumi culturali. La direzione del governo in merito alla “riforma” sulla 18app, snaturerebbe la natura stessa dell’intervento: non parleremo più di una misura indirizzata ai soli ragazzi e alle ragazze delle famiglie in difficili condizioni economiche, individuati come un gruppo a parte, ma un primo provvedimento col quale lo Stato dà una grande opportunità a tutti i giovani che entrano nell’età adulta.

Lo fa – e lo ha fatto – soprattutto senza distinzioni tra loro, sostenendoli tutti insieme nell’accesso ai consumi culturali, riconoscendo ai ragazzi un bonus consistente al raggiungimento della loro maggiore età. Gli stessi neo diciottenni potevano, in assoluta libertà, decidere come spendere quel bonus. Questa è una delle critiche sollevate dalla minoranza parlamentare e da gran parte del mondo della cultura. Ma focalizziamoci sul “merito”: le modifiche alla 18app, potrebbero costituire ulteriori motivi di disuguaglianza anziché premiare effettivamente quella che dovrebbe essere la finalità nobile dell’iniziativa, ovvero la possibilità di accesso alla cultura ai nostri ragazzi. Non si può pensare che la cultura sia riservata solo a chi ce la fa a raggiungere un determinato voto alla maturità.

Meccanismo anti truffa e le proteste del mondo dell’editoria

Proprio in questi giorni, il mondo del libro italiano tra autori, editori, librai, cartolibrai e bibliotecari, sta dimostrando unità nell’appellarsi al Parlamento e al Governo per chiedere il ritiro delle proposte di modifica e cancellazione della 18App. Si chiede infatti non solo di confermare la 18 App, ma anche di farlo con l’attuale dotazione e per tutti, indipendentemente dal reddito dei genitori. Inoltre, sulla questione delle truffe e delle violazioni, è fuori discussione che 18app non sia perfetta.

Le indagini in merito della Guardia di Finanza, hanno portato alla luce numerose truffe. Giusto l’intervento del governo a mettere un freno all’improprio uso delle risorse che danneggia prima di tutto il mondo del libro. Lo spirito dell’iniziativa dovrebbe però rimanere fermo al principio che la 18app sia per tutti. Sarebbe ingiusto che i nostri giovani debbano pagare il prezzo di chi abusa di questo strumento. Parliamo comunque di numeri molti esigui: secondo i dati resi noti dalla Guardia di Finanza, gli abusi nel periodo 2018-2020 riguardano il 2,36% del totale delle risorse impegnate. Tutte da scoprire saranno appunto i meccanismi anti truffa per contrastare le violazioni in merito. Quale sarà il destino della 18app? Lo scopriremo nei prossimi giorni.

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