Crescere a Villa Laura: la forza di donare speranza ad ogni bambino

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Maria Montessori diceva che “se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo”. Per questo Anna Scandurra e suo marito Enzo Troise, dopo aver lavorato per anni in carceri e comunità per il recupero dei tossicodipendenti, hanno deciso di voler lavorare affinché nessun bambino potesse perdere la speranza di avere un futuro ricco di luce, senza inciampare negli errori di quelle persone adulte che avevano sempre cercato di aiutare. Così nel 2014 davano vita, sul territorio di Castel Volturno, alla casa famiglia Villa Laura.

Da sette anni Anna, psicologa e responsabile della casa famiglia, con la sua equipe accoglie e tutela bambini allontanati dalle famiglie d’origine per motivi quali: abusi, maltrattamenti e negligenze di vario genere. In questo modo ridona loro i diritti e l’amore necessario per poter crescere consapevoli di essere preziosi per il mondo. Prendendo spunto dai coniugi Schiff e applicando la rigenitorizzazione, una forma di psicoterapia in cui l’educatore o il terapeuta assume attivamente il ruolo della figura genitoriale, rimettendo il bambino in condizione di rivivere lo stato dell’esser figlio, Anna aiuta ad affrontare e superare i traumi subiti tra le mura familiari.

Dare una continuità affettiva e impiantare nei bambini l’idea che non esisterà più l’abbandono e che l’educatore ci sarà sempre, ha fatto sì che anche dopo esser stati adottati o esser ritornati nelle famiglie d’origine, il rapporto di fiducia e di amore reciproco creatosi nell’abbraccio di Villa Laura non sparisse. Anna ci racconta che ancora oggi quelli che son stati i suoi ragazzi nutrono affetto nei suoi confronti e riconoscono in lei un pilastro della loro crescita. Ad oggi più di 100 bambini affidati dai servizi sociali hanno fatto parte della famiglia di Anna, alcuni dei quali avevano i genitori impegnati in un percorso di valutazione con il tribunale.

Rimettendosi in gioco con grande senso di responsabilità questi genitori son riusciti ad abbracciare di nuovo i propri figli, mettendo da parte le varie difficoltà che li avevano separati. «Ultimamente – ha sottolineato Anna – registriamo un incremento di genitori con patologie psichiatriche».

Questi non vengono seguiti dalle ASL di competenza per cui tali soggetti, abbandonati a loro stessi, mettono al mondo dei figli i quali inevitabilmente vengono esposti a rischi molto alti. I servizi sociali, in questo, svolgono un ruolo di trincea rischiando di subire vendette e ritorsioni, nonostante con i pochi mezzi e risorse a disposizione cerchino solo di salvare il maggior numero possibile di minori.

Anna ci ha spiegato il cammino che affronta un bambino, sin dai primi momenti a Villa Laura: «Quando un bambino arriva viene accolto da tutta la famiglia, cane e gatto compresi, e insieme superiamo i primi momenti destabilizzanti dovuti al fatto che viene portato via di punto in bianco, in un regime di massima sicurezza, e condotto qui. Con l’aiuto delle educatrici, delle mie figlie, di mio padre e, soprattutto, con l’aiuto degli altri bambini in pochi giorni riusciamo a tranquillizzarlo per far sì che Villa Laura possa diventare per lui casa.

Quando si vive nel maltrattamento, nell’incuria e nell’abbandono avere un posto caldo e ricevere delle attenzioni è fondamentale. Il bambino in questo modo si lascia andare, abbandonandosi completamente all’abbraccio di chi vuol prendersene cura. Poi il procedimento si apre in tribunale, il giudice inizia a convocare familiari e assistenti sociali per capire quale sia la situazione e dà delle prescrizioni. A quel punto i genitori devono seguire le linee del giudice e quasi sempre vengono a far visita ai bambini, in modo da poter mantenere un contatto e alimentare il rapporto in vista di un eventuale ritorno a casa.

Nel giro di un anno solitamente il giudice decide se il bambino deve ritornare a casa o se bisogna procedere con l’adozione; a quel punto poi si cerca la famiglia più giusta». Dopo la permanenza a Villa Laura i bambini rifioriscono e diventano consapevoli delle proprie potenzialità, rientrando nel mondo con dei modelli sani a cui ispirarsi e diventano adulti che cercano, come ci è stato detto: nulla di meno della felicità.

di Rossella Schender

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°217

MAGGIO 2021

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