Criticare è un diritto, minacciare no. Scorta Per Azzolina, Sileri e Fontana

Criticare è un diritto costituzionale, minacciare e insultare assolutamente no, e per tal motivo non saranno mai modalità giustificate.

Il diritto di critica è disciplinato dall’art. 21 della Costituzione italiana, il quale recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Dinnanzi ad una diversa visione in merito ad una problematica, c’è chi adotta questo diritto discutendo in maniera costruttiva e serena, come l’uomo, e c’è chi preferisce invece insultare e addirittura minacciare, come “l’animale a 2 gambe”.

Un approccio, il secondo, totalmente inaccettabile e vergognoso che farebbe rabbrividire gli animali stessi, se potessero parlare.

Ministra Azzolina sotto scorta, dopo insulti e attacco hacker al suo conto corrente

L’istruzione ha vissuto mesi di grande confusione, tra didattica a distanza e ipotesi di riapertura. Parafulmini di questo tornado confusionale, è stata la Ministra Azzolina, chiamata più e più volte a fornire chiarimenti sulle nuove procedure da adottare, seppur non sempre in modo chiaro.

Da circa tre giorni, la Ministra è scortata dagli uomini della Guardia di finanza, che la seguono a distanza. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, la Azzolina sarebbe stata oggetto di insulti e minacce sui social, nonché di vari tentativi di hackeraggio, a carico del suo profilo Facebook e conto corrente personale.

Immediato l’invito ad abbassare i toni da parte del Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, il quale in un post su Facebook ha dichiarato: «Bisogna abbassare i toni e la politica, per prima, deve dare il buon esempio. Ognuno è giusto che esprima le proprie idee, il confronto è sempre sano e democratico, ma trovo inqualificabili gli insulti sessisti che sono stati rivolti nelle ultime settimane alla Ministra Azzolina. Lucia è stata attaccata e minacciata, tanto che da qualche giorno le è stata assegnata anche una scorta. A lei va la mia totale vicinanza».

Negli ultimi giorni, assegnata scorta anche per Sileri e Fontana

Il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri è finito sotto scorta a seguito di minacce ricevute e vari tentativi di corruzione in merito alla destinazione dei fondi pubblici per l’emergenza COVID-19. La procura di Roma ha comunicato l’avvio di una inchiesta a carico di ignoti.

Il viceministro ha riferito ai magistrati di aver trovato un biglietto di minacce sul parabrezza della propria auto, nonché la presenza di persone sospette nei pressi della sua abitazione. Al momento non sono stati ancora rilasciati commenti ufficiali. «Più si sale in vetta, più tira il vento. Il nostro dovere è dare il massimo». Questo il criptico commento rilasciato da Sileri per “Radiouno Rai”.

Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è finito sicuramente più di altri nell’occhio del ciclone, per una gestione dell’emergenza, ritenuta da molti lacunosa e poco chiara. Circa 2 giorni fa la prefettura di Varese ha deciso di assegnagli una scorta, a seguito del clima incandescente venutosi a creare, e dopo la comparsa di due murales, a Milano, in cui viene apostrofato come “assassino”, accompagnati da numerose minacce sul web.

A seguire Fontana nei suoi spostamenti c’è adesso un’auto di scorta con un agente, un provvedimento “di quarto livello”, che si traduce tecnicamente in una vettura “non protetta” con uno o due agenti che possono seguire il governatore con l’auto di servizio o a bordo di altro veicolo.

Il Presidente ha confermato l’assegnazione della scorta mediante un post su Facebook, chiarendo che però non è stata una sua richiesta, ma una decisione posta in essere dalle autorità competenti. Ha concluso poi: «Per me non cambia nulla, il mio lavoro prosegue con la stessa determinazione di sempre. Per il bene dei lombardi e della Lombardia».

“Dovremmo essere così grandi da non offendere e così nobili da non sentirci offesi”(Abraham Lincoln)

 

di Simone Cerciello

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