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Crisi nelle sale cinematografiche: come e perché muoiono i cinema di provincia

Paolo Cutillo 20/01/2023
Updated 2023/01/19 at 9:08 PM
3 Minuti per la lettura

Il post pandemia ha portato con sé tante problematiche, come la crisi delle sale cinematografiche. Le sale che hanno chiuso i battenti in Italia, dal 2020 al 2022, sono state circa 700, con un picco massimo di 400 nel 2020. Ma dove risiede il problema? Quali sono le cause scatenanti di questo fenomeno mondiale che però colpisce in particolar modo l’Italia?

Crisi nelle sale cinematografiche: il primato italiano nel confronto con l’Europa

Se analizziamo e confrontiamo i dati italiani con quelli delle altre nazioni europee, emerge un primato negativo del nostro paese nel confronto con l’Europa. Nel 2020 i dati sugli incassi delle sale cinematografiche sono negativi per i maggiori paesi europei: Francia -54%, Gran Bretagna – 57%, Spagna -59%, Germania -64% e Italia -74%. Nel 2021, invece, tutti i paesi sopracitati hanno nuovamente incrementato gli incassi, eccetto l’Italia, che ha subito un ulteriore decremento del 12%.

I dati potrebbero far pensare che la causa principale di questa crisi italiana delle sale possa essere il Covid, ma il problema era presente già nel periodo precedente, quando gli incassi delle sale cinematografiche erano altalenanti ma costanti, di livello medio-basso, con una particolare flessione negativa nel 2017 e nel 2018.

Le zone periferiche sono le più colpite

I dati sopramenzionati riguardano tutto il territorio nazionale, ma sono le periferie e le provincie le zone più colpite dalla crisi. Le grandi città, grazie ad investimenti ed alla maggiore densità di popolazione, riescono a mantenere alti gli incassi e la qualità delle sale cinematografiche. In zone periferiche, invece, non si riesce a far fronte a perdite e le condizioni delle sale lasciano a desiderare. Tutto ciò non ha fatto altro che portare i pochi avventori delle sale di provincia verso quelle delle grandi città o dei centri commerciali. Anche la disparità sui costi dei biglietti e sulla mancanza di offerte hanno influito sulla scelta delle persone, protese sempre più verso le grandi catene.

Ripartire dalle comunità: aggregazione e appartenenza

Cosa si può salvare e cosa dovrebbero fare le sale cinematografiche che si trovano in provincia? Tutte le possibili soluzioni convergono in un punto: ripartire dalle comunità e puntare su aggregazione e appartenenza di quelle poche strutture che ancora resistono sul nostro territorio. Valorizzare e proteggere le piccole realtà, come il Teatro Ricciardi a Capua o il Lendi di Sant’Arpino, significa ridare carattere comunitario ad un territorio. Il tutto potrà avvenire solo con adeguate iniziative da parte delle piccole amministrazioni o delle comunità stesse tramite associazioni o comitati, affinché si ridia pubblico a quelle sedie vuote.

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