Al Liceo Classico “D. Cirillo” di Aversa dibattito su “Criminalità e Microcriminalità”

Incontro Liceo Classico "D. Cirillo" di Aversa - Photo credit Carmine Colurcio

«Se io posso avere qualcosa da questo sistema corrotto mi metto in fila a chiedere oppure no?»

 

Criminalità e microcriminalità risultano essere tema all’ordine del giorno e sempre più diventano macabro rifugio per i giovani. Indispensabile dovrebbe essere la conoscenza e il dibattito, fonte ricca di speranza per chi, più sfortunato, è nato ai margini della società e senza opportunità. E allora ecco che lo scorso mese, durante la settimana dello studente al Liceo “D. Cirillo” di Aversa invitati dal referente degli studenti Gennaro Riccio per discutere sul tema: criminalità e microcriminalità con Alessandra Clemente, assessore alle politiche giovanili del comune di Napoli per la microcriminalità, e con il presidente dell’associazione “Centro Studi Officina Volturno” Tommaso Morlando per la criminalità organizzata.

Alessandra Clemente racconta la sua storia, la perdita della madre uccisa dalla camorra, sotto i suoi occhi, all’età di 39 anni durante una sparatoria nel quartiere Arenella di Napoli. Azioni violente ed efferate che sono frutto di un sistema teso ad accumulare denaro allo stesso livello di un imprenditore. Un tassello della sua vita che l’ha portata oggi ad un riscatto, a credere alla potenza della cultura e della politica. Alessandra spiega ai ragazzi che la parola “politica” vuol dire prendersi cura della polis e ricorda che importante è sicuramente essere parte attiva della società perché prendersi cura degli altri è il modo più bello per prendersi cura di se stessi.

«Ho 30 anni, sono un avvocato e 5 anni fa è iniziato il mio impegno politico all’interno della pubblica amministrazione della mia città. Non conoscevo Napoli sebbene sia nata, cresciuta e continuo a vivere qui. Sindaco già da 2 anni, Luigi de Magistris mi ha incontrata durante la mia attività come volontaria mentre frequentavo l’università. Ho sempre preso parte alle attività dell’associazione “Libera” con presidente Don Luigi Ciotti. Lui si preoccupa di come le persone possano impegnarsi a riscattare le terre che amano. Riscattarle da una catena, da una mano pesante che non gli consente di volare, di crescere, di sognare sottraendole così dal peso delle organizzazioni criminali. Il sindaco mi incontrò nel carcere minorile di Nisida, impegnata in un programma dove noi ragazzi volontari eravamo uniti con i ragazzi del carcere per abbattere tutte le barriere che c’erano tra giovani con delle opportunità e altri che non ne avevano avute. La società nei loro confronti ha fallito in quanto tutti dovrebbero avere il diritto a vivere una vita dignitosa, il diritto ad accedere alla cultura, alla formazione, il diritto all’emancipazione. A Nisida, Luigi De Magistris ha incontrato un gruppo di ragazzi volontari che, come me, hanno deciso che il loro tempo libero poteva diventare prezioso dando un contribuito ad affrontare la violenza e il degrado di quella realtà attraverso un programma di rieducazione e di rinascita per i giovani meno fortunati. Ci sono, infatti, ragazzi che iniziano un percorso fatto di inganni e per avere soldi iniziano a vendere droga, giubbini o scarpe contraffatte perché sicuramente 100 euro in tasca a fine giornata sono concreti pur restando un inganno. Dunque dalla società arrivano risposte concrete ma non complete. Il sindaco rimase colpito dall’impegno di questo gruppo di ragazzi e chiese a me di diventare assessore ai giovani. E io così giovane, 25 anni, con tanta paura e poca fiducia nella politica decisi di accettare. Oggi per me il più grande successo è essere qui con voi e sentire che anche voi come me amate la giustizia, voi come me siete pronti a non permettere a nessuno di lasciare sogni di altri ragazzi su un asfalto. E le motivazioni sono importanti».

Tommaso Morlando: «È una vita che vado nelle scuole e nelle carceri perché mi interessa conoscere le varie realtà e rispondere alle domande che emergono, creare un dibattito con i partecipanti per parlare di argomenti tanto complessi come criminalità e microcriminalità. Quando mi chiedono “ma secondo te la camorra è stata sconfitta?” rispondo che è assolutamente falso. La criminalità cade e si rialza e si riorganizza, si modifica, si evolve, assumendo aspetti completamente differenti usando colletti bianchi e professionisti, e in considerazione dei grandi capitali che gestiscono e che devono ripulire, si infiltrano negli ambienti sani dell’economia e della finanza. Per il momento grazie alla Magistratura e alle Forze dell’ordine è stato sconfitto un clan, quello dei casalesi, ma la camorra e le mafie sono ancora presenti. Altra cosa è la microcriminalità napoletana, di cui ultimamente i media tanto si stanno interessando, ma è cosa completamente diversa dalle organizzazioni criminali, e non è un fenomeno collegato alla serie TV di Gomorra, un emulazione improponibile nella realtà. Occorre investire in cultura e informazione! Pian piano le cose si ottengono se si vuole cambiare veramente. Noi adulti, dobbiamo lasciare traccia positiva del nostro operato ai ragazzi, perché solo quando non ci saranno più cittadini che ricorrono all’antistato per risolvere i loro problemi, e si rivolgeranno ad uno stato di diritto che funzioni e sia credibile, allora si inizierà a credere in un mondo migliore e vivere nel rispetto delle regole in un paese normale. Voi ragazzi siete la vera speranza del futuro».

di Giovanna Cirillo